Legge di stabilità 2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232


Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 ebilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. (16G00242)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Parte I

Sezione I

Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici

Art. 1
Risultati differenziali. Norme in materia di entrata e di spesa e altre disposizioni. Fondi speciali

1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso almercato finanziario, in termini di competenza e di cassa, di cuiall’articolo 21, comma 1-ter, lettera a), della legge 31 dicembre2009, n. 196, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sono indicatinell’allegato n. 1 annesso alla presente legge. I livelli del ricorsoal mercato si intendono al netto delle operazioni effettuate al finedi rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passivita’preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.

2. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate leseguenti modificazioni:

a) all’articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventidi efficienza energetica:

1) le parole: «31 dicembre 2016», ovunque ricorrono, salvoquanto previsto dal numero 2) della presente lettera, sono sostituitedalle seguenti: «31 dicembre 2017»;

2) al comma 2, lettera a), le parole: «31 dicembre 2016» sonosostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021»;

3) dopo il comma 2-ter sono inseriti i seguenti:

«2-quater. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di particomuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucrodell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento dellasuperficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, la detrazione dicui al comma 1 spetta nella misura del 70 per cento. La medesimadetrazione spetta, nella misura del 75 per cento, per le spesesostenute per interventi di riqualificazione energetica relativi alleparti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare laprestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno laqualita’ media di cui al decreto del Ministro dello sviluppoeconomico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015. Le detrazioni dicui al presente articolo sono calcolate su un ammontare complessivodelle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numerodelle unita’ immobiliari che compongono l’edificio.

2-quinquies. La sussistenza delle condizioni di cui al primo e alsecondo periodo del comma 2-quater e’ asseverata da professionistiabilitati mediante l’attestazione della prestazione energetica degliedifici di cui al citato decreto del Ministro dello sviluppoeconomico 26 giugno 2015. L’Agenzia nazionale per le nuovetecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)effettua controlli, anche a campione, su tali dichiarazioni. Lamancata veridicita’ dell’attestazione comporta la decadenza dalbeneficio, ferma restando la responsabilita’ del professionista aisensi delle disposizioni vigenti.

2-sexies. Per gli interventi di cui al comma 2-quater, a decorreredal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione, i soggettibeneficiari possono optare per la cessione del corrispondente creditoai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altrisoggetti privati, con la facolta’ di successiva cessione del credito.Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediarifinanziari. Le modalita’ di attuazione del presente comma sonodefinite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente disposizione.

2-septies. Le detrazioni di cui al comma 2-quater sono usufruibilianche dagli istituti autonomi per le case popolari, comunquedenominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprieta’adibiti ad edilizia residenziale pubblica»;

b) all’articolo 15, comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sonosostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2017»;

c) all’articolo 16, concernente detrazioni fiscali per interventidi ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili:

1) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituitedalle seguenti: «31 dicembre 2017»;

2) il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente:

«1-bis. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre2021 per gli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1, letterai), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica22 dicembre 1986, n. 917, le cui procedure autorizzatorie sonoiniziate dopo la data di entrata in vigore della presentedisposizione, su edifici ubicati nelle zone sismiche ad altapericolosita’ (zone 1 e 2) di cui all’ordinanza del Presidente delConsiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nelsupplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8maggio 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione e adattivita’ produttive, spetta una detrazione dall’imposta lorda nellamisura del 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo dellestesse spese non superiore a 96.000 euro per unita’ immobiliare perciascun anno. La detrazione e’ ripartita in cinque quote annuali dipari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quellisuccessivi. Nel caso in cui gli interventi di cui al presente commarealizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione diinterventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo dellimite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si tieneconto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali sie’ gia’ fruito della detrazione»;

3) dopo il comma 1-bis, come sostituito dal numero 2) dellapresente lettera, sono inseriti i seguenti:

«1-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021,le disposizioni del comma 1-bis si applicano anche agli edificiubicati nella zona sismica 3 di cui all’ordinanza del Presidente delConsiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nelsupplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8maggio 2003.

1-quater. Qualora dalla realizzazione degli interventi di cui aicommi 1-bis e 1-ter derivi una riduzione del rischio sismico chedetermini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, ladetrazione dall’imposta spetta nella misura del 70 per cento dellaspesa sostenuta. Ove dall’intervento derivi il passaggio a due classidi rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80 percento. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,da adottare entro il 28 febbraio 2017, sentito il Consiglio superioredei lavori pubblici, sono stabilite le linee guida per laclassificazione di rischio sismico delle costruzioni nonche’ lemodalita’ per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati,dell’efficacia degli interventi effettuati.

1-quinquies. Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater sianorealizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazionidall’imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma1-quater spettano, rispettivamente, nella misura del 75 per cento edell’85 per cento. Le predette detrazioni si applicano su unammontare delle spese non superiore a euro 96.000 moltiplicato per ilnumero delle unita’ immobiliari di ciascun edificio. Per taliinterventi, a decorrere dal 1º gennaio 2017, in luogo delladetrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione delcorrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gliinterventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facolta’ disuccessiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione adistituti di credito e ad intermediari finanziari. Le modalita’ diattuazione del presente comma sono definite con provvedimento deldirettore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

1-sexies. A decorrere dal 1º gennaio 2017, tra le spese detraibiliper la realizzazione degli interventi di cui ai commi 1-ter, 1-quatere 1-quinquies rientrano anche le spese effettuate per laclassificazione e verifica sismica degli immobili»;

4) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

«2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma1, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizioiniziati a decorrere dal 1º gennaio 2016, e’ altresi’ riconosciutauna detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suoammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno2017 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classenon inferiore ad A+, nonche’ A per i forni, per le apparecchiatureper le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzatiall’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazionedi cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto indieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 percento delle spese sostenute ed e’ calcolata su un ammontarecomplessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gliinterventi effettuati nell’anno 2016 ovvero per quelli iniziati nelmedesimo anno e proseguiti nel 2017, al netto delle spese sostenutenell’anno 2016 per le quali si e’ fruito della detrazione. Ai finidella fruizione della detrazione dall’imposta, le spese di cui alpresente comma sono computate indipendentemente dall’importo dellespese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delledetrazioni di cui al comma 1».

3. Le detrazioni di cui all’articolo 16, commi 1-bis, 1-ter,1-quater, 1-quinquies e 1-sexies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,come modificato dal comma 2 del presente articolo, non sonocumulabili con agevolazioni gia’ spettanti per le medesime finalita’sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventisismici.

4. Il credito d’imposta di cui all’articolo 10 del decreto-legge 31maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29luglio 2014, n. 106, e’ riconosciuto anche per i periodi d’imposta2017 e 2018, nella misura del 65 per cento, a condizione che gliinterventi abbiano anche le finalita’ di cui al comma 2 del presentearticolo. Sono comprese tra i beneficiari del credito d’imposta dicui al periodo precedente anche le strutture che svolgono attivita’agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96, edalle pertinenti norme regionali.

5. Il credito d’imposta di cui al comma 4, come prorogato emodificato dal medesimo comma, e’ ripartito in due quote annuali dipari importo e puo’ essere utilizzato a decorrere dal periodod’imposta successivo a quello in cui gli interventi sono statirealizzati, nel limite massimo di 60 milioni di euro nell’anno 2018,di 120 milioni di euro nell’anno 2019 e di 60 milioni di euronell’anno 2020.

6. Per quanto non diversamente previsto dai commi 4 e 5 continuanoad applicarsi le disposizioni contenute nell’articolo 10 deldecreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Entro sessanta giorni dalla datadi entrata in vigore della presente legge si provvedeall’aggiornamento del decreto di cui all’articolo 10, comma 4, delcitato decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 106 del 2014.

7. All’articolo 10, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2014, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n.106, le parole: «e di 50 milioni di euro per gli anni dal 2016 al2019» sono sostituite dalle seguenti: «, di 50 milioni di euro perl’anno 2016, di 41,7 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 e di16,7 milioni di euro per l’anno 2019».

8. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 91, della legge 28dicembre 2015, n. 208, si applicano anche agli investimenti in benimateriali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e gli altri mezzi ditrasporto di cui all’articolo 164, comma 1, lettere b) e b-bis), deltesto unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, effettuatientro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018 acondizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordinerisulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento diacconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo diacquisizione.

9. Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica edigitale secondo il modello «Industria 4.0», per gli investimenti,effettuati nel periodo indicato al comma 8, in beni materialistrumentali nuovi compresi nell’elenco di cui all’allegato A annessoalla presente legge, il costo di acquisizione e’ maggiorato del 150per cento.

10. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui alcomma 9 e che, nel periodo indicato al comma 8, effettuanoinvestimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco dicui all’allegato B annesso alla presente legge, il costo diacquisizione di tali beni e’ maggiorato del 40 per cento.

11. Per la fruizione dei benefici di cui ai commi 9 e 10, l’impresae’ tenuta a produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentanteai sensi del testo unico delle disposizioni legislative eregolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiorea 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da uningegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albiprofessionali o da un ente di certificazione accreditato, attestanteche il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlonegli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B annessi allapresente legge ed e’ interconnesso al sistema aziendale di gestionedella produzione o alla rete di fornitura.

12. La determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’impostain corso al 31 dicembre 2017 e per quello successivo e’ effettuataconsiderando quale imposta del periodo precedente quella che sisarebbe determinata in assenza delle disposizioni di cui ai commi 8,9 e 10.

13. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cuiall’articolo 1, commi 93 e 97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

14. All’articolo 21-quinquies del decreto-legge 27 giugno 2015, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituitedalle seguenti: «31 dicembre 2017»;

b) al comma 3, le parole: «e del 20 per cento per l’anno 2016»sono sostituite dalle seguenti: «, del 20 per cento per l’anno 2016 edel 15 per cento per l’anno 2017».

15. All’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145,convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9,riguardante il credito d’imposta per attivita’ di ricerca e sviluppo,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «fino a quello in corso al 31 dicembre2019» sono sostituite dalle seguenti: «fino a quello in corso al 31dicembre 2020» e le parole: «nella misura del 25 per cento dellespese» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 50 per centodelle spese»;

b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Il credito d’imposta di cui al comma 1 spetta anche alleimprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio delloStato di soggetti non residenti che eseguono le attivita’ di ricercae sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti olocalizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Statiaderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Staticompresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19settembre 1996»;

c) al comma 3, le parole: «euro 5 milioni» sono sostituite dalleseguenti: «euro 20 milioni»;

d) al comma 6, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:

«a) personale impiegato nelle attivita’ di ricerca e sviluppo dicui al comma 4»;

e) il comma 7 e’ abrogato;

f) al comma 8 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, adecorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono statisostenuti i costi di cui al comma 6 del presente articolo».

16. Le disposizioni di cui al comma 15, ad esclusione di quella dicui alla lettera f), hanno efficacia a decorrere dal periodod’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.

17. All’articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, concernente le imprese minori, sono apportate le seguentimodificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

«1. Il reddito d’impresa dei soggetti che, secondo le disposizionidel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, applicano il regime di contabilita’ semplificata, e’ costituitodalla differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85 edegli altri proventi di cui all’articolo 89 percepiti nel periodod’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stessonell’esercizio dell’attivita’ d’impresa. La differenza e’ aumentatadei ricavi di cui all’articolo 57, dei proventi di cui all’articolo90, comma 1, delle plusvalenze realizzate ai sensi dell’articolo 86 edelle sopravvenienze attive di cui all’articolo 88 e diminuita delleminusvalenze e sopravvenienze passive di cui all’articolo 101»;

b) al comma 3:

1) al primo periodo, le parole: «109, commi 1, 2, 5, 7 e 9,lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «109, commi 5, 7 e 9,lettera b),»;

2) il terzo e il quarto periodo sono soppressi.

18. Il reddito del periodo d’imposta in cui si applicano ledisposizioni dell’articolo 66 del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 17 del presentearticolo, e’ ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hannoconcorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo ilprincipio della competenza.

19. Al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, nelcaso di passaggio da un periodo d’imposta soggetto alladeterminazione del reddito delle imprese minori ai sensidell’articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aun periodo d’imposta soggetto a regime ordinario, e viceversa, iricavi, i compensi e le spese che hanno gia’ concorso alla formazionedel reddito, in base alle regole del regime di determinazione delreddito d’impresa adottato, non assumono rilevanza nelladeterminazione del reddito degli anni successivi.

20. All’articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446, concernente la determinazione del valore della produzione nettadelle societa’ di persone e delle imprese individuali agli effettidell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, dopo il comma 1 e’inserito il seguente:

«1-bis. Per i soggetti di cui al comma 1, che determinano ilreddito ai sensi dell’articolo 66 del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, la base imponibile di cui al comma 1 delpresente articolo e’ determinata con i criteri previsti dal citatoarticolo 66».

21. Ai fini della determinazione della base imponibile dell’impostaregionale sulle attivita’ produttive per i soggetti di cui al comma1-bis dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997,n. 446, introdotto dal comma 20 del presente articolo, si applicano,in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 18 e 19 delpresente articolo.

22. L’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1973, n. 600, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 18 (Contabilita’ semplificata per le imprese minori). – 1. Ledisposizioni dei precedenti articoli si applicano anche ai soggettiche, a norma del codice civile, non sono obbligati alla tenuta dellescritture contabili di cui allo stesso codice. Tuttavia, i soggettiindicati alle lettere c) e d) del primo comma dell’articolo 13,qualora i ricavi indicati agli articoli 57 e 85 del testo unico delleimposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, percepiti in un anno intero,ovvero conseguiti nell’ultimo anno di applicazione dei criteriprevisti dall’articolo 109, comma 2, del medesimo testo unico, nonabbiano superato l’ammontare di 400.000 euro per le imprese aventiper oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per leimprese aventi per oggetto altre attivita’, sono esonerati per l’annosuccessivo dalla tenuta delle scritture contabili prescritte daiprecedenti articoli, salvi gli obblighi di tenuta delle scritturepreviste da disposizioni diverse dal presente decreto. Per icontribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizie altre attivita’ si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativiall’attivita’ prevalente. In mancanza della distinta annotazione deiricavi, si considerano prevalenti le attivita’ diverse dalleprestazioni di servizi. Con decreto del Ministro dell’economia edelle finanze sono stabiliti i criteri per l’individuazione delleattivita’ consistenti nella prestazione di servizi.

2. I soggetti che fruiscono dell’esonero di cui al comma 1 devonoannotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepitiindicando per ciascun incasso: a) il relativo importo; b) legeneralita’, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica delsoggetto che effettua il pagamento; c) gli estremi della fattura oaltro documento emesso. Devono essere altresi’ annotatecronologicamente, in diverso registro e con riferimento alla data dipagamento, le spese sostenute nell’esercizio. Per ciascuna spesadevono essere fornite le indicazioni di cui alle lettere b) e c) delprimo periodo.

3. I componenti positivi e negativi di reddito, diversi da quelliindicati al comma 2, sono annotati nei registri obbligatori di cui almedesimo comma 2 entro il termine di presentazione delladichiarazione dei redditi.

4. I registri tenuti ai fini dell’imposta sul valore aggiuntosostituiscono i registri indicati al comma 2, qualora vi sianoiscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette aregistrazione ai fini della suddetta imposta. In luogo delle singoleannotazioni relative a incassi e pagamenti, nell’ipotesi in cuil’incasso o il pagamento non sia avvenuto nell’anno di registrazione,nei registri deve essere riportato l’importo complessivo dei mancatiincassi o pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazionisi riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenutidevono essere annotati separatamente nei registri stessi nel periodod’imposta in cui vengono incassati o pagati, indicando ai sensi delcomma 2, lettera c), il documento contabile gia’ registrato ai finidell’imposta sul valore aggiunto.

5. Previa opzione, vincolante per almeno un triennio, icontribuenti possono tenere i registri ai fini dell’imposta sulvalore aggiunto senza operare annotazioni relative a incassi epagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delleoperazioni non soggette a registrazione ai fini della suddettaimposta. In tal caso, per finalita’ di semplificazione si presume chela data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui e’intervenuto il relativo incasso o pagamento.

6. I soggetti esonerati dagli adempimenti relativi all’imposta sulvalore aggiunto ai sensi dell’articolo 34 del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non sono tenuti adosservare le disposizioni dei commi 2, 3 e 4 del presente articolo.

7. Il regime di contabilita’ semplificata previsto nel presentearticolo si estende di anno in anno qualora non vengano superati gliimporti indicati nel comma 1.

8. Il contribuente ha facolta’ di optare per il regime ordinario.L’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso delquale e’ esercitata fino a quando non e’ revocata e, in ogni caso,per il periodo stesso e per i due successivi.

9. I soggetti che intraprendono l’esercizio di impresa commerciale,qualora ritengano di percepire ricavi per un ammontare, ragguagliatoad un anno, non superiore ai limiti indicati al comma 1, possono, peril primo anno, tenere la contabilita’ semplificata di cui al presentearticolo.

10. Per i rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornali,di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici, e peri distributori di carburante, ai fini del calcolo dei limiti diammissione ai regimi semplificati di contabilita’, i ricavi percepitisi assumono al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predettibeni. Per le cessioni di generi di monopolio, valori bollati epostali, marche assicurative e valori similari, si considerano ricavigli aggi percepiti spettanti ai rivenditori.

11. Ai fini del presente articolo si assumono come ricaviconseguiti nel periodo d’imposta le somme incassate registrate nelregistro di cui al comma 2, primo periodo, ovvero nel registro di cuial comma 4».

23. Le disposizioni di cui ai commi da 17 a 22 si applicano adecorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31dicembre 2016. Con decreto del Ministro dell’economia e dellefinanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, possono essere adottate disposizioni per l’attuazionedei predetti commi.

24. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, dopo l’articolo 70 e’ inserito il seguente titolo:

«TITOLO V-bis

GRUPPO IVA

Art. 70-bis (Requisiti soggettivi per la costituzione di un gruppoIVA). – 1. I soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Statoesercenti attivita’ d’impresa, arte o professione, per i qualiricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico eorganizzativo di cui all’articolo 70-ter, possono divenire un unicosoggetto passivo, di seguito denominato “gruppo IVA”.

2. Non possono partecipare a un gruppo IVA:

a) le sedi e le stabili organizzazioni situate all’estero;

b) i soggetti la cui azienda sia sottoposta a sequestrogiudiziario ai sensi dell’articolo 670 del codice di proceduracivile; in caso di pluralita’ di aziende, la disposizione opera anchese oggetto di sequestro e’ una sola di esse;

c) i soggetti sottoposti a una procedura concorsuale di cuiall’articolo 70-decies, comma 3, terzo periodo;

d) i soggetti posti in liquidazione ordinaria.

Art. 70-ter (Vincolo finanziario, vincolo economico e vincoloorganizzativo). – 1. Si considera sussistente un vincolo finanziariotra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato quando, aisensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile ealmeno dal 1º luglio dell’anno solare precedente:

a) tra detti soggetti esiste, direttamente o indirettamente, unrapporto di controllo;

b) detti soggetti sono controllati, direttamente oindirettamente, dal medesimo soggetto, purche’ residente nelterritorio dello Stato ovvero in uno Stato con il quale l’Italia hastipulato un accordo che assicura un effettivo scambio diinformazioni.

2. Si considera sussistente un vincolo economico tra soggettipassivi stabiliti nel territorio dello Stato sulla basedell’esistenza di almeno una delle seguenti forme di cooperazioneeconomica:

a) svolgimento di un’attivita’ principale dello stesso genere;

b) svolgimento di attivita’ complementari o interdipendenti;

c) svolgimento di attivita’ che avvantaggiano, pienamente osostanzialmente, uno o piu’ di essi.

3. Si considera sussistente un vincolo organizzativo tra soggettipassivi stabiliti nel territorio dello Stato quando tra dettisoggetti esiste un coordinamento, in via di diritto, ai sensi delledisposizioni di cui al libro quinto, titolo V, capo IX, del codicecivile, o in via di fatto, tra gli organi decisionali degli stessi,ancorche’ tale coordinamento sia svolto da un altro soggetto.

4. Salvo quanto disposto dal comma 5, se tra i soggetti passiviintercorre il vincolo finanziario di cui al comma 1, si presumonosussistenti tra i medesimi anche i vincoli economico e organizzativodi cui ai commi 2 e 3.

5. Per dimostrare l’insussistenza del vincolo economico o di quelloorganizzativo, e’ presentata all’Agenzia delle entrate istanza diinterpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b), dellalegge 27 luglio 2000, n. 212.

6. Il vincolo economico si considera in ogni caso insussistente peri soggetti per i quali il vincolo finanziario di cui al comma 1ricorre in dipendenza di partecipazioni acquisite nell’ambito degliinterventi finalizzati al recupero di crediti o derivanti dallaconversione in azioni di nuova emissione dei crediti verso imprese intemporanea difficolta’ finanziaria, di cui all’articolo 113, comma 1,del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per dimostrarela sussistenza del vincolo economico e’ presentata all’Agenzia delleentrate istanza di interpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1,lettera b), della citata legge n. 212 del 2000.

Art. 70-quater (Costituzione del gruppo IVA). – 1. Il gruppo IVA e’costituito a seguito di un’opzione esercitata da tutti i soggettipassivi stabiliti nel territorio dello Stato per i quali ricorranocongiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo dicui all’articolo 70-ter. In caso di mancato esercizio dell’opzione daparte di uno o piu’ dei soggetti di cui al periodo precedente:

a) e’ recuperato a carico del gruppo IVA l’effettivo vantaggiofiscale conseguito;

b) il gruppo IVA cessa a partire dall’anno successivo rispetto aquello in cui viene accertato il mancato esercizio dell’opzione, ameno che i predetti soggetti non esercitino l’opzione per partecipareal gruppo medesimo.

2. L’opzione di cui al comma 1 e’ esercitata mediante lapresentazione, in via telematica, da parte del rappresentante delgruppo, della dichiarazione di cui all’articolo 70-duodecies, comma5, nella quale sono indicati:

a) la denominazione del gruppo IVA;

b) i dati identificativi del rappresentante del gruppo IVA, diseguito denominato “rappresentante di gruppo”, e dei soggettipartecipanti al gruppo medesimo;

c) l’attestazione della sussistenza, tra i soggetti partecipantial gruppo, dei vincoli di cui all’articolo 70-ter;

d) l’attivita’ o le attivita’ che saranno svolte dal gruppo IVA;

e) l’elezione di domicilio presso il rappresentante di gruppo daparte di ciascun soggetto partecipante al gruppo medesimo, ai finidella notifica degli atti e dei provvedimenti relativi ai periodid’imposta per i quali e’ esercitata l’opzione; l’elezione didomicilio e’ irrevocabile fino al termine del periodo di decadenzadell’azione di accertamento o di irrogazione delle sanzioni relativeall’ultimo anno di validita’ dell’opzione;

f) la sottoscrizione del rappresentante di gruppo, che presentala dichiarazione, e degli altri soggetti di cui al presente comma.

3. Se la dichiarazione di cui al comma 2 e’ presentata dal 1ºgennaio al 30 settembre, l’opzione di cui al comma 1 ha effetto adecorrere dall’anno successivo. Se la dichiarazione di cui al comma 2e’ presentata dal 1º ottobre al 31 dicembre, l’opzione di cui alcomma 1 ha effetto a decorrere dal secondo anno successivo.

4. Permanendo i vincoli di cui all’articolo 70-ter, l’opzione e’vincolante per un triennio decorrente dall’anno in cui la stessa haeffetto. Trascorso il primo triennio, l’opzione si rinnovaautomaticamente per ciascun anno successivo, fino a quando non e’esercitata la revoca di cui all’articolo 70-novies. Resta fermoquanto disposto dal comma 1, lettera b).

5. Se negli anni di validita’ dell’opzione di cui al comma 1 ivincoli economico e organizzativo di cui all’articolo 70-ter, commi 2e 3, si instaurano nei riguardi dei soggetti che erano stati esclusidal gruppo IVA ai sensi del comma 5 del medesimo articolo, ovvero seil vincolo finanziario di cui all’articolo 70-ter, comma 1, siinstaura nei riguardi di soggetti passivi stabiliti nel territoriodello Stato relativamente ai quali non sussisteva all’attodell’esercizio dell’opzione, i predetti soggetti partecipano algruppo IVA a decorrere dall’anno successivo a quello in cui talivincoli si sono instaurati. In tal caso, la dichiarazione di cui alcomma 2 deve essere presentata entro il novantesimo giorno successivoa quello in cui tali vincoli si sono instaurati. In caso di mancatainclusione di un soggetto di cui al primo periodo nel gruppo IVA, siapplicano le disposizioni del secondo periodo del comma 1.

Art. 70-quinquies (Operazioni effettuate dal gruppo IVA e neiconfronti di esso). – 1. Le cessioni di beni e le prestazioni diservizi effettuate da un soggetto partecipante a un gruppo IVA neiconfronti di un altro soggetto partecipante allo stesso gruppo IVAnon sono considerate cessioni di beni e prestazioni di servizi aglieffetti degli articoli 2 e 3.

2. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da unsoggetto partecipante a un gruppo IVA nei confronti di un soggettoche non ne fa parte si considerano effettuate dal gruppo IVA.

3. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate neiconfronti di un soggetto partecipante a un gruppo IVA da un soggettoche non ne fa parte si considerano effettuate nei confronti delgruppo IVA.

4. Gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione delle normein materia di imposta sul valore aggiunto sono, rispettivamente, acarico e a favore del gruppo IVA.

Art. 70-sexies (Eccedenze creditorie antecedenti allapartecipazione al gruppo IVA). – 1. L’eccedenza di imposta detraibilerisultante dalla dichiarazione annuale relativa all’anno precedenteal primo anno di partecipazione al gruppo IVA non si trasferisce algruppo medesimo, ma puo’ essere chiesta a rimborso, anche in mancanzadelle condizioni di cui all’articolo 30 del presente decreto, ovverocompensata a norma dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio1997, n. 241. La disposizione di cui al primo periodo non si applicaper la parte dell’eccedenza detraibile di ammontare pari aiversamenti dell’imposta sul valore aggiunto effettuati conriferimento a tale precedente anno.

Art. 70-septies (Adempimenti). – 1. Il rappresentante di gruppoadempie gli obblighi ed esercita i diritti di cui all’articolo70-quinquies, comma 4, nei modi ordinari.

2. Il rappresentante di gruppo e’ il soggetto che esercita ilcontrollo di cui all’articolo 70-ter, comma 1. Se il predettosoggetto non puo’ esercitare l’opzione, e’ rappresentante di gruppoil soggetto partecipante con volume d’affari o ammontare di ricavipiu’ elevato nel periodo precedente alla costituzione del gruppomedesimo.

3. Se il rappresentante di gruppo cessa di far parte del gruppo IVAsenza che vengano meno gli effetti dell’opzione per gli altripartecipanti, subentra quale rappresentante di gruppo un altrosoggetto partecipante al gruppo IVA, individuato ai sensi del comma2, con riferimento all’ultima dichiarazione presentata. Lasostituzione ha effetto dal giorno successivo alla cessazione delprecedente rappresentante di gruppo ed e’ comunicata dal nuovorappresentante di gruppo con la dichiarazione di cui all’articolo70-duodecies, comma 5, entro trenta giorni.

Art. 70-octies (Responsabilita’). – 1. Il rappresentante di gruppoe’ responsabile per l’adempimento degli obblighi connessiall’esercizio dell’opzione.

2. Gli altri soggetti partecipanti al gruppo IVA sono responsabiliin solido con il rappresentante di gruppo per le somme che risultanodovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni a seguito delleattivita’ di liquidazione e controllo.

Art. 70-novies (Disposizioni in materia di opzioni e revoche). – 1.La revoca dell’opzione esercitata ai sensi dell’articolo 70-quater e’comunicata dal rappresentante di gruppo con la dichiarazione di cuiall’articolo 70-duodecies, comma 5, sottoscritta anche dagli altrisoggetti partecipanti al gruppo IVA.

2. La revoca dell’opzione opera nei riguardi di tutti i soggettipartecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 e’presentata dal 1º gennaio al 30 settembre, la revoca ha effetto adecorrere dall’anno successivo. Se la dichiarazione di cui al comma 1e’ presentata dal 1º ottobre al 31 dicembre, la revoca ha effetto adecorrere dal secondo anno successivo.

3. Alle opzioni e alle revoche previste dal presente titolo non siapplicano le disposizioni del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442.

4. L’esercizio da parte di un soggetto dell’opzione di cuiall’articolo 70-quater comporta il venir meno degli effetti delleopzioni in materia di imposta sul valore aggiunto esercitate dallostesso in precedenza, anche se non e’ decorso il periodo minimo dipermanenza nel particolare regime prescelto.

Art. 70-decies (Esclusione dalla partecipazione al gruppo IVA). -1. L’opzione di cui all’articolo 70-quater, comma 1, da parte di unsoggetto, per il quale non sussistono i requisiti di cui all’articolo70-bis, e’ priva di effetti limitatamente a tale soggetto.

2. Ciascun soggetto partecipante a un gruppo IVA cessa dipartecipare al gruppo medesimo se si verifica uno dei seguenti casi:

a) viene meno il vincolo finanziario nei riguardi di talesoggetto;

b) e’ riconosciuto, ai sensi dell’articolo 70-ter, comma 5, ilvenir meno del vincolo economico od organizzativo nei riguardi ditale soggetto;

c) tale soggetto subisce il sequestro giudiziario dell’azienda aisensi dell’articolo 670 del codice di procedura civile;

d) tale soggetto e’ sottoposto a una procedura concorsuale;

e) tale soggetto e’ posto in liquidazione ordinaria.

3. La partecipazione al gruppo IVA cessa a decorrere dalla data incui si verificano gli eventi previsti nel comma 2, lettere a), c), d)o e), e ha effetto per le operazioni compiute e per gli acquisti e leimportazioni annotati a partire da tale data. Nell’ipotesi di cui alcomma 2, lettera b), la partecipazione al gruppo IVA cessa adecorrere dall’anno successivo a quello in cui e’ riconosciuto ilvenir meno del vincolo. Per l’individuazione della data in cui siverifica l’evento, nelle ipotesi di cui alle lettere c), d) o e) delcomma 2, si fa riferimento alla data di efficacia del provvedimentoche dispone il sequestro giudiziario, alla data della sentenzadichiarativa del fallimento, alla data del decreto di ammissione alconcordato preventivo, alla data del provvedimento che ordina laliquidazione coatta amministrativa, alla data del decreto che disponela procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese incrisi o alla data di assunzione della delibera assembleare dellaliquidazione ordinaria.

4. Il gruppo IVA cessa quando viene meno la pluralita’ dei soggettipartecipanti. In tal caso, l’eccedenza detraibile risultante dalladichiarazione del gruppo IVA non chiesta a rimborso e’ computata indetrazione dal soggetto partecipante che agiva in qualita’ dirappresentante di gruppo nelle proprie liquidazioni o nella propriadichiarazione annuale.

5. La cessazione di cui ai commi 2 e 4 e’ comunicata dalrappresentante di gruppo entro trenta giorni dalla data in cui sisono verificati gli eventi, con la dichiarazione di cui all’articolo70-duodecies, comma 5.

Art. 70-undecies (Attivita’ di controllo). – 1. Per le annualita’di validita’ dell’opzione, l’esercizio dei poteri previsti dagliarticoli 51 e seguenti nei confronti del gruppo IVA e’ demandato allestrutture, gia’ esistenti, individuate con il regolamento diamministrazione dell’Agenzia delle entrate, di cui all’articolo 71,comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nell’ambitodelle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente.

2. Alle strutture di cui al comma 1 sono demandate le attivita’ di:

a) liquidazione prevista dall’articolo 54-bis;

b) controllo sostanziale;

c) recupero dei crediti inesistenti utilizzati in compensazioneai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241;

d) gestione del contenzioso relativo a tutti gli atti dicompetenza delle strutture stesse;

e) rimborso in materia di imposta sul valore aggiunto.

3. Ai fini delle attivita’ di controllo, nell’ipotesi didisconoscimento della validita’ dell’opzione il recupero dell’impostaavviene nei limiti dell’effettivo vantaggio fiscale conseguito.

4. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sonostabiliti specifici adempimenti finalizzati ad assicurare l’efficaciadelle attivita’ di controllo.

Art. 70-duodecies (Disposizioni speciali e di attuazione). – 1. Lemodalita’ e i termini speciali di emissione, numerazione eregistrazione delle fatture nonche’ di esecuzione delle liquidazionie dei versamenti periodici stabiliti dai decreti ministeriali emanatiai sensi degli articoli 22, secondo comma, 73 e 74 si applicano alleoperazioni soggette a tali disposizioni effettuate dal gruppo IVA.

2. Se al gruppo IVA partecipano una o piu’ banche, alle operazioniriferibili a queste ultime si applicano le disposizioni delregolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e dellefinanze 12 febbraio 2004, n. 75.

3. Se al gruppo IVA partecipano una o piu’ societa’ assicurative,alle operazioni riferibili a queste ultime si applicano ledisposizioni di cui al decreto del Ministro delle finanze 30 maggio1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 5 giugno 1989.

4. Le disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1, secondo, quartoe quinto periodo, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,si applicano anche nei casi in cui una societa’ di gestione di fondipartecipi a un gruppo IVA.

5. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sonoapprovati il modello per la presentazione delle dichiarazioni di cuial presente titolo nonche’ le modalita’ e le specifiche tecniche perla trasmissione telematica delle stesse.

6. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sonostabilite le disposizioni necessarie per l’attuazione del presentetitolo».

25. Nella tabella di cui all’allegato B al decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, indicante atti, documenti eregistri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto, dopol’articolo 6 e’ inserito il seguente:

«Art. 6-bis. Fatture, note, conti, ricevute, quietanze e similidocumenti, recanti addebitamenti o accreditamenti relativi a cessionidi beni e prestazioni di servizi tra soggetti partecipanti a ungruppo IVA. La disposizione si applica per le operazioni per lequali, se effettuate nei confronti di un soggetto non partecipante aun gruppo IVA, si applicherebbero le esenzioni di cui agli articoli 6e 15 della presente tabella e all’articolo 66, comma 5, deldecreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427».

26. Al testo unico dell’imposta di registro, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate leseguenti modificazioni:

a) all’articolo 5, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

«2. Le scritture private non autenticate sono soggette aregistrazione in caso d’uso se tutte le disposizioni in essecontemplate sono relative a operazioni soggette all’imposta sulvalore aggiunto. Si considerano soggette all’imposta sul valoreaggiunto anche le cessioni e le prestazioni tra soggetti partecipantia un gruppo IVA, le cessioni e le prestazioni per le quali l’impostanon e’ dovuta a norma degli articoli da 7 a 7-septies del decreto delPresidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quelle di cuial comma 6 dell’articolo 21 del medesimo decreto del Presidente dellaRepubblica n. 633 del 1972. La disposizione del periodo precedentenon si applica alle operazioni esenti e imponibili ai sensi deinumeri 8), 8-bis), 8-ter) e 27-quinquies) del primo commadell’articolo 10 del citato decreto n. 633 del 1972 e alle locazionidi immobili esenti ai sensi del secondo comma del medesimo articolo10, nonche’ alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi trasoggetti partecipanti a un gruppo IVA per le quali, se effettuate neiconfronti di un soggetto non partecipante al gruppo IVA, siapplicherebbero le suddette disposizioni»;

b) all’articolo 40:

1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

«1. Per gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni diservizi soggetti all’imposta sul valore aggiunto, l’imposta siapplica in misura fissa. Si considerano soggette all’imposta sulvalore aggiunto anche le cessioni e le prestazioni tra soggettipartecipanti a un gruppo IVA, le cessioni e le prestazioni per lequali l’imposta non e’ dovuta a norma degli articoli da 7 a 7-septiesdel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,e quelle di cui al comma 6 dell’articolo 21 del medesimo decreto delPresidente della Repubblica n. 633 del 1972. La disposizione delperiodo precedente non si applica alle operazioni esenti ai sensi deinumeri 8), 8-bis) e 27-quinquies) del primo comma dell’articolo 10del citato decreto n. 633 del 1972 e alle locazioni di immobiliesenti ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 10, nonche’alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi tra soggettipartecipanti a un gruppo IVA per le quali, se effettuate neiconfronti di un soggetto non partecipante al gruppo IVA, siapplicherebbero le suddette disposizioni»;

2) il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente:

«1-bis. Sono soggette all’imposta proporzionale di registro lelocazioni di immobili strumentali di cui all’articolo 10, primocomma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, ancorche’ siano imponibili agli effettidell’imposta sul valore aggiunto ovvero intervengano tra soggettipartecipanti a un gruppo IVA».

27. All’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «Ministro delle finanze», ovunque ricorrono, sonosostituite dalle seguenti: «Ministro dell’economia e delle finanze»;

b) il terzo comma e’ sostituito dal seguente:

«Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ disporre con propridecreti, stabilendo le relative modalita’, che i versamentiperiodici, compreso quello di cui all’articolo 6, comma 2, dellalegge 29 dicembre 1990, n. 405, e i versamenti dell’imposta dovuta inbase alla dichiarazione annuale siano eseguiti per l’ammontarecomplessivamente dovuto dall’ente o societa’ commerciale controllantee dagli enti o societa’ commerciali controllati, al netto delleeccedenze detraibili; l’ente o societa’ commerciale controllantecomunica all’Agenzia delle entrate l’esercizio dell’opzione per lapredetta procedura di versamento con la dichiarazione ai finidell’imposta sul valore aggiunto presentata nell’anno solare adecorrere dal quale intende esercitare l’opzione. Agli effetti deiversamenti di cui al precedente periodo non si tiene conto delleeccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relativeal periodo d’imposta precedente, degli enti e societa’ diversi daquelli per i quali anche in tale periodo d’imposta l’ente o societa’controllante si e’ avvalso della facolta’ di cui al presente comma.Alle eccedenze detraibili degli enti e delle societa’ per i qualitrova applicazione la disposizione di cui al precedente periodo siapplicano le disposizioni di cui all’articolo 30. Restano fermi glialtri obblighi e le responsabilita’ delle societa’ controllate. Siconsidera controllata la societa’ le cui azioni o quote sonopossedute per oltre la meta’ dall’altra, almeno dal 1º lugliodell’anno solare precedente a quello di esercizio dell’opzione».

28. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto,adegua le vigenti disposizioni ministeriali alle modificazioniintrodotte dal comma 27, lettera b).

29. Il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate,di cui all’articolo 71, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio1999, n. 300, puo’ attribuire alle medesime strutture, gia’esistenti, di cui al comma 1 dell’articolo 70-undecies del decretodel Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, introdottodal comma 24 del presente articolo, nell’ambito delle risorse umane,strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, ipoteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto delPresidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nei confrontidei soggetti che aderiscono al gruppo IVA.

30. Le disposizioni di cui ai commi 27 e 28 si applicano dal 1ºgennaio 2017; le altre disposizioni di cui ai commi 24, 25, 26 e 29si applicano dal 1º gennaio 2018.

31. Per le disposizioni di cui al comma 24 il Ministerodell’economia e delle finanze procede alla consultazione del Comitatoconsultivo dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’articolo11 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006.

32. All’articolo 16 del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18,convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «due anni» sono sostituite dalleseguenti: «cinque anni»;

b) al comma 2, la parola: «biennio» e’ sostituita dalla seguente:«quinquennio»;

c) al comma 3, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituitedalle seguenti: «30 giugno 2017».

33. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 10, comma 1, numero 14), le parole: «o altrimezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasportomarittimo, lacuale, fluviale e lagunare» sono soppresse;

b) alla tabella A, parte II-bis, dopo il numero 1-bis) e’aggiunto il seguente:

«1-ter) prestazioni di trasporto urbano di persone effettuatemediante mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi ditrasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare»;

c) alla tabella A, parte III, numero 127-novies), dopo la parola:«escluse» sono inserite le seguenti: «quelle di cui alla tabella A,parte II-bis, numero 1-ter), e».

34. La tariffa amministrata per i servizi di trasporto marittimo,lacuale, fluviale e lagunare e’ comunque comprensiva dell’imposta sulvalore aggiunto.

35. Le disposizioni di cui ai commi 33 e 34 si applicano alleoperazioni effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2017.

36. Dopo il comma 2 dell’articolo 25-ter del decreto del Presidentedella Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dall’articolo1, comma 43, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono aggiunti iseguenti:

«2-bis. Il versamento della ritenuta di cui al comma 1 e’effettuato dal condominio quale sostituto d’imposta quandol’ammontare delle ritenute operate raggiunga l’importo di euro 500.Il condominio e’ comunque tenuto all’obbligo di versamento entro il30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno anche qualora non sia statoraggiunto l’importo stabilito al primo periodo.

2-ter. Il pagamento dei corrispettivi di cui al comma 1 deve essereeseguito dai condomini tramite conti correnti bancari o postali aloro intestati ovvero secondo altre modalita’ idonee a consentireall’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli,che possono essere stabilite con decreto del Ministro dell’economia edelle finanze da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, dellalegge 23 agosto 1988, n. 400. L’inosservanza della presentedisposizione comporta l’applicazione delle sanzioni previste dalcomma 1 dell’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.471».

37. All’articolo 164, comma 1, lettera b), del testo unico delleimposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l’ultimo periodo e’ sostituitodal seguente: «I predetti limiti di 35 milioni di lire e di 7 milionidi lire sono elevati rispettivamente a euro 25.822,84 e a euro5.164,57 per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti dicommercio».

38. Al fine di semplificare e razionalizzare il sistema delle tasseautomobilistiche, senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, la facolta’ di pagamento cumulativo ai sensi dell’articolo7, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e’ estesa alle aziendecon flotte di auto e camion delle quali siano proprietarie,usufruttuarie, acquirenti con patto di riservato dominio ovveroutilizzatrici a titolo di locazione finanziaria.

39. I versamenti cumulativi di cui al comma 38 del presentearticolo e all’articolo 7 della legge 23 luglio 2009, n. 99, devonoin ogni caso essere eseguiti in favore della regione o provinciaautonoma competente in relazione rispettivamente al luogo diimmatricolazione del veicolo o, in caso di locazione finanziaria, alluogo di residenza dell’utilizzatore del veicolo medesimo.

40. Per l’anno 2017, la misura del canone di abbonamento allatelevisione per uso privato di cui al regio decreto-legge 21 febbraio1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e’ paricomplessivamente all’importo di euro 90.

41. All’articolo 3, numero 1), della legge 17 luglio 1942, n. 907,dopo le parole: «La concessione» sono inserite le seguenti: «, adeccezione di quella relativa all’estrazione del sale daigiacimenti,».

42. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 26, le parole: «per l’anno 2016» sono sostituitedalle seguenti: «per gli anni 2016 e 2017»;

b) al comma 28, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Perl’anno 2017, i comuni che hanno deliberato ai sensi del periodoprecedente possono continuare a mantenere con espressa deliberazionedel consiglio comunale la stessa maggiorazione confermata per l’anno2016».

43. All’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 28 gennaio 2014,n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.50, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31dicembre 2017».

44. Per gli anni 2017, 2018 e 2019, i redditi dominicali e agrarinon concorrono alla formazione della base imponibile ai finidell’imposta sul reddito delle persone fisiche dei coltivatoridiretti e degli imprenditori agricoli professionali di cuiall’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscrittinella previdenza agricola.

45. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari eforestali, da adottare entro il 31 gennaio 2017, ai sensidell’articolo 34, comma 1, del decreto del Presidente dellaRepubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le percentuali di compensazioneapplicabili agli animali vivi delle specie bovina e suina sonoinnalzate, per l’anno 2017, rispettivamente in misura non superioreal 7,7 per cento e all’8 per cento. L’attuazione delle disposizionidi cui al precedente periodo non puo’ comportare minori entratesuperiori a 20 milioni di euro.

46. Il comma 3 dell’articolo 66 della legge 27 dicembre 2002, n.289, e’ abrogato. Le risorse residue disponibili del Fondo diinvestimento nel capitale di rischio previsto dal decreto delMinistro delle politiche agricole e forestali 22 giugno 2004, n. 182,per gli interventi di cui al citato comma 3 dell’articolo 66 dellalegge n. 289 del 2002, entro trenta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, sono versate dall’ISMEA all’entrata delbilancio dello Stato, nel limite di 9 milioni di euro per l’anno2017.

47. All’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 14 marzo2011, n. 23, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e delledisposizioni di cui all’articolo 9, secondo comma, del decreto delPresidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601».

48. A decorrere dal 1º gennaio 2017 l’aliquota di accisa sullabirra di cui all’allegato I annesso al testo unico delle disposizionilegislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi erelative sanzioni penali e amministrative, di cui al decretolegislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e’ rideterminata in euro 3,02per ettolitro e per grado-Plato.

49. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 65, dopo le parole: «di cui al decreto legislativo 27gennaio 1992, n. 87,» sono inserite le seguenti: «escluse le societa’di gestione dei fondi comuni d’investimento di cui al testo unicodelle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cuial decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,»;

b) il comma 67 e’ sostituito dal seguente:

«67. All’articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle impostesui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:”Gli interessi passivi sostenuti dalle imprese di assicurazione edalle societa’ capogruppo di gruppi assicurativi e dalle societa’ digestione dei fondi comuni d’investimento di cui al testo unico delledisposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui aldecreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono deducibili nellimite del 96 per cento del loro ammontare”».

50. All’articolo 90, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dal periododi imposta in corso alla data del 1º gennaio 2017, l’importo e’elevato a 400.000 euro».

51. Dopo l’articolo 111 del testo unico delle leggi in materiabancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre1993, n. 385, e’ inserito il seguente:

«Art. 111-bis (Finanza etica e sostenibile). – 1. Sono operatoribancari di finanza etica e sostenibile le banche che conformano lapropria attivita’ ai seguenti principi:

a) valutano i finanziamenti erogati a persone giuridiche secondostandard di rating etico internazionalmente riconosciuti, conparticolare attenzione all’impatto sociale e ambientale;

b) danno evidenza pubblica, almeno annualmente, anche via web,dei finanziamenti erogati di cui alla lettera a), tenuto conto dellevigenti normative a tutela della riservatezza dei dati personali;

c) devolvono almeno il 20 per cento del proprio portafoglio dicrediti a organizzazioni senza scopo di lucro o a imprese sociali conpersonalita’ giuridica, come definite dalla normativa vigente;

d) non distribuiscono profitti e li reinvestono nella propriaattivita’;

e) adottano un sistema di governance e un modello organizzativo aforte orientamento democratico e partecipativo, caratterizzato da unazionariato diffuso;

f) adottano politiche retributive tese a contenere al massimo ladifferenza tra la remunerazione maggiore e quella media della banca,il cui rapporto comunque non puo’ superare il valore di 5.

2. Non concorre a formare il reddito imponibile ai sensidell’articolo 81 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile una quota parial 75 per cento delle somme destinate a incremento del capitaleproprio.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Bancad’Italia, stabilisce, con proprio decreto, le norme di attuazionedelle disposizioni del presente articolo, dalle quali non possonoderivare oneri a carico della finanza pubblica superiori a 1 milionedi euro in ragione annua a decorrere dall’anno 2017.

4. L’agevolazione di cui al presente articolo e’ riconosciuta nelrispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 dellaCommissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degliarticoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europeaagli aiuti “de minimis”».

52. Il termine per la concessione dei finanziamenti per l’acquistodi nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole emedie imprese di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 21giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9agosto 2013, n. 98, e’ prorogato al 31 dicembre 2018.

53. Per fare fronte agli oneri derivanti dalla concessione deicontributi previsti dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9agosto 2013, n. 98, e dai commi da 52 a 57 del presente articolo, e’autorizzata la spesa di 28 milioni di euro per l’anno 2017, di 84milioni di euro per l’anno 2018, di 112 milioni di euro per ciascunodegli anni dal 2019 al 2021, di 84 milioni di euro per l’anno 2022 edi 28 milioni di euro per l’anno 2023.

54. Una quota pari al 20 per cento delle risorse di cui al comma 53e’ riservata alla concessione dei contributi di cui al comma 56. Lerisorse che, alla data del 30 giugno 2018, non risultano utilizzateper la predetta riserva rientrano nella disponibilita’ della misura.

55. Al fine di favorire la transizione del sistema produttivonazionale verso la manifattura digitale e di incrementarel’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale, anchetramite l’innovazione di processo o di prodotto, le imprese di micro,piccola e media dimensione possono accedere ai finanziamenti e aicontributi di cui all’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi difabbrica aventi come finalita’ la realizzazione di investimenti intecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing,banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica,realta’ aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification(RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

56. A fronte della realizzazione di investimenti aventi lefinalita’ di cui al comma 55 del presente articolo, il contributo dicui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e’concesso secondo le modalita’ di cui alle disposizioni attuative,adottate ai sensi del medesimo articolo 2, comma 5, del citatodecreto-legge n. 69 del 2013, con una maggiorazione pari al 30 percento della misura massima ivi stabilita, fermo restando il rispettodelle intensita’ massime di aiuto previste dalla normativadell’Unione europea applicabile in materia di aiuti di Stato.

57. L’importo massimo dei finanziamenti di cui all’articolo 2,comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, conmodificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, puo’ essereincrementato, in funzione delle richieste di finanziamento a valeresul plafond di provvista costituito presso la gestione separata dellaCassa depositi e prestiti Spa e, comunque, fino a un massimo diulteriori 7 miliardi di euro.

58. Per il potenziamento delle azioni di promozione all’estero el’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’importo di cuiall’articolo 1, comma 202, quinto periodo, della legge 23 dicembre2014, n. 190, e’ incrementato di 1 milione di euro per l’anno 2017.Il Ministro dello sviluppo economico presenta alle Camere unarelazione annuale nella quale rende conto in modo analiticodell’utilizzazione di tali somme.

59. Ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 25giugno 2003, n. 155, come sostituito dall’articolo 13, comma 1, dellalegge 19 agosto 2016, n. 166, che acquistano in Italia, anche inlocazione finanziaria, beni mobili strumentali utilizzatidirettamente ed esclusivamente per le finalita’ di cui alla medesimalegge n. 155 del 2003, e’ riconosciuto un contributo fino al 15 percento del prezzo di acquisto, per un massimo di 3.500 euro annui, nellimite delle risorse di cui al comma 63 del presente articolo per glianni 2017 e 2018.

60. Il contributo e’ corrisposto dal venditore mediantecompensazione con il prezzo di acquisto.

61. Le imprese costruttrici o importatrici dei beni mobili di cuial comma 59 rimborsano al venditore l’importo del contributo erecuperano tale importo quale credito d’imposta per il versamentodelle ritenute dell’imposta sul reddito delle persone fisiche operatein qualita’ di sostituto d’imposta sui redditi da lavoro dipendente,dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sulreddito delle societa’ e dell’imposta sul valore aggiunto dovute,anche in acconto, per l’esercizio in cui e’ effettuato l’acquisto.

62. Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cuie’ stata emessa la fattura di vendita, le imprese costruttrici oimportatrici conservano la copia della fattura di vendita e dell’attodi acquisto che deve essere ad esse trasmessa dal venditore.

63. Per provvedere all’erogazione del credito d’imposta previstodai commi da 59 a 64 e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di europer ciascuno degli anni 2017 e 2018.

64. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dellosviluppo economico, da adottare entro sessanta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita’ per lapreventiva autorizzazione all’erogazione dei contributi previsti e lecondizioni per la loro fruizione. Con il medesimo decreto sonodefinite modalita’ di monitoraggio e di controllo per garantire ilrispetto dei limiti di spesa di cui al comma 63.

65. All’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015,n. 33, le parole: «dall’articolo 24» sono sostituite dalle seguenti:«dagli articoli 24 e 25».

66. All’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

«3-bis. A decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimodetraibile di cui al comma 3 e’ aumentato a euro 1.000.000»;

b) ai commi 3 e 5, le parole: «due anni» sono sostituite dalleseguenti: «tre anni»;

c) dopo il comma 7 e’ inserito il seguente:

«7-bis. A decorrere dall’anno 2017, le aliquote di cui ai commi 1,4 e 7 sono aumentate al 30 per cento»;

d) dopo il comma 8 e’ inserito il seguente:

«8-bis. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 3-bis e7-bis, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni deldecreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2016,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell’11 aprile 2016».

67. L’efficacia delle disposizioni di cui al comma 66, lettere a) ec), del presente articolo, e’ subordinata, ai sensi dell’articolo108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea,all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura delMinistero dello sviluppo economico.

68. All’articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 9, le parole da: «che operano» fino alla fine delcomma sono sostituite dalle seguenti: «nel rispetto delle condizionie dei limiti previsti dagli Orientamenti sugli aiuti di Statodestinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento delrischio, di cui alla comunicazione 2014/C 19/04 della Commissione,del 22 gennaio 2014»;

b) il comma 9-bis e’ abrogato;

c) al comma 12, le parole: «dai commi 9 e 9-bis» sono sostituitedalle seguenti: «dal comma 9»;

d) al comma 12-bis, le parole da: «e i requisiti» fino alla finedel comma sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 9»;

e) al comma 12-ter, le parole: «comma 9-bis» sono sostituitedalle seguenti: «comma 9».

69. All’articolo 26, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.221, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’atto costitutivodella start-up innovativa, costituita ai sensi dell’articolo 4, comma10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, nonche’ di quellacostituita con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nellacitata sezione speciale di cui all’articolo 25, comma 8, e’ esentedal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria».

70. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazionefinanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 5-novies dell’articolo 1 e’ sostituito dal seguente:

«5-novies. Per “portale per la raccolta di capitali per le PMI” siintende una piattaforma on line che abbia come finalita’ esclusiva lafacilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte dellePMI come definite dalla disciplina dell’Unione europea e degliorganismi di investimento collettivo del risparmio o altre societa’che investono prevalentemente in PMI»;

b) all’articolo 50-quinquies, le parole: «per le start-upinnovative, per le PMI innovative» sono sostituite, ovunquericorrono, dalle seguenti: «per le PMI», le parole: «in start-upinnovative e in PMI innovative» sono sostituite, ovunque ricorrono,dalle seguenti: «in PMI» e, alla rubrica, le parole: «per start-upinnovative e PMI innovative» sono sostituite dalle seguenti: «per lePMI»;

c) alla rubrica del capo III-quater del titolo III della parteII, le parole: «per le start-up innovative e le PMI innovative» sonosostituite dalle seguenti: «per le PMI».

71. Per il finanziamento delle iniziative di cui al titolo I, capo0I, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e’ autorizzata laspesa di 47,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 47,5 milioni dieuro per l’anno 2018. Le predette risorse sono iscritte nello statodi previsione del Ministero dello sviluppo economico per esseresuccessivamente accreditate su un conto corrente infruttifero,intestato all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti elo sviluppo d’impresa Spa-INVITALIA, aperto presso la tesoreriacentrale dello Stato e dedicato al citato titolo I, capo 0I, deldecreto legislativo n. 185 del 2000. Sul medesimo conto correntesono, altresi’, accreditate le disponibilita’ finanziarie presentinel fondo rotativo depositato sul conto corrente di tesoreria n.22048, istituito ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Ministrodell’economia e delle finanze 30 novembre 2004, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2005, nella misura di unterzo delle risorse complessive, nonche’ i rientri dei finanziamentierogati dalla citata Agenzia ai sensi delle disposizioni del titolo Idel citato decreto legislativo n. 185 del 2000.

72. La dotazione del Fondo per la crescita sostenibile, di cuiall’articolo 23, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’incrementata di 47,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 47,5milioni di euro per l’anno 2018, da destinare all’erogazione deifinanziamenti agevolati per gli interventi di cui al decreto delMinistro dello sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, per il sostegno allanascita e allo sviluppo di imprese start-up innovative.

73. Il Ministero dello sviluppo economico e le regioni possonodestinare, nell’anno 2017, alle misure di cui ai commi 71 e 72risorse a valere sul programma operativo nazionale imprese ecompetitivita’, sui programmi operativi regionali e sulla connessaprogrammazione nazionale 2014-2020, fino a complessivi 120 milioni dieuro, di cui 70 milioni di euro per gli interventi di cui al comma 71e 50 milioni di euro per gli interventi di cui al comma 72. Al finedi coordinare e ottimizzare la predetta destinazione di risorse, ilMinistero dello sviluppo economico promuove specifici accordi con leregioni.

74. Al fine di garantire la continuita’ del sostegno allapromozione e allo sviluppo di nuove imprese e la conseguente crescitadei livelli di occupazione, di cui al decreto del Ministro dellosviluppo economico 4 dicembre 2014, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 2 del 3 gennaio 2015, al Fondo per la crescitasostenibile, di cui all’articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012,n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.134, sono assegnati 5 milioni di euro per l’anno 2017 e 5 milioni dieuro per l’anno 2018, destinati all’erogazione di finanziamentiagevolati a societa’ cooperative costituite da lavoratori di aziendein crisi, di cooperative sociali e di cooperative che gestisconoaziende confiscate alla criminalita’ organizzata, nonche’ allosviluppo e al consolidamento di societa’ cooperative ubicate nelleregioni del Mezzogiorno.

75. Al fine di ampliare gli strumenti finanziari di intervento efavorire la capitalizzazione dell’impresa da parte di lavoratori,all’articolo 17 della legge 27 febbraio 1985, n. 49, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:

«5. Con le risorse apportate ai sensi del comma 2, le societa’finanziarie possono assumere partecipazioni temporanee di minoranzanelle cooperative, anche in piu’ soluzioni, con priorita’ per quellecostituite da lavoratori provenienti da aziende in crisi, e concederealle cooperative stesse finanziamenti e agevolazioni finanziarie inconformita’ alla disciplina dell’Unione europea in materia, per larealizzazione di progetti di impresa»;

b) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:

«5-bis. Le societa’ finanziarie possono, altresi’, sottoscrivere,anche successivamente all’assunzione delle partecipazioni, prestitisubordinati, prestiti partecipativi e gli strumenti finanziari di cuiall’articolo 2526 del codice civile, nonche’ svolgere attivita’ diservizi e di promozione ed essere destinatarie di fondi pubblici. Inderoga a quanto previsto dall’articolo 2522 del codice civile, lesocieta’ finanziarie possono intervenire nelle societa’ cooperativecostituite da meno di nove soci».

76. Per le societa’ fra le quali intercorre un rapporto dipartecipazione che preveda una percentuale del diritto di votoesercitabile nell’assemblea ordinaria e di partecipazione agli utilinon inferiore al 20 per cento e’ ammessa la possibilita’ di cedere leperdite fiscali di cui all’articolo 84 del testo unico delle impostesui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, con le stesse modalita’ previste per lacessione dei crediti d’imposta di cui all’articolo 43-bis del decretodel Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, acondizione che le azioni della societa’ cessionaria, o della societa’che controlla direttamente o indirettamente la societa’ cessionaria,siano negoziate in un mercato regolamentato o in un sistemamultilaterale di negoziazione di uno degli Stati membri dell’Unioneeuropea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economicoeuropeo con il quale l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuriun effettivo scambio di informazioni e che la societa’ cedente nonsvolga in via prevalente attivita’ immobiliare. La cessione deveriguardare l’intero ammontare delle perdite fiscali.

77. Le perdite fiscali trasferibili sono solo quelle realizzate neiprimi tre esercizi della societa’ cedente, subordinatamente alverificarsi delle seguenti ulteriori condizioni:

a) sussistenza di identita’ dell’esercizio sociale della societa’cedente e della societa’ cessionaria;

b) sussistenza del requisito partecipativo del 20 per cento altermine del periodo d’imposta relativamente al quale le societa’ siavvalgono della possibilita’ di cui al comma 76;

c) perfezionamento della cessione entro il termine dipresentazione della dichiarazione dei redditi.

78. Le perdite di cui al comma 76 relative a un periodo d’impostasono computate dalla societa’ cessionaria in diminuzione del redditocomplessivo dello stesso periodo d’imposta e, per la differenza, neisuccessivi entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essie per l’intero importo che trova capienza nel reddito imponibile diciascuno di essi a condizione che le suddette perdite si riferiscanoa una nuova attivita’ produttiva ai sensi dell’articolo 84, comma 2,del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

79. La societa’ cessionaria e’ obbligata a remunerare la societa’cedente del vantaggio fiscale ricevuto, determinato, in ogni caso,mediante applicazione, all’ammontare delle perdite acquisite,dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle societa’ di cuiall’articolo 77 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,relativa al periodo d’imposta in cui le perdite sono state conseguitedalla societa’ cedente, entro trenta giorni dal termine per ilversamento del saldo relativo allo stesso periodo d’imposta. Nonconcorrono alla formazione del reddito imponibile, in quanto escluse,le somme percepite o versate tra le societa’ di cui al comma 76 delpresente articolo in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti oattribuiti.

80. La societa’ cedente non puo’ optare per i regimi di cui agliarticoli 115, 117 e 130 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, in relazione ai periodi d’imposta nei quali ha conseguito leperdite fiscali cedute ai sensi dei commi da 76 a 79 del presentearticolo.

81. L’articolo 182-ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e’sostituito dal seguente:

«Art. 182-ter (Trattamento dei crediti tributari e contributivi). -1. Con il piano di cui all’articolo 160 il debitore, esclusivamentemediante proposta presentata ai sensi del presente articolo, puo’proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi edei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonche’dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenzae assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, se il piano neprevede la soddisfazione in misura non inferiore a quellarealizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sulricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercatoattribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa diprelazione, indicato nella relazione di un professionista in possessodei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d). Se ilcredito tributario o contributivo e’ assistito da privilegio, lapercentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possonoessere inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti aicreditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli chehanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei a quellidelle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza eassistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo hanatura chirografaria, il trattamento non puo’ essere differenziatorispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel casodi suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali e’previsto un trattamento piu’ favorevole. Nel caso in cui sia propostoil pagamento parziale di un credito tributario o contributivoprivilegiato, la quota di credito degradata al chirografo deve essereinserita in un’apposita classe.

2. Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale,copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmenteal deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competenteagente della riscossione e all’ufficio competente sulla basedell’ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copiadelle dichiarazioni fiscali per le quali non e’ pervenuto l’esito deicontrolli automatici nonche’ delle dichiarazioni integrative relativeal periodo fino alla data di presentazione della domanda. L’agentedella riscossione, non oltre trenta giorni dalla data dellapresentazione, deve trasmettere al debitore una certificazioneattestante l’entita’ del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso.L’ufficio, nello stesso termine, deve procedere alla liquidazione deitributi risultanti dalle dichiarazioni e alla notifica dei relativiavvisi di irregolarita’, unitamente a una certificazione attestantel’entita’ del debito derivante da atti di accertamento, ancorche’ nondefinitivi, per la parte non iscritta a ruolo, nonche’ dai ruolivistati, ma non ancora consegnati all’agente della riscossione. Dopol’emissione del decreto di cui all’articolo 163, copia dell’avviso diirregolarita’ e delle certificazioni deve essere trasmessa alcommissario giudiziale per gli adempimenti previsti dagli articoli171, primo comma, e 172. In particolare, per i tributi amministratidall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’ufficio competente aricevere copia della domanda con la relativa documentazione previstaal primo periodo, nonche’ a rilasciare la certificazione di cui alterzo periodo, si identifica con l’ufficio che ha notificato aldebitore gli atti di accertamento.

3. Relativamente al credito tributario complessivo, il voto sullaproposta concordataria e’ espresso dall’ufficio, previo parereconforme della competente direzione regionale, in sede di adunanzadei creditori, ovvero nei modi previsti dall’articolo 178, quartocomma.

4. Il voto e’ espresso dall’agente della riscossione limitatamenteagli oneri di riscossione di cui all’articolo 17 del decretolegislativo 13 aprile 1999, n. 112.

5. Il debitore puo’ effettuare la proposta di cui al comma 1 anchenell’ambito delle trattative che precedono la stipulazionedell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182-bis. In talicasi l’attestazione di cui al citato articolo 182-bis, primo comma,relativamente ai crediti fiscali deve inerire anche alla convenienzadel trattamento proposto rispetto alle alternative concretamentepraticabili; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazioneda parte del tribunale. La proposta di transazione fiscale,unitamente alla documentazione di cui all’articolo 161, e’ depositatapresso gli uffici indicati al comma 2 del presente articolo. Allaproposta di transazione deve altresi’ essere allegata ladichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legalerappresentante ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delledisposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazioneamministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28dicembre 2000, n. 445, che la documentazione di cui al periodoprecedente rappresenta fedelmente e integralmente la situazionedell’impresa, con particolare riguardo alle poste attive delpatrimonio. L’adesione alla proposta e’ espressa, su parere conformedella competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell’attonegoziale da parte del direttore dell’ufficio. L’atto e’ sottoscrittoanche dall’agente della riscossione in ordine al trattamento deglioneri di riscossione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo13 aprile 1999, n. 112. L’assenso cosi’ espresso equivale asottoscrizione dell’accordo di ristrutturazione.

6. La transazione fiscale conclusa nell’ambito dell’accordo diristrutturazione di cui all’articolo 182-bis e’ risolta di diritto seil debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dallescadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e aglienti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie».

82. Per le proprie finalita’, l’Istituto nazionale perl’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), previaadozione di un apposito regolamento di disciplina, da sottoporreall’approvazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali edel Ministero dell’economia e delle finanze, puo’ sottoscrivere quotedi fondi comuni di investimento di tipo chiuso dedicatiall’attivazione di start-up innovative, di cui al decreto-legge 18ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17dicembre 2012, n. 221, ovvero costituire e partecipare a start-up ditipo societario finalizzate all’utilizzazione industriale deirisultati della ricerca, anche con soggetti pubblici e privati,italiani e stranieri, operanti nei settori funzionali alraggiungimento del proprio scopo, aventi quale oggetto socialeesclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e lacommercializzazione di prodotti o servizi innovativi di alto valoretecnologico, anche rivolte alla realizzazione di progetti in settoritecnologici altamente strategici, previa autorizzazione del Ministerodel lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con il Ministerodell’economia e delle finanze.

83. Per lo svolgimento delle attivita’ di cui al comma 82, l’INAILopera nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziariedisponibili a legislazione vigente.

84. Al fine di favorire l’efficiente utilizzo delle risorsepreviste dal comma 3 dell’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio2011, n. 111, le percentuali destinate alla sottoscrizione dellequote dei fondi di cui al comma 82 del presente articolo e di quellidi cui ai commi 8-ter e 8-quater del citato articolo 33, fermorestando il complessivo limite del 40 per cento, possono essererimodulate, tenuto conto delle esigenze di finanziamento dei diversifondi, su proposta della societa’ di gestione del risparmio iviprevista.

85. L’INAIL, nell’ambito degli investimenti immobiliari previstidal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all’articolo 65della legge 30 aprile 1969, n. 153, destina 100 milioni di euro perla realizzazione di nuove strutture scolastiche. Le regionidichiarano la propria disponibilita’ ad aderire all’operazione per lacostruzione di nuove strutture scolastiche, facendosi carico delcanone di locazione, comunicandola formalmente alla Presidenza delConsiglio dei ministri – Struttura di missione per il coordinamento eimpulso nell’attuazione di interventi di riqualificazionedell’edilizia scolastica, entro il termine perentorio del 20 gennaio2017, secondo modalita’ individuate e pubblicate nel sito internetistituzionale della medesima Struttura. Successivamente allaricezione delle dichiarazioni di disponibilita’ delle regioni, condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con ilMinistro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministrodell’economia e delle finanze, sono individuate le regioni ammessealla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sonostabiliti i criteri di selezione dei progetti.

86. All’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n.208, dopo le parole: «legge 26 luglio 1975, n. 354,» sono inserite leseguenti: «dei soggetti impegnati in lavori di pubblica utilita’ aisensi dell’articolo 186, comma 9-bis, e dell’articolo 187, comma8-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30aprile 1992, n. 285, dell’articolo 73, comma 5-bis, del testo unicodi cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e dell’articolo 168-bis del codice penale».

87. Per le finalita’ di cui al comma 86 del presente articolo, ilFondo di cui all’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015,n. 208, e’ integrato di euro 3 milioni per l’anno 2017.

88. Gli enti di previdenza obbligatoria di cui al decretolegislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10febbraio 1996, n. 103, possono destinare somme, fino al 5 per centodell’attivo patrimoniale risultante dal rendiconto dell’esercizioprecedente, agli investimenti qualificati indicati al comma 89 delpresente articolo.

89. Le somme indicate al comma 88 devono essere investite in:

a) azioni o quote di imprese residenti nel territorio dello Statoai sensi dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,n. 917, o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderentiall’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabile organizzazionenel territorio medesimo;

b) in quote o azioni di organismi di investimento collettivo delrisparmio residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Statimembri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sulloSpazio economico europeo, che investono prevalentemente neglistrumenti finanziari di cui alla lettera a).

90. I redditi, diversi da quelli relativi a partecipazioniqualificate di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, generati dagliinvestimenti qualificati indicati al comma 89 del presente articolo,sono esenti ai fini dell’imposta sul reddito.

91. Gli strumenti finanziari oggetto di investimento qualificato aisensi del comma 88 devono essere detenuti per almeno cinque anni. Incaso di cessione degli strumenti finanziari oggetto di investimentoagevolato prima dei cinque anni, i redditi realizzati attraverso lacessione e quelli percepiti durante il periodo minimo di investimentosono soggetti a imposizione secondo le regole ordinarie, unitamenteagli interessi, senza applicazione di sanzioni, e il relativoversamento deve essere effettuato dai soggetti di cui al comma 88entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla cessione. In casodi rimborso o di scadenza dei titoli oggetto di investimento primadei cinque anni, le somme conseguite devono essere reinvestite neglistrumenti finanziari di cui al comma 89 entro novanta giorni.

92. Le forme di previdenza complementare di cui al decretolegislativo 5 dicembre 2005, n. 252, possono destinare somme, fino al5 per cento dell’attivo patrimoniale risultante dal rendicontodell’esercizio precedente, agli investimenti qualificati indicati alcomma 89 del presente articolo.

93. Gli strumenti finanziari oggetto di investimento qualificato aisensi del comma 92 devono essere detenuti per almeno cinque anni.

94. I redditi, diversi da quelli relativi a partecipazioniqualificate di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dagliinvestimenti di cui al comma 92 del presente articolo sono esenti aifini dell’imposta sul reddito e pertanto non concorrono allaformazione della base imponibile dell’imposta prevista dall’articolo17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Ai fini dellaformazione delle prestazioni pensionistiche erogate dalle forme diprevidenza complementare i redditi derivanti dagli investimenti dicui al comma 92 del presente articolo incrementano la partecorrispondente ai redditi gia’ assoggettati ad imposta. In caso dicessione degli strumenti finanziari oggetto di investimento prima deicinque anni, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli chenon hanno concorso alla formazione della predetta base imponibile aisensi del primo periodo durante il periodo minimo di investimento,sono soggetti a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi conaliquota pari a quella di cui al citato articolo 17 del decretolegislativo n. 252 del 2005, senza applicazione di sanzioni, e ilrelativo versamento, unitamente agli interessi, deve essereeffettuato dai soggetti di cui al comma 8 del medesimo articolo 17entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla cessione. In casodi rimborso o di scadenza degli strumenti finanziari oggetto diinvestimento prima del quinquennio, il controvalore conseguito deveessere reinvestito negli strumenti finanziari di cui al comma 89 delpresente articolo entro novanta giorni dal rimborso.

95. La ritenuta di cui all’articolo 27 del decreto del Presidentedella Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e l’imposta sostitutivadi cui all’articolo 27-ter del medesimo decreto non si applicano agliutili corrisposti ai soggetti indicati al secondo periodo del comma 3del citato articolo 27 derivanti dagli investimenti qualificati dicui al comma 89 del presente articolo fino al 5 per cento dell’attivopatrimoniale risultante dal rendiconto dell’esercizio precedente nelrispetto della condizione di cui al comma 93 del presente articolo.Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al primo periodo,il soggetto non residente beneficiario effettivo degli utili deveprodurre una dichiarazione dalla quale risultino i datiidentificativi del soggetto medesimo e la sussistenza di tutte lecondizioni alle quali e’ subordinata l’agevolazione di cui ai commida 88 a 114 del presente articolo, nonche’ l’impegno a detenere glistrumenti finanziari oggetto dell’investimento qualificato per ilperiodo di tempo richiesto dalla legge. Il predetto soggetto nonresidente deve fornire, altresi’, copia dei prospetti contabili checonsentano di verificare l’osservanza delle predette condizioni. Isoggetti indicati agli articoli 27 e 27-ter del citato decreto delPresidente della Repubblica n. 600 del 1973 che corrispondono utiliai soggetti non residenti di cui al medesimo articolo 27, comma 3,secondo periodo, sono obbligati a comunicare annualmenteall’amministrazione finanziaria i dati relativi alle operazionicompiute nell’anno precedente.

96. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, i commi da91 a 94 sono abrogati.

97. All’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno1994, n. 509, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini deiprovvedimenti di cui ai periodi precedenti la Commissioneparlamentare di controllo sull’attivita’ degli enti gestori di formeobbligatorie di previdenza e assistenza sociale segnala ai Ministerivigilanti le situazioni di disavanzo economico-finanziario di cui e’venuta a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni dicontrollo dei bilanci di tali enti ai sensi dell’articolo 56 dellalegge 9 marzo 1989, n. 88».

98. All’articolo 6, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 10febbraio 1996, n. 103, dopo le parole: «per ogni frazione inferiore amille» sono inserite le seguenti: «e nel massimo di cinquantaunita’».

99. All’articolo 17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252, dopo il comma 9 e’ aggiunto il seguente:

«9-bis. Le operazioni di costituzione, trasformazione, scorporo econcentrazione tra fondi pensione sono soggette alle imposte diregistro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro perciascuna di esse».

100. Non sono soggetti a imposizione i redditi di capitale di cuiall’articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,diversi da quelli relativi a partecipazioni qualificate e i redditidiversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere c-bis), c-ter),c-quater) e c-quinquies), del medesimo testo unico, conseguiti, al difuori dell’esercizio di impresa commerciale, da persone fisicheresidenti nel territorio dello Stato, derivanti dagli investimentinei piani di risparmio a lungo termine, con l’esclusione di quelliche concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile. Aifini del presente comma e dei commi da 101 a 113 del presentearticolo si considerano qualificati le partecipazioni e i diritti otitoli di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 67 del citatotesto unico, tenendo conto anche delle percentuali di partecipazioneo di diritti di voto possedute dai familiari della persona fisica dicui al comma 5 dell’articolo 5 del medesimo testo unico e dellesocieta’ o enti da loro direttamente o indirettamente controllati aisensi dei numeri 1) e 2) del primo comma dell’articolo 2359 delcodice civile.

101. Il piano di risparmio a lungo termine si costituisce con ladestinazione di somme o valori per un importo non superiore, inciascun anno solare, a 30.000 euro ed entro un limite complessivo nonsuperiore a 150.000 euro, agli investimenti qualificati indicati alcomma 90 del presente articolo, attraverso l’apertura di un rapportodi custodia o amministrazione o di gestione di portafogli o altrostabile rapporto con esercizio dell’opzione per l’applicazione delregime del risparmio amministrato di cui all’articolo 6 del decretolegislativo 21 novembre 1997, n. 461, o di un contratto diassicurazione sulla vita o di capitalizzazione, avvalendosi diintermediari abilitati o imprese di assicurazione residenti, ovveronon residenti operanti nel territorio dello Stato tramite stabileorganizzazione o in regime di libera prestazione di servizi connomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predettisoggetti. Il rappresentante fiscale adempie negli stessi termini econ le stesse modalita’ previsti per i suindicati soggetti residenti.Il conferimento di valori nel piano di risparmio si consideracessione a titolo oneroso e l’intermediario applica l’imposta secondole disposizioni del citato articolo 6 del decreto legislativo n. 461del 1997.

102. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i dueterzi dell’anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano dirisparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70per cento del valore complessivo in strumenti finanziari, anche nonnegoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali dinegoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attivita’diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Statoai sensi dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,n. 917, o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderentiall’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabili organizzazioninel territorio medesimo; la predetta quota del 70 per cento deveessere investita per almeno il 30 per cento del valore complessivo instrumenti finanziari di imprese diverse da quelle inseritenell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti dialtri mercati regolamentati. Ai fini dei commi da 100 a 113 delpresente articolo si presume, senza possibilita’ di prova contraria,impresa che svolge attivita’ immobiliare quella il cui patrimonio e’prevalentemente costituito da beni immobili diversi da quelli allacui produzione o al cui scambio e’ effettivamente diretta l’attivita’di impresa, dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamentenell’esercizio di impresa. Si considerano direttamente utilizzatinell’esercizio di impresa gli immobili concessi in locazionefinanziaria e i terreni su cui l’impresa svolge l’attivita’ agricola.

103. Le somme o i valori destinati nel piano non possono essereinvestiti per una quota superiore al 10 per cento del totale instrumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con lastessa controparte o con altra societa’ appartenente al medesimogruppo dell’emittente o della controparte o in depositi e conticorrenti.

104. Sono considerati investimenti qualificati anche le quote oazioni di organismi di investimento collettivo del risparmioresidenti nel territorio dello Stato, ai sensi dell’articolo 73 deltesto unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Statimembri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sulloSpazio economico europeo, che investono per almeno il 70 per centodell’attivo in strumenti finanziari indicati al comma 102 delpresente articolo nel rispetto delle condizioni di cui al comma 103.

105. Le somme o valori destinati nel piano non possono essereinvestiti in strumenti finanziari emessi o stipulati con soggettiresidenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono unadeguato scambio di informazioni.

106. Gli strumenti finanziari in cui e’ investito il piano devonoessere detenuti per almeno cinque anni. In caso di cessione deglistrumenti finanziari oggetto di investimento prima dei cinque anni, iredditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti duranteil periodo minimo di investimento del piano sono soggetti aimposizione secondo le regole ordinarie, unitamente agli interessi,senza applicazione di sanzioni, e il relativo versamento deve essereeffettuato dai soggetti di cui al comma 101 entro il giorno 16 delsecondo mese successivo alla cessione. I soggetti di cui al comma 101recuperano le imposte dovute attraverso adeguati disinvestimenti ochiedendone la provvista al titolare. In caso di rimborso deglistrumenti finanziari oggetto di investimento prima del quinquennio,il controvalore conseguito deve essere reinvestito in strumentifinanziari indicati ai commi 102 e 104 entro trenta giorni dalrimborso.

107. Il venire meno delle condizioni di cui ai commi 102, 103 e 104comporta la decadenza dal beneficio fiscale relativamente ai redditidegli strumenti finanziari detenuti nel piano stesso, diversi daquelli investiti nel medesimo piano nel rispetto delle suddettecondizioni per il periodo di tempo indicato al comma 106, e l’obbligodi corrispondere le imposte non pagate, unitamente agli interessi,senza applicazione di sanzioni, secondo quanto previsto al comma 106.

108. Le ritenute alla fonte e le imposte sostitutive eventualmenteapplicate e non dovute fanno sorgere in capo al titolare del piano ildiritto a ricevere una somma corrispondente. I soggetti di cui alcomma 101 presso i quali e’ costituito il piano provvedono alpagamento della predetta somma, computandola in diminuzione dalversamento delle ritenute e delle imposte dovute dai medesimisoggetti. Ai fini del predetto computo non si applicano i limiti dicui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, edi cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

109. Le minusvalenze, le perdite e i differenziali negativirealizzati mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso deglistrumenti finanziari nei quali e’ investito il piano sono deducibilidalle plusvalenze, differenziali positivi o proventi realizzati nellesuccessive operazioni poste in essere nell’ambito del medesimo pianoe sottoposti a tassazione ai sensi dei commi 106 e 107 nello stessoperiodo d’imposta e nei successivi ma non oltre il quarto. Allachiusura del piano le minusvalenze, perdite o differenziali negativipossono essere portati in deduzione non oltre il quarto periodod’imposta successivo a quello del realizzo dalle plusvalenze,proventi e differenziali positivi realizzati nell’ambito di altrorapporto con esercizio dell’opzione ai sensi dell’articolo 6 deldecreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, intestato allo stessotitolare del piano, ovvero portati in deduzione ai sensi del comma 5dell’articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

110. In caso di strumenti finanziari appartenenti alla medesimacategoria omogenea, si considerano ceduti per primi i titoliacquistati per primi e si considera come costo quello medio ponderatodell’anno di acquisto.

111. Il trasferimento del piano di risparmio a lungo terminedall’intermediario o dall’impresa di assicurazione presso il quale e’stato costituito ad altro soggetto di cui al comma 101 non rileva aifini del computo dei cinque anni di detenzione degli strumentifinanziari.

112. Ciascuna persona fisica di cui al comma 100 non puo’ esseretitolare di piu’ di un piano di risparmio a lungo termine e ciascunpiano di risparmio a lungo termine non puo’ avere piu’ di untitolare. L’intermediario o l’impresa di assicurazione presso ilquale e’ costituito il piano di risparmio a lungo termine, all’attodell’incarico, acquisisce dal titolare un’autocertificazione con laquale lo stesso dichiara di non essere titolare di un altro piano dirisparmio a lungo termine.

113. L’intermediario o l’impresa di assicurazione presso il qualee’ costituito il piano di risparmio a lungo termine tiene separataevidenza delle somme destinate nel piano in anni differenti.

114. Il trasferimento a causa di morte degli strumenti finanziaridetenuti nel piano non e’ soggetto all’imposta sulle successioni edonazioni di cui al testo unico delle disposizioni concernentil’imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decretolegislativo 31 ottobre 1990, n. 346.

115. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, diconcerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottareentro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, sono definite le modalita’ di costituzione e le formedi finanziamento, nel limite di 20 milioni di euro per il 2017 e di10 milioni di euro per il 2018, di centri di competenza ad altaspecializzazione, nella forma del partenariato pubblico-privato,aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricercaapplicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologieavanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionaleIndustria 4.0.

116. Al fine di incrementare gli investimenti pubblici e privatinei settori della ricerca finalizzata alla prevenzione e alla salute,coerentemente con il Programma nazionale per la ricerca (PNR), e’istituita la Fondazione per la creazione di un’infrastrutturascientifica e di ricerca, di interesse nazionale, multidisciplinare eintegrata nei settori della salute, della genomica,dell’alimentazione e della scienza dei dati e delle decisioni, e perla realizzazione del progetto scientifico e di ricerca Humantechnopole di cui all’articolo 5 del decreto-legge 25 novembre 2015,n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016,n. 9, e al relativo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri16 settembre 2016 di approvazione del progetto esecutivo, di seguitodenominata «Fondazione». Per il raggiungimento dei propri scopi laFondazione instaura rapporti con omologhi enti e organismi in Italiae all’estero.

117. Sono membri fondatori il Ministero dell’economia e dellefinanze, il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca, ai quali viene attribuita lavigilanza sulla Fondazione.

118. Il comitato di coordinamento di cui al decreto del Presidentedel Consiglio dei ministri 16 settembre 2016 predispone lo schema distatuto della Fondazione che e’ approvato con decreto del Presidentedel Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia edelle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro della salute. Lostatuto stabilisce la denominazione della Fondazione e disciplina,tra l’altro, la partecipazione alla Fondazione di altri enti pubblicie privati, nonche’ le modalita’ con cui tali soggetti possonopartecipare finanziariamente al progetto scientifico Humantechnopole.

119. Il patrimonio della Fondazione e’ costituito da apporti deiMinisteri fondatori e incrementato da ulteriori apporti dello Stato,nonche’ dalle risorse provenienti da soggetti pubblici e privati. Leattivita’, oltre che dai mezzi propri, possono essere finanziate dacontributi di enti pubblici e di privati. Alla Fondazione possonoessere concessi in comodato beni immobili facenti parte del demanio edel patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato. L’affidamentoin comodato di beni di particolare valore artistico e storico allaFondazione e’ effettuato dall’amministrazione competente, d’intesacon il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo,fermo restando il relativo regime giuridico dei beni demanialiaffidati, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codicecivile.

120. Per lo svolgimento dei propri compiti la Fondazione puo’avvalersi di personale, anche di livello dirigenziale, all’uopo messoa disposizione su richiesta della stessa, secondo le norme previstedai rispettivi ordinamenti, da enti e da altri soggetti individuatiai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n.196. La Fondazione puo’ avvalersi, inoltre, della collaborazione diesperti e di societa’ di consulenza nazionali ed estere, ovvero diuniversita’ e di istituti universitari e di ricerca.

121. Per la costituzione della Fondazione e per la realizzazionedel progetto Human technopole di cui al comma 116 e’ autorizzata laspesa di 10 milioni di euro per il 2017, di 114,3 milioni di euro peril 2018, di 136,5 milioni di euro per il 2019, di 112,1 milioni dieuro per il 2020, di 122,1 milioni di euro per il 2021, di 133,6milioni di euro per il 2022 e di 140,3 milioni di euro a decorreredal 2023. Il contributo e’ erogato sulla base dello stato diavanzamento del progetto Human technopole di cui al comma 116.

122. Tutti gli atti connessi alle operazioni di costituzione dellaFondazione e di conferimento e devoluzione alla stessa sono esclusida ogni tributo e diritto e vengono effettuati in regime dineutralita’ fiscale.

123. I criteri e le modalita’ di attuazione dei commi da 116 a 122del presente articolo, compresa la disciplina dei rapporti conl’Istituto italiano di tecnologia in ordine al progetto Humantechnopole di cui al medesimo comma 116, e il trasferimento allaFondazione delle risorse residue di cui all’articolo 5, comma 2, deldecreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, sono stabiliti condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta delMinistro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministrodella salute.

124. La gestione dell’infrastruttura di ricerca FERMI rientranell’esercizio dei compiti istituzionali di cui all’articolo 10,comma 4, lettera d), della legge 19 ottobre 1999, n. 370, e non hanatura commerciale. Ad essa si applicano le disposizioni di cui almedesimo articolo 10, comma 4, della legge n. 370 del 1999 e il suovalore non e’ soggetto ad ammortamento.

125. Alla societa’ di cui all’articolo 10, comma 4, della legge 19ottobre 1999, n. 370, e alle amministrazioni pubbliche che vipartecipano non si applicano, limitatamente alla predettapartecipazione, le disposizioni del testo unico in materia disocieta’ a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19agosto 2016, n. 175.

126. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,e’ nominato il Commissario straordinario per la liquidazione dellasocieta’ EXPO 2015 Spa in liquidazione.

127. Gli organi sociali della societa’ EXPO 2015 Spa inliquidazione decadono alla data di entrata in vigore del decreto delPresidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 126.

128. I poteri attribuiti al collegio dei liquidatori ai sensidell’articolo 2489, primo comma, del codice civile sono assunti dalCommissario straordinario per la liquidazione della societa’ EXPO2015 Spa in liquidazione. Al fine di limitare l’assunzione diulteriori oneri a carico della procedura liquidatoria della societa’EXPO 2015 Spa in liquidazione, contenendone gli effetti sullepubbliche finanze, per lo svolgimento dei compiti di cui ai commi da126 a 139 del presente articolo, il Commissario straordinario siavvale del personale e delle strutture di cui all’articolo 2, comma3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2013.

129. Il contributo economico-patrimoniale a carico dei soci dellasocieta’ EXPO 2015 Spa in liquidazione, come individuato nel progettodi liquidazione adottato dal collegio dei liquidatori, non puo’, innessun caso, essere complessivamente superiore a 23.690.000 euro.

130. Il Ministero dell’economia e delle finanze, la regioneLombardia, il comune di Milano, la citta’ metropolitana di Milano ela camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura diMilano assicurano, ciascuno in proporzione alla partecipazione alcapitale della societa’, le risorse necessarie all’integralecopertura del fondo di liquidazione, nella misura massima di cui alcomma 129.

131. Il contributo economico-patrimoniale a carico dello stato diprevisione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze e’individuato in misura non superiore a 9.460.000 euro. Il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propridecreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

132. In deroga a quanto previsto all’articolo 2490, primo comma,del codice civile, le risorse di competenza del Ministerodell’economia e delle finanze, fissate nella misura massima di cui alcomma 131, primo periodo, destinate alla copertura del Fondo diliquidazione della societa’ EXPO 2015 Spa in liquidazione sonoriconosciute, per ciascuna delle annualita’ comprese tra il 1ºgennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, in via anticipata, nella misuramassima, rispettivamente, di 4.810.000 euro per il 2017, di 1.480.000euro per il 2018, di 1.230.000 euro per il 2019, di 1.060.000 europer il 2020 e di 880.000 euro per il 2021. Il Commissariostraordinario presenta, con cadenza annuale, al Dipartimento delTesoro del Ministero dell’economia e delle finanze il rendicontodelle attivita’ di liquidazione, che dovranno concludersi entro il2021. Fermo restando quanto previsto ai commi 129 e 131, ilriconoscimento, entro il loro limite massimo, delle somme relativealle annualita’ successive al 2017 e’ posto a conguaglio con ladifferenza tra quanto gia’ corrisposto in via anticipatanell’annualita’ precedente e gli oneri effettivamente sostenuti dalCommissario straordinario nello stesso periodo di riferimento.

133. Agli oneri di cui al comma 132 si provvede mediantecorrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali dipolitica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, deldecreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

134. Al fine di dare compiuta attuazione al progetto divalorizzazione dell’area utilizzata per l’EXPO 2015 di cuiall’articolo 5 del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, e’autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per il 2017 per l’avviodelle attivita’ di progettazione propedeutiche alla realizzazionedelle strutture per il trasferimento dei dipartimenti scientificidell’Universita’ degli studi di Milano.

135. Agli oneri di cui al comma 134 si provvede, per l’importo di 3milioni di euro, mediante corrispondente riduzionedell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 1, letterad), della legge 19 ottobre 1999, n. 370, e, per l’importo di 5milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo per gliinvestimenti nella ricerca scientifica e tecnologica di cuiall’articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

136. La societa’ AREXPO Spa puo’ avvalersi, sulla base diconvenzioni, della collaborazione degli uffici tecnici eamministrativi dei propri soci pubblici, nonche’ delle rispettivesocieta’ in house.

137. All’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 49, l’ultimo periodo e’ soppresso;

b) al comma 49-bis, il quinto periodo e’ soppresso;

c) al comma 49-ter, il quarto e quinto periodo sono soppressi.

138. Il comma 775 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, e’ abrogato.

139. Gli enti pubblici non economici strumentali degli enti localie regionali soci della societa’ EXPO 2015 Spa per le attivita’strettamente funzionali alla manutenzione degli investimenti dicompensazione ambientale e per il paesaggio rurale realizzati perl’esposizione universale, fermo restando il rispetto degli obiettividi finanza pubblica, possono procedere, anche in deroga aglispecifici vincoli assunzionali e finanziari previsti dallalegislazione in materia di personale, ad assunzione di personale atempo determinato con durata fino al 31 dicembre 2019.

140. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e dellefinanze e’ istituito un apposito fondo da ripartire, con unadotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milionidi euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 edi 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032,per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppoinfrastrutturale del Paese, anche al fine di pervenire alla soluzionedelle questioni oggetto di procedure di infrazione da partedell’Unione europea, nei settori di spesa relativi a: a) trasporti,viabilita’, mobilita’ sostenibile, sicurezza stradale,riqualificazione e accessibilita’ delle stazioni ferroviarie; b)infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere dicollettamento, fognatura e depurazione; c) ricerca; d) difesa delsuolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche; e)edilizia pubblica, compresa quella scolastica; f) attivita’industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni; g)informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria; h) prevenzionedel rischio sismico; i) investimenti per la riqualificazione urbana eper la sicurezza delle periferie delle citta’ metropolitane e deicomuni capoluogo di provincia; l) eliminazione delle barrierearchitettoniche. L’utilizzo del fondo di cui al primo periodo e’disposto con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio deiministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con i Ministri interessati, in relazione ai programmipresentati dalle amministrazioni centrali dello Stato. Gli schemi deidecreti sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti permateria, le quali esprimono il proprio parere entro trenta giornidalla data dell’assegnazione; decorso tale termine, i decreti possonoessere adottati anche in mancanza del predetto parere. Con i medesimidecreti sono individuati gli interventi da finanziare e i relativiimporti, indicando, ove necessario, le modalita’ di utilizzo deicontributi, sulla base di criteri di economicita’ e di contenimentodella spesa, anche attraverso operazioni finanziarie con oneri diammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca europeaper gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consigliod’Europa, con la Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggettiautorizzati all’esercizio dell’attivita’ bancaria ai sensi del testounico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decretolegislativo 1º settembre 1993, n. 385, compatibilmente con gliobiettivi programmati di finanza pubblica.

141. Al fine di garantire il completo finanziamento dei progettiselezionati nell’ambito del Programma straordinario di intervento perla riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie dellecitta’ metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, di cuiall’articolo 1, commi da 974 a 978, della legge 28 dicembre 2015, n.208, a integrazione delle risorse stanziate sull’apposito capitolo dispesa e di quelle assegnate ai sensi del comma 140 del presentearticolo, con delibera del Comitato interministeriale per laprogrammazione economica (CIPE) sono destinate ulteriori risorse avalere sulle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e lacoesione per il periodo di programmazione 2014-2020.

142. Gli interventi di cui ai commi 140 e 141 del presente articolosono monitorati ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.229.

143. Presso il Ministero dell’ambiente e della tutela delterritorio e del mare e’ istituito un fondo per la realizzazionedegli investimenti per la conservazione della fauna e della flora eper la salvaguardia della biodiversita’ e dell’ecosistema marino conuna dotazione finanziaria di 3 milioni di euro per ciascuno deglianni dal 2017 al 2021.

144. Per lo sviluppo del sistema nazionale di ciclovie turistichedi cui all’articolo 1, comma 640, primo periodo, della legge 28dicembre 2015, n. 208, e’ autorizzata l’ulteriore spesa di 13 milionidi euro per l’anno 2017, di 30 milioni di euro per l’anno 2018 e di40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024.

145. Le risorse di cui al comma 144 sono destinate allarealizzazione di progetti individuati con decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti.

146. All’articolo 11, comma 3, della legge 7 luglio 2016, n. 122,sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e, in particolare, aifigli della vittima in caso di omicidio commesso dal coniuge, ancheseparato o divorziato, o da persona che e’ o e’ stata legata darelazione affettiva alla persona offesa».

147. Dopo il comma 3 dell’articolo 15 del decreto-legge 25 novembre2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio2016, n. 9, e’ inserito il seguente:

«3-bis. Nel caso in cui il progetto ammesso sia gia’ statofinanziato con altre risorse pubbliche diverse da quelle stanziatedal presente articolo, il relativo intervento e’ escluso dal pianopluriennale degli interventi. Resta salva la possibilita’ che, insede di rimodulazione annuale del piano, le risorse equivalenti sianodestinate, su richiesta del proponente, previa valutazione da partedel CONI dei requisiti necessari e previo accordo con l’enteproprietario, al finanziamento di altri interventi relativi aproposte presentate dallo stesso soggetto proponente, negli stessimodi e termini gia’ previsti dal CONI, che abbiano analogo oinferiore importo e che posseggano i requisiti previsti».

148. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplinadell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui aldecreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo l’articolo 26 e’inserito il seguente:

«Art. 26-bis (Ingresso e soggiorno per investitori). – 1.L’ingresso e il soggiorno per periodi superiori a tre mesi sonoconsentiti, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4,agli stranieri che intendono effettuare:

a) un investimento di almeno euro 2.000.000 in titoli emessi dalGoverno italiano e che vengano mantenuti per almeno due anni;

b) un investimento di almeno euro 1.000.000 in strumentirappresentativi del capitale di una societa’ costituita e operante inItalia mantenuto per almeno due anni ovvero di almeno euro 500.000nel caso tale societa’ sia una start-up innovativa iscritta nellasezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25,comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, conmodificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;

c) una donazione a carattere filantropico di almeno euro1.000.000 a sostegno di un progetto di pubblico interesse, neisettori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione,ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici eche:

1) dimostrano di essere titolari e beneficiari effettivi di unimporto almeno pari a euro 2.000.000, nel caso di cui alla letteraa), o euro 1.000.000, nei casi di cui alla lettera b) e alla presentelettera, importo che deve essere in ciascun caso disponibile etrasferibile in Italia;

2) presentano una dichiarazione scritta in cui si impegnano autilizzare i fondi di cui al numero 1) per effettuare un investimentoo una donazione filantropica che rispettino i criteri di cui allelettere a) e b) e alla presente lettera, entro tre mesi dalla data diingresso in Italia;

3) dimostrano di avere risorse sufficienti, in aggiuntarispetto ai fondi di cui al numero 1) e in misura almeno superiore allivello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dallapartecipazione alla spesa sanitaria, per il proprio mantenimentodurante il soggiorno in Italia.

2. Per l’accertamento dei requisiti previsti dal comma 1, lostraniero richiedente deve presentare mediante procedura da definirecon decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con ilMinistro dell’interno e con il Ministro degli affari esteri e dellacooperazione internazionale, da emanare entro novanta giorni dalladata di entrata in vigore della presente disposizione, i seguentidocumenti:

a) copia del documento di viaggio in corso di validita’ conscadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto;

b) documentazione comprovante la disponibilita’ della sommaminima prevista al comma 1, lettera c), numero 1), e che tale sommapuo’ essere trasferita in Italia;

c) certificazione della provenienza lecita dei fondi di cui alcomma 1, lettera c), numero 1);

d) dichiarazione scritta di cui al comma 1, lettera c), numero2), contenente una descrizione dettagliata delle caratteristiche edei destinatari dell’investimento o della donazione.

3. L’autorita’ amministrativa individuata con il decreto di cui alcomma 2, all’esito di una valutazione positiva della documentazionericevuta, trasmette il nulla osta alla rappresentanza diplomatica oconsolare competente per territorio che, compiuti gli accertamenti dirito, rilascia il visto di ingresso per investitori con l’espressaindicazione “visto investitori”.

4. Ferma restando l’applicazione del decreto legislativo 21novembre 2007, n. 231, ai fini della preliminare verifica sullasussistenza delle condizioni per il rilascio del nulla osta di cui alcomma 3, l’autorita’ amministrativa individuata con il decreto di cuial comma 2 del presente articolo trasmette tempestivamente all’Unita’di informazione finanziaria le comunicazioni che attestano laprovenienza lecita dei fondi unitamente ad ogni altra informazione,documento o atto disponibile sul soggetto che intende avvalersi dellaprocedura di cui al medesimo comma 2, che siano ritenuti utili aifini della verifica. Con il decreto di cui al comma 2 sono altresi’disciplinate le forme e le modalita’ di attuazione delle predetteverifiche preliminari, da concludere entro quindici giorni dallatrasmissione della documentazione di cui al primo periodo, delrelativo scambio di informazioni e della partecipazione richiestaagli organi di cui all’articolo 8, comma 2, del medesimo decretolegislativo n. 231 del 2007.

5. Al titolare del visto per investitori e’ rilasciato, inconformita’ alle disposizioni del presente testo unico, un permessodi soggiorno biennale recante la dicitura “per investitori”,revocabile anche prima della scadenza quando l’autorita’amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2 comunicaalla questura che lo straniero non ha effettuato l’investimento o ladonazione di cui al comma 1 entro tre mesi dalla data di ingresso inItalia o ha dismesso l’investimento prima della scadenza del terminedi due anni di cui al comma 1, lettere a) e b).

6. Il permesso di soggiorno per investitori e’ rinnovabile perperiodi ulteriori di tre anni, previa valutazione positiva, da partedell’autorita’ amministrativa individuata con il decreto di cui alcomma 2, della documentazione comprovante che la somma di cui alcomma 1 e’ stata interamente impiegata entro tre mesi dalla data diingresso in Italia e che risulta ancora investita negli strumentifinanziari di cui al comma 1.

7. Ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, l’autorita’amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2,all’esito di una valutazione positiva della documentazione ricevuta,trasmette il nulla osta alla questura della provincia in cui ilrichiedente dimora, che provvede al rinnovo del permesso disoggiorno.

8. Ai sensi dell’articolo 29, comma 4, e’ consentito l’ingresso, alseguito dello straniero detentore del visto per investitori, deifamiliari con i quali e’ consentito il ricongiungimento ai sensidello stesso articolo 29. Ai familiari e’ rilasciato un visto permotivi familiari ai sensi dell’articolo 30.

9. Chiunque, nell’ambito della procedura di cui al presentearticolo, esibisce o trasmette atti o documenti falsi, in tutto o inparte, ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero e’punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Inrelazione alla certificazione di cui al comma 2, lettera c), delpresente articolo, resta ferma l’applicabilita’ degli articoli648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del codice penale e dell’articolo12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356».

149. All’articolo 44, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decretoed entro i sette anni solari successivi» sono soppresse.

150. All’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.147, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, alinea:

1) le parole: «Il reddito di lavoro dipendente prodotto» sonosostituite dalle seguenti: «I redditi di lavoro dipendente e dilavoro autonomo prodotti»;

2) le parole: «settanta per cento» sono sostituite dalleseguenti: «cinquanta per cento»;

b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Le condizioni di cui al comma 1, lettere b) e d), non siapplicano ai lavoratori autonomi»;

c) al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ilcriterio di determinazione del reddito di cui al comma 1 si applicaanche ai cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti all’Unioneeuropea, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare ledoppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero unaccordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, in possessodi un diploma di laurea, che hanno svolto continuativamenteun’attivita’ di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresafuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi ovvero che hannosvolto continuativamente un’attivita’ di studio fuori dall’Italianegli ultimi ventiquattro mesi o piu’, conseguendo un diploma dilaurea o una specializzazione post lauream».

151. Le disposizioni di cui al comma 150, lettera a), numero 2), elettera c), si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corsoal 1º gennaio 2017. Le medesime disposizioni di cui al comma 150,lettera a), numero 2), si applicano, per i periodi d’imposta dal 2017al 2020, anche ai lavoratori dipendenti che nell’anno 2016 hannotrasferito la residenza nel territorio dello Stato ai sensidell’articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eai soggetti che nel medesimo anno 2016 hanno esercitato l’opzione aisensi del comma 4 dell’articolo 16 del decreto legislativo 14settembre 2015, n. 147.

152. Al capo I del titolo I del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e’ aggiunto, in fine, il seguente articolo:

«Art. 24-bis (Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditiprodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferisconola propria residenza fiscale in Italia). – 1. Le persone fisiche chetrasferiscono la propria residenza in Italia ai sensi dell’articolo2, comma 2, possono optare per l’assoggettamento all’impostasostitutiva, di cui al comma 2 del presente articolo, dei redditiprodotti all’estero individuati secondo i criteri di cui all’articolo165, comma 2, a condizione che non siano state fiscalmente residentiin Italia, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, per un tempo almenopari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’iniziodel periodo di validita’ dell’opzione. L’imposta sostitutiva non siapplica ai redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c),realizzati nei primi cinque periodi d’imposta di validita’dell’opzione, che rimangono soggetti al regime ordinario diimposizione di cui all’articolo 68, comma 3.

2. Per effetto dell’esercizio dell’opzione di cui al comma 1,relativamente ai redditi prodotti all’estero di cui al comma 1 e’dovuta un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle personefisiche calcolata in via forfetaria, a prescindere dall’importo deiredditi percepiti, nella misura di euro 100.000 per ciascun periodod’imposta in cui e’ valida la predetta opzione. Tale importo e’ridotto a euro 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno deifamiliari di cui al comma 6. L’imposta e’ versata in un’unicasoluzione entro la data prevista per il versamento del saldo delleimposte sui redditi. Per l’accertamento, la riscossione, ilcontenzioso e le sanzioni si applicano, in quanto compatibili, ledisposizioni previste per l’imposta sul reddito delle personefisiche. L’imposta non e’ deducibile da nessun’altra imposta ocontributo.

3. L’opzione di cui al comma 1 deve essere esercitata dopo averottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpellopresentata all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11,comma 1, lettera b), della legge 27 luglio 2000, n. 212, entro iltermine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodod’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ai sensi delcomma 1 del presente articolo ed e’ efficace a decorrere da taleperiodo d’imposta. Le persone fisiche di cui al comma 1 indicanonell’opzione la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avutol’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validita’dell’opzione. L’Agenzia delle entrate trasmette tali informazioni,attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alleautorita’ fiscali delle giurisdizioni indicate come luogo di ultimaresidenza fiscale prima dell’esercizio di validita’ dell’opzione.

4. L’opzione di cui al comma 1 e’ revocabile e comunque cessa diprodurre effetti decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta divalidita’ dell’opzione. Gli effetti dell’opzione cessano in ogni casoin ipotesi di omesso o parziale versamento, in tutto o in parte,dell’imposta sostitutiva di cui al comma 2 nella misura e nei terminiprevisti dalle vigenti disposizioni di legge. Sono fatti salvi glieffetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti. La revoca o ladecadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

5. Le persone fisiche di cui al comma 1, per se’ o per uno o piu’dei familiari di cui al comma 6, possono manifestare la facolta’ dinon avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva conriferimento ai redditi prodotti in uno o piu’ Stati o territoriesteri, dandone specifica indicazione in sede di eserciziodell’opzione ovvero con successiva modifica della stessa. Soltanto intal caso, per i redditi prodotti nei suddetti Stati o territoriesteri si applica il regime ordinario e compete il credito d’impostaper i redditi prodotti all’estero. Ai fini dell’individuazione delloStato o territorio estero in cui sono prodotti i redditi si applicanoi medesimi criteri di cui all’articolo 23.

6. Su richiesta del soggetto che esercita l’opzione di cui al comma1, l’opzione ivi prevista puo’ essere estesa nel corso di tutto ilperiodo dell’opzione a uno o piu’ dei familiari di cui all’articolo433 del codice civile, purche’ soddisfino le condizioni di cui alcomma 1. In tal caso, il soggetto che esercita l’opzione indica lagiurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui si estendeil regime avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio divalidita’ dell’opzione. L’estensione dell’opzione puo’ essererevocata in relazione a uno o piu’ familiari di cui al periodoprecedente. La revoca dall’opzione o la decadenza dal regime delsoggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari. Ladecadenza dal regime di uno o piu’ dei familiari per omesso oparziale versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita noncomporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma1».

153. I soggetti che esercitano l’opzione di cui all’articolo 24-bisdel testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dalcomma 152 del presente articolo, per i periodi d’imposta di validita’dell’opzione ivi prevista, non sono tenuti agli obblighi didichiarazione di cui all’articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990,n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n.227, e sono esenti dalle imposte previste dall’articolo 19, commi 13e 18, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La presentedisposizione si applica anche ai familiari di cui al comma 6 delcitato articolo 24-bis del testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica n. 917 del 1986.

154. Gli effetti dell’opzione di cui all’articolo 24-bis del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152del presente articolo, non sono cumulabili con quelli previstidall’articolo 44 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, edall’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147.

155. Al fine di favorire l’ingresso di significativi investimentiin Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali,con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, di concerto con il Ministro dell’interno, sonoindividuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande divisto di ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chitrasferisce la propria residenza fiscale in Italia ai sensidell’articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, introdotto dal comma 152 del presente articolo.

156. Con decreto del Ministro degli affari esteri e dellacooperazione internazionale, di concerto con il Ministrodell’interno, sono individuate, nel rispetto della normativa vigentenazionale ed europea, forme di agevolazione nella trattazione delledomande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno connesse constart-up innovative, con iniziative d’investimento, di formazioneavanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche inpartenariato con imprese, universita’, enti di ricerca e altrisoggetti pubblici o privati italiani.

157. Le modalita’ applicative per l’esercizio, la modifica o larevoca dell’opzione di cui al comma 1 dell’articolo 24-bis del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152del presente articolo, e per il versamento dell’imposta sostitutivadi cui al comma 2 del medesimo articolo 24-bis sono individuate conprovvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottareentro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presentelegge.

158. Per le successioni aperte e le donazioni effettuate neiperiodi d’imposta di validita’ dell’opzione esercitata dal dantecausa, ai sensi dell’articolo 24-bis del testo unico delle impostesui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152 del presentearticolo, l’imposta sulle successioni e donazioni di cui al testounico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni edonazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e’dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato almomento della successione o della donazione.

159. Le disposizioni di cui ai commi da 148 a 158 si applicano perla prima volta con riferimento alle dichiarazioni dei redditirelative al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigoredella presente legge.

160. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 182, le parole: «2.000 euro» sono sostituite dalleseguenti: «3.000 euro»;

b) al comma 184 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Lesomme e i valori di cui al comma 4 del medesimo articolo 51concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente secondo leregole ivi previste e non sono soggetti all’imposta sostitutivadisciplinata dai commi da 182 a 191 del presente articolo, anchenell’eventualita’ in cui gli stessi siano fruiti, per scelta dellavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cuial comma 182»;

c) dopo il comma 184 e’ inserito il seguente:

«184-bis. Ai fini dell’applicazione del comma 184, non concorrono aformare il reddito di lavoro dipendente, ne’ sono soggettiall’imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191:

a) i contributi alle forme pensionistiche complementari di cui aldecreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, versati, per scelta dellavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cuial comma 182 del presente articolo, anche se eccedenti i limitiindicati all’articolo 8, commi 4 e 6, del medesimo decretolegislativo n. 252 del 2005. Tali contributi non concorrono a formarela parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari aifini dell’applicazione delle previsioni di cui all’articolo 11, comma6, del medesimo decreto legislativo n. 252 del 2005;

b) i contributi di assistenza sanitaria di cui all’articolo 51,comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in tutto o inparte, delle somme di cui al comma 182 del presente articolo, anchese eccedenti i limiti indicati nel medesimo articolo 51, comma 2,lettera a);

c) il valore delle azioni di cui all’articolo 51, comma 2,lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o inparte, delle somme di cui al comma 182 del presente articolo, anchese eccedente il limite indicato nel medesimo articolo 51, comma 2,lettera g), e indipendentemente dalle condizioni dallo stessostabilite»;

d) al comma 186, le parole: «euro 50.000» sono sostituite dalleseguenti: «euro 80.000»;

e) al comma 189, le parole: «2.500 euro» sono sostituite dalleseguenti: «4.000 euro».

161. All’articolo 51, comma 2, del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera f-ter) e’ inserita laseguente:

«f-quater) i contributi e i premi versati dal datore di lavoro afavore della generalita’ dei dipendenti o di categorie di dipendentiper prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto ilrischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vitaquotidiana, le cui caratteristiche sono definite dall’articolo 2,comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del decreto del Ministro dellavoro, della salute e delle politiche sociali 27 ottobre 2009,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, oaventi per oggetto il rischio di gravi patologie».

162. Le disposizioni di cui all’articolo 51, comma 2, lettera f),del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come da ultimomodificate dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, si interpretano nelsenso che le stesse si applicano anche alle opere e serviziriconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, inconformita’ a disposizioni di contratto collettivo nazionale dilavoro, di accordo interconfederale o di contratto collettivoterritoriale.

163. Per consentire il completamento delle procedure di cuiall’articolo 1, comma 207, terzo periodo, della legge 27 dicembre2013, n. 147, da concludere inderogabilmente entro il 31 dicembre2017, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2017,a titolo di compartecipazione dello Stato. La regione Calabriadispone con propria legge regionale la copertura finanziaria a caricodel bilancio della regione medesima degli ulteriori oneri necessariderivanti da quanto previsto dal primo periodo e assicura lacompatibilita’ dell’intervento con il raggiungimento dei propriobiettivi di finanza pubblica.

164. All’articolo 2, comma 34, della legge 28 giugno 2012, n. 92,le parole: «Per il periodo 2013-2016» sono sostituite dalle seguenti:«A decorrere dal 1º gennaio 2013».

165. A decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi,titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valoreaggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2,comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultanoiscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne’ pensionati,l’aliquota contributiva di cui all’articolo 1, comma 79, della legge24 dicembre 2007, n. 247, e’ stabilita in misura pari al 25 percento.

166. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31dicembre 2018, e’ istituito l’anticipo finanziario a garanziapensionistica (APE). L’APE e’ un prestito corrisposto a quote mensiliper dodici mensilita’ a un soggetto in possesso dei requisiti di cuial comma 167 del presente articolo fino alla maturazione del dirittoalla pensione di vecchiaia di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La restituzione del prestitoavviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione divecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di ventianni. Il prestito e’ coperto da una polizza assicurativa obbligatoriaper il rischio di premorienza.

167. L’APE puo’ essere richiesto dagli iscritti all’assicurazionegenerale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive dellamedesima e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26,della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, al momento della richiesta diAPE, hanno un’eta’ anagrafica minima di 63 anni e che maturano ildiritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purche’siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni ela loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondenteall’APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell’accesso allaprestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previstonell’assicurazione generale obbligatoria. Non possono ottenere l’APEcoloro che sono gia’ titolari di un trattamento pensionisticodiretto.

168. Il soggetto richiedente, direttamente o tramite unintermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152,presenta all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS),tramite il suo portale, domanda di certificazione del dirittoall’APE. L’INPS, verificato il possesso dei requisiti di cui al comma167 del presente articolo, certifica il diritto e comunica alsoggetto richiedente l’importo minimo e l’importo massimo dell’APEottenibile.

169. Il soggetto in possesso della certificazione di cui al comma168 del presente articolo, direttamente o tramite un intermediarioautorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152, presenta,attraverso l’uso dell’identita’ digitale SPID di secondo livello, dicui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 9 dicembre 2014,e con i modelli da approvare con il decreto del Presidente delConsiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo,domanda di APE e domanda di pensione di vecchiaia da liquidare alraggiungimento dei requisiti di legge. La domanda di APE e dipensione di cui al periodo precedente non sono revocabili, salvo incaso di esercizio del diritto di recesso di cui agli articoli 125-terdel testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cuial decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e 67-duodecies delcodice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,n. 206. In deroga all’articolo 67-duodecies, comma 2, del codice delconsumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, iltermine per recedere dal contratto di assicurazione di cui ai commida 166 a 186 del presente articolo e’ di quattordici giorni. Lafacolta’ di estinzione anticipata dell’APE e’ regolata dal decretodel Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 delpresente articolo. Nella domanda il soggetto richiedente indica ilfinanziatore cui richiedere l’APE, nonche’ l’impresa assicurativaalla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Leinformazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi dilegge sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, alsoggetto richiedente dall’INPS, per conto del finanziatore edell’impresa assicurativa; il finanziatore e l’impresa assicurativaforniscono all’INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria. Ifinanziatori e le imprese assicurative sono scelti tra quelli cheaderiscono agli accordi-quadro da stipulare, a seguito dell’entratain vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dicui al comma 175 del presente articolo, tra il Ministro dell’economiae delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e,rispettivamente, l’Associazione bancaria italiana e l’Associazionenazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurativeprimarie. L’attivita’ svolta dall’INPS ai sensi dei commi da 166 a186 del presente articolo non costituisce esercizio di agenzia inattivita’ finanziaria, ne’ di mediazione creditizia, ne’ diintermediazione assicurativa.

170. La durata minima dell’APE e’ di sei mesi. L’entita’ minima el’entita’ massima di APE richiedibile sono stabilite dal decreto delPresidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 delpresente articolo. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni deltitolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre1993, n. 385, il prestito costituisce credito ai consumatori. Per lefinalita’ di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,l’operazione di finanziamento e’ sottoposta a obblighi semplificatidi adeguata verifica della clientela. Con decreto del Ministrodell’economia e delle finanze, sentito il Comitato di sicurezzafinanziaria, sono definite le modalita’ semplificate di adempimentodei predetti obblighi, tenuto conto della natura del prodotto e diogni altra circostanza riferibile al profilo di rischio connessoall’operazione di finanziamento. Il decreto del Presidente delConsiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolodisciplina le comunicazioni periodiche al soggetto finanziato eassicurato, anche in deroga a quanto previsto dalla legge.

171. L’istituto finanziatore trasmette all’INPS e al soggettorichiedente il contratto di prestito, ovvero l’eventualecomunicazione di reiezione dello stesso. L’identificazione delsoggetto richiedente e’ effettuata dall’INPS con il sistema SPIDanche ai sensi dell’articolo 30, comma 8, del decreto legislativo 21novembre 2007, n. 231, per il perfezionamento del contratto difinanziamento e della polizza assicurativa del rischio dipremorienza. In caso di concessione del prestito, dalla data delperfezionamento decorre il termine di cui agli articoli 125-ter deltesto unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385,e 67-duodecies del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre2005, n. 206, se il soggetto richiedente ha ricevuto dall’INPS tuttele informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi dilegge. In caso di reiezione della richiesta, ovvero di recesso daparte del soggetto richiedente, la domanda di pensione e’ priva dieffetti. L’erogazione del prestito ha inizio entro trenta giornilavorativi dalla data del predetto perfezionamento. L’INPS trattienea partire dalla prima pensione mensile l’importo della rata per ilrimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatoretempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data discadenza della medesima rata.

172. I datori di lavoro del settore privato del richiedente, glienti bilaterali o i fondi di solidarieta’ di cui agli articoli 26 e27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possono, previoaccordo individuale con il lavoratore, incrementare il montantecontributivo individuale maturato da quest’ultimo, versando all’INPSin un’unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento deicontributi del mese di erogazione della prima mensilita’ dell’APE, uncontributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno dianticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione divecchiaia, all’importo determinato ai sensi dell’articolo 7 deldecreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di cui alperiodo precedente si applicano le disposizioni sanzionatorie e diriscossione previste dall’articolo 116, comma 8, lettera a), dellalegge 23 dicembre 2000, n. 388, nel caso di mancato o ritardatopagamento dei contributi previdenziali obbligatori.

173. E’ istituito nello stato di previsione del Ministerodell’economia e delle finanze un Fondo di garanzia per l’accessoall’APE, con una dotazione iniziale pari a 70 milioni di euro perl’anno 2017. Le disponibilita’ del Fondo di cui all’articolo 1, comma32, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono versate all’entratadel bilancio dello Stato per il corrispondente importo di 70 milionidi euro nell’anno 2017. Per le finalita’ del presente comma e’autorizzata l’istituzione di un apposito conto corrente presso latesoreria dello Stato. Il Fondo di garanzia per l’accesso all’APE e’ulteriormente alimentato con le commissioni di accesso al Fondostesso, che a tal fine sono versate all’entrata del bilancio delloStato per la successiva riassegnazione al Fondo. Tali somme sonoversate sul conto corrente presso la tesoreria dello Stato istituitoai sensi del terzo periodo del presente comma. La garanzia del Fondocopre l’80 per cento del finanziamento di cui al comma 166 delpresente articolo e dei relativi interessi. La garanzia del Fondo e’a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile e onerosa.Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato,avente le medesime caratteristiche di quella del Fondo, qualegaranzia di ultima istanza. Il finanziamento e’ altresi’ assistitoautomaticamente dal privilegio di cui all’articolo 2751-bis, numero1), del codice civile. La garanzia dello Stato e’ elencatanell’allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze, di cui all’articolo 31 della legge 31 dicembre 2009,n. 196. Il Fondo e’ surrogato di diritto alla banca, per l’importopagato, nel privilegio di cui al citato articolo 2751-bis, numero 1),del codice civile. Tale finanziamento e le formalita’ a esso connessenell’intero svolgimento del rapporto sono esenti dall’imposta diregistro, dall’imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta,nonche’ da ogni altro tributo o diritto.

174. All’APE si applica il tasso di interesse e la misura delpremio assicurativo relativa all’assicurazione di copertura delrischio di premorienza indicati negli accordi-quadro di cui al comma169.

175. Le modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui ai commida 165 a 174 e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti perl’accesso al finanziamento, nonche’ i criteri, le condizioni e lemodalita’ di funzionamento del Fondo di garanzia di cui al comma 173e della garanzia di ultima istanza dello Stato sono disciplinati condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro edelle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla datadi entrata in vigore della presente legge.

176. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 173 e’affidata all’INPS sulla base di un’apposita convenzione da stipularetra lo stesso Istituto e il Ministro dell’economia e delle finanze eil Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

177. Le somme erogate in quote mensili di cui al comma 166 delpresente articolo non concorrono a formare il reddito ai finidell’imposta sul reddito delle persone fisiche. A fronte degliinteressi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la coperturadel rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore e’riconosciuto, alle condizioni di cui al presente comma, un creditod’imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell’importopari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativicomplessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale creditod’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delleimposte sui redditi ed e’ riconosciuto dall’INPS per l’intero importorapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento dipensione. L’INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute daversare mensilmente all’erario nella sua qualita’ di sostitutod’imposta. All’APE si applicano gli articoli da 15 a 22 del decretodel Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.

178. Gli effetti della trattenuta di cui al sesto periodo del comma171 non rilevano ai fini del riconoscimento di prestazioniassistenziali e previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi.

179. In via sperimentale, dal 1º maggio 2017 e fino al 31 dicembre2018, agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alleforme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestioneseparata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere daa) a d) del presente comma, al compimento del requisito anagraficodei 63 anni, e’ riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e186 del presente articolo, un’indennita’ per una durata non superioreal periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e ilconseguimento dell’eta’ anagrafica prevista per l’accesso altrattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, comma6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214:

a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazionedel rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo,dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambitodella procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.604, hanno concluso integralmente la prestazione per ladisoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possessodi un’anzianita’ contributiva di almeno 30 anni;

b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, ilconiuge o un parente di primo grado convivente con handicap insituazione di gravita’ ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge5 febbraio 1992, n. 104, e sono in possesso di un’anzianita’contributiva di almeno 30 anni;

c) hanno una riduzione della capacita’ lavorativa, accertatadalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidita’civile, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso diun’anzianita’ contributiva di almeno 30 anni;

d) sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenzadell’indennita’ di cui al comma 181, all’interno delle professioniindicate nell’allegato C annesso alla presente legge che svolgono daalmeno sei anni in via continuativa attivita’ lavorative per le qualie’ richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltosoe rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono inpossesso di un’anzianita’ contributiva di almeno 36 anni.

180. La concessione dell’indennita’ di cui al comma 179 e’subordinata alla cessazione dell’attivita’ lavorativa e non spetta acoloro che sono gia’ titolari di un trattamento pensionisticodiretto.

181. L’indennita’ di cui al comma 179 e’ erogata mensilmente sudodici mensilita’ nell’anno ed e’ pari all’importo della rata mensiledella pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione.L’importo dell’indennita’ non puo’ in ogni caso superare l’importomassimo mensile di 1.500 euro e non e’ soggetto a rivalutazione.

182. L’indennita’ di cui al comma 179 del presente articolo non e’compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allostato di disoccupazione involontaria, con il trattamento di cuiall’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, nonche’con l’indennizzo previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo 28marzo 1996, n. 207.

183. Il beneficiario decade dal diritto all’indennita’ nel caso diraggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato.L’indennita’ e’ compatibile con la percezione dei redditi da lavorodipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e deiredditi derivanti da attivita’ di lavoro autonomo nel limite di 4.800euro annui.

184. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per ilpersonale degli enti pubblici di ricerca, che cessano l’attivita’lavorativa e richiedono l’indennita’ di cui al comma 179 del presentearticolo i termini di pagamento delle indennita’ di fine serviziocomunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio1997, n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell’eta’ di cuiall’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsionedel trattamento di fine servizio comunque denominato.

185. Le modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui ai commida 179 a 184, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui alcomma 186, sono disciplinate con decreto del Presidente del Consigliodei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politichesociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente legge, avuto particolare riguardo a:

a) la determinazione delle caratteristiche specifiche delleattivita’ lavorative di cui al comma 179, lettera d);

b) le procedure per l’accertamento delle condizioni per l’accessoal beneficio di cui ai commi da 179 a 186 e la relativadocumentazione da presentare a tali fini;

c) le disposizioni attuative di quanto previsto dai commi da 179a 186, con particolare riferimento:

1) all’attivita’ di monitoraggio e alla procedura di cui alcomma 186 del presente articolo, da effettuare con il procedimento dicui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241;

2) alla disciplina del procedimento di accertamento anche inrelazione alla documentazione da presentare per accedere albeneficio;

3) alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatoredell’indennita’ di cui al comma 179 fornisce all’interessato in esitoalla presentazione della domanda di accesso al beneficio;

4) alla predisposizione dei criteri da seguirenell’espletamento dell’attivita’ di verifica ispettiva da parte delpersonale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politichesociali nonche’ degli enti che gestiscono forme di assicurazioneobbligatoria;

5) alle modalita’ di utilizzo da parte dell’ente previdenzialedelle informazioni relative alla dimensione, all’assettoorganizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali,anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi inpossesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratorinei confronti degli infortuni sul lavoro;

6) all’individuazione dei criteri di priorita’ di cui al comma186;

7) alle forme e modalita’ di collaborazione tra enti chegestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolareriferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordinealle tipologie di lavoratori interessati.

186. Il beneficio dell’indennita’ disciplinata ai sensi dei commida 179 a 185 e’ riconosciuto a domanda nel limite di 300 milioni dieuro per l’anno 2017, di 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647milioni di euro per l’anno anno 2019, di 462 milioni di euro perl’anno 2020, di 280 milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni dieuro per l’anno 2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023. Qualoradal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga ilverificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero didomande rispetto alle risorse finanziarie di cui al primo periodo delpresente comma, la decorrenza dell’indennita’ e’ differita, concriteri di priorita’ in ragione della maturazione dei requisiti dicui al comma 180, individuati con il decreto del Presidente delConsiglio dei ministri di cui al comma 185, e, a parita’ deglistessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al finedi garantire un numero di accessi all’indennita’ non superiore alnumero programmato in relazione alle predette risorse finanziarie.

187. Al decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, sono apportate leseguenti modificazioni:

a) la tabella A e’ sostituita dalla tabella A di cui all’allegatoD annesso alla presente legge;

b) all’articolo 5, comma 1, quarto periodo, le parole: «e spettaa condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivoindividuale relativo all’anno stesso superiore a una volta e mezza iltrattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti»sono sostituite dalle seguenti: «e spetta: nella misura prevista alpunto 1) della predetta tabella A a condizione che il soggettopossieda un reddito complessivo individuale relativo all’anno stessonon superiore a una volta e mezza il trattamento minimo annuo delFondo pensioni lavoratori dipendenti; fermo restando quanto stabilitodal comma 2, nella misura prevista al punto 2) della predetta tabellaA a condizione che il soggetto possieda un reddito complessivoindividuale relativo all’anno stesso compreso tra una volta e mezza edue volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratoridipendenti»;

c) il comma 2 dell’articolo 5 e’ sostituito dal seguente:

«2. Nei confronti dei soggetti che soddisfano le condizioni di cuial comma 1 e per i quali l’importo complessivo del redditoindividuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, risultisuperiore a una volta e mezza il trattamento minimo e inferiore atale limite incrementato dell’importo della somma aggiuntivaspettante, l’importo e’ comunque attribuito fino a concorrenza delpredetto limite maggiorato. Nei confronti dei soggetti che soddisfanole condizioni di cui al comma 1 e per i quali l’importo complessivodel reddito individuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia,risulti superiore a due volte il trattamento minimo e inferiore atale limite incrementato dell’importo della somma aggiuntivaspettante, l’importo e’ attribuito fino a concorrenza del predettolimite maggiorato».

188. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31dicembre 2018, per i lavoratori in possesso dei requisiti di eta’,contributivi e di maturazione del diritto a pensione di vecchiaia dicui al comma 167 del presente articolo e in possesso dellacertificazione di cui al comma 168 del presente articolo, a seguitodella cessazione del rapporto di lavoro, le prestazioni delle formepensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre2005, n. 252, con esclusione di quelle in regime di prestazionedefinita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiestadell’aderente, in forma di rendita temporanea, denominata «Renditaintegrativa temporanea anticipata» (RITA), decorrente dal momentodell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dei predettirequisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio econsistente nell’erogazione frazionata, per il periodo considerato,del montante accumulato richiesto.

189. La parte imponibile della rendita di cui al comma 188,determinata secondo le disposizioni vigenti nei periodi dimaturazione della prestazione pensionistica complementare, e’assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ognianno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a formepensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma diprevidenza complementare e’ anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni diiscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15.

190. Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini delladeterminazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importidella prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000 e, perla parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001 al 31dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º gennaio2007.

191. Le disposizioni di cui ai commi 188, 189 e 190 si applicanoanche ai dipendenti pubblici che hanno aderito alle formepensionistiche complementari loro destinate.

192. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per ilpersonale degli enti pubblici di ricerca, che accedono a RITA ecessano dal rapporto di lavoro, il trattamento di fine rapporto e difine servizio sono corrisposti al momento in cui il soggetto avrebbematurato il diritto alla corresponsione degli stessi secondo ledisposizioni dell’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre2011, n. 214, e la disciplina vigente in materia di corresponsionedel trattamento di fine servizio comunque denominato.

193. Il Governo trasmette alle Camere entro il 10 settembre 2018una relazione nella quale da’ conto dei risultati dellesperimentazioni relative alle misure di cui ai commi da 166 a 186 eda 188 a 192 e formula proposte in ordine alla loro eventualeprosecuzione.

194. Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1ºgennaio 2018, le disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzoe quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici,non trovano applicazione.

195. All’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n.228, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, dopo le parole: «e alle forme sostitutive edesclusive della medesima,» sono inserite le seguenti: «nonche’ aglienti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,» e le parole:«, qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto altrattamento pensionistico» sono soppresse;

b) il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «La predettafacolta’ puo’ essere esercitata per la liquidazione del trattamentopensionistico a condizione che il soggetto interessato abbia irequisiti anagrafici previsti dal comma 6 dell’articolo 24 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e il requisito contributivo dicui al comma 7 del medesimo articolo 24, ovvero, indipendentementedal possesso dei requisiti anagrafici, abbia maturato l’anzianita’contributiva prevista dal comma 10 del medesimo articolo 24, adeguataagli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 deldecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche’ per la liquidazione deitrattamenti per inabilita’ e ai superstiti di assicurato deceduto».

196. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per ilpersonale degli enti pubblici di ricerca, che si avvalgono dellafacolta’ di cui all’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre2012, n. 228, come modificato dal comma 195 del presente articolo, itermini di pagamento delle indennita’ di fine servizio comunquedenominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.140, iniziano a decorrere al compimento dell’eta’ di cui all’articolo24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

197. Per i casi di esercizio della facolta’ di ricongiunzione dicui agli articoli 1 e 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, da partedei soggetti, titolari di piu’ periodi assicurativi che consentonol’accesso al trattamento pensionistico a seguito di quanto previstoall’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, pereffetto delle modifiche introdotte dal comma 195 del presentearticolo, sono consentiti, su richiesta degli interessati, il recessoe la restituzione di quanto gia’ versato, solo nei casi in cui non sisia perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto. Larestituzione di quanto versato e’ effettuata a decorrere daldodicesimo mese dalla data della richiesta di rimborso in quattrorate annuali, non maggiorate di interessi. Il recesso di cui alpresente comma non puo’, comunque, essere esercitato oltre il terminedi un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e neicasi in cui abbia gia’ dato titolo alla liquidazione del trattamentopensionistico.

198. I soggetti, titolari di piu’ periodi assicurativi checonsentono l’accesso al trattamento pensionistico previstoall’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, aseguito delle modifiche introdotte dal comma 195 del presentearticolo, che hanno presentato domanda di pensione in totalizzazioneai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42,anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge eper i quali il relativo procedimento amministrativo non sia ancoraconcluso, possono, previa rinuncia alla domanda di pensione intotalizzazione, accedere al trattamento pensionistico previsto almedesimo articolo 1, comma 239, come modificato dal comma 195 delpresente articolo.

199. A decorrere dal 1º maggio 2017, il requisito contributivo dicui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, come rideterminato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo24 per effetto degli adeguamenti applicati con decorrenza 2013 e2016, e’ ridotto a 41 anni per i lavoratori di cui all’articolo 1,commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che hanno almeno 12mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti ilraggiungimento del diciannovesimo anno di eta’ e che si trovano inuna delle seguenti condizioni di cui alle lettere da a) a d) delpresente comma, come ulteriormente specificate ai sensi del comma 202del presente articolo:

a) sono in stato di disoccupazione a seguito di cessazione delrapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioniper giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito dellaprocedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ehanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazioneloro spettante da almeno tre mesi;

b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, ilconiuge o un parente di primo grado convivente con handicap insituazione di gravita’ ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge5 febbraio 1992, n. 104;

c) hanno una riduzione della capacita’ lavorativa, accertatadalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidita’civile, superiore o uguale al 74 per cento;

d) sono lavoratori dipendenti di cui alle professioni indicateall’allegato E annesso alla presente legge che svolgono, al momentodel pensionamento, da almeno sei anni in via continuativa attivita’lavorative per le quali e’ richiesto un impegno tale da rendereparticolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modocontinuativo ovvero sono lavoratori che soddisfano le condizioni dicui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile2011, n. 67.

200. Al requisito contributivo ridotto di cui al comma 199 delpresente articolo continuano ad applicarsi gli adeguamenti allasperanza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio2010, n. 122.

201. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per ilpersonale degli enti pubblici di ricerca, che soddisfano i requisitidi cui al comma 199 del presente articolo, le indennita’ di fineservizio comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggettoavrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondole disposizioni dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011,n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia dicorresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.

202. Le modalita’ di attuazione delle disposizioni dei commi da 199a 205 del presente articolo, nel rispetto dei limiti di spesa annualidi cui al comma 203, sono disciplinate con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, avuto particolare riguardo:

a) alla determinazione delle caratteristiche specifiche delleattivita’ lavorative di cui al comma 199, lettera d);

b) alle procedure per l’accertamento delle condizioni perl’accesso al beneficio di cui ai commi da 199 a 205 e alla relativadocumentazione da presentare a tali fini;

c) all’attivita’ di monitoraggio e alla procedura di cui al comma203 del presente articolo, da effettuare con il procedimento di cuiall’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241;

d) alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatore deltrattamento pensionistico fornisce all’interessato in esito allapresentazione della domanda di accesso al beneficio;

e) alla predisposizione dei criteri da seguire nello svolgimentodell’attivita’ di verifica ispettiva da parte del personale ispettivodel Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonche’ degli entiche gestiscono forme di assicurazione obbligatoria;

f) alle modalita’ di utilizzo da parte dell’ente previdenzialedelle informazioni relative alla dimensione, all’assettoorganizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali,anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi inpossesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratorinei confronti degli infortuni sul lavoro;

g) all’individuazione dei criteri di priorita’ di cui al comma203;

h) alle forme e modalita’ di collaborazione tra enti chegestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolareriferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordinealle tipologie di lavoratori interessati.

203. Il beneficio dell’anticipo del pensionamento ai sensi deicommi da 199 a 202 e’ riconosciuto a domanda nel limite di 360milioni di euro per l’anno 2017, di 550 milioni di euro per l’anno2018, di 570 milioni di euro per l’anno 2019 e di 590 milioni di euroannui a decorrere dall’anno 2020. Qualora dal monitoraggio delledomande presentate ed accolte emerga il verificarsi di scostamenti,anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorsefinanziarie di cui al primo periodo del presente comma, la decorrenzadei trattamenti e’ differita, con criteri di priorita’ in ragionedella maturazione dei requisiti agevolati di cui al comma 199,individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministridi cui al comma 202, e, a parita’ degli stessi, in ragione della datadi presentazione della domanda, al fine di garantire un numero diaccessi al pensionamento, sulla base dei predetti requisitiagevolati, non superiore al numero di pensionamenti programmato inrelazione alle predette risorse finanziarie.

204. A far data dalla sua decorrenza il trattamento pensionisticodi cui al comma 199 del presente articolo non e’ cumulabile conredditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempocorrispondente alla differenza tra l’anzianita’ contributiva di cuiall’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, e l’anzianita’ contributiva al momento del pensionamento.

205. Il beneficio di cui ai commi da 199 a 204 non e’ cumulabilecon altre maggiorazioni previste per le attivita’ di lavoro di cui alcomma 199 del presente articolo, fermo restando quanto previstoall’articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

206. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presentelegge:

a) l’articolo 24, comma 17-bis, del decreto-legge 6 dicembre2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre2011, n. 214, e’ abrogato;

b) all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 21 aprile2011, n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) alla lettera a), le parole: «, compreso l’anno dimaturazione dei requisiti,» sono soppresse e le parole: «per lepensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;» sonosostituite dalla seguente: «ovvero»;

2) alla lettera b), le parole: «, per le pensioni aventidecorrenza dal 1º gennaio 2018» sono soppresse;

c) all’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 21 aprile2011, n. 67, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In viatransitoria, con riferimento ai requisiti di cui al presente commanon trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cuial citato articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito,con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, previsti per gli anni2019, 2021, 2023 e 2025 ai sensi dell’articolo 24, comma 13, deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;

d) all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile2011, n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) alla lettera b), le parole: «a decorrere dal 1º gennaio2012» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2016»;

2) dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti:

«b-bis) entro il 1º marzo dell’anno di maturazione dei requisitiagevolati qualora tali requisiti siano maturati nel corso dell’anno2017;

b-ter) entro il 1º maggio dell’anno precedente a quello dimaturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti sianomaturati a decorrere dal 1º gennaio 2018».

207. Per effetto di quanto stabilito dal comma 206 del presentearticolo il Fondo di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f), dellalegge 24 dicembre 2007, n. 247, e’ incrementato di 84,5 milioni dieuro per l’anno 2017, di 86,3 milioni di euro per l’anno 2018, di124,5 milioni di euro per l’anno 2019, di 126,6 milioni di euro perl’anno 2020, di 123,8 milioni di euro per l’anno 2021, di 144,4milioni di euro per l’anno 2022, di 145,2 milioni di euro per l’anno2023, di 151,8 milioni di euro per l’anno 2024, di 155,4 milioni dieuro per l’anno 2025 e di 170,5 milioni di euro annui a decorreredall’anno 2026, con conseguente corrispondente incremento degliimporti di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21aprile 2011, n. 67.

208. Ai fini della corretta attuazione dei commi 206 e 207, entrosessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sonoapportate le necessarie modificazioni al decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali 20 settembre 2011, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 276 del 26 novembre 2011, anche introducendoeventuali semplificazioni nella documentazione necessaria per larichiesta di accesso al beneficio, fermi restando i contenutiinformativi previsti per la certificazione del beneficio medesimo aisensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

209. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presentelegge, all’articolo 9, comma 2, della legge 29 marzo 1985, n. 113, leparole: «In attesa della legge di riforma generale del sistemapensionistico,» sono soppresse e sono aggiunte, in fine, le seguentiparole: «nonche’ all’incremento dell’eta’ anagrafica a cui applicareil coefficiente di trasformazione per il calcolo della quota dipensione nel sistema contributivo come previsto dall’articolo 1,comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335».

210. I commi 3 e 4 dell’articolo 13 del testo unico delle impostesui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29dicembre 1986, n. 917, sono sostituiti dal seguente:

«3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno opiu’ redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a),spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quellaprevista al comma 1 del presente articolo, rapportata al periodo dipensione nell’anno, pari a:

a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro.L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essereinferiore a 713 euro;

b) 1.297 euro, aumentata del prodotto fra 583 euro e l’importocorrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del redditocomplessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro;

c) 1.297 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la partecorrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuitodel reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro».

211. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge, ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del doveree ai loro familiari superstiti, di cui alla legge 13 agosto 1980, n.466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all’articolo 1, commi 563e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applicano i beneficifiscali di cui all’articolo 2, commi 5 e 6, della legge 23 novembre1998, n. 407, e dell’articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 2004,n. 206, in materia di esenzione dall’imposta sui redditi.

212. A seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica relativaalle misure di salvaguardia previste dall’articolo 24, comma 14, deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dall’articolo 22 deldecreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dall’articolo 1, commi da 231 a234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dagli articoli 11 e 11-bisdel decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, dall’articolo 1,commi da 194 a 198, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,dall’articolo 2 della legge 10 ottobre 2014, n. 147, e dai relatividecreti attuativi del Ministro del lavoro e delle politiche sociali1º giugno 2012, 8 ottobre 2012, 22 aprile 2013 e 14 febbraio 2014,pubblicati, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24luglio 2012, n. 17 del 21 gennaio 2013, n. 123 del 28 maggio 2013 en. 89 del 16 aprile 2014, nonche’ dall’articolo 1, commi da 265 a276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, resa possibile inrelazione alle misure per le quali la certificazione del diritto albeneficio e’ da ritenere conclusa nonche’ a quanto stabilito dalcomma 213 del presente articolo, i complessivi importi indicati alquarto periodo del comma 235 dell’articolo 1 della legge n. 228 del2012 sono rideterminati in 243,4 milioni di euro per l’anno 2013,908,9 milioni di euro per l’anno 2014, 1.618,5 milioni di euro perl’anno 2015, 2.000,4 milioni di euro per l’anno 2016, 1.796,2 milionidi euro per l’anno 2017, 1.270,6 milioni di euro per l’anno 2018,734,8 milioni di euro per l’anno 2019, 388,1 milioni di euro perl’anno 2020, 194,8 milioni di euro per l’anno 2021, 103,5 milioni dieuro per l’anno 2022 e 9,9 milioni di euro per l’anno 2023, cuicorrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo in137.095 soggetti. La ripartizione dei complessivi limiti di spesa enumerici di cui al primo periodo del presente comma e’ effettuata aisensi dell’articolo 1, comma 193, della legge n. 147 del 2013. Aisensi di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 235, della legge n.228 del 2012, l’autorizzazione di spesa di cui al primo periodo delpredetto comma 235 e’ incrementata di 641,85 milioni di euro perl’anno 2017, di 405,7 milioni di euro per l’anno 2018, di 106,54milioni di euro per l’anno 2019, di 76,97 milioni di euro per l’anno2020, di 50,22 milioni di euro per l’anno 2021, di 10,48 milioni dieuro per l’anno 2022 e di 2 milioni di euro per l’anno 2023.

213. In considerazione del limitato utilizzo, come anche accertatoai sensi dell’articolo 1, comma 263, della legge 28 dicembre 2015, n.208, ai fini dell’accesso al pensionamento secondo i requisiti e ledecorrenze vigenti prima della data di entrata in vigoredell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,della salvaguardia di cui all’articolo 22, comma 1, lettera a), deldecreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche’ della circostanza cherisultano trascorsi i termini decadenziali di comunicazione deglielenchi nominativi di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali 8 ottobre 2012, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 17 del 21 gennaio 2013, all’articolo 22, comma1, alinea, del citato decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, conmodificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, le parole: «ulteriori35.000 soggetti» sono sostituite dalle seguenti: «ulteriori 19.741soggetti».

214. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regimedelle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigoredell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,ferme restando, nei limiti definiti ai sensi del comma 212 delpresente articolo, le salvaguardie ivi indicate, continuano adapplicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per ilpensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:

a) nel limite di 11.000 soggetti, ai lavoratori collocati inmobilita’ o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4,11 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, o ai sensi dell’articolo3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, conmodificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito diaccordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre2011, ovvero da aziende cessate o interessate dall’attivazione,precedente alla data di licenziamento, delle vigenti procedureconcorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, laliquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria ol’amministrazione straordinaria speciale, previa esibizione delladocumentazione attestante la data di avvio della proceduraconcorsuale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessatidall’attivita’ lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e cheperfezionano, anche mediante il versamento di contributi volontari,entro trentasei mesi dalla fine del periodo di fruizionedell’indennita’ di mobilita’ o del trattamento speciale edile, irequisiti vigenti prima della data di entrata in vigore deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il versamento volontario di cuialla presente lettera, anche in deroga alle disposizionidell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n.184, puo’ riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti ladomanda di autorizzazione stessa e puo’ comunque essere effettuatosolo con riferimento ai trentasei mesi successivi al termine difruizione dell’indennita’ di mobilita’ o del trattamento specialeedile indicato dalla presente lettera. Eventuali periodi disospensione dell’indennita’ di mobilita’, ai sensi dell’articolo 8,commi 6 e 7, della legge n. 223 del 1991 e dell’articolo 3 deldecreto-legge n. 299 del 1994, convertito, con modificazioni, dallalegge n. 451 del 1994, intervenuti entro la data di entrata in vigoredella presente legge per svolgere attivita’ di lavoro subordinato, atempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinatomantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai finidel prolungamento del periodo di fruizione dell’indennita’ stessa enon comportano l’esclusione dall’accesso alle salvaguardie di cui alpresente comma;

b) nel limite di 9.200 soggetti, ai lavoratori di cuiall’articolo 1, comma 194, lettera a), della legge 27 dicembre 2013,n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare ladecorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplinavigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, entro l’ottantaquattresimo mese successivoalla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del2011;

c) nel limite di 1.200 soggetti, ai lavoratori di cuiall’articolo 1, comma 194, lettera f), della legge 27 dicembre 2013,n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare ladecorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplinavigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, entro il settantaduesimo mese successivo alladata di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;

d) nel limite di 7.800 soggetti, ai lavoratori di cuiall’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili acomportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo ladisciplina vigente prima della data di entrata in vigore deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro l’ottantaquattresimo mesesuccessivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-leggen. 201 del 2011;

e) nel limite di 700 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli condisabilita’ grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unicodelle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno dellamaternita’ e della paternita’, di cui al decreto legislativo 26 marzo2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare ladecorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplinavigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n.201 del 2011, entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data dientrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;

f) nel limite di 800 soggetti, con esclusione del settoreagricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratoricon contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori insomministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dallavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati atempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili acomportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo ladisciplina vigente prima della data di entrata in vigore deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il settantaduesimo mesesuccessivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-leggen. 201 del 2011.

215. Per i lavoratori di cui al comma 214, lettera a), che sianogia’ stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente aquella di entrata in vigore della presente legge e per i quali sianodecorsi i termini di pagamento, sono riaperti a domanda i termini deiversamenti relativi ai trentasei mesi successivi alla fine delperiodo di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ o del trattamentospeciale edile come specificato nel medesimo comma 214.

216. Ai fini della presentazione delle istanze da parte deilavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, siapplicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati lespecifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materiadi salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenzevigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decretodel Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. L’INPSprovvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dailavoratori di cui al comma 214 del presente articolo che intendonoavvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenzevigenti prima della data di entrata in vigore del medesimodecreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dallalegge n. 214 del 2011, sulla base della data di cessazione delrapporto di lavoro, e provvede a pubblicare nel proprio sitointernet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigentidisposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccoltia seguito dell’attivita’ di monitoraggio, avendo cura di evidenziarele domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni.Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limitenumerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa, anche invia prospettica, determinati ai sensi dei commi 214 e 218, primoperiodo, del presente articolo, l’INPS non prende in esame ulterioridomande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei beneficiprevisti dai commi da 214 a 218 del presente articolo.

217. I dati rilevati nell’ambito del monitoraggio svolto dall’INPSai sensi del comma 216 del presente articolo sono utilizzati ai finidella predisposizione della relazione di cui all’articolo 2, comma 5,della legge 10 ottobre 2014, n. 147.

218. I benefici di cui al comma 214 sono riconosciuti nel limite di30.700 soggetti e nel limite massimo di 137 milioni di euro perl’anno 2017, di 305 milioni di euro per l’anno 2018, di 368 milionidi euro per l’anno 2019, di 333 milioni di euro per l’anno 2020, di261 milioni di euro per l’anno 2021, di 171 milioni di euro perl’anno 2022, di 72 milioni di euro per l’anno 2023, di 21 milioni dieuro per l’anno 2024, di 9 milioni di euro per l’anno 2025 e di 3milioni di euro per l’anno 2026. Conseguentemente, all’articolo 1,comma 235, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, gli importi indicatial quarto periodo, come modificati ai sensi del comma 212 delpresente articolo, sono corrispondentemente incrementati degliimporti di cui al precedente periodo, per una rideterminazione pari a243,4 milioni di euro per l’anno 2013, 908,9 milioni di euro perl’anno 2014, 1.618,5 milioni di euro per l’anno 2015, 2.000,4 milionidi euro per l’anno 2016, 1.933,2 milioni di euro per l’anno 2017,1.575,6 milioni di euro per l’anno 2018, 1.102,8 milioni di euro perl’anno 2019, 721,1 milioni di euro per l’anno 2020, 455,8 milioni dieuro per l’anno 2021, 274,5 milioni di euro per l’anno 2022, 81,9milioni di euro per l’anno 2023, 21 milioni di euro per l’anno 2024,9 milioni di euro per l’anno 2025 e 3 milioni di euro per l’anno2026, cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimoin 167.795 soggetti.

219. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti daicommi da 214 a 218 del presente articolo, l’autorizzazione di spesadi cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24dicembre 2012, n. 228, come rifinanziata anche ai sensi del comma 212del presente articolo, e’ ridotta di 134 milioni di euro per l’anno2017, di 295 milioni di euro per l’anno 2018, di 106,54 milioni dieuro per l’anno 2019, di 76,97 milioni di euro per l’anno 2020, di50,22 milioni di euro per l’anno 2021, di 57,10 milioni di euro perl’anno 2022 e di 54 milioni di euro per l’anno 2023.

220. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti daicommi da 214 a 218 del presente articolo si provvede altresi’mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesarelativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica,di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,n. 307, per 3 milioni di euro per l’anno 2017, per 10 milioni di europer l’anno 2018, per 22 milioni di euro per l’anno 2019, per 30milioni di euro per l’anno 2020, per 31 milioni di euro per l’anno2021, per 28 milioni di euro per l’anno 2022, per 18 milioni di europer l’anno 2023, per 10 milioni di euro per l’anno 2024, per 6milioni di euro per l’anno 2025 e per 3 milioni di euro per l’anno2026.

221. Le risorse residue dell’autorizzazione di spesa di cuiall’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre2012, n. 228, come conseguenti dai commi da 212 a 219 del presentearticolo, concorrono alla copertura dei maggiori oneri derivantidalle misure in materia pensionistica previste dalla presente legge,e, conseguentemente, all’articolo 1, comma 235, della legge 24dicembre 2012, n. 228, sono soppressi i primi tre periodi e gliultimi due periodi. Qualora dall’attivita’ di monitoraggio di cui alcomma 216 del presente articolo dovessero venire accertate, anche invia prospettica, economie rispetto ai limiti di spesa di cui al comma218, primo periodo, del presente articolo, le stesse confluiscono nelFondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18,comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

222. Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cuiall’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, adecorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lafacolta’ prevista dal medesimo articolo 1, comma 9, e’ estesa allelavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 irequisiti previsti dalla stessa disposizione per effetto degliincrementi della speranza di vita di cui all’articolo 12 deldecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

223. Per le lavoratrici di cui al comma 222 del presente articolorestano fermi, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, ilregime degli incrementi della speranza di vita di cui all’articolo 12del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il regime delledecorrenze, nonche’ il sistema di calcolo delle prestazioni applicatial pensionamento di anzianita’ di cui all’articolo 1, comma 9, dellalegge 23 agosto 2004, n. 243.

224. Gli oneri derivanti dai commi 222 e 223 sono valutati in 18,3milioni di euro per l’anno 2017, in 47,2 milioni di euro per l’anno2018, in 87,5 milioni di euro per l’anno 2019, in 68,6 milioni dieuro per l’anno 2020, in 34,1 milioni di euro per l’anno 2021 e in1,7 milioni di euro per l’anno 2022.

225. A quota parte degli oneri di cui al comma 224 si provvede:

a) quanto a 4,5 milioni di euro per l’anno 2019, a 2,5 milioni dieuro per l’anno 2020, a 0,9 milioni di euro per l’anno 2021 e a 0,2milioni di euro per l’anno 2022, mediante le maggiori entratederivanti dalle misure di cui ai commi 222 e 223;

b) quanto a 22,2 milioni di euro per l’anno 2018, a 52,5 milionidi euro per l’anno 2019 e a 33,6 milioni di euro per l’anno 2020,mediante il versamento all’entrata del bilancio dello Stato da partedell’INPS, in deroga a quanto previsto dall’articolo 5 del decretolegislativo 14 settembre 2015, n. 150, di una quota pari a 22,2milioni di euro per l’anno 2018, a 52,5 milioni di euro per l’anno2019 e a 33,6 milioni di euro per l’anno 2020 delle entrate derivantidall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate alfinanziamento dei fondi paritetici interprofessionali nazionali perla formazione continua di cui all’articolo 118 della legge 23dicembre 2000, n. 388;

c) quanto a 25 milioni di euro per l’anno 2018, a 30,5 milioni dieuro per l’anno 2019, a 32,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 33,2milioni di euro per l’anno 2021 e a 1,5 milioni di euro per l’anno2022, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesarelativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica,di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,n. 307.

226. Nelle more dell’esercizio della delega di cui all’articolo 2,comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, per il sostegno deglioneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipata per igiornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione oriorganizzazione per crisi aziendale, di cui all’articolo 37 dellalegge 5 agosto 1981, n. 416, e’ autorizzata la spesa di 5,5 milionidi euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, di 5 milioni dieuro per l’anno 2020 e di 1,5 milioni di euro per l’anno 2021, inaggiunta a quanto previsto dall’articolo 1-bis del decreto-legge 24giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11agosto 2014, n. 114. Sono conseguentemente aumentati i limiti dispesa di cui all’articolo 41-bis, comma 7, del decreto-legge 30dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27febbraio 2009, n. 14.

227. I trattamenti di vecchiaia anticipata di cui ai commi da 226 a232 del presente articolo sono erogati ai giornalisti interessati daipiani di ristrutturazione o riorganizzazione presentati al Ministerodel lavoro e delle politiche sociali prima della data di entrata invigore della presente legge, ancorche’ ne siano esauriti i termini didurata. In tal caso, non si tiene conto, ai fini della decorrenza deitrattamenti ovvero della decadenza del termine di sessanta giorniprevisto dall’alinea del comma 1 dell’articolo 37 della legge 5agosto 1981, n. 416, del periodo intercorrente tra la data discadenza del piano di ristrutturazione o riorganizzazione e quella dientrata in vigore della presente legge, dalla quale inizia adecorrere nuovamente il predetto termine. L’Istituto nazionale diprevidenza dei giornalisti italiani prende in considerazione ledomande di pensionamento secondo l’ordine cronologico dipresentazione dei piani, nel rispetto dei limiti di spesa di cui alcomma 226 del presente articolo e delle condizioni di cuiall’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

228. Agli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipatafinanziate ai sensi dei commi da 226 a 232 del presente articoloconcorre il contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro dicui all’articolo 41-bis, comma 7, secondo periodo, del decreto-legge30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge27 febbraio 2009, n. 14.

229. L’instaurazione di rapporti di lavoro dipendente o autonomo dicui agli articoli 2222 e seguenti del codice civile, anche in formadi collaborazione coordinata e continuativa, ovvero la sottoscrizionedi contratti per la cessione del diritto d’autore, con i giornalistiche abbiano optato per i trattamenti di vecchiaia anticipatafinanziati ai sensi dei commi da 226 a 232 del presente articolocomporta la revoca del finanziamento concesso, anche nel caso in cuiil rapporto di lavoro sia instaurato con un’azienda diversa facentecapo al medesimo gruppo editoriale.

230. All’onere derivante dall’attuazione del comma 226 si provvede:

a) quanto a 5,5 milioni di euro per l’anno 2017, mediantecorrispondente riduzione della quota del Fondo per il pluralismo el’innovazione dell’informazione destinata per l’anno 2017 agliinterventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministriai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n.198;

b) quanto a 5,5 milioni di euro per l’anno 2018, a 5,5 milioni dieuro per l’anno 2019, a 5 milioni di euro per l’anno 2020 e a 1,5milioni di euro per l’anno 2021, mediante corrispondente versamentoall’entrata del bilancio dello Stato, per pari importo e per imedesimi anni, delle risorse disponibili su apposita contabilita’speciale, su cui affluiscono 17,5 milioni di euro della quota delFondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione destinataper l’anno 2017 agli interventi di competenza della Presidenza delConsiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge26 ottobre 2016, n. 198.

231. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari suisaldi di finanza pubblica recati dal comma 230 del presente articolosi provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cuiall’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189,pari a 5,5 milioni di euro per l’anno 2018, a 5,5 milioni di euro perl’anno 2019, a 5 milioni di euro per l’anno 2020 e a 1,5 milioni dieuro per l’anno 2021.

232. Il Fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4dicembre 2008, n. 189, e’ incrementato di 17,5 milioni di euro perl’anno 2017.

233. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 284,quinto periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ ridotta di100 milioni di euro per l’anno 2017 e di 50 milioni di euro perl’anno 2018 e, conseguentemente, le somme versate in entrata albilancio dello Stato ai sensi dell’undicesimo periodo del medesimocomma 284, in misura pari a 120 milioni di euro per l’anno 2017 e a60 milioni di euro per l’anno 2018, sono trasferite all’INPS acopertura dei maggiori oneri derivanti dallo stesso comma 284 nellamisura di 20 milioni di euro per l’anno 2017 e di 10 milioni di europer l’anno 2018 e rimangono acquisite al bilancio dello Stato perl’importo di 100 milioni di euro per l’anno 2017 e di 50 milioni dieuro per l’anno 2018.

234. All’articolo 12, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 3maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30giugno 2016, n. 119, le parole: «2016 e 2017» sono sostituite dalleseguenti: «2016, 2017, 2018 e 2019». Le disposizioni di cui al primoperiodo del presente comma sono estese anche al Fondo di solidarieta’per il sostegno dell’occupabilita’, dell’occupazione e del redditodel personale del credito cooperativo. L’operativita’ delledisposizioni di cui ai primi due periodi del presente comma e’subordinata all’emanazione dei regolamenti di adeguamento delladisciplina dei Fondi ai sensi dell’articolo 26, comma 3, del decretolegislativo 14 settembre 2015, n. 148, da adottare con decreto delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalladata di entrata in vigore della presente legge. Dall’attuazione diquanto previsto dal presente comma non devono derivare nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica.

235. Fino al 31 dicembre 2019, con riferimento alle imprese ogruppi di imprese coinvolti in processi di ristrutturazione ofusione, rientranti nei settori destinatari dei Fondi di solidarieta’di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.148, e interessati da provvedimenti legislativi relativi a processidi adeguamento o riforma per aumentarne la stabilita’ e rafforzarnela patrimonializzazione, il contributo straordinario a carico deldatore di lavoro previsto dall’articolo 33, comma 3, del predettodecreto legislativo n. 148 del 2015 per l’assegno straordinario peril sostegno al reddito di cui all’articolo 26, comma 9, lettera b),del medesimo decreto legislativo n. 148 del 2015, e’ ridotto, adomanda da presentare dallo stesso datore di lavoro e nei limiti ealle condizioni di cui al comma 236 del presente articolo, di unimporto pari all’85 per cento dell’importo equivalente alla sommadella prestazione di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4marzo 2015, n. 22, e della contribuzione figurativa di cuiall’articolo 12 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 2015, peri nuovi accessi all’assegno straordinario nel 2017, e pari al 50 percento dell’importo equivalente alla medesima somma, per i nuoviaccessi all’assegno straordinario negli anni 2018 e 2019, conriferimento a un limite massimo complessivo di 25.000 accessi neltriennio 2017-2019. Detto importo e’ calcolato, per ciascunlavoratore coinvolto nei processi di agevolazione all’esodo, ai sensidegli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 22 del 2015, e inogni caso relativamente a un periodo non superiore alla duratadell’assegno straordinario. All’integrazione del finanziamento degliassegni straordinari necessaria per effetto della riduzione delcontributo straordinario di cui al primo periodo del presente commaprovvede la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegnoalle gestioni previdenziali, istituita presso l’INPS ai sensidell’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88.

236. Il beneficio di cui al comma 235 e’ riconosciuto ai datori dilavoro nel limite di 174 milioni di euro per l’anno 2017, di 224milioni di euro per l’anno 2018, di 139 milioni di euro per l’anno2019, di 87 milioni di euro per l’anno 2020 e di 24 milioni di europer l’anno 2021. L’INPS provvede al monitoraggio delle domandepresentate ai sensi del comma 235 ai fini del rispetto dei limiti dispesa annuali di cui al primo periodo del presente comma e del limitenumerico complessivo di cui al comma 235. Fermo restando il limitenumerico complessivo di cui al comma 235, qualora dal monitoraggiorisulti il raggiungimento, anche in via prospettica, dei limiti dispesa annuali di cui al primo periodo del presente comma, l’INPS nonprende in esame ulteriori domande finalizzate a usufruire delbeneficio di cui al comma 235. Alle attivita’ previste l’INPSprovvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibilia legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri perla finanza pubblica.

237. Per il triennio 2017-2019, i Fondi di solidarieta’ di cui alcomma 234 provvedono, a loro carico e previo il versamento aglistessi Fondi della relativa provvista finanziaria da parte dei datoridi lavoro ai sensi del secondo periodo del presente comma, neiconfronti dei lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per ilpensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni,anche al versamento della contribuzione correlata a periodi, utiliper il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o divecchiaia, riscattabili o ricongiungibili precedenti all’accesso aiFondi di solidarieta’. Gli oneri di finanziamento sono versati aiFondi dal datore di lavoro e costituiscono specifica fonte difinanziamento con destinazione riservata alle finalita’ di cui alprimo periodo del presente comma. L’operativita’ della disposizionedi cui ai primi due periodi del presente comma e’ subordinataall’emanazione dei regolamenti di adeguamento della disciplina deiFondi di cui al comma 234, da adottare con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge. Dall’attuazione di quantoprevisto dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiorioneri per la finanza pubblica.

238. Lo stanziamento del Fondo per la lotta alla poverta’ eall’esclusione sociale, di cui all’articolo 1, comma 386, della legge28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementato di 150 milioni di euroannui a decorrere dall’anno 2017. L’autorizzazione di spesa di cuiall’articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n.22, come rifinanziata dall’articolo 43, comma 5, del decretolegislativo 14 settembre 2015, n. 148, e’ ridotta di 150 milioni dieuro annui a decorrere dall’anno 2017.

239. Nelle more dell’attuazione dei provvedimenti legislativi dicui all’articolo 1, comma 388, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanareentro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presentelegge, per l’anno 2017 sono definiti, nei limiti delle risorsedisponibili nel Fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusionesociale, di cui all’articolo 1, comma 386, della citata legge n. 208del 2015, nuovi criteri di accesso alla misura di contrasto allapoverta’ di cui all’articolo 1, comma 387, lettera a), della medesimalegge n. 208 del 2015, anche al fine di ampliare la platea nelrispetto delle priorita’ previste dalla legislazione vigente. Con ilmedesimo decreto sono stabilite le modalita’ di prosecuzione dellasperimentazione dell’assegno di disoccupazione (ASDI), di cuiall’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, anchemediante eventuale utilizzo di quota parte delle risorse disponibilinel predetto Fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusionesociale.

240. A valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione eformazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), deldecreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si provvede, neilimiti degli importi rispettivamente indicati:

a) alla restituzione dell’anticipazione effettuata dallaPresidenza del Consiglio dei ministri per interventi di pubblicautilita’ e socialmente utili nei territori di Genova Cornigliano,pari a 5 milioni di euro per l’anno 2017;

b) all’estensione degli incentivi di cui all’articolo 32, comma1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, alle assunzionieffettuate fino al 31 dicembre 2017; a tal fine e’ autorizzata laspesa di 2,6 milioni di euro per l’anno 2017, di 5,6 milioni di europer l’anno 2018 e di 3 milioni di euro per l’anno 2019;conseguentemente, all’articolo 32, comma 3, primo periodo, dellostesso decreto legislativo n. 150 del 2015, le parole: «2015 e 2016»sono sostituite dalle seguenti: «2015, 2016 e 2017» e le parole:«sono incrementate di 27 milioni di euro per l’anno 2015 e di 27milioni di euro per l’anno 2016» sono sostituite dalle seguenti:«sono incrementate di 27 milioni di euro per l’anno 2015, di 27milioni di euro per l’anno 2016 e di 27 milioni di euro per l’anno2017»;

c) all’incremento di 15 milioni di euro annui del finanziamentodella misura di cui all’articolo 6, comma 4-bis, del decreto-legge 1ºottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28novembre 1996, n. 608, introdotto dall’articolo 5, comma 1, deldecreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni,dalla legge 16 maggio 2014, n. 78; conseguentemente, al comma 4-bisdell’articolo 6 del citato decreto-legge n. 510 del 1996, le parole:«euro 15 milioni annui» sono sostituite dalle seguenti: «euro 30milioni annui»;

d) al finanziamento delle misure di sostegno al reddito per ilavoratori dipendenti dalle imprese del settore del call-center,previste dall’articolo 44, comma 7, del decreto legislativo 14settembre 2015, n. 148, nella misura di 30 milioni di euro per l’anno2017.

241. Il diritto all’astensione dal lavoro di cui all’articolo 24,comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, e’riconosciuto alle lavoratrici autonome nella misura massima di tremesi.

242. Durante il periodo di congedo di cui al comma 241, lalavoratrice autonoma ha diritto a percepire un’indennita’ giornalierapari all’80 per cento del salario minimo giornaliero stabilitodall’articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito,con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, nellamisura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella Aallegata al medesimo decreto e dai decreti ministeriali di cui alsecondo comma del medesimo articolo 1.

243. L’articolo 24-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’sostituito dal seguente:

«Art. 24-bis (Misure a sostegno della tutela dei dati personali,della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell’occupazione nelleattivita’ svolte da call center). – 1. Le misure del presentearticolo si applicano alle attivita’ svolte da call centerindipendentemente dal numero di dipendenti occupati.

2. Qualora un operatore economico decida di localizzare, anchemediante affidamento a terzi, l’attivita’ di call center fuori dalterritorio nazionale in un Paese che non e’ membro dell’Unioneeuropea, deve darne comunicazione, almeno trenta giorni prima deltrasferimento:

a) al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonche’all’Ispettorato nazionale del lavoro a decorrere dalla data della suaeffettiva operativita’ a seguito dell’adozione dei decreti di cuiall’articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149,indicando i lavoratori coinvolti; la predetta comunicazione e’effettuata dal soggetto che svolge il servizio di call center;

b) al Ministero dello sviluppo economico, indicando lenumerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico eutilizzate per i servizi delocalizzati;

c) al Garante per la protezione dei dati personali, indicando lemisure adottate per garantire il rispetto della legislazionenazionale, e in particolare delle disposizioni del codice in materiadi protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30giugno 2003, n. 196, nonche’ delle disposizioni concernenti ilregistro pubblico delle opposizioni, istituito ai sensi delregolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7settembre 2010, n. 178.

3. Gli operatori economici che, antecedentemente alla data dientrata in vigore della presente disposizione, hanno localizzato,anche mediante affidamento a terzi, l’attivita’ di call center fuoridal territorio nazionale in un Paese che non e’ membro dell’Unioneeuropea, devono darne comunicazione ai soggetti di cui al comma 2entro sessanta giorni dalla medesima data di entrata in vigore,indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione delpubblico e utilizzate per i servizi delocalizzati. In caso di omessao tardiva comunicazione si applica la sanzione amministrativapecuniaria pari a 10.000 euro per ciascun giorno di ritardo.

4. In attesa di procedere alla ridefinizione del sistema degliincentivi all’occupazione nel settore dei call center, nessunbeneficio, anche fiscale o previdenziale, previsto per tale tipologiadi attivita’ puo’ essere erogato a operatori economici che, dopo ladata di entrata in vigore della presente disposizione, delocalizzanol’attivita’ di call center in un Paese che non e’ membro dell’Unioneeuropea.

5. Quando un soggetto effettua una chiamata a un call center deveessere informato preliminarmente sul Paese in cui l’operatore con cuiparla e’ fisicamente collocato nonche’, a decorrere dal novantesimogiorno successivo alla data di entrata in vigore della presentedisposizione, nell’ipotesi di localizzazione dell’operatore in unPaese che non e’ membro dell’Unione europea, della possibilita’ dirichiedere che il servizio sia reso tramite un operatore collocatonel territorio nazionale o di un Paese membro dell’Unione europea, dicui deve essere garantita l’immediata disponibilita’ nell’ambitodella medesima chiamata.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quandoun cittadino e’ destinatario di una chiamata proveniente da un callcenter.

7. In caso di omessa o tardiva comunicazione di cui al comma 2 siapplica la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 150.000 euro perciascuna comunicazione omessa o tardiva. Nei casi di cui al comma 2,lettera a), la sanzione e’ irrogata dal Ministero del lavoro e dellepolitiche sociali ovvero, dalla data della sua effettivaoperativita’, dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Nei casi di cuial comma 2, lettere b) e c), la sanzione e’ irrogata,rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Garanteper la protezione dei dati personali. Il mancato rispetto delledisposizioni dei commi 5 e 6 comporta la sanzione amministrativapecuniaria pari a 50.000 euro per ogni giornata di violazione;all’accertamento delle violazioni delle disposizioni dei commi 5 e 6e all’irrogazione delle relative sanzioni provvede il Ministero dellosviluppo economico. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 161 delcodice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove lamancata informazione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolointegri, altresi’, la violazione di cui all’articolo 13 del medesimocodice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. Al fine diconsentire l’applicazione delle predette disposizioni, il Ministerodello sviluppo economico comunica al Garante per la protezione deidati personali l’accertamento dell’avvenuta violazione.

8. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, nonche’ diquanto previsto dall’articolo 130 del codice di cui al decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196, anche il soggetto che ha affidatolo svolgimento di propri servizi a un call center esterno e’considerato titolare del trattamento ai sensi degli articoli 4, comma1, lettera f), e 28 del medesimo codice di cui al decreto legislativon. 196 del 2003 ed e’ conseguentemente responsabile in solido con ilsoggetto gestore. La constatazione della violazione puo’ esserenotificata all’affidatario estero per il tramite del committente.

9. Qualunque operatore economico che svolge o si avvale di servizidi call center e’ tenuto a comunicare, su richiesta del Ministero dellavoro e delle politiche sociali, del Ministero dello sviluppoeconomico o del Garante per la protezione dei dati personali, entrodieci giorni dalla richiesta, la localizzazione del call centerdestinatario della chiamata o dal quale origina la stessa. Il mancatorispetto delle disposizioni del presente comma comporta la sanzioneamministrativa pecuniaria pari a 50.000 euro per ogni violazione.

10. Per le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatoriche procedono ad affidamenti di servizi a operatori di call centerl’offerta migliore e’ determinata al netto delle spese relative alcosto del personale, determinato ai sensi dell’articolo 23, comma 16,del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ovvero sulla base diaccordi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

11. Tutti gli operatori economici che svolgono attivita’ di callcenter su numerazioni nazionali devono, entro sessanta giorni dalladata di entrata in vigore della presente disposizione, iscriversi alRegistro degli operatori di comunicazione di cui alla deliberadell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del26 novembre 2008, comunicando, altresi’, tutte le numerazionitelefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate per iservizi di call center. L’obbligo di iscrizione sussiste anche acarico dei soggetti terzi affidatari dei servizi di call center edeve essere contemplato nel contratto di affidamento del servizio.

12. L’inosservanza dell’obbligo di cui al comma 11 comportal’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa pari a50.000 euro».

244. Al fine di garantire la continuita’ del reddito deglioperatori del settore della pesca, con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze e con il Ministro delle politicheagricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giornidalla data di sottoscrizione di accordi e contratti collettivi daparte delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali del settorecomparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale, ai sensidell’articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, ecomunque entro il 31 marzo 2017, presso l’INPS e’ istituito il Fondodi solidarieta’ per il settore della pesca (FOSPE).

245. Il FOSPE e’ costituito da una dotazione iniziale pari a 1milione di euro a carico del bilancio dello Stato per l’anno 2017 eda contribuzione ordinaria, ripartita tra datori di lavoro elavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo,in misura tale da garantire un flusso costante di risorse sufficienteall’avvio dell’attivita’ e alla gestione del Fondo a regime, daindividuare anche in relazione all’importo stimato delle prestazionida erogare, alle compatibilita’ finanziarie e agli obblighi diequilibrio di bilancio di cui all’articolo 35 del decreto legislativo14 settembre 2015, n. 148, nonche’ ai livelli retributivi stabilitidalla contrattazione collettiva nazionale delle organizzazionisindacali e imprenditoriali comparativamente piu’ rappresentative,nel limite massimo pari a due terzi dell’aliquota previstadall’articolo 20 della legge 8 agosto 1972, n. 457.

246. Il FOSPE eroga prestazioni e relative coperture figurative aidipendenti e comunque a tutti gli imbarcati delle imprese di pescanonche’ a quelli delle cooperative di pesca, compresi i socilavoratori e i soci delle cooperative della piccola pesca di cui allalegge 13 marzo 1958, n. 250, nel caso di arresto temporaneoobbligatorio deciso dalle autorita’ pubbliche competenti e nel casodi sospensioni temporanee dell’attivita’ di pesca per condizionimeteorologiche avverse o per ogni altra causa, organizzativa oambientale, non imputabile al datore di lavoro, prevista dagliaccordi e contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazionisindacali e imprenditoriali del settore comparativamente piu’rappresentative a livello nazionale.

247. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali effettua unmonitoraggio sul tasso di adesione al FOSPE da parte dei soggetti dicui al comma 246 e presenta alle Camere, entro il 31 ottobre 2017,una relazione sullo stato di attuazione del Fondo, sul suofunzionamento e sul tasso di adesione rilevato.

248. Per quanto non espressamente previsto dai commi da 244 a 247del presente articolo si applicano al FOSPE le disposizioni deltitolo II del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

249. Le pensioni a favore dei superstiti di assicurato epensionato, nell’ambito del regime dell’assicurazione generaleobbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di tale regime,nonche’ della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26,della legge 8 agosto 1995, n. 335, limitatamente a quelle percepitedagli orfani, concorrono alla formazione del reddito complessivo dicui all’articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cuial decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,per l’importo eccedente euro 1.000.

250. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presentecomma, il lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoriao alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto damesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2),mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginaledel testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61),riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa diservizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilita’,ancorche’ non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilita’ disvolgere qualsiasi attivita’ lavorativa. Ai fini del conseguimentodel diritto alla pensione di inabilita’ di cui al primo periodo, ilrequisito contributivo si intende perfezionato quando risultinoversati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’intera vitalavorativa. Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi,che non e’ cumulabile con altri benefici pensionistici previsti dallanormativa vigente, e’ riconosciuto, a domanda, nel limite di 20milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni di euro annui adecorrere dal 2018. Qualora dal monitoraggio delle domande presentatee accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in viaprospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziariedi cui al terzo periodo il riconoscimento del trattamentopensionistico e’ differito, con criteri di priorita’ in ragionedell’eta’ anagrafica, dell’anzianita’ contributiva e, infine, delladata di presentazione della domanda, allo scopo di garantire unnumero di accessi al pensionamento non superiore al numero dipensionamenti programmato in relazione alle predette risorsefinanziarie. Per i lavoratori di cui all’articolo 1, comma 2, eall’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, nonche’ per il personale degli enti pubblici di ricerca, cherientrano nelle fattispecie di cui ai primi due periodi del presentecomma, le indennita’ di fine servizio comunque denominate di cuiall’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito,con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sonocorrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il dirittoalla corresponsione delle stesse secondo le disposizionidell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsionedel trattamento di fine servizio comunque denominato. Entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, condecreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono emanatele disposizioni necessarie per l’attuazione del presente comma.

251. Le risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, dicui all’articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, gia’trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e diBolzano ed eventualmente non impegnate in favore dei beneficiari,sono riattribuite ai Fondi regionali per l’occupazione dei disabili,di cui all’articolo 14, comma 1, della medesima legge n. 68 del 1999e sono prioritariamente utilizzate allo scopo di finanziare gliincentivi alle assunzioni delle persone con disabilita’ successive al1º gennaio 2015 non coperte dal predetto Fondo di cui all’articolo13, comma 4, della legge n. 68 del 1999.

252. Gli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale delleuniversita’ statali contribuiscono alla copertura dei costi deiservizi didattici, scientifici e amministrativi mediante uncontributo onnicomprensivo annuale, anche differenziato tra i diversicorsi di laurea e di laurea magistrale, da versare all’universita’alla quale sono iscritti. Restano ferme le norme in materia diimposta di bollo, le norme in materia di esonero e di graduazione deicontributi, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 29 marzo2012, n. 68, nonche’ le norme sulla tassa regionale per il dirittoallo studio, di cui all’articolo 3, commi da 20 a 23, della legge 28dicembre 1995, n. 549. Sono comunque ricompresi, all’interno delcontributo onnicomprensivo annuale, i contributi per attivita’sportive.

253. L’importo del contributo onnicomprensivo annuale e’ stabilitoda ciascuna universita’ statale con il regolamento di cui al comma254 del presente articolo. Tutti gli studenti, ad eccezione di coloroche ne sono esonerati ai sensi dell’articolo 3, comma 22, della legge28 dicembre 1995, n. 549, sono tenuti al pagamento della tassaregionale per il diritto allo studio.

254. Ciascuna universita’ statale, nell’esercizio della propriaautonomia normativa, approva il regolamento in materia dicontribuzione studentesca, nel rispetto dei criteri di equita’,gradualita’ e progressivita’, nonche’ delle disposizioni dei commi da252 a 267. In sede di prima applicazione, ciascuna universita’statale approva il proprio regolamento in materia di contribuzionestudentesca entro il 31 marzo 2017. Il regolamento si applica adecorrere dall’anno accademico 2017/2018. In caso di mancataapprovazione del regolamento entro il 31 marzo 2017, trovano comunqueapplicazione le disposizioni dei commi da 255 a 258.

255. Sono esonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivoannuale gli studenti che soddisfano congiuntamente i seguentirequisiti:

a) appartengono a un nucleo familiare il cui Indicatore dellasituazione economica equivalente (ISEE), calcolato secondo lemodalita’ previste dall’articolo 8 del regolamento di cui al decretodel Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159,nonche’ dall’articolo 2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n.42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,e’ inferiore o eguale a 13.000 euro;

b) sono iscritti all’universita’ di appartenenza da un numero dianni accademici inferiore o uguale alla durata normale del corso distudio, aumentata di uno;

c) nel caso di iscrizione al secondo anno accademico abbianoconseguito, entro la data del 10 agosto del primo anno, almeno 10crediti formativi universitari; nel caso di iscrizione ad anniaccademici successivi al secondo abbiano conseguito, nei dodici mesiantecedenti la data del 10 agosto precedente la relativa iscrizione,almeno 25 crediti formativi.

256. Nel caso di iscrizione al primo anno accademico, l’unicorequisito da soddisfare e’ quello di cui al comma 255, lettera a).

257. Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cuiISEE sia compreso tra 13.001 euro e 30.000 euro e che soddisfanoentrambi i requisiti di cui alle lettere b) e c) del comma 255, ilcontributo onnicomprensivo annuale non puo’ superare il 7 per centodella quota di ISEE eccedente 13.000 euro.

258. Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cuiISEE sia inferiore a 30.000 euro e che soddisfano il requisito di cuialla lettera c) del comma 255, ma non quello di cui alla lettera b)del medesimo comma 255, il contributo onnicomprensivo annuale nonpuo’ superare quello determinato ai sensi dei commi 255 e 256,aumentato del 50 per cento, con un valore minimo di 200 euro.

259. Il regolamento di cui al comma 254 stabilisce, nel rispetto diquanto previsto dai commi da 255 a 258 e del principio di equilibriodi bilancio di ciascuna universita’ statale:

a) eventuali ulteriori casi di esonero, o graduazione, delcontributo onnicomprensivo annuale, per specifiche categorie distudenti, individuate in relazione alla carriera universitariaindividuale o alla particolare situazione personale;

b) le modalita’ di versamento del contributo onnicomprensivoannuale, in una o piu’ rate, unitamente alle maggiorazioni dovute incaso di ritardo nel versamento.

260. Oltre al contributo onnicomprensivo annuale di cui comma 252,le universita’ statali non possono istituire ulteriori tasse ocontributi a carico degli studenti, fino al rilascio del titolofinale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati surichiesta dello studente per esigenze individuali e le imposteerariali.

261. Nel caso di studenti aventi la cittadinanza di Stati nonappartenenti all’Unione europea, e non residenti in Italia, per iquali risulti inapplicabile il calcolo dell’ISEE del nucleo familiaredi appartenenza ai sensi dell’articolo 8, comma 5, del regolamento dicui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre2013, n. 159, l’importo del contributo onnicomprensivo annuale e’stabilito dalle singole universita’ statali, anche in deroga aicriteri individuati nei commi da 255 a 258 del presente articolo.

262. Gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca che non sonobeneficiari di borsa di studio sono esonerati dal pagamento delletasse o contributi a favore dell’universita’. Il regolamento di cuial comma 254 stabilisce il contributo annuale dovuto dagli iscrittiai corsi o scuole di specializzazione.

263. Gli articoli 2 e 3 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, sono abrogati.

264. A decorrere dall’anno accademico 2020/2021, i limiti diimporto ISEE di cui ai commi 255, 257 e 258 sono aggiornati ogni treanni, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ edella ricerca, a seguito del monitoraggio dell’attuazione edell’efficacia delle norme dei commi da 252 a 267 del presentearticolo.

265. Il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, dicui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’incrementato di 55 milioni di euro per l’anno 2017 e di 105 milionidi euro a decorrere dall’anno 2018. Le somme di cui al primo periodosono ripartite tra le universita’ statali, a decorrere dall’anno2017, con riferimento all’anno accademico 2016/2017, econseguentemente per gli anni successivi, in proporzione al numerodegli studenti esonerati dal pagamento di ogni contribuzione ai sensidell’articolo 9 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, cui siaggiunge, a decorrere dall’anno 2018, il numero degli studentiesonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale aisensi del comma 255 del presente articolo, moltiplicati per il costostandard di ateneo per studente in corso.

266. Le disposizioni dei commi da 252 a 267 del presente articolonon si applicano alle universita’ non statali, alle universita’telematiche e alle istituzioni universitarie ad ordinamento speciale,nonche’ all’universita’ degli studi di Trento.

267. Le istituzioni statali dell’alta formazione artistica,musicale e coreutica, entro il 31 marzo 2017, adeguano i propriregolamenti in materia di contribuzione studentesca alle disposizionidei commi da 252 a 266. In caso di mancato adeguamento entro il 31marzo 2017, trovano comunque applicazione le disposizioni dei commida 255 a 258. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca, nella ripartizione del fondo annuale di dotazione tra leistituzioni di cui al presente comma, tiene conto degli studentiesonerati dal pagamento di ogni contribuzione e di quelli esoneratidal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale.

268. Al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’universita’, ein particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti, ilfondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, dicui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29marzo 2012, n. 68, iscritto nello stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ incrementato di50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

269. Ai fini della gestione delle risorse del fondo di cuiall’articolo 18 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68,ciascuna regione razionalizza l’organizzazione degli enti erogatoridei servizi per il diritto allo studio mediante l’istituzione, entrosei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di ununico ente erogatore dei medesimi servizi, prevedendo comunque unarappresentanza degli studenti nei relativi organi direttivi. Sonocomunque fatti salvi i modelli sperimentali di gestione degliinterventi di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 marzo2012, n. 68.

270. La norma del comma 269 costituisce principio fondamentale dicoordinamento della finanza pubblica.

271. Nelle more dell’emanazione del decreto di cui all’articolo 7,comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e allo scopodi consentire che l’assegnazione delle risorse del fondo di cui alcomma 268 del presente articolo avvenga, in attuazione dell’articolo18, commi 1, lettera a), e 3, del medesimo decreto legislativo n. 68del 2012, in misura proporzionale al fabbisogno finanziario delleregioni, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca, con decreto emanato entro tre mesi dalla data di entrata invigore della presente legge, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, previo parere della Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, che si esprime entro sessanta giornidalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto puo’ esserecomunque adottato, determina i fabbisogni finanziari regionali.

272. Le risorse del fondo di cui all’articolo 18, comma 1, letteraa), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, sono direttamenteattribuite al bilancio dell’ente regionale erogatore dei servizi peril diritto allo studio, a norma del comma 269 del presente articolo,entro il 30 settembre di ciascun anno. Nelle more dellarazionalizzazione di cui al medesimo comma 269, tali risorse sonocomunque trasferite direttamente agli enti regionali erogatori,previa indicazione da parte di ciascuna regione della quota datrasferire a ciascuno di essi.

273. A decorrere dal 1º gennaio 2017, la Fondazione per il Merito,di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 13 maggio 2011, n.70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.106, assume la denominazione di «Fondazione Articolo 34». La nuovadenominazione sostituisce la precedente, ovunque presente, nelmedesimo decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 106 del 2011, e in ogni altro provvedimentolegislativo o regolamentare.

274. All’articolo 9 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 4 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Icomponenti dell’organo di amministrazione della Fondazione e il suopresidente sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio deiministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’e della ricerca e del Ministro dell’economia e delle finanze»;

b) al comma 6 e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera:

«e-bis) i criteri e le metodologie per l’assegnazione delle borsedi studio nazionali per il merito e la mobilita’».

275. Entro il 30 aprile di ogni anno, la «Fondazione Articolo 34»,sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, bandiscealmeno 400 borse di studio nazionali, ciascuna del valore di 15.000euro annuali, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi dimezzi, al fine di favorirne l’immatricolazione e la frequenza a corsidi laurea o di laurea magistrale a ciclo unico, nelle universita’statali, o a corsi di diploma accademico di I livello, nelleistituzioni statali dell’alta formazione artistica, musicale ecoreutica, aventi sedi anche differenti dalla residenza anagraficadel nucleo familiare dello studente.

276. Sono ammessi a partecipare al bando di cui al comma 275 glistudenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di secondogrado che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti:

a) l’ISEE, alla data di emanazione del bando, calcolato ai sensidell’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente delConsiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, nonche’ dell’articolo2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89, e’ inferiore oeguale a 20.000 euro;

b) le medie dei voti ottenuti in tutte le materie, negli scrutinifinali del penultimo e del terzultimo anno della scuola secondaria disecondo grado, nonche’ negli scrutini intermedi dell’ultimo anno,purche’ comunque effettuati entro la data di scadenza del bando, sonotutte eguali o superiori a 8/10;

c) i punteggi riportati nelle prove dell’Istituto nazionale perla valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione(INVALSI), relative alle materie di italiano e matematica, ricadononel primo quartile dei risultati INVALSI della regione ove ha sede lascuola di appartenenza.

277. Il limite di importo dell’ISEE di cui al comma 276, letteraa), puo’ essere aggiornato con cadenza triennale con decreto delMinistro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca a seguitodel monitoraggio dell’attuazione e dell’efficacia delle norme deicommi da 273 a 289.

278. Sono altresi’ ammessi a partecipare al bando di cui al comma275, in numero non superiore a due per ciascuna istituzionescolastica, gli studenti che soddisfano le condizioni di cui al comma276, lettere a) e c), e che, pur non soddisfacendo la condizione dicui al comma 276, lettera b), sono motivatamente qualificati comeeccezionalmente meritevoli dal dirigente scolastico della scuolasecondaria di secondo grado di appartenenza, su proposta del collegiodei docenti.

279. I candidati ammessi a partecipare al bando ai sensi dei commi276 e 278 sono inclusi in un’unica graduatoria nazionale di merito.Il punteggio assegnato a ciascun candidato e’ calcolato sulla basedei criteri di valutazione stabiliti nel bando e fondati sui valoridi cui al comma 276, lettere a), b) e c), nonche’ sulla motivazionedel giudizio di merito eccezionale di cui al comma 278. Nellafissazione dei predetti criteri, i valori delle medie di cui al comma276, lettera b), sono rapportati ai valori delle medesime medie nellescuole della provincia di appartenenza, come calcolati dall’INVALSI.

280. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sonoassegnate, nell’ordine della graduatoria nazionale di merito, entroil 31 agosto di ogni anno e sono corrisposte allo studente in ratesemestrali anticipate, previa verifica del rispetto delle condizionidi cui ai commi 281 e 282.

281. La prima rata e’ versata allo studente al momento dellacomunicazione dell’avvenuta immatricolazione a un corso di laurea odi laurea magistrale a ciclo unico o a un diploma accademico di Ilivello, scelto liberamente dallo studente, fermo restando ilsuperamento delle prove di ammissione, ove previste. La seconda ratae’ versata allo studente entro il 31 marzo dell’anno successivo.

282. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sonoconfermate, negli anni accademici successivi al primo, per tutta ladurata normale del relativo corso di laurea o corso di laureamagistrale a ciclo unico, o corso di diploma accademico di I livello,e sono versate in due rate semestrali annuali, entro il 30 settembredell’anno di riferimento ed entro il 31 marzo dell’anno successivo, acondizione che lo studente, al 10 agosto di ogni anno accademico,abbia conseguito:

a) tutti i crediti formativi degli anni accademici precedenti;

b) almeno 40 crediti formativi dell’anno accademico in corso, conuna media dei voti riportati in tutti gli esami sostenuti noninferiore a 28/30 e nessun voto inferiore a 24/30.

283. Gli studenti beneficiari delle borse di studio di cui ai commida 273 a 289 del presente articolo sono esonerati dal pagamento dellatassa regionale per il diritto allo studio di cui all’articolo 3,commi 20, 21, 22 e 23, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, nonche’delle tasse e dei contributi previsti dagli ordinamenti delleuniversita’ statali o delle istituzioni statali dell’alta formazioneartistica, musicale e coreutica di appartenenza, ferma restando ladisciplina dell’imposta di bollo.

284. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sonoincompatibili con ogni altra borsa di studio, ad eccezione di quelledestinate a sostenere finanziariamente lo studente per soggiorni distudio all’estero, con tutti gli strumenti e i servizi del dirittoallo studio di cui al decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68,nonche’ con l’ammissione alle istituzioni universitarie adordinamento speciale o ad altre consimili strutture universitarie cheoffrano gratuitamente agli studenti vitto e alloggio. Lo studentepuo’ comunque chiedere di usufruire dei servizi offerti dagli entiregionali per il diritto allo studio, al costo stabilito dai medesimienti.

285. Alle borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 del presentearticolo si applicano, in materia fiscale, le disposizionidell’articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476.

286. Per il finanziamento delle borse di studio di cui ai commi da273 a 289 del presente articolo, sono attribuiti alla «FondazioneArticolo 34» 6 milioni di euro per l’anno 2017, 13 milioni di europer l’anno 2018 e 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019.

287. Al finanziamento dell’organizzazione e delle attivita’ordinarie della «Fondazione Articolo 34» sono attribuiti 2 milioni dieuro per l’anno 2017 e 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2018.

288. Nelle more del raggiungimento della piena operativita’ della«Fondazione Articolo 34» e della nomina dei relativi organi diamministrazione, al fine di attuare tempestivamente le finalita’ deicommi da 273 a 289 con decreto del Presidente del Consiglio deiministri e’ istituita, presso la Presidenza del Consiglio deiministri, una cabina di regia, composta da tre membri designati,rispettivamente, dal Presidente del Consiglio dei ministri, dalMinistro dell’economia e delle finanze e dal Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, incaricata diattivare le procedure relative all’emanazione del bando di cui alcomma 275, ai fini dell’assegnazione e del versamento delle borse distudio agli studenti vincitori. Con il medesimo decreto delPresidente del Consiglio dei ministri sono definiti le modalita’operative e organizzative della cabina di regia e il supportoamministrativo e tecnico alle attivita’ della stessa, nell’ambitodelle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.Al raggiungimento della piena operativita’ della Fondazione e allanomina dei relativi organi di amministrazione, la cabina di regiadecade automaticamente dalle sue funzioni.

289. La quota parte delle risorse di cui al comma 286 eventualmentenon utilizzate per le finalita’ di cui ai commi da 273 a 288, daaccertare entro il 15 settembre di ogni anno con decreto delMinistero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,confluisce, nel medesimo esercizio finanziario, nel Fondo diintervento integrativo per la concessione dei prestiti d’onore edelle borse di studio iscritto nello stato di previsione del medesimoMinistero. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzatoad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni dibilancio.

290. In attuazione dell’articolo 6, comma 1, lettera a), dellalegge 19 novembre 1990, n. 341, nonche’ dell’articolo 3 del decretolegislativo 14 gennaio 2008, n. 21, sulla base degli obiettiviindicati dal comma 1 del medesimo articolo 3, le universita’ e leistituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreuticaorganizzano specifici corsi di orientamento pre-universitario opre-accademico destinati agli studenti, da svolgere, incollaborazione con le scuole e senza interferenze con l’attivita’scolastica ordinaria, durante gli ultimi due anni di corso dellascuola secondaria di secondo grado o nel periodo intercorrente tra ilconseguimento del diploma e l’immatricolazione.

291. All’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo2012, n. 68, dopo le parole: «connesse ai servizi» sono inserite leseguenti: «e al tutorato di cui all’articolo 13 della legge 19novembre 1990, n. 341».

292. In attuazione dell’articolo 13 della legge 19 novembre 1990,n. 341, e ai fini di cui al comma 2 del medesimo articolo 13, leuniversita’ organizzano specifiche attivita’ di tutorato riservate astudenti iscritti al primo o al secondo anno di un corso di laurea odi laurea magistrale a ciclo unico che abbiano riscontrato ostacoliformativi iniziali, anche con collaborazioni a tempo parziale distudenti dei corsi di studio o degli anni superiori assegnate aisensi e con le modalita’ di cui all’articolo 11 del decretolegislativo 29 marzo 2012, n. 68, come modificato dal comma 291 delpresente articolo.

293. Per le finalita’ dei commi da 290 a 292 del presente articolo,il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, di cuiall’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’ incrementatodi 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017. Tale importo e’ripartito annualmente tra le universita’ tenendo conto delleattivita’ organizzate dalle stesse per attuare piani pluriennali diinterventi integrati di orientamento pre-universitario, di sostegnodidattico e di tutorato adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2,del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, e dei commi da 290 a292 del presente articolo, nonche’ dei risultati raggiunti.

294. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 15, comma 1, lettera i-octies), dopo le parole:«nonche’ a favore» sono inserite le seguenti: «degli istituti tecnicisuperiori di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11aprile 2008,»;

b) all’articolo 100, comma 2, lettera o-bis), dopo le parole: «esuccessive modificazioni,» sono inserite le seguenti: «nonche’ afavore degli istituti tecnici superiori di cui al decreto delPresidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008,».

295. Al fine di incentivare l’attivita’ base di ricerca dei docentidelle universita’ statali, nel Fondo per il finanziamento ordinariodelle universita’, di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre1993, n. 537, iscritto nello stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ istituita unaapposita sezione denominata «Fondo per il finanziamento delleattivita’ base di ricerca», con uno stanziamento di 45 milioni dieuro annui a decorrere dall’anno 2017.

296. Il Fondo di cui al comma 295 e’ destinato al finanziamentoannuale delle attivita’ base di ricerca dei ricercatori e deiprofessori di seconda fascia in servizio nelle universita’ statali.

297. Sono esclusi dal finanziamento annuale i ricercatori e iprofessori di seconda fascia che, alla data di presentazione delladomanda di cui al comma 301 del presente articolo, sono in regime diimpegno a tempo definito, sono collocati in aspettativa o sonorisultati vincitori delle procedure di cui all’articolo 1, commi da207 a 212, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ovvero usufruisconodi finanziamenti provenienti dallo European Research Council (ERC),da progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) o da ulteriorifinanziamenti pubblici, nazionali, europei o internazionali, comunquedenominati.

298. L’importo individuale del finanziamento annuale e’ pari a3.000 euro, per un totale di 15.000 finanziamenti individuali.L’assegnazione del finanziamento deve tenere conto dell’ordine dielenchi di cui al comma 300, lettere b) e c), in modo che le domandedi cui al comma 301 siano soddisfatte nella misura del 75 per centodi quelle presentate dai ricercatori e del 25 per cento di quellepresentate dai professori associati.

299. Entro il 31 luglio di ogni anno, l’Agenzia nazionale divalutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), conriferimento a ciascun settore scientifico-disciplinare, predisponegli elenchi dei ricercatori e dei professori di seconda fascia chepossono richiedere il finanziamento annuale individuale delleattivita’ base di ricerca.

300. Nel limite delle disponibilita’ finanziarie di cui al comma295 e fermo restando l’importo del finanziamento individuale di cuial comma 298, l’ANVUR predispone gli elenchi di cui al comma 299sulla base dei seguenti criteri:

a) la verifica della sussistenza, per ognuno dei ricercatori edei professori di seconda fascia, delle condizioni di cui al comma297;

b) l’inclusione, nell’elenco dei ricercatori appartenenti aciascun settore scientifico-disciplinare, di tutti i ricercatori lacui produzione scientifica individuale, relativa agli ultimi cinqueanni, e’ pari o superiore a un apposito indicatore della produzionescientifica dei ricercatori appartenenti a ciascun settorescientifico-disciplinare, calcolato dall’ANVUR sulla base dei datidisponibili per l’ultimo triennio;

c) l’inclusione, nell’elenco dei professori di seconda fasciaappartenenti a ciascun settore scientifico-disciplinare, di tutti iprofessori di seconda fascia la cui produzione scientificaindividuale, relativa agli ultimi cinque anni, e’ pari o superiore aun apposito indicatore della produzione scientifica dei professori diseconda fascia appartenenti a ciascun settorescientifico-disciplinare, calcolato dall’ANVUR sulla base dei datidisponibili per l’ultimo triennio.

301. Entro il 30 settembre di ogni anno ciascun ricercatore eprofessore di seconda fascia incluso negli elenchi predisposti aisensi dei commi 299 e 300, esclusivamente tramite l’appositaprocedura telematica accessibile dal sito internet istituzionaledell’ANVUR, puo’ presentare la domanda diretta a ottenere ilfinanziamento annuale individuale delle attivita’ base di ricerca.

302. Entro il 30 novembre di ogni anno, il Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca trasferisce aciascuna universita’ le risorse per il finanziamento annuale delleattivita’ base di ricerca spettante ai ricercatori e ai professori diseconda fascia.

303. Al fine di favorire lo sviluppo delle attivita’ di ricercanelle universita’ statali e di valorizzare le attivita’ di supportoallo svolgimento delle stesse senza maggiori oneri per lo Stato, adecorrere dall’anno 2017:

a) gli atti e i contratti di cui all’articolo 7, comma 6, deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stipulati dalleuniversita’ statali non sono soggetti al controllo previstodall’articolo 3, comma 1, lettera f-bis), della legge 14 gennaio1994, n. 20;

b) all’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, alcomma 12, quarto periodo, le parole: «dalle universita’ e» sonosostituite dalle seguenti: «dalle universita’ nonche’ a quellaeffettuata» e, al comma 13, quarto periodo, sono aggiunte, in fine,le seguenti parole: «, nonche’ dalle universita’». Al fine diassicurare il rispetto di quanto previsto dall’articolo 6, comma 21,del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 122 del 2010, in termini di minori entrate per loStato con riferimento a quanto previsto dal periodo precedente, lostanziamento del Fondo per il finanziamento ordinario delleuniversita’, di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n.537, e’ ridotto di 12 milioni di euro;

c) all’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto delPresidente del Consiglio dei ministri 31 dicembre 2014, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2015, le parole: «30 percento» sono sostituite dalle seguenti: «50 per cento».

304. Le somme destinate, a qualsiasi titolo, dal Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca al finanziamentodelle attivita’ di ricerca non sono soggette ad esecuzione forzata.Gli atti di sequestro e di pignoramento afferenti ai fondi di cui aicommi da 295 a 305 sono nulli e la nullita’ e’ rilevabile d’ufficio.

305. La dotazione finanziaria del Fondo ordinario per gli enti e leistituzioni di ricerca, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo5 giugno 1998, n. 204, e’ incrementata di 25 milioni di euro adecorrere dall’anno 2018, da destinare al sostegno specifico delle«Attivita’ di ricerca a valenza internazionale».

306. Al fine di consentire il regolare svolgimento dei compitiattribuiti all’ANVUR, e’ autorizzata l’assunzione, a decorreredall’anno 2017, di ulteriori 15 unita’ appartenenti all’area terzadel contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) – compartoMinisteri, di cui 13 funzionari valutatori tecnici e 2 funzionariamministrativi, e di ulteriori 2 unita’ appartenenti all’area secondadel medesimo CCNL – comparto Ministeri, mediante scorrimento dellegraduatorie concorsuali vigenti presso l’Agenzia e, per l’eventualequota non coperta, mediante avvio di nuove procedure concorsuali,previo espletamento delle procedure di mobilita’ di cui all’articolo30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

307. Al fine di contribuire al funzionamento dell’Istitutonazionale di genetica molecolare (INGM) di cui all’articolo 1, comma1, lettera b), del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito,con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e’ autorizzataa decorrere dall’anno 2017 una spesa ulteriore di 1 milione di euroannui.

308. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datoridi lavoro privati, con riferimento alle nuove assunzioni concontratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato,con esclusione dei contratti di lavoro domestico e di quelli relativiagli operai del settore agricolo, decorrenti dal 1º gennaio 2017 al31 dicembre 2018, e’ riconosciuto, per un periodo massimo ditrentasei mesi, ferma restando l’aliquota di computo delleprestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento dei complessivicontributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, conesclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limitemassimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.L’esonero di cui al presente comma spetta, a domanda e allecondizioni di cui al comma 309 del presente articolo, ai datori dilavoro che assumono a tempo indeterminato, secondo quanto stabilitoal primo periodo del presente comma, entro sei mesi dall’acquisizionedel titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimodatore di lavoro attivita’ di alternanza scuola-lavoro pari almeno al30 per cento delle ore di alternanza previste ai sensi dell’articolo1, comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almenoal 30 per cento del monte ore previsto per le attivita’ di alternanzaall’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III del decretolegislativo 17 ottobre 2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 percento del monte ore previsto per le attivita’ di alternanzarealizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II del decreto delPresidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, ovvero parialmeno al 30 per cento del monte ore previsto dai rispettiviordinamenti per le attivita’ di alternanza nei percorsi universitari.L’esonero di cui al primo periodo del presente comma si applicainoltre ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato,secondo quanto stabilito al medesimo primo periodo, entro sei mesidall’acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto,presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per laqualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzionesecondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnicasuperiore o periodi di apprendistato in alta formazione. L’INPSprovvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibilia legislazione vigente, anche ai fini di cui al comma 309 delpresente articolo, al monitoraggio del numero di contrattiincentivati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minorientrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero dellavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e dellefinanze.

309. Il beneficio contributivo di cui al comma 308 e’ riconosciutonel limite massimo di spesa di 7,4 milioni di euro per l’anno 2017,di 40,8 milioni di euro per l’anno 2018, di 86,9 milioni di euro perl’anno 2019, di 84 milioni di euro per l’anno 2020, di 50,7 milionidi euro per l’anno 2021 e di 4,3 milioni di euro per l’anno 2022.Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga ilverificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero didomande rispetto alle risorse finanziarie determinate ai sensi delprimo periodo del presente comma, l’INPS non prende in esameulteriori domande per l’accesso al beneficio di cui al comma 308.

310. Entro il 31 dicembre 2018 il Governo verifica i risultati delbeneficio di cui ai commi 308 e 309, al fine di una sua eventualeprosecuzione.

311. Il secondo periodo del comma 39 dell’articolo 1 della legge 13luglio 2015, n. 107, e’ sostituito dal seguente: «Le risorse sonoripartite tra le istituzioni scolastiche del sistema nazionale diistruzione».

312. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo ilcomma 616-bis e’ inserito il seguente:

«616-ter. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca, relativamente al programma operativo nazionale “Per lascuola – competenze e ambienti per l’apprendimento” riferito alperiodo di programmazione 2014/2020, puo’ condurre le verifiche dicui all’articolo 125, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1303/2013del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013,avvalendosi dei revisori dei conti di cui al comma 616 del presentearticolo, rispettando il principio della separazione delle funzioniprevisto dalla normativa dell’Unione europea che disciplinal’intervento dei Fondi strutturali».

313. Nel programma operativo nazionale «Per la scuola – competenzee ambienti per l’apprendimento», riferito al periodo diprogrammazione 2014/2020, di cui alla decisione della Commissioneeuropea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014, per «istituzioniscolastiche» si intendono tutte le istituzioni scolastiche checostituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensidell’articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62.

314. Al fine di incentivare l’attivita’ dei dipartimenti delleuniversita’ statali che si caratterizzano per l’eccellenza nellaqualita’ della ricerca e nella progettualita’ scientifica,organizzativa e didattica, nonche’ con riferimento alle finalita’ diricerca di «Industria 4.0», nel Fondo per il finanziamento ordinariodelle universita’, di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre1993, n. 537, iscritto nello stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ istituitaun’apposita sezione denominata «Fondo per il finanziamento deidipartimenti universitari di eccellenza», con uno stanziamento di 271milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.

315. Il Fondo di cui al comma 314 e’ destinato al finanziamentoquinquennale dei dipartimenti di eccellenza delle universita’statali, come individuati e selezionati ai sensi e per gli effettidei commi da 318 a 331.

316. La quota parte delle risorse di cui al comma 314,eventualmente non utilizzata per le finalita’ di cui ai commi da 318a 339 del presente articolo, confluisce, nel medesimo eserciziofinanziario, nel Fondo per il finanziamento ordinario delleuniversita’, di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n.537.

317. Per le istituzioni universitarie statali ad ordinamentospeciale, ai fini dell’applicazione dei commi da 318 a 339, ilriferimento ai dipartimenti si intende sostituito dal riferimentoalle classi.

318. Entro il 31 dicembre del quarto anno di erogazione delfinanziamento di cui ai commi da 314 a 317, con decreto del Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ nominata unacommissione deputata allo svolgimento delle attivita’ di cui ai commida 325 a 328. La commissione e’ composta da sette membri, di cui:

a) due designati dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ edella ricerca, di cui uno con funzioni di presidente;

b) quattro designati dal Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca nell’ambito di due rose di tremembri ciascuna, indicate rispettivamente dall’ANVUR e dal Comitatonazionale dei garanti della ricerca, di cui all’articolo 21 dellalegge 30 dicembre 2010, n. 240;

c) uno indicato dal Presidente del Consiglio dei ministri.

319. Entro la medesima data di cui al comma 318, il Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca richiede all’ANVUR,sulla base dei risultati ottenuti, all’esito dell’ultima valutazionedella qualita’ della ricerca (VQR), dai docenti appartenenti aciascun dipartimento delle universita’ statali:

a) la definizione del calcolo di un apposito «Indicatorestandardizzato della performance dipartimentale» (ISPD), che tengaconto della posizione dei dipartimenti nella distribuzione nazionaledella VQR, nei rispettivi settori scientifico-disciplinari;

b) l’attribuzione a ognuno dei dipartimenti delle universita’statali del relativo ISPD.

320. All’esito delle procedure di cui al comma 319, il Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca redige e rendepubblica, nel proprio sito internet istituzionale, la graduatoria deidipartimenti delle universita’ statali, in ordine decrescenterispetto all’ISPD attribuito al singolo dipartimento.

321. Dal 1º maggio al 31 luglio del quinto anno di erogazione delfinanziamento di cui ai commi da 314 a 317, esclusivamente tramitel’apposita procedura telematica accessibile dal sito internetistituzionale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca, le universita’ statali di appartenenza dei dipartimenticollocati nelle prime 350 posizioni della graduatoria di cui al comma320, come aggiornata agli esiti dei pareri negativi di cui al comma337, terzo periodo, possono presentare la domanda diretta a ottenere,per ognuno dei medesimi dipartimenti, il finanziamento di cui aicommi da 314 a 317.

322. Il numero massimo di domande ammissibili, per i dipartimentiappartenenti alla stessa universita’ statale, e’ pari a 15. Nel casoin cui i dipartimenti per i quali l’universita’ statale puo’presentare la domanda di cui al comma 321 siano superiori a 15,l’universita’ stessa procede a una selezione delle proprie domandedipartimentali, nel numero massimo di 15, motivando la scelta inragione dell’ISPD attribuito al singolo dipartimento, nonche’ diulteriori criteri demandati all’autonoma valutazione del singoloateneo.

323. La domanda di cui ai commi 321 e 322:

a) e’ presentata, per ciascun dipartimento, con riferimento a unasola delle quattordici aree disciplinari del Consiglio universitarionazionale (CUN);

b) contiene un progetto dipartimentale di sviluppo, avente durataquinquennale, e relativo: agli obiettivi di carattere scientifico;all’utilizzo del finanziamento per il reclutamento, ai sensi degliarticoli 18 e 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, edell’articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230, delpersonale docente, ovvero per il reclutamento di personale tecnico eamministrativo; alla premialita’, ai sensi dell’articolo 9 dellalegge n. 240 del 2010; all’investimento in infrastrutture per laricerca; allo svolgimento di attivita’ didattiche di elevataqualificazione; alla presenza di eventuali cofinanziamenti attribuitial progetto dipartimentale;

c) qualora, al medesimo dipartimento, afferissero docentiappartenenti a piu’ aree disciplinari, il progetto di cui allalettera b) deve dare preminenza alle aree disciplinari che hannoottenuto, all’esito dell’ultima VQR, i migliori risultati.

324. Il numero complessivo dei dipartimenti che possono ottenere ilfinanziamento di cui ai commi da 314 a 317 e’ pari a 180. Il numerodei dipartimenti finanziati, con riferimento a ciascuna delle 14 areedisciplinari del CUN, non puo’ essere inferiore a 5 ne’ superiore a20. La suddivisione del numero dei dipartimenti finanziati, conriferimento a ciascuna delle 14 aree disciplinari del CUN, e’stabilita, nel limite delle risorse economiche di cui ai commi da 314a 317, con il decreto di cui al comma 318, e tenuto conto:

a) della numerosita’ della singola area disciplinare, in terminidi dipartimenti ad essa riferibili;

b) di criteri informati ad obiettivi di crescita e miglioramentodi particolari aree della ricerca scientifica e tecnologica italiana.

325. La valutazione delle domande presentate ai sensi dei commi321, 322 e 323 per la selezione dei dipartimenti di cui al comma 324e’ affidata alla commissione di cui al comma 318 e si svolge mediantedue fasi successive.

326. Nella prima fase, la commissione procede a valutare le domandepresentate da ciascuna universita’ statale in relazione al solodipartimento che ha ottenuto la migliore collocazione nelle prime 350posizioni della graduatoria di cui al comma 320. La valutazione delladomanda ha ad oggetto il progetto dipartimentale di sviluppo di cuial comma 323, lettere b) e c). Esclusivamente in caso di esitopositivo della valutazione, il dipartimento consegue il finanziamentodi cui ai commi da 314 a 317, nei limiti massimi delle risorsefinanziarie assegnate a ciascuna delle 14 aree disciplinari del CUNai sensi del comma 324.

327. Nella seconda fase, tenuto conto del numero dei dipartimentiammessi e di quelli esclusi dal finanziamento ai sensi del comma 326,la commissione valuta le rimanenti domande assegnando a ognuna diesse un punteggio da 1 a 100, di cui 70 punti sono attribuiti in baseall’ISPD del singolo dipartimento e 30 punti sono attribuiti in baseal progetto dipartimentale di sviluppo di cui al comma 323, lettereb) e c), in relazione alla coerenza e alla fattibilita’ dei contenutidel medesimo progetto. La graduatoria risultante all’esito di questaseconda fase suddivide i dipartimenti in base alla relativa areadisciplinare di appartenenza e assegna il finanziamento di cui aicommi da 314 a 317 ai dipartimenti che, nei limiti del numerocomplessivo di cui al comma 324, sono utilmente posizionati.

328. Entro il 31 dicembre del quinto anno di erogazione delfinanziamento di cui ai commi da 314 a 317, la commissione pubblica,nel sito internet istituzionale dell’ANVUR, l’elenco dei dipartimentiche sono risultati assegnatari del finanziamento di cui ai commi da314 a 317. Entro il 31 marzo di ognuno dei cinque anni successivialla predetta pubblicazione, il Ministero dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca trasferisce alle universita’ statalicui appartengono i dipartimenti il relativo finanziamento.L’universita’ e’ vincolata all’utilizzo di queste risorse a favoredei dipartimenti finanziati.

329. Il quarto periodo del comma 1 dell’articolo 9 della legge 30dicembre 2010, n. 240, e’ sostituito dal seguente: «In tal caso, leuniversita’ possono prevedere, con appositi regolamenti, compensiaggiuntivi per il personale docente e tecnico amministrativo checontribuisce all’acquisizione di commesse conto terzi ovvero difinanziamenti pubblici o privati».

330. La selezione di cui ai commi 326 e 327 e’ svolta con cadenzaquinquennale. Le attivita’ di supporto alla commissione di cui alcomma 318 da parte della competente direzione generale del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono svoltenell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziariedisponibili a legislazione vigente. Per la partecipazione alleriunioni della commissione non sono dovuti compensi, gettoni dipresenza o altri emolumenti comunque denominati. Eventuali rimborsidi spese di missione sono posti a carico delle risorse finanziariedisponibili a legislazione vigente del Ministero dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca.

331. Per il primo quinquennio di istituzione del Fondo di cui aicommi da 314 a 317 e relativamente agli anni 2018-2022:

a) il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ edella ricerca, di cui al comma 318, e’ adottato entro il 30 aprile2017;

b) le attivita’ di cui ai commi 319 e 320 devono concludersientro il 30 aprile 2017;

c) il termine per la presentazione delle domande di cui al comma321 e’ fissato al 31 luglio 2017;

d) il termine per la pubblicazione dell’elenco di cui al comma328, primo periodo, e’ fissato al 31 dicembre 2017; i termini per iltrasferimento del finanziamento annuale di cui al comma 328, secondoperiodo, sono fissati al 31 marzo 2018, al 31 marzo 2019, al 31 marzo2020, al 31 marzo 2021 e al 31 marzo 2022.

332. L’importo annuale del finanziamento di cui ai commi da 314 a331 e’ pari a 1.350.000 euro.

333. L’importo di cui al comma 332:

a) e’ ridotto del 20 per cento per il primo quintile, calcolatoin base all’organico su base nazionale, dei dipartimenti che, aisensi del comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;

b) e’ ridotto del 10 per cento per il secondo quintile, calcolatoin base all’organico su base nazionale, dei dipartimenti che, aisensi del comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;

c) e’ mantenuto invariato per il terzo quintile, calcolato inbase all’organico su base nazionale, dei dipartimenti che, ai sensidel comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;

d) e’ aumentato del 10 per cento per il quarto quintile,calcolato in base all’organico su base nazionale, dei dipartimentiche, ai sensi del comma 327, sono risultati assegnatari delfinanziamento;

e) e’ aumentato del 20 per cento per il quinto quintile,calcolato in base all’organico su base nazionale, dei dipartimentiche, ai sensi del comma 327, sono risultati assegnatari delfinanziamento.

334. Per i dipartimenti appartenenti alle aree disciplinari dal n.1 al n. 9 del CUN, l’importo di cui al comma 332 e’ aumentato di250.000 euro, utilizzabili esclusivamente per investimenti ininfrastrutture per la ricerca.

335. L’importo complessivo del finanziamento quinquennale di cui aicommi da 314 a 317 e di cui al comma 332 e’ assoggettato alleseguenti modalita’ di utilizzazione:

a) non piu’ del 70 per cento, tenuto conto di quanto previstoall’articolo 18, comma 3, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, puo’essere impiegato per le chiamate dei professori e per il reclutamentodi ricercatori, a norma degli articoli 18 e 24 della medesima leggen. 240 del 2010, e per il reclutamento del personale tecnico eamministrativo;

b) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) delpresente comma, almeno il 25 per cento deve essere impiegato per lechiamate di professori esterni all’universita’ cui appartiene ildipartimento ai sensi dell’articolo 18, comma 4, della legge 30dicembre 2010, n. 240;

c) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) delpresente comma, almeno il 25 per cento deve essere impiegato per ilreclutamento di ricercatori, a norma dell’articolo 24, comma 3,lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240;

d) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) delpresente comma, per le chiamate dirette di professori ai sensidell’articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230.

336. L’erogazione del finanziamento di cui al comma 332 e’interrotta a seguito del mutamento di denominazione del dipartimentoe in conseguenza della sua cessazione.

337. Entro il 31 gennaio dell’ultimo anno di erogazione delfinanziamento di cui al comma 332, l’universita’, per ognidipartimento, e’ tenuta a presentare alla commissione di cui al comma318 una relazione contenente il rendiconto concernentel’utilizzazione delle risorse economiche derivanti dal medesimofinanziamento e i risultati ottenuti rispetto ai contenutiindividuati nel progetto di cui al comma 323, lettere b) e c). Lacommissione, entro tre mesi dalla presentazione della relazione,riscontrata la corrispondenza tra l’utilizzazione delle risorseeconomiche e gli obiettivi del progetto, verificato il rispetto dellemodalita’ di utilizzazione di cui al comma 335, esprime il propriomotivato giudizio. In caso di giudizio negativo, l’universita’ nonpuo’ presentare per lo stesso dipartimento la domanda direttaall’ottenimento, per il quinquennio successivo, del finanziamento dicui ai commi da 314 a 317.

338. Al fine di favorire l’utilizzazione dei finanziamenti di cuiai commi da 314 a 337 del presente articolo, alla legge 30 dicembre2010, n. 240, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 23, comma 4, sono aggiunte, in fine, le seguentiparole: «, ma consente di computare le eventuali chiamate di coloroche sono stati titolari dei contratti nell’ambito delle risorsevincolate di cui all’articolo 18, comma 4»;

b) all’articolo 24, comma 3, la lettera b) e’ sostituita dallaseguente:

«b) contratti triennali, riservati a candidati che hanno usufruitodei contratti di cui alla lettera a), ovvero che hanno conseguitol’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore diprima o di seconda fascia di cui all’articolo 16 della presentelegge, ovvero che sono in possesso del titolo di specializzazionemedica, ovvero che, per almeno tre anni anche non consecutivi, hannousufruito di assegni di ricerca ai sensi dell’articolo 51, comma 6,della legge 27 dicembre 1997, n. 449, o di assegni di ricerca di cuiall’articolo 22 della presente legge, o di borse post-dottorato aisensi dell’articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero dianaloghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri».

339. All’articolo 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 1º febbraio 2010, n. 76, e’ aggiunta, infine, la seguente lettera:

«i-bis) svolge, con cadenza quinquennale, la valutazione dellaqualita’ della ricerca delle universita’ e degli enti di ricerca,sulla base di un apposito decreto del Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca, emanato entro il 31 marzo dell’annosuccessivo al quinquennio oggetto di valutazione, e diretto aindividuare le linee-guida concernenti lo svolgimento della medesimavalutazione e le risorse economiche a tal fine necessarie. Lavalutazione della qualita’ della ricerca deve essere conclusa entroil 31 dicembre dell’anno successivo all’emanazione del decreto di cuial precedente periodo».

340. Al fine di consentire la definizione dei progetti avviatinell’ambito dell’ufficio per il processo con la partecipazione deisoggetti di cui all’articolo 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11agosto 2014, n. 114, alla scadenza del periodo di perfezionamento dicui al predetto comma, e’ autorizzato, a domanda, lo svolgimento, daparte dei medesimi soggetti, di un ulteriore periodo diperfezionamento, per una durata non superiore a dodici mesi adecorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge,presso gli stessi uffici giudiziari ove sono stati assegnati condecreto del Ministro della giustizia 20 ottobre 2015, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 4 novembre 2015. Durante ilperiodo autorizzato a norma del presente comma e’ riconosciuto ildiritto all’attribuzione della borsa di studio per l’importo e con lemodalita’ di cui all’articolo 9 del citato decreto del Ministro dellagiustizia 20 ottobre 2015.

341. La domanda di cui al comma 340 e’ redatta e trasmessa secondole modalita’ stabilite con provvedimento del direttore generale delpersonale e della formazione del Ministero della giustizia e fattapervenire al predetto Ministero, entro quindici giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge, corredata di un’attestazionedel capo dell’ufficio giudiziario presso il quale si e’ svolto ilperiodo di perfezionamento di cui all’articolo 50, comma 1-bis, deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, dalla quale risulti che losvolgimento da parte del richiedente dell’ulteriore periodo diperfezionamento di cui al comma 340 del presente articolo e’funzionale alle esigenze dell’ufficio.

342. Per i soggetti di cui al comma 340 del presente articolo restafermo il riconoscimento dei titoli di preferenza e di merito inconformita’ a quanto previsto dall’articolo 50, comma 1-quater, deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

343. Per le finalita’ di cui al comma 340 e’ autorizzata la spesadi euro 5.807.509 per l’anno 2017, cui si provvede mediantecorrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa previstaall’articolo 21-quater, comma 5, del decreto-legge 27 giugno 2015, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,limitatamente agli anni 2016 e 2017.

344. Al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura,ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali dicui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, coneta’ inferiore a quaranta anni, con riferimento alle nuove iscrizioninella previdenza agricola effettuate tra il 1º gennaio 2017 e il 31dicembre 2017, e’ riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computodelle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di trentaseimesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dell’accreditocontributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria perl’invalidita’, la vecchiaia ed i superstiti. L’esonero di cui alprimo periodo, decorsi i primi trentasei mesi, e’ riconosciuto per unperiodo massimo di dodici mesi nel limite del 66 per cento e per unperiodo massimo di ulteriori dodici mesi nel limite del 50 per cento.L’esonero di cui al presente comma spetta ai coltivatori diretti eagli imprenditori agricoli professionali, in presenza delle nuoveiscrizioni di cui al primo periodo, nonche’ ai coltivatori diretti eagli imprenditori agricoli professionali di eta’ inferiore a quarantaanni che nell’anno 2016 hanno effettuato l’iscrizione nellaprevidenza agricola con aziende ubicate nei territori montani di cuial decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601,e nelle zone agricole svantaggiate delimitate ai sensi dell’articolo15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. L’esonero di cui al presentecomma non e’ cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquotedi finanziamento previsti dalla normativa vigente. L’INPS provvede,con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente, al monitoraggio del numero di nuove iscrizionieffettuate ai sensi del presente comma e delle conseguenti minorientrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero dellepolitiche agricole alimentari e forestali, al Ministero del lavoro edelle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

345. Le disposizioni di cui al comma 344 del presente articolo siapplicano nei limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n.1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativiall’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sulfunzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».

346. Al fine di garantire un sostegno al reddito per i lavoratoridipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i socilavoratori delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13marzo 1958, n. 250, nel periodo di sospensione dell’attivita’lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e’riconosciuta per ciascun lavoratore, per l’anno 2017 e nel limite dispesa di 11 milioni di euro per il medesimo anno, un’indennita’giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro.

347. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari eforestali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sonodisciplinate le modalita’ relative al pagamento dell’indennita’ dicui al comma 346.

348. Al fine di sostenere le famiglie e di incentivare lanatalita’, e’ istituito presso la Presidenza del Consiglio deiministri un apposito fondo rotativo, denominato «Fondo di sostegnoalla natalita’» volto a favorire l’accesso al credito delle famigliecon uno o piu’ figli, nati o adottati a decorrere dal 1º gennaio2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie,alle banche e agli intermediari finanziari.

349. La dotazione del Fondo di sostegno alla natalita’ e’ pari a 14milioni di euro per l’anno 2017, 24 milioni di euro per l’anno 2018,23 milioni di euro per l’anno 2019, 13 milioni di euro per l’anno2020 e 6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Condecreto del Ministro con delega in materia di politiche per lafamiglia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’ diorganizzazione e di funzionamento del Fondo, nonche’ quelli dirilascio e di operativita’ delle garanzie.

350. Ai fini della predisposizione e dell’attuazione del terzoPiano di azione da adottare in ottemperanza della risoluzione n. 1325(2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (S/RES/1325)sulle donne, la pace e la sicurezza e delle risoluzioni seguenti,incluse le azioni di promozione, monitoraggio e valutazione, e’autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2017 e di500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.

351. Al decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) all’articolo 9, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

«1. L’importo dovuto a titolo di sanzione pecuniaria civile e’recuperato secondo le disposizioni stabilite dalla parte VII deltesto unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materiadi spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 30 maggio 2002, n. 115»;

b) all’articolo 10, comma 1, le parole: «devoluto a favore dellaCassa delle ammende» sono sostituite dalle seguenti: «versatoall’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato alpertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministerodell’interno riguardante il Fondo di rotazione per la solidarieta’alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive,dell’usura e dei reati intenzionali violenti, per le finalita’ di cuiall’articolo 11 della legge 7 luglio 2016, n. 122».

352. All’articolo 1, comma 367, alinea, della legge 24 dicembre2007, n. 244, dopo le parole: «30 maggio 2002, n. 115,» sono inseritele seguenti: «nonche’ alle sanzioni pecuniarie civili di cui aldecreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7,».

353. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e’ riconosciuto un premio allanascita o all’adozione di minore dell’importo di 800 euro. Il premio,che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cuiall’articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e’corrisposto dall’INPS in unica soluzione, su domanda della futuramadre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’attodell’adozione.

354. L’applicazione delle disposizioni concernenti il congedoobbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro icinque mesi dalla nascita del figlio, introdotte in via sperimentaleper gli anni 2013, 2014 e 2015 dall’articolo 4, comma 24, lettera a),della legge 28 giugno 2012, n. 92, nonche’, per l’anno 2016,dall’articolo 1, comma 205, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’prorogata anche per gli anni 2017 e 2018. La durata del congedoobbligatorio per il padre lavoratore dipendente e’ aumentata a duegiorni per l’anno 2017 e a quattro giorni per l’anno 2018, chepossono essere goduti anche in via non continuativa; al medesimocongedo si applica la disciplina di cui al decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013. Per l’anno 2018 ilpadre lavoratore dipendente puo’ astenersi per un periodo ulterioredi un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione inrelazione al periodo di astensione obbligatoria spettante aquest’ultima. Alla copertura degli oneri derivanti dai primi treperiodi del presente comma, valutati in 20 milioni di euro per l’anno2017 e alla parziale copertura degli oneri derivanti dai primi treperiodi del presente comma, valutati in 41,2 milioni di euro perl’anno 2018, si provvede, quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2017e a 31,2 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondenteriduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cuiall’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio2009, n. 2.

355. Con riferimento ai nati a decorrere dal 1º gennaio 2016, peril pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblicie privati, nonche’ per l’introduzione di forme di supporto presso lapropria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni,affetti da gravi patologie croniche, e’ attribuito, a partiredall’anno 2017, un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato aundici mensilita’. Il buono e’ corrisposto dall’INPS al genitorerichiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestantel’iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche oprivate. Il beneficio di cui ai primi due periodi del presente commae’ riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l’anno2017, 250 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro perl’anno 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020. Condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta delMinistro con delega in materia di politiche per la famiglia, diconcerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e conil Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite, entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,le disposizioni necessarie per l’attuazione del presente comma.L’INPS provvede al monitoraggio dei maggiori oneri derivanti dalledisposizioni di cui al presente comma inviando relazioni mensili allaPresidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro edelle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, siverifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti, anche invia prospettica, rispetto al limite di spesa programmato, l’INPS nonprende in esame ulteriori domande finalizzate ad usufruire delbeneficio di cui al presente comma. Il beneficio di cui al presentecomma non e’ cumulabile con la detrazione prevista dall’articolo 1,comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dall’articolo 2,comma 6, della legge 22 dicembre 2008, n. 203; il beneficio di cui alpresente comma non e’ altresi’ fruibile contestualmente con ilbeneficio di cui ai commi 356 e 357 del presente articolo.

356. Al fine di sostenere la genitorialita’, verificato il buonrisultato del periodo sperimentale, il beneficio di cui all’articolo4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92, e’riconosciuto nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascunodegli anni 2017 e 2018, ferme restando le relative disposizioniattuative.

357. Ai medesimi fini di cui al comma 356 del presente articolo, ilbeneficio di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28giugno 2012, n. 92, e’ riconosciuto, nel limite di spesa di 10milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, ferme restandole relative disposizioni attuative, anche alle madri lavoratriciautonome o imprenditrici.

358. Al finanziamento delle iniziative per l’attuazione dellepolitiche in materia di pari opportunita’ e non discriminazione,oltre alle risorse destinate alle predette iniziative gia’ stanziatenella parte II (sezione II) della presente legge, per l’anno 2017possono concorrere ulteriori risorse, fino a complessivi 20 milionidi euro, a valere sulle risorse dei pertinenti programmi operativicofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei2014/2020.

359. Al fine di sostenere le attivita’ di assistenza e sostegnoalle donne vittime di violenza e ai loro figli, di cui all’articolo5, comma 2, lettera d), del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119,sono destinati a favore del Piano d’azione straordinario contro laviolenza sessuale e di genere, dei servizi territoriali, dei centriantiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime diviolenza, di cui agli articoli 5 e 5-bis del medesimo decreto-leggen. 93 del 2013, 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018e 2019, a valere sulle risorse del Fondo per le politiche relative aidiritti e alle pari opportunita’. A tal fine la dotazione del Fondodi cui al periodo precedente e’ incrementata di 5 milioni di euro perciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.

360. Le risorse del Fondo per la cura dei soggetti con disturbodello spettro autistico, di cui all’articolo 1, comma 401, dellalegge 28 dicembre 2015, n. 208, non utilizzate per l’anno 2016confluiscono per l’anno 2017 nel Fondo medesimo.

361. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari nonprevisti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione dicontributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, deldecreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto di 5 milioni di euronell’anno 2017.

362. In relazione agli interventi per la riparazione, laricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economicanei territori interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016:

a) e’ autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2017e 200 milioni di euro annui dall’anno 2018 all’anno 2047, per laconcessione del credito d’imposta maturato in relazione all’accessoai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, per laricostruzione privata di cui all’articolo 5 del decreto-legge 17ottobre 2016, n. 189;

b) e’ autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l’anno2017, di 300 milioni di euro per l’anno 2018, di 350 milioni di europer l’anno 2019 e di 150 milioni di euro per l’anno 2020 per laconcessione dei contributi di cui all’articolo 14 del decreto-legge17 ottobre 2016, n. 189.

363. Le regioni colpite, in coerenza con la programmazione delCommissario per la ricostruzione dei territori interessatidall’evento sismico del 24 agosto 2016 nominato con decreto delPresidente della Repubblica 9 settembre 2016, di cui al comunicatopubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228 del 29 settembre 2016,possono destinare, nell’ambito dei pertinenti programmi operativicofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei2014/2020 e per il conseguimento delle finalita’ dagli stessipreviste, ulteriori risorse, incluso il cofinanziamento nazionale,per un importo pari a 300 milioni di euro, anche a valere su quelleaggiuntive destinate dall’Unione europea all’Italia ai sensidell’articolo 92, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1303/2013 delParlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

364. Per il pubblico impiego sono complessivamente stanziati, perle finalita’ di cui ai commi 365 e 366, 1.920,8 milioni di euro perl’anno 2017 e 2.633 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.

365. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e dellefinanze e’ istituito un fondo da ripartire con uno o piu’ decreti delPresidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro perla semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, sentiti il Ministrodell’interno e il Ministro della difesa, da adottare entro novantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con unadotazione di 1.480 milioni di euro per l’anno 2017 e di 1.930 milionidi euro a decorrere dall’anno 2018, per le seguenti finalita’:

a) determinazione, per l’anno 2017 e a decorrere dal 2018, deglioneri aggiuntivi, rispetto a quelli previsti dall’articolo 1, comma466, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e pari a 300 milioni dieuro annui, posti a carico del bilancio dello Stato per lacontrattazione collettiva relativa al triennio 2016-2018 inapplicazione dell’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e per i miglioramenti economici del personaledipendente dalle amministrazioni statali in regime di dirittopubblico;

b) definizione, per l’anno 2017 e a decorrere dall’anno 2018, delfinanziamento da destinare ad assunzioni di personale a tempoindeterminato, in aggiunta alle facolta’ assunzionali previste alegislazione vigente, nell’ambito delle amministrazioni dello Stato,ivi compresi i Corpi di polizia ed il Corpo nazionale dei vigili delfuoco, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, el’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, gli entipubblici non economici e gli enti pubblici di cui all’articolo 70,comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenuto contodelle specifiche richieste volte a fronteggiare indifferibiliesigenze di servizio di particolare rilevanza e urgenza in relazioneagli effettivi fabbisogni, nei limiti delle vacanze di organicononche’ nel rispetto dell’articolo 30 del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e dell’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre2013, n. 125. Le assunzioni sono autorizzate con decreto del Ministroper la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto conil Ministro dell’economia e delle finanze;

c) definizione, dall’anno 2017, dell’incremento del finanziamentoprevisto a legislazione vigente per garantire la piena attuazione diquanto previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera a), numeri 1) e 4),della legge 7 agosto 2015, n. 124, e dall’articolo 1, comma 5, dellalegge 31 dicembre 2012, n. 244, ovvero, per il solo anno 2017,proroga del contributo straordinario di cui all’articolo 1, comma972, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con la disciplina e lemodalita’ ivi previste. Al riordino delle carriere del personale nondirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e allavalorizzazione delle peculiari condizioni di impiego professionaledel personale medesimo nelle attivita’ di soccorso pubblico, reseanche in contesti emergenziali, sono altresi’ destinati una quotaparte delle risorse disponibili nei fondi incentivanti del predettopersonale aventi carattere di certezza, continuita’ e stabilita’, perun importo massimo annuo di 5,3 milioni di euro, i risparmistrutturali di spesa corrente gia’ conseguiti, derivantidall’ottimizzazione e dalla razionalizzazione dei settori di spesadel Corpo nazionale dei vigili del fuoco relativi alle locazionipassive delle sedi di servizio, ai servizi di mensa al personale e aiservizi assicurativi finalizzati alla copertura dei rischiaeronautici, nonche’ una quota parte del fondo istituitodall’articolo 1, comma 1328, secondo periodo, della legge 27 dicembre2006, n. 296. In sede di prima applicazione, le risorse destinatealle finalita’ di cui al precedente periodo sono determinate inmisura non inferiore a 10 milioni di euro.

366. Per il concorso alle finalita’ di cui al comma 364 delpresente articolo, nello stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ iscritto unfondo con una autonoma dotazione di 140 milioni di euro per l’anno2017 e 400 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, da destinareall’incremento dell’organico dell’autonomia di cui all’articolo 1,comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Al riparto del fondosi provvede con decreto del Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze.

367. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dicui al comma 365 del presente articolo si provvede ad aggiornare icriteri di determinazione degli oneri di cui al decreto delPresidente del Consiglio dei ministri 18 aprile 2016, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 132 dell’8 giugno 2016, in coerenza conquanto previsto dalla lettera a) del medesimo comma 365.

368. All’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, la parola: «2016» e’ sostituita dalla seguente: «2017». Sonoaltresi’ prorogate, fino al 31 dicembre 2017, le graduatorie vigentidel personale dei corpi di cui all’articolo 66, comma 9-bis, deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

369. All’articolo 1, comma 466, della legge 28 dicembre 2015, n.208, dopo le parole: «30 marzo 2001, n. 165,» sono inserite leseguenti: «e per i miglioramenti economici del personale dipendentedalle amministrazioni statali in regime di diritto pubblico,» e sonosoppresse le parole da: «, di cui 74 milioni» fino alla fine delcomma.

370. Per gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, che non hannoassolto per gli anni 2011-2014 ai vincoli in materia di personale aisensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, il riversamento di cui all’articolo 1, comma 417, della legge 27dicembre 2013, n. 147, per l’anno 2017, e’ pari al 16 per cento esoddisfa gli obblighi di cui al predetto articolo 9.

371. La dotazione del Fondo per le misure anti-tratta di cuiall’articolo 12 della legge 11 agosto 2003, n. 228, e’ incrementatadi 5 milioni di euro per l’anno 2017.

372. Nelle more della conclusione dei processi di mobilita’ di cuiall’articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, enel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, ilMinistero della giustizia, per il triennio 2017-2019, e’ autorizzatoad assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato uncontingente di personale amministrativo non dirigenziale per unmassimo di 1.000 unita’ da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazionegiudiziaria, nei limiti delle dotazioni organiche, mediante procedureconcorsuali pubbliche ed eventualmente anche mediante l’utilizzo digraduatorie in corso di validita’ alla data di entrata in vigoredella presente legge.

373. L’incremento della dotazione dell’organico dell’autonomia dicui al comma 366 avviene in misura corrispondente ad una quota diposti derivante, in applicazione dei vigenti ordinamenti didattici equadri orari, dall’accorpamento degli spezzoni di orario aggregabilifino a formare una cattedra o un posto interi, anche costituiti trapiu’ scuole. La predetta quota di posti viene sottratta in misuranumericamente pari dal contingente previsto in organico di fattoall’articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

374. Resta fermo quanto previsto dai regolamenti adottati condecreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, sullaformazione e costituzione delle classi e sull’utilizzo del personale,e con decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n.19, sulla razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso,tenuto conto del mantenimento delle economie previste dall’articolo64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

375. L’articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107,si interpreta nel senso che i contratti di cui tenere conto per ilcomputo della durata complessiva del servizio gia’ maturato sonoquelli sottoscritti a decorrere dal 1º settembre 2016.

376. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 132, della legge 13luglio 2015, n. 107, e’ rifinanziato nella misura di 2 milioni dieuro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019.

377. Al fine di assicurare, anche in relazione alle straordinarieesigenze di prevenzione e contrasto della criminalita’ e delterrorismo e alle ulteriori esigenze connesse allo svolgimento delprossimo vertice tra i sette maggiori Paesi industrializzati (G7), laprosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24, commi 74 e 75,del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di quelliprevisti dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio2014, n. 6, e’ prorogato fino al 31 dicembre 2017, limitatamente aiservizi di vigilanza di siti e obiettivi sensibili, l’impiego di uncontingente pari a 7.050 unita’ di personale delle Forze armate. Siapplicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3,del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. Per l’attuazionedel presente comma e’ autorizzata la spesa di euro 123.000.000 perl’anno 2017, con specifica destinazione di euro 120.536.797 per ilpersonale di cui al comma 74 e di euro 2.463.203 per il personale dicui al comma 75 dell’articolo 24 del decreto-legge 1º luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

378. Al fine di sostenere le prospettive di crescita del settoreaereo e di ridurre gli oneri a carico dei passeggeri, l’incrementodell’addizionale comunale sui diritti di imbarco stabilita ai sensidell’articolo 13, comma 23, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n.145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.9, e’ soppresso a decorrere dal 1º gennaio 2017. Al ristoro delladiminuzione di entrate derivante all’INPS dal primo periodo delpresente comma provvede il Ministero del lavoro e delle politichesociali, nel cui stato di previsione e’ iscritto l’importo di 184milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

379. Al comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 29 marzo 2016, n.42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,le parole: «30 novembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31agosto 2017» e dopo le parole: «per l’anno 2016» sono aggiunte leseguenti: «e di 128 milioni di euro per l’anno 2017».

380. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto-legge 7 aprile 2014, n.58, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2014, n. 87,le parole: «e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2016» sonosostituite dalle seguenti: «e comunque fino a non oltre il 31 agosto2017».

381. Per l’attuazione degli interventi relativi all’organizzazionee allo svolgimento del vertice tra i sette maggiori Paesiindustrializzati (G7), anche per adeguamenti di naturainfrastrutturale e per le esigenze di sicurezza, e’ istituito nellostato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze unfondo da trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Perle finalita’ di cui al primo periodo e’ autorizzata la spesa di 45milioni di euro per l’anno 2017.

382. All’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 15, le parole: «ovvero partecipare alla definizione,realizzazione ed utilizzo dell’infrastruttura nazionale perl’interoperabilita’ per il FSE conforme ai criteri stabiliti daidecreti di cui al comma 7, resa disponibile dall’Agenzia per l’Italiadigitale» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero utilizzarel’infrastruttura nazionale di cui al comma 15-ter, da rendereconforme ai criteri stabiliti dai decreti di cui al comma 7»;

b) il comma 15-ter e’ sostituito dal seguente:

«15-ter. Ferme restando le funzioni del Commissario straordinarioper l’attuazione dell’Agenda digitale di cui all’articolo 63 deldecreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, l’Agenzia per l’Italiadigitale, sulla base delle esigenze avanzate dalle regioni e dalleprovince autonome, nell’ambito dei rispettivi piani, cura, in accordocon il Ministero della salute e il Ministero dell’economia e dellefinanze e con le regioni e le province autonome, la progettazionedell’infrastruttura nazionale necessaria a garantirel’interoperabilita’ dei FSE, la cui realizzazione e’ curata dalMinistero dell’economia e delle finanze attraverso l’utilizzodell’infrastruttura del Sistema Tessera sanitaria realizzato inattuazione dell’articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326, e del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 2novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 12novembre 2011, garantendo:

1) l’interoperabilita’ dei FSE e dei dossier farmaceuticiregionali;

2) l’identificazione dell’assistito, attraverso l’allineamentocon l’Anagrafe nazionale degli assistiti (ANA), di cui all’articolo62-ter del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,istituita nell’ambito del Sistema Tessera sanitaria. Nelle more dellarealizzazione dell’ANA, l’identificazione dell’assistito e’assicurata attraverso l’allineamento con l’elenco degli assistitigestito dal Sistema Tessera sanitaria, ai sensi dell’articolo 50 deldecreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326;

3) per le regioni e province autonome che, entro il 31 marzo2017, comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze e alMinistero della salute di volersi avvalere dell’infrastrutturanazionale ai sensi del comma 15, l’interconnessione dei soggetti dicui al presente articolo per la trasmissione telematica dei dati dicui ai decreti attuativi del comma 7, ad esclusione dei dati di cuial comma 15-septies, per la successiva alimentazione e consultazionedel FSE da parte delle medesime regioni e province autonome, secondole modalita’ da stabilire con decreto del Ministero dell’economia edelle finanze, di concerto con il Ministero della salute;

4) a partire dal 30 aprile 2017, la gestione delle codifichenazionali e regionali stabilite dai decreti di cui al comma 7, resedisponibili dalle amministrazioni ed enti che le detengono, secondole modalita’ da stabilire con decreto del Ministero dell’economia edelle finanze, di concerto con il Ministero della salute»;

c) al comma 15-quater, le parole: «e il Ministero della salute»sono sostituite dalle seguenti: «, il Ministero della salute e ilMinistero dell’economia e delle finanze» e sono aggiunte, in fine, leseguenti parole: «, congiuntamente con il Tavolo tecnico per laverifica degli adempimenti di cui all’articolo 12 della predettaintesa del 23 marzo 2005»;

d) dopo il comma 15-quinquies sono aggiunti i seguenti:

«15-sexies. Qualora la regione, sulla base della valutazione delComitato e del Tavolo tecnico di cui al comma 15-quater, non abbiaadempiuto nei termini previsti dal medesimo comma 15-quater, ilPresidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellasalute di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,sentita l’Agenzia per l’Italia digitale, diffida la regione adadempiere entro i successivi trenta giorni. Qualora, sulla base dellevalutazioni operate dai medesimi Comitato e Tavolo tecnico, laregione non abbia adempiuto, il Presidente della regione, neisuccessivi trenta giorni in qualita’ di commissario ad acta, adottagli atti necessari all’adempimento e ne da’ comunicazione allaPresidenza del Consiglio dei ministri e ai citati Comitato e Tavolotecnico.

15-septies. Il Sistema Tessera sanitaria realizzato in attuazionedell’articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,entro il 30 aprile 2017, rende disponibile ai FSE e ai dossierfarmaceutici regionali, attraverso l’infrastruttura nazionale di cuial comma 15-ter, i dati risultanti negli archivi del medesimo SistemaTessera sanitaria relativi alle esenzioni dell’assistito, alleprescrizioni e prestazioni erogate di farmaceutica e specialistica acarico del Servizio sanitario nazionale, ai certificati di malattiatelematici e alle prestazioni di assistenza protesica, termale eintegrativa».

383. Per l’attuazione del comma 15-ter dell’articolo 12 deldecreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, come modificato dal comma 382del presente articolo, e’ autorizzata la spesa di 2,5 milioni di euroannui a decorrere dall’anno 2017.

384. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma15-quinquies, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito,con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e’ ridottadi 5 milioni di euro per l’anno 2017, di 4,92 milioni di euro perl’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.

385. Ferme restando le disposizioni inerenti all’accesso alla quotapremiale del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 15,comma 24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche’ ledisposizioni in materia di piani di rientro, di cui all’articolo 2,commi da 77 a 97, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al fine dipromuovere e conseguire una maggiore efficienza ed efficacia deiservizi sanitari regionali, in coerenza con gli obiettivi di crescitae di sviluppo del Servizio sanitario nazionale, la quota dipremialita’ di cui all’articolo 2, comma 68, lettera c), della legge23 dicembre 2009, n. 191, e’ incrementata, a livello sperimentale perl’anno 2017, di una quota pari allo 0,1 per cento del livello delfinanziamento del Servizio sanitario nazionale. Sempre a livellosperimentale per l’anno 2017, ogni regione puo’ proporre al Comitatoparitetico permanente per la verifica dell’erogazione dei LivelliEssenziali di Assistenza, di seguito denominato «Comitato LEA», dicui all’articolo 9 dell’intesa tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, pubblicata nelsupplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio2005, un programma di miglioramento e riqualificazione di determinatearee del servizio sanitario regionale, anche sulla base dellevalutazioni operate dal Comitato stesso in ordine all’erogazione deiLivelli Essenziali di Assistenza (LEA) e tenuto conto dellevalutazioni del sistema di garanzia di cui all’articolo 9 del decretolegislativo 18 febbraio 2000, n. 56.

386. I programmi di cui al comma 385, di durata annuale, dapresentare entro due mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente legge e da approvare entro i successivi trenta giorni daparte del Comitato LEA, individuano aree prioritarie d’interventospecifiche di ciascun contesto regionale, definendo i relativiindicatori di valutazione. Per le regioni sottoposte a piano dirientro, tali programmi integrano, ove necessario, il programmaoperativo di prosecuzione del piano di rientro e sono approvati dalComitato LEA congiuntamente con il Tavolo tecnico per la verificadegli adempimenti di cui all’articolo 12 dell’intesa tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo2005.

387. I programmi di cui al comma 385 recano altresi’:

a) le modalita’ e i tempi per la verifica della realizzazionedegli obiettivi indicati;

b) le forme di monitoraggio degli obiettivi intermedi e finali daeffettuare da parte del Comitato LEA e, per le regioni sottoposte apiano di rientro, da parte del Comitato LEA congiuntamente con ilTavolo tecnico per la verifica degli adempimenti.

388. Con accordo da sancire, entro il 31 gennaio 2017, in sede diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, sono disciplinate lemodalita’ di riparto tra le regioni dell’incremento sperimentaledella quota di premialita’ per il 2017 di cui al comma 385 el’accesso alle forme premiali in attuazione dei programmi di cui almedesimo comma. La mancata presentazione del programma ovvero laverifica negativa annuale dell’attuazione del programma medesimodetermina, per la regione interessata, la perdita, per il medesimoanno 2017, del diritto di accesso alla quota prevista. Le sommeeventualmente rese disponibili in conseguenza dell’applicazione delladisposizione del periodo precedente sono integralmente riattribuitealle restanti regioni in maniera proporzionale all’accesso previsto.

389. Il Comitato LEA redige una relazione in ordine all’attivita’sperimentale di cui ai commi da 385 a 388.

390. Al fine di migliorare le performance e di perseguirel’efficienza dei fattori produttivi e dell’allocazione delle risorsedelle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliere universitarie,degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici odegli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura,all’articolo 1, comma 524, lettera a), della legge 28 dicembre 2015,n. 208, le parole: «pari o superiore al 10 per cento dei suddettiricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro»sono sostituite dalle seguenti: «pari o superiore al 7 per cento deisuddetti ricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 7 milioni dieuro».

391. Le disposizioni di cui ai commi da 524 a 536 dell’articolo 1della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano alle regioni astatuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, cheprovvedono al finanziamento del servizio sanitario esclusivamente conrisorse dei propri bilanci, compatibilmente con le disposizioni deirispettivi statuti e delle conseguenti norme di attuazione.

392. Per gli anni 2017 e 2018, il livello del finanziamento delfabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato,indicato dall’intesa sancita in sede di Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento edi Bolzano dell’11 febbraio 2016 (Rep. Atti n. 21/CSR), in attuazionedell’articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’rideterminato rispettivamente in 113.000 milioni di euro e in 114.000milioni di euro. Per l’anno 2019 il livello del finanziamento delfabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e’stabilito in 115.000 milioni di euro. Le regioni a statuto speciale ele province autonome di Trento e di Bolzano assicurano gli effettifinanziari previsti dal presente comma, mediante la sottoscrizione disingoli accordi con lo Stato, da stipulare entro il 31 gennaio 2017.Per la regione Trentino-Alto Adige e per le province autonome diTrento e di Bolzano l’applicazione del presente comma avviene nelrispetto dell’accordo sottoscritto tra il Governo e i predetti entiin data 15 ottobre 2014 e recepito con legge 23 dicembre 2014, n.190, con il concorso agli obiettivi di finanza pubblica previsto daicommi da 406 a 413 dell’articolo 1 della medesima legge.

393. A decorrere dall’anno 2017 una quota del livello delfinanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cuiconcorre lo Stato ai sensi del comma 392, pari a 1.000 milioni dieuro, e’ destinata alle finalita’ di cui ai commi 400, 401, 408 e409.

394. Con i medesimi accordi di cui al comma 392 le regioni astatuto speciale assicurano il contributo a loro carico previstodall’intesa dell’11 febbraio 2016; decorso il termine del 31 gennaio2017, all’esito degli accordi sottoscritti, il Ministro dell’economiae delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, entro isuccessivi trenta giorni, con proprio decreto attua quanto previstoper gli anni 2017 e successivi dalla citata intesa dell’11 febbraio2016, al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivoprogrammatico di finanza pubblica per il settore sanitario.

395. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge, le disposizioni di cui al comma 569 dell’articolo 1 dellalegge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applicano alle regionicommissariate ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1ºottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29novembre 2007, n. 222. Il Comitato e il Tavolo tecnico di cuirispettivamente agli articoli 9 e 12 dell’intesa tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo2005, con cadenza semestrale, in occasione delle periodiche riunionidi verifica, predispongono, per le medesime regioni, una relazione aiMinistri della salute e dell’economia e delle finanze, da trasmettereal Consiglio dei ministri, con particolare riferimento almonitoraggio dell’equilibrio di bilancio e dell’erogazione deilivelli essenziali di assistenza, anche al fine delle determinazionidi cui all’articolo 2, comma 84, della legge 23 dicembre 2009, n.191.

396. Il comma 570 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, e’ abrogato.

397. In considerazione di quanto previsto dall’articolo 21, comma1, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e di quantoconvenuto nell’intesa sancita in sede di Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento edi Bolzano il 2 luglio 2015 (Rep. Atti n. 113/CSR), fermi restandogli equilibri di finanza pubblica previsti a legislazione vigente, algoverno del settore farmaceutico si applicano i commi da 398 a 407del presente articolo.

398. A decorrere dall’anno 2017, il tetto della spesa farmaceuticaospedaliera di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1ºottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29novembre 2007, n. 222, e’ calcolato al lordo della spesa per ifarmaci di classe A in distribuzione diretta e distribuzione perconto, ed e’ rideterminato nella misura del 6,89 per cento.Conseguentemente il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera assumela denominazione di «tetto della spesa farmaceutica per acquistidiretti».

399. Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal comma 398del presente articolo, il tetto della spesa farmaceuticaterritoriale, di cui all’articolo 5 del decreto-legge 1º ottobre2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre2007, n. 222, e’ rideterminato nella misura del 7,96 per cento.Conseguentemente il tetto della spesa farmaceutica territorialeassume la denominazione di «tetto della spesa farmaceuticaconvenzionata».

400. A decorrere dal 1º gennaio 2017, nello stato di previsione delMinistero della salute e’ istituito un Fondo per il concorso alrimborso alle regioni per l’acquisto dei medicinali innovativi, conuna dotazione di 500 milioni di euro annui. Tale Fondo e’ finanziatorispettivamente per 325 milioni di euro per l’anno 2017, 223 milionidi euro per l’anno 2018, 164 milioni di euro a decorrere dall’anno2019, mediante utilizzo delle risorse del comma 393 del presentearticolo, e per 175 milioni di euro per l’anno 2017, 277 milioni dieuro per l’anno 2018, 336 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019,mediante utilizzo delle risorse destinate alla realizzazione dispecifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensidell’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

401. A decorrere dal 1º gennaio 2017, nello stato di previsione delMinistero della salute e’ istituito un Fondo per il concorso alrimborso alle regioni per l’acquisto dei medicinali oncologiciinnovativi, con una dotazione di 500 milioni di euro annui, medianteutilizzo delle risorse del comma 393.

402. Per gli effetti di quanto previsto ai commi 400 e 401, condeterminazione del direttore generale dell’Agenzia italiana delfarmaco (AIFA), previo parere della Commissione consultivatecnico-scientifica, da adottare entro il 31 marzo 2017, sonostabiliti i criteri per la classificazione dei farmaci innovativi e ainnovativita’ condizionata e dei farmaci oncologici innovativi. Conla medesima determinazione sono definite le modalita’ per lavalutazione degli effetti dei predetti farmaci ai fini dellapermanenza del requisito di innovativita’ e le modalita’ per laeventuale riduzione del prezzo di rimborso a carico del Serviziosanitario nazionale. Nelle more dell’adozione della determinazione dicui al presente comma e comunque entro e non oltre il 31 marzo 2017,i farmaci innovativi e i farmaci oncologici innovativi validi ai finidella presente procedura sono quelli gia’ individuati dall’AIFA.

403. Il requisito di innovativita’ permane per un periodo massimodi 36 mesi.

404. I farmaci di cui al comma 402 sono soggetti a monitoraggio deiregistri AIFA.

405. Le risorse dei fondi di cui ai commi 400 e 401 sono versate infavore delle regioni in proporzione alla spesa sostenuta dalleregioni medesime per l’acquisto dei medicinali di cui ai citati commi400 e 401, secondo le modalita’ individuate con apposito decreto delMinistro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia edelle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento edi Bolzano.

406. La spesa per l’acquisto dei farmaci innovativi e dei farmacioncologici innovativi concorre al raggiungimento del tetto dellaspesa farmaceutica per acquisti diretti di cui al comma 398 perl’ammontare eccedente annualmente l’importo di ciascuno dei fondi dicui ai commi 400 e 401.

407. All’articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,dopo il comma 11-ter e’ inserito il seguente:

«11-quater. L’esistenza di un rapporto di biosimilarita’ tra unfarmaco biosimilare e il suo biologico di riferimento sussiste soloove accertato dalla European Medicine Agency (EMA) o dall’Agenziaitaliana del farmaco, tenuto conto delle rispettive competenze. None’ consentita la sostituibilita’ automatica tra farmaco biologico diriferimento e un suo biosimilare ne’ tra biosimilari. Nelle procedurepubbliche di acquisto per i farmaci biosimilari non possono essereposti in gara nel medesimo lotto principi attivi differenti, anche seaventi le stesse indicazioni terapeutiche. Al fine di razionalizzarela spesa per l’acquisto di farmaci biologici a brevetto scaduto e peri quali siano presenti sul mercato i relativi farmaci biosimilari, siapplicano le seguenti disposizioni:

a) le procedure pubbliche di acquisto devono svolgersi medianteutilizzo di accordi-quadro con tutti gli operatori economici quando imedicinali sono piu’ di tre a base del medesimo principio attivo. Atal fine le centrali regionali d’acquisto predispongono un lottounico per la costituzione del quale si devono considerare lospecifico principio attivo (ATC di V livello), i medesimi dosaggio evia di somministrazione;

b) al fine di garantire un’effettiva razionalizzazione dellaspesa e nel contempo un’ampia disponibilita’ delle terapie, ipazienti devono essere trattati con uno dei primi tre farmaci nellagraduatoria dell’accordo-quadro, classificati secondo il criterio delminor prezzo o dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. Ilmedico e’ comunque libero di prescrivere il farmaco, tra quelliinclusi nella procedura di cui alla lettera a), ritenuto idoneo agarantire la continuita’ terapeutica ai pazienti;

c) in caso di scadenza del brevetto o del certificato diprotezione complementare di un farmaco biologico durante il periododi validita’ del contratto di fornitura, l’ente appaltante, entrosessanta giorni dal momento dell’immissione in commercio di uno opiu’ farmaci biosimilari contenenti il medesimo principio attivo,apre il confronto concorrenziale tra questi e il farmaco originatoredi riferimento nel rispetto di quanto prescritto dalle lettere a) eb);

d) l’ente appaltante e’ tenuto ad erogare ai centri prescrittorii prodotti aggiudicati con le procedure previste dal decretolegislativo 18 aprile 2016, n. 50;

e) eventuali oneri economici aggiuntivi, derivanti dal mancatorispetto delle disposizioni del presente comma, non possono essereposti a carico del Servizio sanitario nazionale».

408. A decorrere dall’anno 2017, nell’ambito del finanziamento delServizio sanitario nazionale e’ prevista una specificafinalizzazione, pari a 100 milioni di euro per l’anno 2017, a 127milioni di euro per l’anno 2018 e a 186 milioni di euro a decorreredall’anno 2019, per il concorso al rimborso alle regioni perl’acquisto di vaccini ricompresi nel nuovo piano nazionale vaccini(NPNV) di cui all’intesa sancita in sede di Conferenza permanente peri rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trentoe di Bolzano il 7 settembre 2016 (Rep. Atti n. 157/CSR). Le somme dicui al presente comma sono ripartite a favore delle regioni sullabase dei criteri individuati con intesa da sancire in sede diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano entro il 31 gennaio 2017.

409. Nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 541,della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a decorrere dall’anno 2017,nell’ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale e’prevista una specifica finalizzazione, pari a 75 milioni di euro perl’anno 2017 e a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, peril concorso al rimborso alle regioni per gli oneri derivanti daiprocessi di assunzione e stabilizzazione del personale del Serviziosanitario nazionale da svolgere ai sensi delle disposizioni recatedal primo e secondo periodo del comma 543 del medesimo articolo 1della legge n. 208 del 2015. Le somme di cui al presente comma sonoripartite a favore delle regioni sulla base dei criteri individuaticon intesa da sancire in sede di Conferenza permanente per i rapportitra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano entro il 31 gennaio 2017.

410. Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’ diricerca, in deroga a quanto disposto dall’articolo 2, comma 4,secondo periodo, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, gliIstituti di ricovero e cura a carattere scientifico e gli Istitutizooprofilattici sperimentali possono continuare ad avvalersi delpersonale addetto alla ricerca, sia con qualifica di ricercatore, siacon qualifiche afferenti alle professionalita’ della ricerca, assuntocon contratti flessibili, in servizio presso tali istituti alla datadel 31 dicembre 2016.

411. In sede di revisione dei criteri di riparto del Fondo per lenon autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge27 dicembre 2006, n. 296, previsti dall’articolo 1, comma 3, deldecreto ministeriale di riparto del Fondo per il 2016 e’ compresa lacondizione delle persone affette dal morbo di Alzheimer.

412. Ai fini della copertura degli oneri per i rinnovi contrattualidel personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitarionazionale, come determinati a seguito dell’aggiornamento dei criteridi cui al comma 367, e’ vincolata, a decorrere dalla data di adozionedel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma365, una quota del livello del finanziamento del fabbisogno sanitarionazionale standard cui concorre lo Stato ai sensi del comma 392.

413. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’ambito delProgramma di razionalizzazione degli acquisti della pubblicaamministrazione, avvia, tramite la societa’ Consip Spa, un’analisivolta ad individuare nuovi strumenti di acquisto centralizzato dibeni e correlati servizi, anche mediante modelli organizzativi cheprevedano l’acquisizione di beni durevoli e la concessionedell’utilizzo degli stessi da parte delle amministrazioni o deisoggetti pubblici interessati senza che dai suddetti modelliorganizzativi derivino discriminazioni o esclusioni per le micro e lepiccole imprese.

414. Dalla disposizione di cui al comma 413 non devono derivarenuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

415. Al fine di migliorare l’efficienza, la rapidita’ e ilmonitoraggio dei processi di approvvigionamento di beni e servizidelle amministrazioni dello Stato, il Ministero dell’economia e dellefinanze, nell’ambito del Programma di razionalizzazione degliacquisti, avvia una sperimentazione, che non deve comportarediscriminazioni o esclusioni per le micro e le piccole imprese, sullacui base procede come acquirente unico per le merceologiedell’energia elettrica e del servizio sostitutivo di mensa mediantebuoni pasto, per il medesimo Ministero e per il Ministerodell’interno e le loro rispettive articolazioni territoriali.

416. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sonodefiniti le modalita’ e i tempi di attuazione, nonche’ le strutturedei Ministeri coinvolte nella sperimentazione di cui al comma 415.

417. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti iMinistri interessati, possono essere individuate ulterioriamministrazioni e ulteriori categorie merceologiche cui e’ applicatala sperimentazione di cui al comma 415.

418. Dalle disposizioni di cui ai commi da 415 a 417 non devonoderivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

419. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 512, le parole: «provvedono ai propriapprovvigionamenti esclusivamente tramite Consip SpA o i soggettiaggregatori» sono sostituite dalle seguenti: «provvedono ai propriapprovvigionamenti esclusivamente tramite gli strumenti di acquisto edi negoziazione di Consip Spa o dei soggetti aggregatori»;

b) dopo il comma 514 e’ inserito il seguente:

«514-bis. Per i beni e servizi la cui acquisizione rivesteparticolare rilevanza strategica secondo quanto indicato nel Pianotriennale di cui al comma 513, le amministrazioni statali, centrali eperiferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogniordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioniuniversitarie, nonche’ gli enti nazionali di previdenza ed assistenzasociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo30 luglio 1999, n. 300, ricorrono a Consip Spa, nell’ambito delProgramma di razionalizzazione degli acquisti della pubblicaamministrazione del Ministero dell’economia e delle finanze. A talfine Consip Spa puo’ supportare i soggetti di cui al periodoprecedente nell’individuazione di specifici interventi disemplificazione, innovazione e riduzione dei costi dei processiamministrativi. Per le attivita’ di cui al presente comma e’ previstoun incremento delle dotazioni destinate al finanziamento delProgramma di razionalizzazione degli acquisti della pubblicaamministrazione del Ministero dell’economia e delle finanze pari aeuro 3.000.000 per l’anno 2017 e a euro 7.000.000 a decorrere dal2018»;

c) al comma 515, dopo le parole: «di cui al comma 513,» sonoinserite le seguenti: «compresa quella relativa alle acquisizioni diparticolare rilevanza strategica di cui al comma 514-bis,».

420. All’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

«2-bis. Nell’ambito del Tavolo tecnico dei soggetti aggregatoriopera un Comitato guida, disciplinato dal decreto del Presidente delConsiglio dei ministri di cui al comma 2, il quale, oltre ai compitiprevisti dal medesimo decreto, fornisce attraverso linee guidaindicazioni utili per favorire lo sviluppo delle migliori pratichecon riferimento alle procedure di cui al comma 3 da parte deisoggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2, ivi inclusa ladeterminazione delle fasce di valori da porre a base d’asta e dellemodalita’ per non discriminare o escludere le micro e le piccoleimprese. I soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 trasmettono alComitato guida, nel caso di non allineamento alle linee guida di cuial periodo precedente, una preventiva comunicazione specificamentemotivata sulla quale il Comitato guida puo’ esprimere proprieosservazioni».

421. All’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

«3-bis. Le amministrazioni pubbliche obbligate a ricorrere a ConsipSpa o agli altri soggetti aggregatori ai sensi del comma 3 possonoprocedere, qualora non siano disponibili i relativi contratti diConsip Spa o dei soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 e in casodi motivata urgenza, allo svolgimento di autonome procedure diacquisto dirette alla stipula di contratti aventi durata e misurastrettamente necessaria. In tale caso l’Autorita’ nazionaleanticorruzione rilascia il codice identificativo di gara (CIG)».

422. All’articolo 9, comma 9, del decreto-legge 24 aprile 2014, n.66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, che tengono contoanche dell’allineamento, da parte dei soggetti aggregatori di cui aicommi 1 e 2, delle indicazioni del Comitato guida fornite ai sensidel comma 2-bis del presente articolo».

423. Con Accordo da sancire in sede di Conferenza permanente tra loStato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano entroil 28 febbraio 2017 sono definite le attivita’ da porre in essere perpervenire alla definizione di linee di indirizzo perl’efficientamento e la definizione di standard con riferimento aimagazzini e alla logistica distributiva, alle tecnologiedell’informazione e della comunicazione nonche’ alle politiche e aiprocessi di gestione delle risorse umane.

424. L’obbligo di approvazione del programma biennale degliacquisti di beni e servizi, di cui all’articolo 21 del decretolegislativo 18 aprile 2016, n. 50, in deroga alla vigente normativasugli allegati al bilancio degli enti locali, stabilita dal testounico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui aldecreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dal decreto legislativo23 giugno 2011, n. 118, si applica a decorrere dal bilancio diprevisione per l’esercizio finanziario 2018.

425. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta dei Ministri competenti, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, le riduzioni di spesa apportate con lapresente legge, quale concorso dei Ministeri agli obiettivi difinanza pubblica, possono essere rimodulate nell’ambito deipertinenti stati di previsione della spesa, fermo restando ilconseguimento dei risparmi di spesa realizzati in termini diindebitamento netto della pubblica amministrazione.

426. All’articolo 1, comma 624, della legge 28 dicembre 2015, n.208, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «ed euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2017 e2018» sono sostituite dalle seguenti: «, euro 26 milioni per ciascunodegli anni 2017 e 2018 ed euro 16 milioni per l’anno 2019»;

b) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more delversamento delle predette risorse all’entrata del bilancio delloStato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adaccantonare e a rendere indisponibile per gli anni 2017, 2018 e 2019,nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e dellacooperazione internazionale, a valere sulle disponibilita’ di cuiall’articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n.125, la somma di 26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e2018 e di 16 milioni di euro per l’anno 2019, al netto di quantoeffettivamente versato per ciascun anno del triennio 2017-2019».

427. All’articolo 1, comma 623, della legge 28 dicembre 2015, n.208, le parole: «per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018» sonosostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 2016».

428. Le maggiori entrate accertate e riscosse dagli ufficiall’estero del Ministero degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, rispetto all’esercizio finanziario 2014, derivantidall’applicazione della tariffa dei diritti consolari di cui aldecreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, e dall’articolo 41-bis,comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, pari a 4 milioni dieuro a decorrere dal 2017, rimangono acquisite all’entrata e non siapplicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 568, dellalegge 27 dicembre 2006, n. 296, nonche’ all’articolo 2, comma 58,della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all’articolo 41-bis, comma 2,del citato decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. Nelle more delversamento delle predette risorse all’entrata del bilancio delloStato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adaccantonare e a rendere indisponibile a decorrere dal 2017, nellostato di previsione del Ministero degli affari esteri e dellacooperazione internazionale, a valere sulle disponibilita’ di cuiall’articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n.125, la somma di 4 milioni di euro al netto di quanto effettivamenteversato in ciascun anno dal 2017.

429. I proventi derivanti dal versamento di 300 euro effettuato dapersona maggiorenne a corredo della domanda di riconoscimento dellacittadinanza italiana, di cui all’articolo 7-bis della sezione Idella tabella dei diritti consolari da riscuotersi dagli ufficidiplomatici e consolari, allegata al decreto legislativo 3 febbraio2011, n. 71, introdotto dall’articolo 5-bis del decreto-legge 24aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23giugno 2014, n. 89, sono riassegnati nella misura del 30 per cento, adecorrere dall’anno 2017, con decreto del Ministro dell’economia edelle finanze, allo stato di previsione della spesa dell’esercizio incorso del Ministero degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, con proprio decreto, trasferisce le risorse ricevutedal Ministero dell’economia e delle finanze agli uffici dei consolatidi ciascuna circoscrizione consolare che hanno ricevuto il versamentodel contributo di 300 euro di cui al primo periodo in proporzione aiversamenti ricevuti. Le somme accreditate ai consolati sono destinateal rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italianiresidenti o presenti all’estero, con priorita’ per lacontrattualizzazione di personale locale da adibire, sotto ledirettive e il controllo dei funzionari consolari, allo smaltimentodell’arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza presentatepresso i medesimi uffici consolari.

430. Il finanziamento di cui all’articolo 18, comma 2, lettera c),della legge 11 agosto 2014, n. 125, e’ ridotto di 0,8 milioni di europer l’anno 2017 e di 3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno2018.

431. A decorrere dall’anno 2017 i benefici di cui all’articolo 6del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono corrispostinel limite del 48,7 per cento.

432. Ai fini della razionalizzazione della spesa del Ministero deibeni e delle attivita’ culturali e del turismo e dell’efficientamentodelle modalita’ di bigliettazione degli istituti e luoghi dellacultura di rilevante interesse nazionale, le Soprintendenze specialidi cui all’articolo 30, comma 2, lettera a), del regolamento di cuial decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014,n. 171, si adeguano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, agli standard internazionali in materia di musei e luoghidella cultura, di cui all’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio2014, n. 106. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente legge sono apportate, con le modalita’ di cuiall’articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, lenecessarie modificazioni al decreto del Ministro dei beni e delleattivita’ culturali e del turismo 23 gennaio 2016, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 59 dell’11 marzo 2016, nei limiti delledotazioni organiche del Ministero dei beni e delle attivita’culturali e del turismo, di cui alle tabelle A e B allegate al citatoregolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio deiministri n. 171 del 2014.

433. Nello stato di previsione della spesa del Ministerodell’economia e delle finanze e’ istituito un fondo, denominato«Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degliEnti territoriali solo in termini di saldo netto da finanziare»,alimentato dalle seguenti risorse:

a) le risorse in conto residui di cui al comma 13 dell’articolo11 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, conmodificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, non erogate alladata di entrata in vigore della presente legge;

b) le risorse in conto residui di cui all’articolo 2 deldecreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi modificazioni erifinanziamenti, ivi comprese le somme di cui al comma 2dell’articolo 8 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito,con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, non erogatealla data di entrata in vigore della presente legge;

c) le risorse in conto residui di cui all’articolo 3 deldecreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e rifinanziamenti, ivi comprese lequote funzionali all’attuazione dell’articolo 35 del decreto-legge 24aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23giugno 2014, n. 89, non erogate alla data di entrata in vigore dellapresente legge;

d) le somme disponibili sulla contabilita’ speciale di cuiall’articolo 45, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, nonutilizzate per le finalita’ di cui al medesimo articolo nonche’ dicui al comma 2 dell’articolo 11 del decreto-legge 24 giugno 2016, n.113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n.160, alla data del 31 dicembre 2016.

434. Il comma 714 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, e’ sostituito dal seguente:

«714. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli entilocali che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziariopluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione ai sensidell’articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo18 agosto 2000, n. 267, prima dell’approvazione del rendiconto perl’esercizio 2014, se alla data della presentazione odell’approvazione del medesimo piano di riequilibrio finanziariopluriennale non avevano ancora provveduto ad effettuare ilriaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di cuiall’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, possono rimodulare o riformulare il predetto piano, entro il 31maggio 2017, scorporando la quota di disavanzo risultante dallarevisione straordinaria dei residui di cui all’articolo 243-bis,comma 8, lettera e), limitatamente ai residui antecedenti al 1ºgennaio 2015, e ripianando tale quota secondo le modalita’ previstedal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 2 aprile2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015.La restituzione delle anticipazioni di liquidita’ erogate agli entidi cui al periodo precedente, ai sensi degli articoli 243-ter e243-quinquies del citato testo unico di cui al decreto legislativo n.267 del 2000, e’ effettuata in un periodo massimo di trenta annidecorrente dall’anno successivo a quello in cui e’ stata erogatal’anticipazione. A decorrere dalla data di rimodulazione oriformulazione del piano, gli enti di cui ai periodi precedentipresentano alla Commissione di cui all’articolo 155 del medesimotesto unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 appositaattestazione del rispetto dei tempi di pagamento di cui alladirettiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16febbraio 2011».

435. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli entilocali che hanno proceduto alla revisione dei residui, per effetto diespressa pronuncia della Corte dei conti, nel corso degli esercizi2012, 2013 o 2014, antecedentemente al riaccertamento straordinariodi cui all’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno2011, n. 118, determinando un piano triennale di copertura deldisavanzo riscontrato, ai sensi dell’articolo 193 del testo unicodelle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono riformulare tale piano,entro il 31 marzo 2017, per la parte non ancora attuata, secondo lemodalita’ e nell’arco temporale previsti dal decreto del Ministerodell’economia e delle finanze 2 aprile 2015, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015. A decorrere dalla datadi riformulazione del piano, gli enti di cui al periodo precedentepresentano alla sezione regionale della Corte dei conti appositaattestazione del rispetto dei tempi di pagamento di cui alladirettiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16febbraio 2011.

436. Al comma 9 dell’articolo 243-bis del testo unico di cui aldecreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate leseguenti modificazioni:

a) le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti:

«b) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 10per cento delle spese per acquisti di beni e prestazioni di servizidi cui al macroaggregato 03 della spesa corrente, finanziateattraverso risorse proprie. Ai fini del computo della percentuale diriduzione, dalla base di calcolo sono esclusi gli stanziamentidestinati:

1) alla copertura dei costi di gestione del servizio dismaltimento dei rifiuti solidi urbani;

2) alla copertura dei costi di gestione del servizio diacquedotto;

3) al servizio di trasporto pubblico locale;

4) al servizio di illuminazione pubblica;

5) al finanziamento delle spese relative all’accoglienza, sudisposizione della competente autorita’ giudiziaria, di minori instrutture protette in regime di convitto e semiconvitto;

c) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 25per cento delle spese per trasferimenti di cui al macroaggregato 04della spesa corrente, finanziate attraverso risorse proprie. Ai finidel computo della percentuale di riduzione, dalla base di calcolosono escluse le somme relative a trasferimenti destinati ad altrilivelli istituzionali, a enti, agenzie o fondazionilirico-sinfoniche»;

b) dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:

«c-bis) ferma restando l’obbligatorieta’ delle riduzioni indicatenelle lettere b) e c), l’ente locale ha facolta’ di procedere acompensazioni, in valore assoluto e mantenendo la piena equivalenzadelle somme, tra importi di spesa corrente, ad eccezione della spesaper il personale e ferme restando le esclusioni di cui alle medesimelettere b) e c) del presente comma. Tali compensazioni sonopuntualmente evidenziate nel piano di riequilibrio approvato».

437. Le risorse di cui al comma 433 sono versate all’entrata delbilancio dello Stato nell’anno 2017 per essere riassegnate al Fondodi cui al comma 433. Ciascun ente territoriale beneficiario delFondo, ai sensi dell’articolo 9, comma 5, della legge 24 dicembre2012, n. 243, consegue un valore positivo del saldo di cui al comma466 del presente articolo in misura pari al Fondo stesso.

438. Nello stato di previsione della spesa del Ministerodell’economia e delle finanze e’ istituito un fondo, denominato«Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degliEnti territoriali», con una dotazione di 969,6 milioni di euro perciascuno degli anni dal 2017 al 2026, di 935 milioni di euro perciascuno degli anni dal 2027 al 2046 e di 925 milioni di euro annui adecorrere dall’anno 2047.

439. I beneficiari, le finalita’, i criteri e le modalita’ diriparto dei fondi di cui ai commi 433 e 438 sono disciplinati con unoo piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su propostadel Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 31gennaio 2017, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cuiall’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

440. All’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 19 giugno 2015, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,le parole: «Per gli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti:«Per gli anni 2015, 2016 e 2017».

441. Per l’anno 2017 gli enti locali possono realizzare leoperazioni di rinegoziazione di mutui di cui all’articolo 1, commi430 e 537, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche nel corsodell’esercizio provvisorio di cui all’articolo 163 del testo unico dicui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fermo restandol’obbligo, a carico dei medesimi enti, di effettuare le relativeiscrizioni nel bilancio di previsione.

442. All’articolo 1, comma 430, della legge 23 dicembre 2014, n.190, le parole: «negli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalleseguenti: «negli anni 2015, 2016 e 2017».

443. I commi 433, 437, 438, 439 e il presente comma entrano invigore il giorno stesso della pubblicazione della presente leggenella Gazzetta Ufficiale.

444. Al comma 6 dell’articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2012,n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, il quarto periodo e’ sostituito dai seguenti: «Le riduzioni daapplicare a ciascun comune a decorrere dall’anno 2013 sonodeterminate, con decreto del Ministero dell’interno, d’intesa con laConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. In caso di mancataintesa entro quarantacinque giorni dalla data di prima iscrizioneall’ordine del giorno della Conferenza Stato-citta’ ed autonomielocali della proposta di riparto delle riduzioni di cui al periodoprecedente, il decreto del Ministero dell’interno puo’, comunque,essere adottato ripartendo le riduzioni in proporzione alla mediadelle spese sostenute per consumi intermedi nel triennio 2010-2012,desunte dal SIOPE, fermo restando che la riduzione per abitante diciascun ente non puo’ assumere valore superiore al 250 per centodella media costituita dal rapporto fra riduzioni calcolate sullabase dei dati SIOPE 2010-2012 e la popolazione residente di tutti icomuni, relativamente a ciascuna classe demografica di cuiall’articolo 156 del testo unico di cui al decreto legislativo 18agosto 2000, n. 267».

445. All’articolo 1, comma 347, della legge 28 dicembre 2015, n.208, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alle spese relativeal personale assunto con contratto a tempo determinato ai finidell’attuazione del presente comma, fermo restando il rispetto degliobiettivi di finanza pubblica previsti per gli enti territoriali,fino al 31 dicembre 2019 non si applicano i limiti di cuiall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ele vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa dipersonale».

446. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dopo ilcomma 380-octies e’ inserito il seguente:

«380-novies. Le disposizioni di cui ai commi da 380 a 380-octiesche riguardano i criteri di ripartizione del Fondo di solidarieta’comunale, ad eccezione di quelle di cui al comma 380-ter, lettera a),riguardanti il contributo di 30 milioni di euro annui spettante alleunioni di comuni ai sensi dell’articolo 53, comma 10, della legge 23dicembre 2000, n. 388, nonche’ il contributo di 30 milioni di euroannui destinato, ai sensi dell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto2012, n. 135, ai comuni istituiti a seguito di fusione, trovanoapplicazione sino alla determinazione del Fondo stesso relativoall’anno 2016».

447. All’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «commisurato al 40 per cento deitrasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010,» sono inserite leseguenti: «elevato al 50 per cento a decorrere dall’anno 2017,».

448. A decorrere dall’anno 2017, la dotazione del Fondo disolidarieta’ comunale di cui al comma 380-ter dell’articolo 1 dellalegge 24 dicembre 2012, n. 228, al netto dell’eventuale quotadell’imposta municipale propria (IMU) di spettanza dei comuniconnessa alla regolazione dei rapporti finanziari e’ stabilita ineuro 6.197.184.364,87, di cui 2.768.800.000 assicurata attraverso unaquota dell’IMU, di spettanza dei comuni, di cui all’articolo 13 deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, eventualmente variata dellaquota derivante dalla regolazione dei rapporti finanziari connessicon la metodologia di riparto tra i comuni interessati del Fondostesso.

449. Il Fondo di solidarieta’ comunale di cui al comma 448 e’:

a) ripartito, quanto a euro 3.767.450.000, tra i comuniinteressati sulla base del gettito effettivo dell’IMU e del tributoper i servizi indivisibili (TASI), relativo all’anno 2015 derivantedall’applicazione dei commi da 10 a 16, e dei commi 53 e 54dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

b) ripartito, nell’importo massimo di 80 milioni di euro, tra icomuni per i quali il riparto dell’importo di cui alla lettera a) nonassicura il ristoro di un importo equivalente al gettito della TASIsull’abitazione principale stimato ad aliquota di base. Tale importoe’ ripartito in modo da garantire a ciascuno dei comuni di cui alprecedente periodo l’equivalente del gettito della TASIsull’abitazione principale stimato ad aliquota di base;

c) destinato, per euro 1.885.643.345,70, eventualmenteincrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita edella quota dell’imposta municipale propria di spettanza dei comuniconnessa alla regolazione dei rapporti finanziari, ai comuni delleregioni a statuto ordinario, di cui il 40 per cento per l’anno 2017,il 55 per cento per l’anno 2018, il 70 per cento per l’anno 2019,l’85 per cento per l’anno 2020 e il 100 per cento a decorreredall’anno 2021, da distribuire tra i predetti comuni sulla base delladifferenza tra le capacita’ fiscali e i fabbisogni standard approvatidalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 30settembre dell’anno precedente a quello di riferimento. L’ammontarecomplessivo della capacita’ fiscale perequabile dei comuni delleregioni a statuto ordinario e’ determinata in misura pari al 50 percento dell’ammontare complessivo della capacita’ fiscale daperequare. La restante quota e’, invece, distribuita assicurando aciascun comune un importo pari all’ammontare algebrico della medesimacomponente del Fondo di solidarieta’ comunale dell’anno precedente,eventualmente rettificata, variato in misura corrispondente allavariazione della quota di fondo non ripartita secondo i criteri dicui al primo periodo;

d) destinato, per euro 464.091.019,18, eventualmente incrementatidella quota di cui alla lettera b) non distribuita e della quotadell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapportifinanziari, ai comuni delle regioni Sicilia e Sardegna. Tale importoe’ ripartito assicurando a ciascun comune una somma pariall’ammontare algebrico del medesimo Fondo di solidarieta’ comunaledell’anno precedente, eventualmente rettificato, variata in misuracorrispondente alla variazione del Fondo di solidarieta’ comunalecomplessivo.

450. Con riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario,nel caso in cui l’applicazione dei criteri di riparto di cui allalettera c) del comma 449 determini una variazione delle risorse diriferimento, tra un anno e l’altro, superiore a +8 per cento oinferiore a -8 per cento rispetto all’ammontare delle risorsestoriche di riferimento, si puo’ applicare un correttivo finalizzatoa limitare le predette variazioni. Le risorse di riferimento sonodefinite dai gettiti dell’IMU e della TASI, entrambi valutati adaliquota di base, e dalla dotazione netta del Fondo di solidarieta’comunale. Per il calcolo delle risorse storiche di riferimento ladotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale e’ calcolataconsiderando pari a zero la percentuale di applicazione delladifferenza tra capacita’ fiscali e fabbisogni standard di cui allalettera c) del comma 449. Ai fini di cui al primo periodo,nell’ambito del Fondo di solidarieta’ comunale, e’ costituito unaccantonamento alimentato dai comuni che registrano un incrementodelle risorse complessive rispetto all’anno precedente superioreall’8 per cento. I predetti enti contribuiscono in modo proporzionaleall’accantonamento in misura non superiore all’eccedenza di risorserispetto alla soglia dell’8 per cento e, comunque, nel limitecomplessivo delle risorse necessarie per ridurre le variazioninegative dei comuni con una perdita superiore all’8 per cento. Ilpredetto accantonamento e’ ripartito proporzionalmente tra i comuniche registrano una riduzione delle risorse complessive rispettoall’anno precedente superiore all’8 per cento nei limiti dellerisorse accantonate.

451. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto conil Ministro dell’interno, previo accordo da sancire in sede diConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali entro il 15 ottobredell’anno precedente a quello di riferimento e da emanare entro il 31ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento, sono stabilitii criteri di riparto del Fondo di solidarieta’ comunale di cui alcomma 449. In caso di mancato accordo, il decreto del Presidente delConsiglio dei ministri di cui al periodo precedente e’, comunque,emanato entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello diriferimento.

452. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dicui al comma 451, puo’ essere previsto un accantonamento sul Fondo disolidarieta’ comunale nell’importo massimo di 15 milioni di euro, dadestinare per eventuali conguagli a singoli comuni derivanti darettifiche dei valori utilizzati ai fini del riparto del fondo. Lerettifiche decorrono dall’anno di riferimento del Fondo disolidarieta’ comunale cui si riferiscono.

453. L’articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 23 maggio2000, n. 164, si interpreta nel senso che il gestore uscente restaobbligato al pagamento del canone di concessione previsto dalcontratto. Le risorse derivanti dall’applicazione della presentedisposizione concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanzapubblica da parte degli enti locali.

454. Il termine per la deliberazione del bilancio annuale diprevisione degli enti locali per l’esercizio 2017, di cuiall’articolo 151 del testo unico di cui al decreto legislativo 18agosto 2000, n. 267, e’ differito al 28 febbraio 2017.

455. Per l’esercizio finanziario 2017, il termine per ladeliberazione della nota di aggiornamento del Documento unico diprogrammazione degli enti locali, di cui all’articolo 170 del testounico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’differito al 31 dicembre 2016.

456. In deroga a quanto previsto dall’articolo 2, comma 186,lettera e), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, i consorzi di cuiall’articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18agosto 2000, n. 267, possono essere costituiti tra gli enti locali alfine della gestione associata dei servizi sociali assicurandocomunque risparmi di spesa.

457. In deroga a quanto previsto dall’articolo 255, comma 10, deltesto unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, peri comuni in stato di dissesto, l’amministrazione dei residui attivi epassivi relativi ai fondi a gestione vincolata compete all’organostraordinario di liquidazione.

458. All’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 novembre2010, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «Societa’ per gli studi di settore-Sose s.p.a.»,ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «Societa’Soluzioni per il sistema economico – Sose s.p.a.»;

b) alla lettera a), le parole: «Comuni e Province» sonosostituite dalle seguenti: «Enti locali»;

c) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:

«c) ai fini di cui alle lettere a) e b), la Societa’ Soluzioniper il sistema economico – Sose s.p.a. puo’ predisporre appositisistemi di rilevazione di informazioni funzionali a raccogliere idati necessari per il calcolo dei fabbisogni standard degli Entilocali. Ove predisposti e somministrati, gli Enti localirestituiscono per via telematica, entro sessanta giorni dallapubblicazione, le informazioni richieste. Il mancato invio, neltermine predetto, delle informazioni e’ sanzionato con lasospensione, sino all’adempimento dell’obbligo di invio delleinformazioni, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati all’Entelocale e la pubblicazione dell’ente inadempiente nel sito internetdel Ministero dell’interno. Agli stessi fini di cui alle lettere a) eb), anche il certificato di conto consuntivo di cui all’articolo 161del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,contiene i dati necessari per il calcolo del fabbisogno standard»;

d) alla lettera d), la parola: «questionari» e’ sostituita dalleseguenti: «sistemi di rilevazione di informazioni» e le parole: «aiComuni e alle Province» sono sostituite dalle seguenti: «agli Entilocali»;

e) alla lettera e), primo periodo, dopo le parole: «Commissionetecnica per i fabbisogni standard» sono inserite le seguenti: «,istituita ai sensi dell’articolo 1, comma 29, della legge 28 dicembre2015, n. 208,» e, al secondo periodo, dopo le parole: «Commissionetecnica» sono inserite le seguenti: «per i fabbisogni standard»;

f) la lettera f) e’ sostituita dalla seguente:

«f) i dati raccolti ed elaborati per le attivita’ di cui alpresente articolo, ai sensi dell’articolo 60 del codicedell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo2005, n. 82, confluiscono nella banca dati delle amministrazionipubbliche di cui all’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n.196, nonche’ in quella di cui all’articolo 5, comma 1, lettera g),della legge 5 maggio 2009, n. 42, e sono, altresi’, pubblicati nelsito “www.opencivitas.it”, il quale consente ai cittadini ed agliEnti locali di accedere ai dati monitorati e alle elaborazionirelative, ai sensi degli articoli 50 e 52 del citato codice di cui aldecreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L’invio delle informazionidi cui alla lettera c) costituisce espressa adozione di una licenzadi cui all’articolo 2, comma 1, lettere e) e h), del decretolegislativo 24 gennaio 2006, n. 36».

459. All’articolo 47, comma 9, lettera a), del decreto-legge 24aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23giugno 2014, n. 89, dopo le parole: «relativa ai codici SIOPEindicati nella tabella A allegata al presente decreto.» sono inseritii seguenti periodi: «A decorrere dall’anno 2018, qualora la spesarelativa ai codici SIOPE di cui alla tabella A sia stata sostenuta dacomuni che gestiscono, in quanto capofila, funzioni e servizi informa associata per conto dei comuni facenti parte della stessagestione associata, le riduzioni di cui alla presente lettera sonoapplicate a tutti i comuni compresi nella gestione associata,proporzionalmente alla quota di spesa ad essi riferibile. A tal fine,la regione acquisisce dal comune capofila idonea certificazione dellaquota di spesa riferibile ai comuni facenti parte della gestioneassociata e la trasmette, entro il 30 aprile dell’anno precedente aquello di riferimento, al Ministero dell’economia e delle finanze eal Ministero dell’interno, che ne tengono conto in sede dipredisposizione del decreto annuale del Presidente del Consiglio deiministri per la determinazione del Fondo di solidarieta’ comunale. Incaso di mancata comunicazione da parte della regione entro ilpredetto termine del 30 aprile, il riparto non tiene conto dellaripartizione proporzionale tra i comuni compresi nella gestioneassociata; restano in tal caso confermate le modalita’ di riparto dicui al presente articolo».

460. A decorrere dal 1º gennaio 2018, i proventi dei titoliabilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal testo unico di cuial decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali allarealizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delleopere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento dicomplessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferiedegradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi didemolizione di costruzioni abusive, all’acquisizione e allarealizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi ditutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, anche aifini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologicoe sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio ruralepubblico, nonche’ a interventi volti a favorire l’insediamento diattivita’ di agricoltura nell’ambito urbano.

461. Il comma 8 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.244, e’ abrogato alla data indicata al comma 460 del presentearticolo.

462. In attuazione della sentenza della terza sezione del Consigliodi Stato n. 1291 del 12 marzo 2015 e in riferimento al ricorso n.7234 del 2014 pendente innanzi al tribunale amministrativo regionaledel Lazio, e’ istituito nello stato di previsione del Ministerodell’interno un fondo con una dotazione di 8,52 milioni di euro perl’anno 2017 e di 2,8 milioni di euro per l’anno 2018. Le risorse delpredetto fondo sono erogate dal Ministero dell’internosubordinatamente alla rinuncia al contenzioso amministrativopendente.

463. A decorrere dall’anno 2017 cessano di avere applicazione icommi da 709 a 712 e da 719 a 734 dell’articolo 1 della legge 28dicembre 2015, n. 208. Restano fermi gli adempimenti degli entiterritoriali relativi al monitoraggio e alla certificazione del saldodi cui all’articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre 2015, n.208, nonche’ l’applicazione delle sanzioni in caso di mancatoconseguimento del saldo 2016, di cui al medesimo comma 710, accertatoai sensi dei commi da 720 a 727 dell’articolo 1 della legge 28dicembre 2015, n. 208. Sono fatti salvi gli effetti connessiall’applicazione nell’anno 2016 dei patti di solidarieta’ di cui aicommi da 728 a 732 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208.

464. L’ultimo periodo del comma 721 dell’articolo 1 della legge 28dicembre 2015, n. 208, e’ soppresso.

465. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica eai sensi dell’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le citta’metropolitane, le province e i comuni concorrono alla realizzazionedegli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle disposizionidi cui ai commi da 463 a 484 del presente articolo, che costituisconoprincipi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, aisensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, dellaCostituzione.

466. A decorrere dall’anno 2017 gli enti di cui al comma 465 delpresente articolo devono conseguire il saldo non negativo, in terminidi competenza, tra le entrate finali e le spese finali, ai sensidell’articolo 9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Aisensi del comma 1-bis del medesimo articolo 9, le entrate finali sonoquelle ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancioprevisto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le spesefinali sono quelle ascrivibili ai titoli 1, 2 e 3 del medesimo schemadi bilancio. Per gli anni 2017-2019, nelle entrate e nelle spesefinali in termini di competenza e’ considerato il fondo pluriennalevincolato, di entrata e di spesa, al netto della quota riveniente dalricorso all’indebitamento. A decorrere dall’esercizio 2020, tra leentrate e le spese finali e’ incluso il fondo pluriennale vincolatodi entrata e di spesa, finanziato dalle entrate finali. Non rileva laquota del fondo pluriennale vincolato di entrata che finanzia gliimpegni cancellati definitivamente dopo l’approvazione del rendicontodell’anno precedente.

467. Le risorse accantonate nel fondo pluriennale di spesadell’esercizio 2015 in applicazione del punto 5.4 del principiocontabile applicato concernente la contabilita’ finanziaria di cuiall’allegato n. 4/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, per finanziare le spese contenute nei quadri economici relativea investimenti per lavori pubblici e quelle per procedure diaffidamento gia’ attivate, se non utilizzate possono essereconservate nel fondo pluriennale vincolato di spesa dell’esercizio2016 purche’ riguardanti opere per le quali l’ente disponga delprogetto esecutivo degli investimenti redatto e validato inconformita’ alla vigente normativa, completo del cronoprogramma dispesa e a condizione che il bilancio di previsione 2017-2019 siaapprovato entro il 31 gennaio 2017. Tali risorse confluiscono nelrisultato di amministrazione se entro l’esercizio 2017 non sonoassunti i relativi impegni di spesa.

468. Al fine di garantire l’equilibrio di cui al comma 466 delpresente articolo, nella fase di previsione, in attuazione del comma1 dell’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, al bilanciodi previsione e’ allegato il prospetto dimostrativo del rispetto delsaldo di cui al citato comma 466, previsto nell’allegato n. 9 deldecreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, vigente alla datadell’approvazione di tale documento contabile. A tal fine, ilprospetto allegato al bilancio di previsione non considera glistanziamenti non finanziati dall’avanzo di amministrazione del fondocrediti di dubbia esigibilita’ e dei fondi spese e rischi futuriconcernenti accantonamenti destinati a confluire nel risultato diamministrazione. Il prospetto e’ aggiornato dal Ministerodell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneriagenerale dello Stato a seguito di successivi interventi normativivolti a modificare le regole vigenti di riferimento, dandonecomunicazione alla Commissione per l’armonizzazione degli entiterritoriali. Entro sessanta giorni dall’aggiornamento, il Consiglioapprova le necessarie variazioni al bilancio di previsione. Nel corsodell’esercizio, ai fini della verifica del rispetto del saldo, ilprospetto di cui al terzo periodo e’ allegato alle variazioni dibilancio approvate dal Consiglio e a quelle di cui:

a) all’articolo 175, comma 5-bis, lettera e), del testo unico dicui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

b) all’articolo 175, comma 5-quater, lettera b), del testo unicodi cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, se relativa alFondo pluriennale vincolato non rilevante ai fini del saldo di cui alcomma 466 del presente articolo;

c) all’articolo 175, comma 5-quater, lettera e-bis), del testounico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,riguardanti le operazioni di indebitamento;

d) all’articolo 51, comma 2, lettere a) e g), del decretolegislativo 23 giugno 2011, n. 118;

e) all’articolo 51, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno2011, n. 118, riguardanti la reiscrizione di economie di spesa e ilfondo pluriennale vincolato.

469. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi a quantodisposto dai commi da 463 a 484 e per l’acquisizione di elementiinformativi utili per la finanza pubblica, gli enti di cui al comma465 trasmettono al Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le informazioniriguardanti le risultanze del saldo di cui al comma 466, con tempi emodalita’ definiti con decreti del predetto Ministero sentite,rispettivamente, la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano.

470. Ai fini della verifica del rispetto dell’obiettivo di saldo,ciascun ente e’ tenuto a inviare, utilizzando il sistema web,appositamente previsto nel sito «http://pareggiobilancio.mef.gov.it»,entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno successivo aquello di riferimento, al Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazionedei risultati conseguiti, firmata digitalmente, ai sensidell’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale di cui aldecreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dal rappresentante legale,dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisioneeconomico-finanziaria, ove previsto, secondo un prospetto e con lemodalita’ definiti dai decreti di cui al comma 469 del presentearticolo. La trasmissione per via telematica della certificazione havalore giuridico ai sensi dell’articolo 45, comma 1, del medesimocodice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005. La mancatatrasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31marzo costituisce inadempimento all’obbligo del pareggio di bilancio.Nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessaentro il successivo 30 aprile e attesti il conseguimentodell’obiettivo di saldo di cui al comma 466, si applicano, nei dodicimesi successivi al ritardato invio, le sole disposizioni di cui alcomma 475, lettera e), limitatamente alle assunzioni di personale atempo indeterminato.

471. Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l’approvazionedel rendiconto di gestione, in caso di mancata trasmissione da partedell’ente locale della certificazione, il presidente dell’organo direvisione economico-finanziaria nel caso di organo collegiale ovverol’unico revisore nel caso di organo monocratico, in qualita’ dicommissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo direvisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e atrasmettere la predetta certificazione entro i successivi trentagiorni. Nel caso in cui la certificazione sia trasmessa dalcommissario ad acta entro sessanta giorni dal termine stabilito perl’approvazione del rendiconto di gestione e attesti il conseguimentodell’obiettivo di saldo di cui al comma 466, si applicano le soledisposizioni di cui al comma 475, lettere e) e f), tenendo contodella gradualita’ prevista al comma 476. Sino alla data ditrasmissione da parte del commissario ad acta, le erogazioni dirisorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’interno relativeall’anno successivo a quello di riferimento sono sospese e, a talfine, il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dellaRagioneria generale dello Stato provvede a trasmettere appositacomunicazione al predetto Ministero.

472. Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l’approvazionedel rendiconto di gestione, in caso di mancata trasmissione da partedelle regioni e delle province autonome della certificazione siprocede al blocco di qualsiasi prelievo dai conti della tesoreriastatale sino a quando la certificazione non e’ acquisita.

473. I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldodi cui al comma 466, trasmessi con la certificazione dei risultati dicui al comma 470, devono corrispondere alle risultanze del rendicontodi gestione. A tal fine, qualora la certificazione trasmessa entro iltermine perentorio di cui al comma 470 sia difforme dalle risultanzedel rendiconto di gestione, gli enti sono tenuti ad inviare una nuovacertificazione, a rettifica della precedente, entro il termineperentorio di sessanta giorni dall’approvazione del rendiconto e,comunque, non oltre il 30 giugno del medesimo anno per gli entilocali e il 30 settembre per le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano.

474. Decorsi i termini previsti dal comma 473, sono comunque tenutiad inviare una nuova certificazione, a rettifica della precedente,solo gli enti che rilevano, rispetto a quanto gia’ certificato, unpeggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo disaldo di cui al comma 466.

475. Ai sensi dell’articolo 9, comma 4, della legge 24 dicembre2012, n. 243, in caso di mancato conseguimento del saldo di cui alcomma 466 del presente articolo:

a) l’ente locale e’ assoggettato ad una riduzione del fondosperimentale di riequilibrio o del fondo di solidarieta’ comunale inmisura pari all’importo corrispondente allo scostamento registrato.Le province della Regione siciliana e della regione Sardegna sonoassoggettate alla riduzione dei trasferimenti erariali nella misuraindicata al primo periodo. Gli enti locali delle regioni FriuliVenezia Giulia e Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento edi Bolzano sono assoggettati ad una riduzione dei trasferimenticorrenti erogati dalle medesime regioni o province autonome in misurapari all’importo corrispondente allo scostamento registrato. Leriduzioni di cui ai precedenti periodi assicurano il recupero di cuiall’articolo 9, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e sonoapplicate nel triennio successivo a quello di inadempienza in quotecostanti. In caso di incapienza, per uno o piu’ anni del triennio diriferimento, gli enti locali sono tenuti a versare all’entrata delbilancio dello Stato le somme residue di ciascuna quota annuale,entro l’anno di competenza delle medesime quote, presso la competentesezione di tesoreria provinciale dello Stato, al capo X dell’entratadel bilancio dello Stato, al capitolo 3509, articolo 2. In caso dimancato versamento delle predette somme residue nell’anno successivo,il recupero e’ operato con le procedure di cui ai commi 128 e 129dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228;

b) nel triennio successivo la regione o la provincia autonoma e’tenuta ad effettuare un versamento all’entrata del bilancio delloStato, di importo corrispondente a un terzo dello scostamentoregistrato, che assicura il recupero di cui all’articolo 9, comma 2,della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Il versamento e’ effettuatoentro il 31 maggio di ciascun anno del triennio successivo a quellodi inadempienza. In caso di mancato versamento si procede al recuperodi detto scostamento a valere sulle giacenze depositate a qualsiasititolo nei conti aperti presso la tesoreria statale;

c) nell’anno successivo a quello di inadempienza l’ente non puo’impegnare spese correnti, per le regioni al netto delle spese per lasanita’, in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegnidell’anno precedente ridotti dell’1 per cento. La sanzione si applicacon riferimento agli impegni riguardanti le funzioni esercitate inentrambi gli esercizi. A tal fine, l’importo degli impegni correntidell’anno precedente e quello dell’anno in cui si applica la sanzionesono determinati al netto di quelli connessi a funzioni nonesercitate in entrambi gli esercizi, nonche’ al netto degli impegnirelativi ai versamenti al bilancio dello Stato effettuati comecontributo alla finanza pubblica;

d) nell’anno successivo a quello di inadempienza l’ente non puo’ricorrere all’indebitamento per gli investimenti. Per le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, restano esclusi i mutuigia’ autorizzati e non ancora contratti. I mutui e i prestitiobbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie ofinanziarie per il finanziamento degli investimenti o le aperture dilinee di credito devono essere corredati di apposita attestazione dacui risulti il rispetto del saldo di cui al comma 466. L’istitutofinanziatore o l’intermediario finanziario non puo’ procedere alfinanziamento o al collocamento del prestito in assenza dellapredetta attestazione;

e) nell’anno successivo a quello di inadempienza l’ente non puo’procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, conqualsivoglia tipologia contrattuale, compresi i rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anchecon riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fattoaltresi’ divieto agli enti di stipulare contratti di servizio consoggetti privati che si configurino come elusivi della presentedisposizione. Le regioni, le citta’ metropolitane e i comuni possonocomunque procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato,con contratti di durata massima fino al 31 dicembre del medesimoesercizio, necessari a garantire l’esercizio delle funzioni diprotezione civile, di polizia locale, di istruzione pubblica e delsettore sociale nel rispetto del limite di spesa di cui al primoperiodo del comma 28 dell’articolo 9 del decreto-legge 31 maggio2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio2010, n. 122;

f) nell’anno successivo a quello di inadempienza, il presidente,il sindaco e i componenti della giunta in carica nell’esercizio incui e’ avvenuta la violazione sono tenuti a versare al bilanciodell’ente il 30 per cento delle indennita’ di funzione e dei gettonidi presenza spettanti nell’esercizio della violazione.

476. Nel caso in cui il mancato conseguimento del saldo di cui alcomma 466 risulti inferiore al 3 per cento degli accertamenti delleentrate finali dell’esercizio del mancato conseguimento del saldo,nell’anno successivo a quello dell’inadempienza la sanzione di cui alcomma 475, lettera c), e’ applicata imponendo agli impegni di partecorrente, per le regioni al netto della sanita’, un limite pariall’importo dei corrispondenti impegni dell’anno precedente; lasanzione di cui al comma 475, lettera e), e’ applicata solo perassunzioni di personale a tempo indeterminato; la sanzione di cui alcomma 475, lettera f), e’ applicata dal presidente, dal sindaco e daicomponenti della giunta in carica nell’esercizio in cui e’ avvenutala violazione versando al bilancio dell’ente il 10 per cento delleindennita’ di funzione e dei gettoni di presenza spettantinell’esercizio della violazione. Resta ferma l’applicazione dellerestanti sanzioni di cui al comma 475.

477. Agli enti per i quali il mancato conseguimento del saldo dicui al comma 466 sia accertato dalla Corte dei conti successivamenteall’anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, lesanzioni di cui al comma 475 si applicano nell’anno successivo aquello della comunicazione del mancato conseguimento del saldo, dicui al comma 478.

478. Gli enti di cui al comma 477 sono tenuti a comunicarel’inadempienza entro trenta giorni dall’accertamento della violazionemediante l’invio di una nuova certificazione al Ministerodell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneriagenerale dello Stato.

479. Ai sensi dell’articolo 9, comma 4, della legge 24 dicembre2012, n. 243, a decorrere dall’anno 2018, con riferimento airisultati dell’anno precedente e a condizione del rispetto deitermini perentori di certificazione di cui ai commi 470 e 473:

a) alle regioni che rispettano il saldo di cui al comma 466 e checonseguono un saldo finale di cassa non negativo fra le entrate e lespese finali, sono assegnate, con decreto del Ministero dell’economiae delle finanze, entro il 30 luglio di ciascun anno, le eventualirisorse incassate dal bilancio dello Stato alla data del 30 giugno aisensi del comma 475, lettera b), per essere destinate allarealizzazione di investimenti. L’ammontare delle risorse per ciascunaregione e’ determinato mediante intesa in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano. Le regioni che conseguono il saldofinale di cassa non negativo trasmettono al Ministero dell’economia edelle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato leinformazioni concernenti il monitoraggio al 31 dicembre del saldo dicui al comma 466 e la certificazione dei relativi risultati, intermini di competenza e in termini di cassa, secondo le modalita’previste dai decreti di cui al comma 469. Ai fini del saldo di cassarileva l’anticipazione erogata dalla tesoreria statale nel corsodell’esercizio per il finanziamento della sanita’ registratanell’apposita voce delle partite di giro, al netto delle relativeregolazioni contabili imputate al medesimo esercizio;

b) alle citta’ metropolitane, alle province e ai comuni, cherispettano il saldo di cui al comma 466 e che conseguono un saldofinale di cassa non negativo fra le entrate finali e le spese finali,sono assegnate, con decreto del Ministero dell’economia e dellefinanze, entro il 30 luglio di ciascun anno, le eventuali risorsederivanti dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio odel fondo di solidarieta’ comunale e dai versamenti e recuperi,effettivamente incassati, di cui al comma 475, lettera a), per esseredestinate alla realizzazione di investimenti. L’ammontare dellerisorse per ciascuna citta’ metropolitana, provincia e comune e’determinato d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomielocali. Le citta’ metropolitane, le province e i comuni checonseguono il saldo finale di cassa non negativo trasmettono alMinistero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dellaRagioneria generale dello Stato le informazioni concernenti ilmonitoraggio al 31 dicembre del saldo di cui al comma 466 e lacertificazione dei relativi risultati, in termini di competenza e intermini di cassa, secondo le modalita’ previste dai decreti di cui alcomma 469;

c) per le regioni e le citta’ metropolitane che rispettano ilsaldo di cui al comma 466, lasciando spazi finanziari inutilizzatiinferiori all’1 per cento degli accertamenti delle entrate finalidell’esercizio nel quale e’ rispettato il medesimo saldo, nell’annosuccessivo la spesa per rapporti di lavoro flessibile di cuiall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,puo’ essere innalzata del 10 per cento della spesa sostenibile aisensi del predetto comma 28;

d) per i comuni che rispettano il saldo di cui al comma 466,lasciando spazi finanziari inutilizzati inferiori all’1 per centodegli accertamenti delle entrate finali dell’esercizio nel quale e’rispettato il medesimo saldo, nell’anno successivo la percentualestabilita al primo periodo del comma 228 dell’articolo 1 della legge28 dicembre 2015, n. 208, e’ innalzata al 75 per cento qualora ilrapporto dipendenti-popolazione dell’anno precedente sia inferiore alrapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica, comedefinito triennalmente con il decreto del Ministro dell’interno dicui all’articolo 263, comma 2, del testo unico di cui al decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267.

480. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere daglienti, che si configurano come elusivi delle regole di cui ai commi da463 a 484, sono nulli.

481. Qualora le sezioni giurisdizionali regionali della Corte deiconti accertino che il rispetto delle regole di cui ai commi da 463 a484 e’ stato artificiosamente conseguito mediante una non correttaapplicazione dei principi contabili di cui al decreto legislativo 23giugno 2011, n. 118, o altre forme elusive, le stesse irrogano agliamministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle predetteregole la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a un massimo didieci volte l’indennita’ di carica percepita al momento in cui e’stata commessa l’elusione e al responsabile amministrativo,individuato dalla stessa sezione giurisdizionale regionale dellaCorte dei conti, una sanzione pecuniaria fino a tre mensilita’ deltrattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali eprevidenziali. Gli importi di cui al periodo precedente sonoacquisiti al bilancio dell’ente.

482. Qualora risultino, anche sulla base dei dati del monitoraggiodi cui al comma 469, andamenti di spesa degli enti non coerenti congli impegni finanziari assunti con l’Unione europea, il Ministrodell’economia e delle finanze, sentite la Conferenza Stato-citta’ edautonomie locali e la Conferenza permanente per i rapporti tra loStato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,propone adeguate misure di contenimento della predetta spesa.

483. Per le regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige,nonche’ per le province autonome di Trento e di Bolzano, non siapplicano le disposizioni di cui ai commi 475 e 479 del presentearticolo e resta ferma la disciplina del patto di stabilita’ internorecata dall’articolo 1, commi 454 e seguenti, della legge 24 dicembre2012, n. 228, come attuata dagli accordi sottoscritti con lo Stato.Ai fini del saldo di competenza mista previsto per la regioneTrentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano, e’considerato il fondo pluriennale vincolato, di entrata e di spesa, alnetto della quota riveniente dal ricorso all’indebitamento.

484. Alla regione Valle d’Aosta non si applicano le disposizioni inmateria di patto di stabilita’ interno di cui all’articolo 1, commi454 e seguenti, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

485. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraversol’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedentie il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sonoassegnati agli enti locali spazi finanziari nell’ambito dei pattinazionali, di cui all’articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre2012, n. 243, nel limite complessivo di 700 milioni di euro annui, dicui 300 milioni di euro destinati a interventi di ediliziascolastica.

486. Gli enti locali non possono richiedere spazi finanziari per lefinalita’ di investimento di cui ai commi da 463 a 508, qualora leoperazioni di investimento, realizzate con il ricorsoall’indebitamento e all’utilizzo dei risultati di amministrazionedegli esercizi precedenti, possano essere effettuate nel rispetto delproprio saldo di cui al comma 1 dell’articolo 9 della legge 24dicembre 2012, n. 243.

487. Gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di cuinecessitano, entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascunanno, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura dimissione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventidi riqualificazione dell’edilizia scolastica.

488. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura dimissione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventidi riqualificazione dell’edilizia scolastica attribuisce a ciascunente locale gli spazi finanziari, tenendo conto del seguente ordineprioritario:

a) interventi di edilizia scolastica gia’ avviati, a valere surisorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i quali sonostati attribuiti spazi finanziari nell’anno 2016 ai sensi del decretodel Presidente del Consiglio dei ministri 27 aprile 2016;

b) interventi di nuova costruzione di edifici scolastici per iquali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validatoin conformita’ alla vigente normativa, completo del cronoprogrammadella spesa e che non abbiano pubblicato il bando alla data dientrata in vigore della presente legge;

c) interventi di edilizia scolastica per i quali gli entidispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformita’alla vigente normativa, completo del cronoprogramma della spesa e chenon abbiano pubblicato il bando di gara alla data di entrata invigore della presente legge.

489. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura dimissione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventidi riqualificazione dell’edilizia scolastica comunica, entro iltermine perentorio del 5 febbraio di ciascun anno, al Ministerodell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneriagenerale dello Stato, gli spazi finanziari da attribuire a ciascunente locale.

490. Gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di cuinecessitano per gli investimenti, entro il termine perentorio del 20gennaio di ciascun anno, al Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, mediantel’applicativo web appositamente previsto nel sito«http://pareggiobilancio.mef.gov.it».

491. Le richieste di spazi finanziari di cui al comma 490, per laquota non riferita agli interventi di edilizia scolastica di cui aicommi da 487 a 489, sono completi delle informazioni relative:

a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell’anno precedente;

b) all’avanzo di amministrazione, al netto della quotaaccantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita’, risultante dalrendiconto o dal preconsuntivo dell’anno precedente.

492. L’ammontare dello spazio finanziario attribuito a ciascun entelocale e’ determinato, entro il 15 febbraio di ciascun anno, condecreto del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimentodella Ragioneria generale dello Stato, tenendo conto del seguenteordine prioritario:

a) investimenti finanziati con avanzo di amministrazione omediante operazioni di indebitamento:

1) dei comuni istituiti, nel quinquennio precedente all’anno diriferimento, a seguito dei processi di fusione previsti dallalegislazione vigente; per ciascun esercizio del triennio 2017-2019,sono considerati esclusivamente i comuni per i quali i processi difusione si sono conclusi entro il 1º gennaio dell’esercizio diriferimento;

2) dei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, per iquali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati inconformita’ alla vigente normativa, completi del cronoprogramma dellaspesa;

b) interventi di edilizia scolastica non soddisfatti dagli spazifinanziari concessi ai sensi dei commi da 487 a 489;

c) investimenti finalizzati all’adeguamento e al miglioramentosismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, peri quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validatoin conformita’ alla vigente normativa, completo del cronoprogrammadella spesa;

d) investimenti finalizzati alla prevenzione del rischioidrogeologico e alla messa in sicurezza e alla bonifica di sitiinquinati ad alto rischio ambientale, individuati come prioritari peril loro rilevante impatto sanitario, finanziati con avanzo diamministrazione, per i quali gli enti dispongono del progettoesecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente normativa,completo del cronoprogramma della spesa.

493. Ferme restando le priorita’ di cui alle lettere a), b), c) ed) del comma 492, qualora l’entita’ delle richieste pervenute daglienti locali superi l’ammontare degli spazi disponibili,l’attribuzione e’ effettuata a favore degli enti che presentano lamaggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo diamministrazione.

494. In sede di prima applicazione, nell’anno 2017, i termini dicui ai commi 487, 489, 490 e 492 sono, rispettivamente, il 20febbraio, il 5 marzo, il 20 febbraio e il 15 marzo.

495. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraversol’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedentie il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sonoassegnati alle regioni spazi finanziari nell’ambito dei pattinazionali, di cui all’articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre2012, n. 243, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui.

496. Le regioni non possono richiedere spazi finanziari per lefinalita’ di investimento di cui al comma 495, qualora le operazionidi investimento, realizzate con il ricorso all’indebitamento eall’utilizzo dei risultati di amministrazione degli eserciziprecedenti, possano essere effettuate nel rispetto del proprio saldodi cui al comma 1 dell’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n.243.

497. Gli enti di cui al comma 495 comunicano gli spazi finanziaridi cui necessitano per gli investimenti, entro il termine perentoriodel 20 gennaio di ciascun anno, al Ministero dell’economia e dellefinanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,mediante l’applicativo web appositamente previsto nel sito«http://pareggiobilancio.mef.gov.it».

498. Le richieste di spazi finanziari di cui al comma 497 sonocomplete delle informazioni relative:

a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell’anno precedente;

b) all’avanzo di amministrazione, al netto della quotaaccantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita’, risultante dalrendiconto o dal preconsuntivo dell’anno precedente.

499. L’ammontare dello spazio finanziario attribuito a ciascunaregione e’ determinato, entro il 15 febbraio di ciascun anno, condecreto del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimentodella Ragioneria generale dello Stato, tenendo conto del seguenteordine prioritario:

a) investimenti finalizzati all’adeguamento e al miglioramentosismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, peri quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validatoin conformita’ alla vigente normativa, completo del cronoprogrammadella spesa;

b) investimenti finalizzati alla prevenzione del rischioidrogeologico e alla messa in sicurezza e alla bonifica di sitiinquinati ad alto rischio ambientale, individuati come prioritari peril loro rilevante impatto sanitario, finanziati con avanzo diamministrazione, per i quali gli enti dispongono del progettoesecutivo redatto e validato in conformita’ alla vigente normativa,completo del cronoprogramma della spesa.

500. Ferme restando le priorita’ di cui alle lettere a) e b) delcomma 499, qualora l’entita’ delle richieste pervenute dalle regionie dalle province autonome superi l’ammontare degli spazi disponibili,l’attribuzione e’ effettuata a favore degli enti che presentano lamaggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all’avanzo diamministrazione.

501. In sede di prima applicazione, nell’anno 2017, i termini dicui ai commi 497 e 499 sono, rispettivamente, il 20 febbraio e il 15marzo.

502. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 9 della legge 24dicembre 2012, n. 243, e in coerenza con il patto di cui alla legge23 dicembre 2014, n. 190, al fine di favorire gli investimenti, darealizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazionedegli esercizi precedenti, per gli anni dal 2017 al 2030, sonoassegnati alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi eper gli effetti dell’articolo 10 della citata legge n. 243 del 2012,spazi finanziari nell’importo di 70 milioni di euro per ciascunaprovincia nell’anno 2017 e 50 milioni di euro annui per ciascunaprovincia negli anni dal 2018 al 2030.

503. Il concorso della regione Trentino-Alto Adige e delle provinceautonome di Trento e di Bolzano, in termini di saldo netto dafinanziare a decorrere dall’esercizio 2017 e in termini anche diindebitamento netto a decorrere dal 2018, previsto dall’articolo 79del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statutospeciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, puo’ essere assicuratoattraverso contributi posti a carico dei medesimi enti dacorrispondere anche mediante compensazioni a valere su somme dovutedallo Stato a qualsiasi titolo, con esclusione dei residui passiviperenti e compresi i gettiti arretrati inerenti a devoluzioni ditributi erariali, previa intesa tra ciascun ente e il Ministerodell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneriagenerale dello Stato, entro il 30 aprile di ogni anno.

504. Le disposizioni dei commi 502 e 503 del presente articolo sonoapprovate ai sensi e per gli effetti dell’articolo 104 del testounico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto1972, n. 670.

505. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini difabbisogno e di indebitamento netto derivanti dal comma 502, pari a50 milioni di euro nel 2017, a 73 milioni di euro nel 2018, a 98milioni di euro nel 2019, a 103 milioni di euro nel 2020, a 101milioni di euro nel 2021, a 100 milioni di euro annui dal 2022 al2030, a 65 milioni di euro nel 2031, a 38 milioni di euro nel 2032 ea 12 milioni di euro nel 2033, si provvede mediante corrispondenteriduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari nonprevisti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione dicontributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, deldecreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

506. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzanoche non sanciscono l’intesa regionale disciplinata dal decreto delPresidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 10, comma5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, si applicano, nell’esercizioal quale si riferisce la mancata intesa, le sanzioni di cui al comma475, lettere c) ed e), del presente articolo.

507. Qualora gli spazi finanziari concessi in attuazione delleintese e dei patti di solidarieta’ previsti dal decreto delPresidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 10, comma5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non siano totalmenteutilizzati, l’ente territoriale non puo’ beneficiare di spazifinanziari nell’esercizio finanziario successivo.

508. Qualora l’ente territoriale beneficiario di spazi finanziariconcessi in attuazione delle intese e dei patti di solidarieta’previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cuiall’articolo 10, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, noneffettui la trasmissione delle informazioni richieste dal medesimodecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, non puo’ procederead assunzioni di personale a tempo indeterminato, anche conriferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando nonabbia adempiuto.

509. In applicazione del punto 1 dell’Accordo in materia di finanzapubblica con il Governo, sottoscritto in data 20 giugno 2016, laRegione siciliana garantisce un saldo positivo non inferiore ad euro577.512.000 per l’anno 2017 e un saldo non negativo a decorreredall’anno 2018, calcolato secondo le modalita’ di cui al comma 466.In caso di inadempienza, si applicano le sanzioni di cui ai commi 475e 476. Alla Regione siciliana non si applicano le disposizioni inmateria di patto di stabilita’ interno in contrasto con ledisposizioni del presente comma.

510. Al fine di riqualificare la spesa regionale e favorire ilprogressivo incremento della spesa destinata agli investimenti, laRegione siciliana provvede, in attuazione del punto 2 dell’Accordosottoscritto con il Governo in data 20 giugno 2016, a realizzare, pergli anni dal 2017 al 2020, riduzioni strutturali della spesa correntein misura non inferiore al 3 per cento per ciascun anno rispettoall’anno precedente. Qualora in un anno la riduzione sia maggiore del3 per cento, la parte eccedente puo’ essere portata in diminuzionedella riduzione dell’anno successivo. Resta fermo che la riduzionedella spesa corrente non puo’ in nessun caso essere inferiore al 2per cento annuo. Tale riduzione avviene mediante una compressionedegli impegni di parte corrente risultanti dal consuntivo dell’annoprecedente, a parita’ di funzioni attribuite alla regione, e al nettodelle esclusioni elencate al punto 2 del citato Accordo.

511. La riduzione della spesa di cui al comma 510 e’ realizzataattraverso le modalita’ di cui al punto 3 dell’Accordo con la Regionesiciliana sottoscritto in data 20 giugno 2016. Il Ministerodell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneriagenerale dello Stato verifica annualmente, previa certificazioneregionale, il rispetto dei saldi di bilancio di cui al comma 509 e ilrispetto delle riduzioni strutturali della spesa corrente regionaleprevista al punto 2 dell’Accordo sottoscritto in data 20 giugno 2016tra il Governo e la Regione siciliana; con la stessa cadenza laPresidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzionepubblica verifica, previa certificazione regionale, il rispetto dellemisure regionali previste al punto 3 del predetto Accordo.

512. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo annuale diriduzione degli impegni di spesa di parte corrente di cui al comma510, il Ministero dell’economia e delle finanze, anche per il tramitedell’Agenzia delle entrate – Ufficio struttura di gestione, e’autorizzato a trattenere il corrispettivo importo dello sforamento avalere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla Regionesiciliana.

513. La Regione siciliana, ai sensi dell’articolo 31, comma 3, deldecreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, nelle moredell’applicazione delle modalita’ attraverso le quali lo Statoassicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali diperequazione e di solidarieta’ per le regioni a statuto speciale aisensi dell’articolo 27, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42,pone in essere le azioni necessarie affinche’ gli enti locali delterritorio regionale si sottopongano, anche ai sensi dell’articolo 8della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, alle rilevazioni inmateria di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard postein essere dalla SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico Spa, nellemodalita’ previste dalle norme richiamate a partire dalla prossimarilevazione.

514. In applicazione delle norme di attuazione dello Statuto dellaRegione siciliana in materia finanziaria, approvate dalla Commissioneparitetica in data 3 ottobre 2016, viene assegnato alla Regionesiciliana un importo pari a 6,74 decimi per l’anno 2017 e pari a 7,10decimi a decorrere dall’anno 2018 dell’imposta sul reddito dellepersone fisiche (IRPEF) determinata con riferimento al gettitomaturato nel territorio regionale, mediante attribuzione diretta daparte della struttura di gestione, individuata dal regolamento di cuial decreto del Ministro delle finanze 22 maggio 1998, n. 183, neimodi e nei tempi da definire con apposito decreto del Ministrodell’economia e delle finanze, adottato previa intesa con la Regione.

515. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adeffettuare, con proprio decreto, le conseguenti variazioni dibilancio.

516. A decorrere dall’anno 2018, nel caso in cui il regime di cuiall’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, introdotto dall’articolo 1, comma 629, letterab), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, venga prorogato, la Regionesiciliana versa, entro il 30 ottobre di ciascun anno e fino allascadenza della proroga, al capo X, capitolo n. 3465, articolo 1,dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato,l’importo di 285 milioni di euro annui. In mancanza del predettoversamento nei termini previsti dai commi da 509 a 534 del presentearticolo, il Ministero dell’economia e delle finanze, anche per iltramite dell’Agenzia delle entrate – Ufficio struttura di gestione,e’ autorizzato a trattenere il corrispettivo importo a valere sullesomme a qualsiasi titolo spettanti alla Regione.

517. Sono restituiti alla regione Valle d’Aosta gli accantonamentieffettuati per gli anni dal 2012 al 2015, ai sensi dell’articolo 15,comma 22, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dell’articolo 1,comma 132, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e non sono applicatinei confronti della stessa regione gli accantonamenti previsti dallapredetta normativa a decorrere dall’anno 2017.

518. In attuazione del punto 7 dell’Accordo firmato il 21 luglio2015 tra il presidente della regione Valle d’Aosta e il Ministrodell’economia e delle finanze, a definitiva compensazione dellaperdita di gettito subita, per gli anni dal 2011 al 2014, dallaregione Valle d’Aosta nella determinazione dell’accisa di cuiall’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), della legge 26 novembre1981, n. 690, e’ attribuito alla medesima regione l’importocomplessivo di 448,8 milioni di euro da corrispondere nell’importo di74,8 milioni di euro per l’anno 2017, di 65,8 milioni di euro perciascuno degli anni dal 2018 al 2022 e di 45 milioni di euro perl’anno 2023.

519. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la regione FriuliVenezia Giulia procedono, mediante intesa da raggiungere entro il 30giugno 2017, alla verifica della misura degli accantonamentieffettuati nei confronti della regione Friuli Venezia Giulia, aisensi dell’articolo 1, commi 711, 712 e 729, della legge 27 dicembre2013, n. 147, per gli anni dal 2012 al 2015, per effetto dellemodifiche intervenute rispetto all’anno 2010 in materia diimposizione locale immobiliare.

520. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica eper la salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica, con l’intesadi cui al comma 519 sono definite le modalita’ alternative diconcorso della regione Friuli Venezia Giulia per gli anni dal 2016 al2020. Nelle more dell’intesa di cui al periodo precedente, inapplicazione del principio di equita’ sostanziale, con riferimentoall’incremento del carico fiscale sostenuto nei comuni del restanteterritorio nazionale, il Ministero dell’economia e delle finanze e’autorizzato a recuperare il maggior gettito comunale connesso allemodifiche intervenute rispetto all’anno 2010 in materia diimposizione locale immobiliare, provvisoriamente quantificatonell’importo pari a 72 milioni di euro annui salvo conguaglio,mediante corrispondente riduzione delle somme a qualsiasi titolospettanti alla regione.

521. Il comma 456 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, e’ sostituito dal seguente:

«456. In considerazione degli effetti positivi sul propriodisavanzo, derivante dal trasferimento dei debiti di cui al comma454, nel titolo primo della spesa del bilancio della regione Piemontee’ costituito un fondo, allocato su un apposito capitolo di spesa delbilancio gestionale, con una dotazione annua di 151 milioni di europer l’anno 2015, di 222.500.000 euro per l’anno 2016 e di 218.309.385euro a decorrere dall’anno 2017 e fino all’esercizio 2045, per ilconcorso agli oneri assunti dalla gestione commissariale».

522. Il comma 521 determina oneri pari a 4.190.615 euro perciascuno degli anni dal 2017 al 2045.

523. Al comma 458 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:«e risulti pagata l’ultima rata dell’ammortamento delle anticipazionidi liquidita’»;

b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Le risorseresidue al 31 dicembre 2016 sulla contabilita’ speciale dellagestione commissariale derivanti dall’applicazione del comma 456 einerenti al contributo ivi disciplinato, sono trasferite al bilanciodella regione Piemonte. A valere sulle relative entrate la regioneconsegue un valore positivo del saldo di cui all’articolo 9 dellalegge 24 dicembre 2012, n. 243».

524. Nel caso in cui il pagamento dei debiti certi, liquidi edesigibili alla data del 31 dicembre 2013 risulti inferiore rispettoalle anticipazioni di liquidita’ ricevute a tal fine dalle regionibeneficiarie ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 8 aprile2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, nonche’ dalla gestionecommissariale istituita dall’articolo 1, commi da 452 a 458, dellalegge 23 dicembre 2014, n. 190, le risorse eccedenti possono essereutilizzate per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili dicui all’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

525. Ciascuna amministrazione pubblica interessata fornisce formalecertificazione al Tavolo tecnico di cui all’articolo 2 deldecreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, dell’avvenuto pagamento deirispettivi debiti di cui al comma 524 del presente articolo e dellerelative registrazioni contabili entro il 28 febbraio 2017.

526. Le somme ricevute a titolo di anticipazione di liquidita’ peril pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31dicembre 2013 e alla data del 31 dicembre 2014, non rendicontateentro il 31 marzo 2017, costituiscono oggetto di estinzioneanticipata entro la data del 30 giugno 2017, da parte delle regioni edelle province autonome.

527. Al comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014,n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.89, al primo e al terzo periodo, la parola: «2019» e’ sostituitadalla seguente: «2020».

528. Al comma 680 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, al primo periodo, le parole: «2018 e 2019» sono sostituite dalleseguenti: «2018, 2019 e 2020» e, al secondo periodo, dopo le parole:«modalita’ di acquisizione delle risorse da parte dello Stato,» sonoinserite le seguenti: «inclusa la possibilita’ di prevedereversamenti da parte delle regioni interessate,».

529. Al comma 13-duodecies dell’articolo 8 del decreto-legge 19giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6agosto 2015, n. 125, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente:«Il riparto del contributo fra le regioni e le province autonome e’effettuato sulla base della proposta formulata dalle regioni e dalleprovince autonome in sede di auto-coordinamento, anche tenendo contodelle elaborazioni fornite dal Ministero dell’economia e dellefinanze – Dipartimento delle finanze, da approvare entro il 30settembre di ciascun anno mediante intesa in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano».

530. Le anticipazioni di tesoreria, concesse, per gli esercizi 2013e precedenti, alle regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo77-quater del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per assicuraremensilmente il finanziamento della spesa sanitaria e non regolatealla data di entrata in vigore della presente legge a valere sullesomme della compartecipazione all’IVA assegnate alle regioni per imedesimi esercizi, si intendono trasferimenti definitivi alle regionia titolo di compartecipazione all’IVA, nei limiti dell’importo deiresidui passivi perenti relativi a trasferimenti per lacompartecipazione all’IVA iscritti nel conto del patrimonio al 31dicembre 2016.

531. Alle sistemazioni contabili derivanti dall’applicazione delcomma 530 provvede, per lo Stato, il Ministro dell’economia e dellefinanze con proprio decreto. Le relative registrazioni contabili sonoriportate nel rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2016.

532. Le sistemazioni contabili derivanti dall’applicazione delcomma 530 del presente articolo sono registrate dalle regioni nellescritture contabili dell’esercizio 2016, e non rilevano ai fini delsaldo individuato dall’articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre2015, n. 208.

533. All’articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo ilcomma 8 sono inseriti i seguenti:

«8-bis. Al fine di favorire il monitoraggio del ciclo completodelle entrate e delle spese, le amministrazioni pubbliche ordinanogli incassi e i pagamenti al proprio tesoriere o cassiereesclusivamente attraverso ordinativi informatici emessi secondo lostandard Ordinativo Informatico emanato dall’Agenzia per l’Italiadigitale (AGID), per il tramite dell’infrastruttura della banca datiSIOPE gestita dalla Banca d’Italia nell’ambito del servizio ditesoreria statale. Le modalita’ con cui enti e tesorieri scambianogli ordinativi informatici con l’infrastruttura SIOPE sono definiteda apposite regole di colloquio definite congiuntamente con l’AGID edisponibili nelle sezioni dedicate al SIOPE del sito internetistituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. I tesorieri e icassieri non possono accettare disposizioni di pagamento conmodalita’ differenti da quelle descritte nel periodo precedente.

8-ter. Con decreti del Ministero dell’economia e delle finanze,sentite la Conferenza unificata e l’AGID, sono stabiliti le modalita’e i tempi per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 8-bis».

534. In virtu’ dell’articolo 51, secondo comma, della leggecostituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e’ attribuita alla regioneFriuli-Venezia Giulia, a decorrere dal 1º gennaio 2017, l’impostasulle formalita’ di trascrizione, iscrizione ed annotazione deiveicoli richieste al pubblico registro automobilistico, aventecompetenza nel territorio regionale, di cui all’articolo 56 deldecreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e ad essa sono versatele relative entrate. La regione Friuli-Venezia Giulia puo’disciplinare, nei limiti previsti dal decreto legislativo n. 446 del1997, l’imposta di cui al periodo precedente, ivi compresa ladenominazione della medesima. Fino alla data di entrata in vigoredella disciplina regionale continua a trovare applicazione lanormativa vigente in ciascuna provincia, con attribuzione del gettitodirettamente alla regione Friuli-Venezia Giulia.

535. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti leimposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali eamministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.504, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 6, dopo il comma 15 e’ aggiunto il seguente:

«15-bis. Le autobotti e le bettoline utilizzate per il trasporto diprodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo sono munite disistemi di tracciamento della posizione e di misurazione dellequantita’ scaricate. Con determinazione del Direttore dell’Agenziadelle dogane e dei monopoli sono stabiliti i termini e le modalita’di applicazione della predetta disposizione»;

b) all’articolo 8, comma 1, primo periodo, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «presso il proprio deposito. I prodottisottoposti ad accisa ricevuti in regime sospensivo sono separatamentedetenuti e contabilizzati rispetto a quelli assoggettati ad accisaricevuti nel medesimo deposito»;

c) all’articolo 12, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguenteperiodo: «Alle autobotti e alle bettoline utilizzate per il trasportodi prodotti assoggettati ad accisa si applicano le disposizionidell’articolo 6, comma 15-bis»;

d) all’articolo 18, comma 1, dopo le parole: «e presso idestinatari registrati» sono inserite le seguenti: «nonche’ pressogli altri impianti soggetti a denuncia» e dopo le parole: «deldestinatario registrato» sono inserite le seguenti: «ovvero deglialtri soggetti obbligati alla denuncia»;

e) l’articolo 23 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 23 (Depositi fiscali di prodotti energetici). – 1. Il regimedel deposito fiscale e’ consentito:

a) per le raffinerie e per gli altri stabilimenti di produzionedove si ottengono i prodotti energetici di cui all’articolo 21, comma2, ovvero i prodotti energetici di cui all’articolo 21, comma 3, ovedestinati a carburazione e combustione, nonche’ i prodotti sottopostiad accisa ai sensi dell’articolo 21, commi 4 e 5;

b) per gli impianti petrolchimici.

2. L’esercizio degli impianti di cui al comma 1 e’ subordinato alrilascio della licenza di cui all’articolo 63.

3. La gestione in regime di deposito fiscale puo’ essereautorizzata, laddove sussistano effettive necessita’ operative e diapprovvigionamento dell’impianto, per i depositi commerciali di gasdi petrolio liquefatti di capacita’ non inferiore a 400 metri cubi eper i depositi commerciali di altri prodotti energetici di capacita’non inferiore a 10.000 metri cubi.

4. La gestione in regime di deposito fiscale puo’ essere, altresi’,autorizzata per i depositi commerciali di gas di petrolio liquefattidi capacita’ inferiore a 400 metri cubi e per i depositi commercialidi altri prodotti energetici di capacita’ inferiore a 10.000 metricubi quando, oltre ai presupposti di cui al comma 3, ricorra almenouna delle seguenti condizioni:

a) il deposito effettui forniture di prodotto in esenzione daaccisa o ad accisa agevolata o trasferimenti di prodotti energeticiin regime sospensivo verso Paesi dell’Unione europea ovveroesportazioni verso Paesi non appartenenti all’Unione europea, inmisura complessiva pari ad almeno il 30 per cento del totale delleestrazioni di un biennio;

b) il deposito sia propaggine di un deposito fiscale ubicatonelle immediate vicinanze appartenente allo stesso gruppo societarioo, se di diversa titolarita’, sia stabilmente destinato ad operare alservizio del predetto deposito.

5. L’esercizio dei depositi fiscali autorizzati ai sensi dei commi3 e 4 e’ subordinato al rilascio della licenza di cui all’articolo63.

6. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e’ negata ai soggetti neicui confronti, nel quinquennio antecedente la richiesta, sia statapronunciata sentenza irrevocabile di condanna ai sensi dell’articolo648 del codice di procedura penale, ovvero sentenza definitiva diapplicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 delcodice di procedura penale, per reati di natura tributaria,finanziaria e fallimentare e per i delitti non colposi previsti daititoli II, V, VII, VIII e XIII del libro secondo del codice penale,per i quali sia prevista la pena della reclusione. La predettaautorizzazione e’ altresi’ negata ai soggetti nei confronti dei qualisiano in corso procedure concorsuali o siano state definitenell’ultimo quinquennio, nonche’ ai soggetti che abbiano commessoviolazioni gravi e ripetute, per loro natura od entita’, alledisposizioni che disciplinano l’accisa, l’imposta sul valore aggiuntoe i tributi doganali, in relazione alle quali siano state contestatesanzioni amministrative nell’ultimo quinquennio.

7. L’istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione di cui aicommi 3 e 4 e’ sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenzaconclusiva del procedimento penale, qualora nei confronti delsoggetto istante sia stato emesso, ai sensi dell’articolo 424 delcodice di procedura penale, decreto che dispone il giudizio per unodei reati indicati nel comma 6.

8. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 puo’ essere sospesadall’Autorita’ giudiziaria, anche su richiesta dell’Agenzia delledogane e dei monopoli, nei confronti del depositario autorizzato peril quale sia stato emesso, ai sensi dell’articolo 424 del codice diprocedura penale, decreto che dispone il giudizio per reati di naturatributaria, finanziaria e fallimentare. L’autorizzazione di cui alprimo periodo e’ in ogni caso sospesa dall’Agenzia delle dogane e deimonopoli laddove venga pronunciata nei confronti del depositarioautorizzato sentenza di condanna non definitiva, con applicazionedella pena della reclusione, per reati di natura tributaria,finanziaria e fallimentare. Il provvedimento di sospensione haeffetto fino alla emissione della sentenza irrevocabile.

9. L’autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e’ revocata ai soggettinei cui confronti e’ stata pronunciata sentenza irrevocabile dicondanna ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale,ovvero sentenza definitiva di applicazione della pena su richiesta,ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reatidi natura tributaria, finanziaria e fallimentare, per i quali siaprevista la pena della reclusione.

10. La licenza di cui al comma 2 e’ negata, sospesa e revocataallorche’ ricorrano rispettivamente le condizioni di cui ai commi 6,8 e 9 e l’istruttoria per il rilascio e’ sospesa allorche’ ricorranole condizioni di cui al comma 7.

11. Nel caso di persone giuridiche e di societa’, l’autorizzazionee la licenza sono negate, revocate o sospese, ovvero il procedimentoper il rilascio delle stesse e’ sospeso, allorche’ le situazioni dicui ai commi da 6 a 10 ricorrano, alle condizioni ivi previste, conriferimento a persone che ne rivestono funzioni di rappresentanza, diamministrazione o di direzione, nonche’ a persone che ne esercitano,anche di fatto, la gestione e il controllo.

12. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli verifica la permanenzadelle condizioni previste dal comma 4 e, nel caso esse non possanoritenersi sussistenti, l’autorizzazione di cui al medesimo commaviene sospesa fino a quando non ne sia comprovato il ripristino entroil termine di un anno, alla scadenza del quale viene revocata.Contestualmente all’emissione del provvedimento di sospensione di cuial periodo precedente, viene rilasciata, su richiesta dell’esercenteil deposito, la licenza di cui all’articolo 25, comma 4.

13. Per il controllo della produzione, della trasformazione, deltrasferimento e dell’impiego dei prodotti energetici, l’Agenzia delledogane e dei monopoli puo’ prescrivere l’installazione di strumenti eapparecchiature per la misura e per il campionamento delle materieprime e dei prodotti semilavorati e finiti; puo’, altresi’, adottaresistemi di verifica e di controllo con l’impiego di tecnichetelematiche ed informatiche.

14. Negli impianti di cui ai commi 1, 3 e 4 dotati di un idoneosistema informatizzato di controllo in tempo reale del processo digestione della produzione, detenzione e movimentazione dei prodotti,l’Agenzia delle dogane e dei monopoli procede al controllodell’accertamento e della liquidazione dell’imposta avvalendosi deidati necessari alla determinazione della quantita’ e della qualita’dei prodotti energetici rilevati dal sistema medesimo con accesso inmodo autonomo e diretto.

15. Nei recinti dei depositi fiscali non possono essere detenutiprodotti energetici di cui all’articolo 21, comma 2, ad impostaassolta, eccetto quelli strettamente necessari per il funzionamentodegli impianti, stabiliti per quantita’ e qualita’ dal competenteufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

16. Per i prodotti immessi in consumo che devono essere sottopostiad operazioni di miscelazione o a rilavorazioni in un impianto dilavorazione o di deposito, gestito in regime di deposito fiscale, siapplicano le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 13.

17. La presente disposizione non si applica al gas naturale (codiciNC 2711 11 00 e 2711 21 00), al carbone (codice NC 2701), allalignite (codice NC 2702) e al coke (codice NC 2704)».

536. Per i depositi commerciali gestiti in regime di depositofiscale, di cui all’articolo 23 del testo unico di cui al decretolegislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come sostituito dal comma 535,lettera e), del presente articolo, le disposizioni del comma 4 delcitato articolo 23, come sostituito dal comma 535, lettera e), delpresente articolo, hanno effetto a decorrere dal terzo annosuccessivo a quello di entrata in vigore della presente legge.

537. All’articolo 3 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, dopo il comma 3e’ aggiunto il seguente:

«3-bis. Lo scontrino fiscale e la ricevuta fiscale contengonol’indicazione del numero di codice fiscale del cessionario ocommittente, se richiesto dal cliente non oltre il momento dieffettuazione dell’operazione».

538. In attuazione di quanto disposto dal comma 537, con successivoprovvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono adeguatii decreti che disciplinano il contenuto dello scontrino fiscale edella ricevuta fiscale.

539. La disposizione di cui al comma 537 si applica alle operazionieffettuate a decorrere dal 1º gennaio 2018.

540. A decorrere dal 1º gennaio 2018 i contribuenti, personefisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquistidi beni o servizi, fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, arteo professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissionetelematica dei corrispettivi ai sensi dell’articolo 2, comma 1, deldecreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, possono partecipareall’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotterianazionale. Per partecipare all’estrazione e’ necessario che icontribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codicefiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delleentrate i dati della singola cessione o prestazione secondo lemodalita’ di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decretolegislativo 5 agosto 2015, n. 127.

541. La partecipazione all’estrazione a sorte di cui al comma 540e’ consentita anche con riferimento a tutti gli acquisti di beni oservizi, effettuati fuori dell’esercizio di attivita’ d’impresa, arteo professione, documentati con fattura, a condizione che i dati diquest’ultima siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delleentrate ai sensi dell’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010,n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, ovvero ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decretolegislativo 5 agosto 2015, n. 127.

542. Al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamentoelettronici da parte dei consumatori, la probabilita’ di vincita deipremi di cui al comma 540 e’ aumentata del 20 per cento, rispettoalle transazioni effettuate mediante denaro contante, per letransazioni effettuate attraverso strumenti che consentano ilpagamento con carta di debito e di credito, di cui al comma 3dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

543. Nelle more dell’attuazione delle misure di cui al comma 540, adecorrere dal 1º marzo 2017, la lotteria nazionale e’ attuata, senzaoneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, in via sperimentalelimitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dell’eserciziodi attivita’ d’impresa, arte o professione, effettuati daicontribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato,mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito edi credito, di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo5 agosto 2015, n. 127.

544. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con il Ministro dello sviluppo economico, e’ emanato, entrosessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,un regolamento disciplinante le modalita’ tecniche relative alleoperazioni di estrazione, l’entita’ e il numero dei premi messi adisposizione, nonche’ ogni altra disposizione necessaria perl’attuazione della lotteria.

545. Al fine di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale,nonche’ di assicurare la tutela dei consumatori e garantire l’ordinepubblico, la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento dititoli di accesso ad attivita’ di spettacolo effettuata da soggettodiverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto oconvenzione, dei sistemi per la loro emissione e’ punita, salvo cheil fatto non costituisca reato, con l’inibizione della condotta e consanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro,nonche’, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti dicomunicazione elettronica, secondo le modalita’ stabilite dal comma546, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi piu’ gravi, conl’oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione e’stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie.L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e le altre autorita’competenti effettuano i necessari accertamenti e interventi, agendod’ufficio ovvero su segnalazione degli interessati. Non e’ comunquesanzionata la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento dititoli di accesso ad attivita’ di spettacolo effettuata da unapersona fisica in modo occasionale, purche’ senza finalita’commerciali.

546. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dei beni edelle attivita’ culturali e del turismo, da emanare, sentitel’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e la Societa’italiana degli autori ed editori, entro trenta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge, sono adottate, nel rispettodella normativa dell’Unione europea, le specificazioni e regoletecniche attuative del comma 545, in particolare al fine di aumentarel’efficienza e la sicurezza informatica delle vendite dei titoli diaccesso mediante i sistemi di biglietterie automatizzate, nonche’ diassicurare la tutela dei consumatori.

547. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 23, comma 1, lettera g), dopo le parole: «nonresidenti» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ quelli di cuiall’articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo»;

b) dopo l’articolo 55 e’ inserito il seguente:

«Art. 55-bis (Imposta sul reddito d’impresa). – 1. Il redditod’impresa degli imprenditori individuali e delle societa’ in nomecollettivo e in accomandita semplice in regime di contabilita’ordinaria, determinato ai sensi del presente capo, e’ escluso dallaformazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazioneseparata con l’aliquota prevista dall’articolo 77. Dal redditod’impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate, a caricodell’utile di esercizio e delle riserve di utili, nei limiti delreddito del periodo d’imposta e dei periodi d’imposta precedentiassoggettati a tassazione separata al netto delle perdite residuecomputabili in diminuzione dei redditi dei periodi d’impostasuccessivi, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari odei soci.

2. In deroga all’articolo 8, comma 3, le perdite maturate neiperiodi d’imposta di applicazione delle disposizioni di cui al comma1 del presente articolo sono computate in diminuzione del reddito deiperiodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienzain essi. Le perdite non ancora utilizzate al momento di fuoriuscitadal regime di cui al presente articolo sono computabili indiminuzione dai redditi ai sensi dell’articolo 8, comma 3,considerando l’ultimo anno di permanenza nel regime come anno dimaturazione delle stesse. Nel caso di societa’ in nome collettivo ein accomandita semplice tali perdite sono imputate a ciascun socioproporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

3. Le somme prelevate a carico dell’utile dell’esercizio e delleriserve di utili, nei limiti del reddito dell’esercizio e dei periodid’imposta precedenti assoggettati a tassazione separata e non ancoraprelevati, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari odei soci costituiscono reddito d’impresa e concorrono integralmente aformare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratorifamiliari o dei soci.

4. Gli imprenditori e le societa’ in nome collettivo e inaccomandita semplice in regime di contabilita’ ordinaria possonooptare per l’applicazione delle disposizioni di cui al presentearticolo. L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta, e’rinnovabile e deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi,con effetto dal periodo d’imposta cui e’ riferita la dichiarazione.

5. L’applicazione del presente articolo esclude quelladell’articolo 5 limitatamente all’imputazione e alla tassazione delreddito indipendentemente dalla sua percezione.

6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano allesomme prelevate a carico delle riserve formate con utili dei periodid’imposta precedenti a quello dal quale ha effetto tale articolo; leriserve da cui sono prelevate le somme si considerano formateprioritariamente con utili di tali periodi d’imposta»;

c) all’articolo 116:

1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Opzioni per lesocieta’ a ristretta base proprietaria»;

2) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:

«2-bis. In alternativa a quanto disposto dai commi 1 e 2, lesocieta’ ivi previste possono esercitare l’opzione per l’applicazionedel regime di cui all’articolo 55-bis. Gli utili di esercizio e leriserve di utili derivanti dalle partecipazioni nelle societa’ cheesercitano l’opzione di cui all’articolo 55-bis si consideranoequiparati alle somme di cui al comma 3 dello stesso articolo».

548. Per i soggetti che applicano le disposizioni di cuiall’articolo 55-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cuial decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,introdotto dal comma 547 del presente articolo, l’ammontare delcontributo annuo dovuto dai soggetti di cui all’articolo 1 dellalegge 2 agosto 1990, n. 233, e’ determinato senza tenere conto delledisposizioni di cui al citato articolo 55-bis.

549. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 84, comma 3, alinea, dopo il secondo periodo e’inserito il seguente: «La limitazione si applica anche alle eccedenzeoggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96,relativamente agli interessi indeducibili, nonche’ a quelle di cuiall’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,relativamente all’aiuto alla crescita economica»;

b) all’articolo 88, comma 4-ter, il secondo periodo e’ sostituitodal seguente: «In caso di concordato di risanamento, di accordo diristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bisdel regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestatoai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del citato regiodecreto n. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese, o diprocedure estere a queste equivalenti, la riduzione dei debitidell’impresa non costituisce sopravvenienza attiva per la parte cheeccede le perdite, pregresse e di periodo, di cui all’articolo 84,senza considerare il limite dell’ottanta per cento, la deduzione diperiodo e l’eccedenza relativa all’aiuto alla crescita economica dicui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, e gli interessi passivi e gli oneri finanziari assimilati di cuial comma 4 dell’articolo 96 del presente testo unico»;

c) all’articolo 172, comma 7, il quinto periodo e’ sostituito dalseguente: «Le disposizioni del presente comma si applicano anche agliinteressi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4dell’articolo 96 del presente testo unico, nonche’ all’eccedenzarelativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1,comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;

d) all’articolo 173, comma 10, dopo le parole: «Alle perditefiscali» sono inserite le seguenti: «, agli interessi indeducibilioggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96 delpresente testo unico, nonche’ all’eccedenza relativa all’aiuto allacrescita economica di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge22 dicembre 2011, n. 214,»;

e) all’articolo 181, comma 1, dopo le parole: «le perditefiscali» sono inserite le seguenti: «, l’eccedenza di interessiindeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4dell’articolo 96 del presente testo unico, nonche’ l’eccedenzarelativa all’aiuto alla crescita economica di cui all’articolo 1,comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, conmodificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,».

550. All’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

«2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ valutatomediante applicazione dell’aliquota percentuale di cui al comma 3alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quelloesistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010»;

b) il comma 2-bis e’ abrogato;

c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. Dall’ottavo periodo d’imposta l’aliquota percentuale per ilcalcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’fissata al 2,7 per cento. In via transitoria, per il primo trienniodi applicazione, l’aliquota e’ fissata al 3 per cento; per il periodod’imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015, al 31dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 l’aliquota e’ fissata,rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per cento, al 4,75 per centoe al 2,3 per cento»;

d) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Per i soggetti diversi dalle banche e dalle imprese diassicurazione la variazione in aumento del capitale proprio non haeffetto fino a concorrenza dell’incremento delle consistenze deititoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni rispetto aquelli risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31dicembre 2010»;

e) il comma 7 e’ sostituito dal seguente:

«7. Il presente articolo si applica anche al reddito d’impresa dipersone fisiche, societa’ in nome collettivo e in accomanditasemplice in regime di contabilita’ ordinaria».

551. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212,le disposizioni di cui al comma 550, lettere d) ed e), del presentearticolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo aquello in corso alla data del 31 dicembre 2015.

552. Per i soggetti di cui all’articolo 1, comma 7, deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come sostituito dalla letterae) del comma 550 del presente articolo, a partire dal periodod’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre2015, rileva, come incremento di capitale proprio, anche ladifferenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e ilpatrimonio netto al 31 dicembre 2010.

553. La determinazione dell’acconto dovuto ai fini dell’imposta suiredditi delle societa’ relativo al periodo d’imposta successivo aquello in corso al 31 dicembre 2016 e’ effettuata considerando qualeimposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinataapplicando le disposizioni di cui al comma 550.

554. All’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002,n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituitedalle seguenti: «1º gennaio 2017»;

b) al secondo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sonosostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017»;

c) al terzo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sono sostituitedalle seguenti: «30 giugno 2017».

555. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate inmercati regolamentati e dei terreni, edificabili o con destinazioneagricola, rideterminati con le modalita’ e nei termini indicati dalcomma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282,convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27,come modificato dal comma 554 del presente articolo, le aliquotedelle imposte sostitutive di cui all’articolo 5, comma 2, della legge28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe all’8 per cento el’aliquota di cui all’articolo 7, comma 2, della medesima legge e’raddoppiata.

556. I soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) eb), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che nonadottano i principi contabili internazionali nella redazione delbilancio, possono, anche in deroga all’articolo 2426 del codicecivile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia,rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezioneII del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusionedegli immobili alla cui produzione o al cui scambio e’ direttal’attivita’ di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio incorso al 31 dicembre 2015.

557. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio orendiconto dell’esercizio successivo a quello di cui al comma 556,per il quale il termine di approvazione scade successivamente alladata di entrata in vigore della presente legge, deve riguardare tuttii beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essereannotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

558. Il saldo attivo della rivalutazione puo’ essere affrancato, intutto o in parte, con l’applicazione in capo alla societa’ diun’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’impostaregionale sulle attivita’ produttive e di eventuali addizionali nellamisura del 10 per cento da versare con le modalita’ indicate al comma561.

559. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazionesi considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi edell’imposta regionale sulle attivita’ produttive a decorrere dalterzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale larivalutazione e’ stata eseguita, mediante il versamento di un’impostasostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulleattivita’ produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni nonammortizzabili.

560. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione aisoci, di destinazione a finalita’ estranee all’esercizio dell’impresaovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei benirivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto eserciziosuccessivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione e’ stataeseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze ominusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima dellarivalutazione.

561. Le imposte sostitutive di cui ai commi 558 e 559 sono versatein un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delleimposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimentoal quale la rivalutazione e’ eseguita. Gli importi da versare possonoessere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241.

562. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degliarticoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelledel regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 13aprile 2001, n. 162, nonche’ le disposizioni del regolamento di cuial decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 aprile 2002,n. 86, e dei commi 475, 477 e 478 dell’articolo 1 della legge 30dicembre 2004, n. 311.

563. Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti inbilancio ai sensi dell’articolo 14 della legge 21 novembre 2000, n.342, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta incorso alla data del 1º dicembre 2018.

564. Le previsioni di cui all’articolo 14, comma 1, della legge 21novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono ilbilancio in base ai principi contabili internazionali di cui alregolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,del 19 luglio 2002, anche con riferimento alle partecipazioni, insocieta’ ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensidell’articolo 85, comma 3-bis, del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917. Per tali soggetti, per l’importocorrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al nettodell’imposta sostitutiva di cui al comma 559, e’ vincolata unariserva in sospensione d’imposta ai fini fiscali che puo’ essereaffrancata ai sensi del comma 558.

565. Le disposizioni dell’articolo 1, commi da 115 a 120, dellalegge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle assegnazioni,trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017. I versamenti ratealidell’imposta sostitutiva di cui al comma 120 del citato articolo 1della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entroil 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

566. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 121, della legge 28dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle esclusioni dalpatrimonio dell’impresa dei beni ivi indicati, posseduti alla datadel 31 ottobre 2016, poste in essere dal 1º gennaio 2017 al 31 maggio2017. I versamenti rateali dell’imposta sostitutiva di cui al comma121 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sonoeffettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno2018. Per i soggetti che si avvalgono della presente disposizione glieffetti dell’estromissione decorrono dal 1º gennaio 2017.

567. All’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, dopo le parole: «rescissione e simili» sonoinserite le seguenti: «o per mancato pagamento in tutto o in parte acausa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individualirimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione deidebiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensidell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del medesimo regio decreton. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese»;

b) al comma 8, le parole: «ai commi 2, 3, 4 e 5» sono sostituitedalle seguenti: «ai commi 2, 3 e 5»;

c) al comma 12, alinea, le parole: «Ai fini del comma 4, letterab),» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del comma 2»;

d) i commi 4, 6 e 11 sono abrogati e il secondo periodo del comma5 e’ soppresso.

568. Al fine di favorire lo sviluppo dei servizi e delle tecnologiedi tipo a banda larga e di garantire una maggiore efficienza nell’usodello spettro, i diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800Mhz in scadenza al 30 giugno 2018 possono, su domanda dei titolari,essere oggetto di revisione delle condizioni tecniche e di prorogacon decorrenza dal 1º luglio 2017 nel rispetto del principio dineutralita’ tecnologica.

569. Ai sensi di quanto previsto dal comma 568, i titolari deidiritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza al30 giugno 2018 possono richiedere l’autorizzazione al cambio dellatecnologia sull’intera banda attribuita a far data dal 1º luglio 2017e contestualmente la proroga alle nuove condizioni tecniche al 31dicembre 2029 della durata dei suddetti diritti d’uso, previapresentazione di un’unica istanza ai sensi dell’articolo 25, comma 6,del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decretolegislativo 1º agosto 2003, n. 259, da presentare entro il 15febbraio 2017, corredata di un dettagliato piano tecnico finanziario.

570. La proroga di cui all’articolo 25 del codice dellecomunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto2003, n. 259, comporta il pagamento anticipato e in un’unicasoluzione dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze di cuiall’articolo 35 del medesimo codice, da effettuare entro e non oltreil 30 settembre 2017. La misura dei suddetti contributi, rapportatialla quantita’ di banda e alla durata, e’ data dal valore fissato perle suddette frequenze dalle delibere dell’Autorita’ per le garanzienelle comunicazioni 541/08/CONS del 17 settembre 2008 e 282/11/CONSdel 18 maggio 2011, maggiorato del 30 per cento.

571. Il contributo di cui al comma 570 e’ attualizzato al tasso direndimento dei buoni del Tesoro poliennali decennali registrato alladata dell’ultima asta dei buoni del tesoro poliennali antecedentealla data di presentazione dell’istanza.

572. In caso di accoglimento dell’istanza di cui al comma 569, ilMinistero dello sviluppo economico provvede a rilasciare i nuovidiritti d’uso con decorrenza dal 1º luglio 2017 e con scadenza al 31dicembre 2029 con recupero degli eventuali importi gia’ versati edovuti per il primo semestre del 2017 per le autorizzazioni al cambiodella tecnologia sulle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenzaal 30 giugno 2018.

573. In caso di accoglimento dell’istanza di cui al comma 569, finoal 30 giugno 2018 i gestori radiomobili autorizzati al cambio dellatecnologia sono, comunque, tenuti al rispetto degli obblighi di cuialle rispettive licenze di global system for mobile communications(GSM) e in considerazione di tale onere i contributi di cui al comma570 sono decurtati di un importo pari al 30 per cento in misuraproporzionale alla percentuale di banda utilizzata sul territorionazionale con tecnologia GSM fino alla suddetta data.

574. I diritti d’uso delle frequenze per i quali il Ministero dellosviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe sonomessi a gara pubblica entro il 30 giugno 2017 e assegnati entro il 31ottobre 2017, secondo i criteri adottati dall’Autorita’ per legaranzie nelle comunicazioni entro e non oltre il 31 marzo 2017, conimporto minimo di base d’asta pari ad almeno il valore dei contributiprevisto dal comma 570, ulteriormente maggiorato del 10 per cento.

575. I maggiori introiti per il 2017 derivanti dai commi da 568 a574 sono quantificati in 2.010 milioni di euro. Al fine di garantirela realizzazione integrale dei predetti maggiori introiti, conriferimento ai diritti d’uso delle frequenze per i quali il Ministerodello sviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe,il Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base delleinformazioni comunicate dal Ministero dello sviluppo economico,provvede entro il 15 aprile 2017 ad accantonare e rendereindisponibili le corrispondenti somme con le modalita’ di cuiall’articolo 17, comma 12-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.Qualora, a seguito degli esiti della gara di cui al comma 574, comecomunicati tempestivamente dal Ministero dello sviluppo economico,gli introiti di cui al periodo precedente non dovessero realizzarsiin tutto o in parte, con decreto del Ministro dell’economia e dellefinanze si provvede alla riduzione degli stanziamenti accantonati inmisura corrispondente per assicurare la copertura delle minorientrate accertate per il 2017. Nel caso in cui gli stanziamenti daridurre siano di importo tale da recare pregiudizio allafunzionalita’ e all’operativita’ delle amministrazioni interessate,il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, ai sensidell’articolo 17, comma 13, della citata legge n. 196 del 2009, adassicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica,assumendo tempestivamente le conseguenti iniziative legislative. IlMinistro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alleCamere con apposita relazione in merito alle cause dello scostamentoe all’adozione delle misure di cui al presente comma.

576. Per garantire la tutela degli interessi pubblici nelleattivita’ di raccolta del gioco, nel rispetto dei principi di cuialla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione,nonche’ dell’articolo 30 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50, la gestione di tali attivita’ e’ affidata a uno o piu’ soggettiscelti mediante procedure aperte, competitive e non discriminatorie.Conseguentemente, in vista della scadenza della concessione vigente,la gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, dei giochicomplementari e opzionali e delle relative forme di partecipazione adistanza, nonche’ di ogni ulteriore gioco numerico basato su un unicototalizzatore a livello nazionale, e’ affidata in concessioneaggiudicata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispettodei principi e delle regole europei e nazionali, a una qualificataimpresa con pregresse esperienze nella gestione o raccolta di giocoovvero in possesso di una capacita’ tecnico-infrastrutturale noninferiore a quella richiesta dal capitolato tecnico, con sede legalein uno degli Stati dello Spazio economico europeo, munita di idoneirequisiti di affidabilita’ tecnica ed economica, scelta medianteprocedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria. Laprocedura e’ indetta alle seguenti condizioni essenziali:

a) durata della concessione di nove anni, non rinnovabile;

b) selezione basata sul criterio dell’offerta economicamente piu’vantaggiosa e, quanto alla componente del prezzo, base d’asta, per leofferte al rialzo, di 100 milioni di euro;

c) versamento del prezzo indicato nell’offerta del concorrenterisultato primo in graduatoria, nella misura del 50 per centoall’atto dell’aggiudicazione e della quota residua all’attodell’effettiva assunzione del servizio del gioco da partedell’aggiudicatario;

d) aggio per il concessionario pari al 5 per cento della raccoltacon offerta al ribasso;

e) espressa previsione, negli atti di gara, delle pratiche o deirapporti negoziali consentiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, deldecreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni,dalla legge 22 maggio 2010, n. 73;

f) facolta’ per il concessionario aggiudicatario di utilizzare larete di telecomunicazioni per prestazioni, dirette o indirette, diservizi diversi dalla raccolta del gioco, previa autorizzazionedell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in ragione della lorocompatibilita’ con la raccolta stessa;

g) obbligo di aggiornamento tecnologico del sistema della rete edei terminali di gioco secondo standard qualitativi che garantiscanola massima sicurezza e affidabilita’, secondo il piano d’investimentoche costituisce parte dell’offerta tecnica;

h) obbligo per il concessionario di versamento annuale all’erariodelle somme comunque eventualmente non investite secondo il piano dicui alla lettera g) e delle somme addebitate in violazione delleprevisioni dei bandi di gara ai sensi della lettera e).

577. Al fine di rendere effettiva l’assunzione del servizio delgioco da parte dell’aggiudicatario, con riferimento alla devoluzionedella rete allo Stato, prevista dall’articolo 1, comma 90, letterae), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l’Agenzia delle dogane edei monopoli puo’ disporre il passaggio diretto del diritto d’usodella rete tra il concessionario uscente e l’aggiudicatario, fermorestando che il diritto d’uso ha termine alla scadenza della nuovaconcessione.

578. Alle fondazioni bancarie di cui al decreto legislativo 17maggio 1999, n. 153, e’ riconosciuto, per l’anno 2017, un contributo,sotto forma di credito d’imposta, pari al 100 per cento deiversamenti volontari effettuati, nell’ambito della propria attivita’istituzionale, in favore dei fondi speciali istituiti presso leregioni ai sensi dell’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266.

579. Il contributo di cui al comma 578 e’ assegnato, fino aesaurimento delle risorse disponibili, pari a 10 milioni di euro,secondo l’ordine temporale con cui le fondazioni comunicanoall’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa (ACRI)l’impegno a effettuare i versamenti di cui al comma 578. Al fine diconsentire la fruizione del credito d’imposta, l’ACRI trasmetteall’Agenzia delle entrate l’elenco delle fondazioni finanziatrici perle quali sia stata riscontrata la corretta delibera d’impegno inordine cronologico di presentazione. Il riconoscimento del creditod’imposta e’ comunicato dall’Agenzia delle entrate a ogni fondazionefinanziatrice e per conoscenza all’ACRI.

580. Il credito d’imposta puo’ essere utilizzato esclusivamente incompensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lostesso e’ stato riconosciuto. Il credito d’imposta di cui al presentecomma e’ cedibile dai soggetti di cui al comma 578, nel rispettodelle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codicecivile e previa adeguata dimostrazione dell’effettivita’ del dirittoal credito medesimo, a intermediari bancari, finanziari eassicurativi. La cessione del credito d’imposta e’ esentedall’imposta di registro. Al credito d’imposta non si applicano ilimiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007,n. 244, e all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

581. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sonodefinite le disposizioni applicative necessarie, comprese leprocedure per la concessione del contributo nel rispetto del limitedi spesa stabilito.

582. Al fine di consentire la partecipazione italiana a centri diricerca europei e internazionali e alle iniziative promosse daigruppi intergovernatori informali, dalle istituzioni e dagliorganismi dell’Unione europea e dalle banche e dai fondi di sviluppoe di investimento europei, comunque denominati, nonche’ perassicurare l’adempimento degli oneri connessi alla partecipazioneitaliana ai predetti soggetti, anche in esecuzione di accordiinternazionali approvati e resi esecutivi, e’ autorizzata la spesa di10 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 e di 20 milioni di europer l’anno 2019.

583. Al fine di ridurre il debito fiscale delle fondazionilirico-sinfoniche e di favorire le erogazioni liberali assoggettateall’agevolazione fiscale di cui all’articolo 1 del decreto-legge 31maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29luglio 2014, n. 106, e’ autorizzata la spesa, in favore di tali enti,di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 15milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Con decreto del Ministrodei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da emanare entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,sono stabilite le regole tecniche di ripartizione delle risorse dicui al precedente periodo, anche in modo da erogare prioritariamentea ciascun ente una quota pari, o comunque proporzionalmentecommisurata, all’ammontare dei rispettivi contributi provenienti dasoggetti privati, dalle regioni e dagli enti locali.

584. Al fine di assicurare il pieno ed efficace svolgimento delleattivita’ strumentali alle funzioni di tutela e valorizzazione delpatrimonio culturale esercitate dal Ministero dei beni e delleattivita’ culturali e del turismo, alla societa’ ALES – Arte lavoro eservizi Spa non si applicano le norme di contenimento delle spesepreviste a legislazione vigente a carico dei soggetti inclusinell’elenco dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delleamministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, dellalegge 31 dicembre 2009, n. 196.

585. Per il supporto alle attivita’ del Commissario straordinarioper l’attuazione dell’Agenda digitale di cui all’articolo 63 deldecreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, e’ autorizzata la spesadi 11 milioni di euro per l’anno 2017 e di 20 milioni di euro perl’anno 2018. Le risorse di cui al primo periodo sono trasferite albilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri conautonoma evidenza contabile.

586. Al finanziamento delle iniziative di cui al comma 585 possonoconcorrere ulteriori risorse per l’anno 2017, fino a complessivi 9milioni di euro, a valere sulle risorse dei pertinenti programmioperativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimentoeuropei 2014/2020.

587. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero degliaffari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo daripartire con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro perl’anno 2017, di 30 milioni di euro per l’anno 2018 e di 50 milioni dieuro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, per il potenziamento dellapromozione della cultura e della lingua italiane all’estero.

588. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze e con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e delturismo, sono individuati gli interventi da finanziare con il fondodi cui al comma 587.

589. A favore degli italiani nel mondo e’ autorizzata la spesa di 4milioni di euro a decorrere dall’anno 2017 per la promozione dellalingua e della cultura italiane all’estero, con particolareriferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua ecultura italiane all’estero.

590. Al fine di assicurare il sostegno alle famiglie che hannoconcluso le procedure di adozione internazionale, il Fondo per leadozioni internazionali, di cui al comma 411 dell’articolo 1 dellalegge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ incrementato di 5 milioni di europer l’anno 2017.

591. E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2017,di 32 milioni di euro per l’anno 2018 e di 42 milioni di euro perciascuno degli anni dal 2019 al 2022, quale contributo al nuovocontratto di programma – Parte investimenti 2017-2021 tra ilMinistero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviariaitaliana (RFI) Spa, con destinazione al finanziamento della nuovalinea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella.

592. Allo scopo di favorire la promozione della lingua e dellacultura italiane nel mondo attraverso la stampa italiana all’estero,per l’anno 2017 e’ autorizzata la spesa di:

a) 300.000 euro, in favore delle agenzie specializzate per iservizi stampa dedicati agli italiani residenti all’estero;

b) 1 milione di euro, a integrazione della dotazione finanziariaper i contributi diretti in favore della stampa italiana all’esterodi cui all’articolo 1-bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63,convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103.

593. E’ assegnato al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) uncontributo annuo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017,2018 e 2019, destinato allo sviluppo dei settori giovanili dellesocieta’ di pallacanestro e al sostegno degli investimenti perl’impiantistica dedicata alla pallacanestro.

594. All’articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ilcomma 4 e’ sostituito dal seguente:

«4. Fatti salvi gli investimenti a reddito da effettuare in viaindiretta in Abruzzo ai sensi dell’articolo 14, comma 3, deldecreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni,dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, le restanti risorse sono destinatedai predetti enti previdenziali all’acquisto di immobili, anche diproprieta’ di amministrazioni pubbliche, come individuatedall’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,adibiti o da adibire ad ufficio in locazione passiva alleamministrazioni pubbliche, secondo le indicazioni fornitedall’Agenzia del demanio sulla base del piano di razionalizzazione dicui al comma 3. Con riferimento agli immobili di proprieta’ diamministrazioni pubbliche, possono essere compresi nelle procedure diacquisto di cui al presente comma solo gli immobili di proprieta’delle medesime per i quali non siano in corso contratti di locazionea terzi. L’Agenzia del demanio esprime apposito parere di congruita’in merito ai singoli contratti di locazione da porre in essere o darinnovare da parte degli enti di previdenza pubblici. Eventuali operee interventi necessari alla rifunzionalizzazione degli immobili sonorealizzati a cura e spese dei medesimi enti sulla base di un progettoelaborato dall’Agenzia del demanio. Ai contratti di locazione degliimmobili acquistati ai sensi del presente comma non si applicano leriduzioni del canone previste dall’articolo 3 del decreto-legge 6luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7agosto 2012, n. 135. Con decreto di natura non regolamentare delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita’di attuazione del presente comma, nel rispetto dei saldi strutturalidi finanza pubblica».

595. La societa’ Italia Lavoro Spa assume la denominazione di«ANPAL Servizi Spa».

596. L’articolo 2195 del codice dell’ordinamento militare, di cuial decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ sostituito dalseguente:

«Art. 2195 (Contributi a favore di Associazioni combattentistiche).- 1. Al fine di sostenere le finalita’ istituzionali e le attivita’di promozione sociale e di tutela degli associati delle Associazionicombattentistiche, sottoposte alla vigilanza del Ministero delladifesa, di cui alla legge 31 gennaio 1994, n. 93, e’ autorizzata laspesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e2019».

597. Al fine di ridurre il debito dell’Ente strumentale alla CroceRossa italiana nei confronti del sistema bancario, inclusal’anticipazione bancaria, in essere al 28 febbraio 2017, e’autorizzata la spesa massima di 80 milioni di euro per l’anno 2017,da iscrivere in un fondo nello stato di previsione del Ministerodell’economia e delle finanze.

598. All’erogazione della somma di cui al comma 597 si provvede perl’importo risultante da istanza congiunta del presidente edell’amministratore dell’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana,presentata al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimentodel tesoro, corredata di specifica deliberazione del medesimo Ente,approvata dal Ministero della salute ai sensi dell’articolo 7 deldecreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e certificazione dellaposizione debitoria netta nei confronti del sistema bancario, inclusal’anticipazione bancaria, asseverata dal collegio dei revisori deiconti.

599. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituitoun fondo per l’incremento degli assegni al nucleo familiare inpresenza di quattro o piu’ figli da corrispondere al cittadinoitaliano lavoratore in un Paese membro dell’Unione europea, con unadotazione finanziaria di 2 milioni di euro per l’anno 2017 e di 3milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto delMinistero dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalladata di entrata in vigore della presente legge, sono definiti icriteri e le modalita’ di erogazione dell’agevolazione di cui alpresente comma.

600. Il fondo per la concessione di un assegno sostitutivo aigrandi invalidi di guerra o per servizio, di cui all’articolo 2 dellalegge 27 dicembre 2002, n. 288, e’ incrementato di 300.000 euro adecorrere dal 1º gennaio 2017.

601. La dotazione finanziaria del Fondo per l’attuazione del pianonazionale per le citta’, di cui all’articolo 12, comma 5, deldecreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’ incrementata per l’anno 2017 dieuro 7 milioni.

602. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, daadottare entro il 30 giugno 2017, su proposta del Ministro dellasalute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politichesociali, sono individuate le iniziative urgenti di elevata utilita’sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, anche con riferimento allesinergie tra i servizi sanitari regionali e l’INAIL, valutabili daquest’ultimo ente nell’ambito dei propri piani triennali diinvestimento immobiliare.

603. Per le finalita’ di cui al comma 602, l’INAIL, allo scopo didefinire le risorse finanziarie necessarie, tiene anche conto dellostato di attuazione degli investimenti attivati per effetto deldecreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2015,adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 317, della legge 23 dicembre2014, n. 190.

604. Ai fini delle necessita’ di adeguamento della rete viariainteressata dai progetti sportivi delle finali di coppa del mondo disci del marzo 2020 e dei campionati mondiali di sci alpino delfebbraio 2021, e’ autorizzata la spesa di 20 milioni di euro perciascuno degli anni dal 2017 al 2021.

605. I finanziamenti di cui all’articolo 1, comma 43, della legge27 dicembre 2013, n. 147, disposti per il triennio 2014-2016 dalladelibera del CIPE 1º agosto 2014, n. 34, sono prorogati per ilquadriennio 2017-2020. Il CIPE, in sede di riparto delle risorse delFondo per lo sviluppo e la coesione a valere sulle disponibilita’relative al periodo di programmazione 2014-2020, provvede con propriadelibera all’assegnazione delle risorse nel limite massimo di 2milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2020.

606. Per la partecipazione italiana ai programmi di ricerca esviluppo dell’Unione europea e per il rafforzamento della ricerca nelcampo della meteorologia e della climatologia, nonche’ per larealizzazione delle infrastrutture necessarie a sostenerne ilrelativo progetto di localizzazione, e’ autorizzata una spesa pari a15 milioni di euro per l’anno 2017, a 20 milioni di euro per l’anno2018, a 15 milioni di euro per l’anno 2019 e a 2 milioni di euroannui a decorrere dall’anno 2020. Con decreto del Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono attribuite lerisorse necessarie per la realizzazione delle infrastrutture di cuial periodo precedente e sono definiti gli ulteriori interventiprevisti dal medesimo periodo.

607. Le somme delle quali sia eventualmente disposta la confisca aisensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,nell’ambito di procedimenti penali per reati ambientali o connessiall’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale nei confrontidelle societa’ del Gruppo ILVA e delle persone giuridiche che, primadel commissariamento di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61,convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89,abbiano esercitato attivita’ di gestione, amministrazione o direzionee coordinamento di tali societa’, sono destinate al finanziamento diinterventi di decontaminazione e di bonifica ambientale deglistabilimenti di interesse strategico nazionale delle medesimesocieta’. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

608. Ai fini dell’attuazione della direttiva (UE) 2016/681 delParlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sull’uso deidati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione,accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati diterrorismo e dei reati gravi, e nelle more del suo recepimento, e’autorizzata la spesa di 5,5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 16milioni di euro per l’anno 2018 per la realizzazione dellapiattaforma informatica necessaria e di 4,5 milioni di euro adecorrere dall’anno 2019 per la gestione e la manutenzione dellastessa. Le risorse di cui al periodo precedente sono assegnate alMinistero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza eiscritte nello stato di previsione del medesimo Ministero nellamissione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Pianificazione ecoordinamento Forze di polizia».

609. All’articolo 1, comma 6-bis, del decreto-legge 4 dicembre2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º febbraio2016, n. 13, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «maggiorato di uno spread pari al 3 per cento» sonosostituite dalle seguenti: «maggiorato di uno spread pari al 4,1 percento»;

b) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I finanziamentistatali concessi ai sensi del presente comma e non erogati cessano diavere efficacia a decorrere dalla data di sottoscrizione delleobbligazioni emesse ai sensi dell’articolo 3, comma 1, deldecreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni,dalla legge 4 marzo 2015, n. 20».

610. All’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20,dopo le parole: «alla realizzazione del piano delle misure e delleattivita’ di tutela ambientale e sanitaria dell’impresa inamministrazione straordinaria» sono inserite le seguenti: «, previarestituzione dei finanziamenti statali di cui all’articolo 1, comma6-bis, del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito, conmodificazioni, dalla legge 1º febbraio 2016, n. 13, per la parteeventualmente erogata,».

611. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e ladestinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’organizzata provvede alla predisposizione della strategia nazionaleper la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati allacriminalita’ organizzata, in collaborazione con la Presidenza delConsiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche di coesione,in coerenza con le indicazioni adottate dal Programma nazionale diriforma contenuto nel Documento di economia e finanza per l’anno 2015e per l’anno 2016. Il documento di strategia nazionale, con allegatile strategie di area e i relativi piani di azione territoriali, e’sottoposto all’approvazione del CIPE, sentita la Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano. In coerenza con la strategianazionale approvata dal CIPE, i soggetti titolari di programmicofinanziati da fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020pianificano, con le modalita’ di cui al comma 194 dell’articolo 1della legge 28 dicembre 2015, n. 208, specifiche azioni volte allavalorizzazione dei predetti beni e aziende. Entro il 30 settembre diciascun anno, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e ladestinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’organizzata presenta al CIPE una relazione annuale sull’attuazionedella strategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delleaziende confiscati alla criminalita’ organizzata, nella quale da’evidenza dei risultati conseguiti e dell’utilizzo delle relativerisorse assegnate. I fondi di cui al comma 196 del citato articolo 1della legge n. 208 del 2015 possono essere incrementati con risorsepreviste dai Programmi operativi nazionali e regionali cofinanziatidalla Commissione europea 2014/2020, dai programmi operativicomplementari di cui alla delibera CIPE 28 gennaio 2015, n. 10,nonche’ dal Fondo per lo sviluppo e la coesione attraverso i Pianioperativi e i Patti per il Sud, previa verifica di coerenza con lepriorita’ e gli obiettivi riportati nei suddetti strumenti.

612. Al fine di assicurare il sostegno alle aziende sequestrate econfiscate alla criminalita’ organizzata l’autorizzazione di spesa dicui al comma 195 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, e’ incrementata di ulteriori 10 milioni di euro per l’anno 2019,incremento che confluisce nelle apposite sezioni dei Fondi di cui alcomma 196 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015, con lemodalita’ dallo stesso riportate e con la medesima ripartizione dellerisorse tra le sezioni.

613. Al fine di realizzare un Piano strategico nazionale dellamobilita’ sostenibile destinato al rinnovo del parco degli autobusdei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, alla promozionee al miglioramento della qualita’ dell’aria con tecnologieinnovative, in attuazione degli accordi internazionali nonche’ degliorientamenti e della normativa dell’Unione europea, il Fondo di cuiall’articolo 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’incrementato di 200 milioni di euro per l’anno 2019 e di 250 milionidi euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033. Per la promozionedello sviluppo e della diffusione di autobus ad alimentazionealternativa, il Fondo puo’ essere destinato anche al finanziamentodelle relative infrastrutture tecnologiche di supporto. Nell’ambitodel Piano strategico nazionale e’ previsto un programma di interventifinalizzati ad aumentare la competitivita’ delle imprese produttricidi beni e di servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico sugomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto, attraverso ilsostegno agli investimenti produttivi finalizzati alla transizioneverso forme produttive piu’ moderne e sostenibili, con particolareriferimento alla ricerca e allo sviluppo di modalita’ dialimentazione alternativa, per il quale e’ autorizzata la spesa di 2milioni di euro per l’anno 2017 e di 50 milioni di euro per ciascunodegli anni 2018 e 2019.

614. A valere sulle risorse di cui al comma 613, ultimo periodo, ilMinistero dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministero delleinfrastrutture e dei trasporti, puo’ immediatamente stipulareconvenzioni con l’Agenzia nazionale per l’attrazione degliinvestimenti e lo sviluppo d’impresa-Invitalia e con dipartimentiuniversitari specializzati nella mobilita’ sostenibile per analisi estudi in ordine ai costi e ai benefici degli interventi previsti e aifabbisogni territoriali, al fine di predisporre il Piano strategiconazionale e il programma di interventi di cui al comma 613, ultimoperiodo.

615. Con apposito decreto del Presidente del Consiglio deiministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e deitrasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, conil Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministrodell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ approvatoentro il 30 giugno 2017 il Piano strategico nazionale della mobilita’sostenibile. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con ilMinistro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31dicembre 2017, sono disciplinati gli interventi di cui al comma 613,ultimo periodo, in coerenza con il Piano strategico nazionale.

616. All’articolo 1-quinquies del decreto-legge 29 marzo 2016, n.42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,il comma 1 e’ sostituito dai seguenti:

«1. A decorrere dall’anno 2017 e’ corrisposto un contributo allescuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, cheaccolgono alunni con disabilita’, nel limite di spesa di 23,4 milionidi euro annui.

1-bis. Il contributo di cui al comma 1 e’ ripartito secondomodalita’ e criteri definiti con decreto del Ministrodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presentedisposizione, tenendo conto, per ciascuna scuola paritaria, delnumero degli alunni con disabilita’ accolti e della percentuale dialunni con disabilita’ rispetto al numero complessivo degli alunnifrequentanti».

617. All’articolo 15, comma 1, lettera e-bis), del testo unicodelle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «400 euro» sonosostituite dalle seguenti: «564 euro per l’anno 2016, a 717 euro perl’anno 2017, a 786 euro per l’anno 2018 e a 800 euro a decorreredall’anno 2019».

618. All’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n.190, le parole: «2017/2018» sono sostituite dalle seguenti:«2019/2020».

619. Per l’anno 2017 e’ assegnato alle scuole materne paritarie uncontributo aggiuntivo di 50 milioni di euro. Il contributo e’ripartito secondo modalita’ e criteri definiti con decreto delMinistro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, daadottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge. Il contributo e’ erogato entro il 31 ottobredell’anno scolastico di riferimento.

620. All’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo ilcomma 148 sono inseriti i seguenti:

«148-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 148, le erogazioniliberali in denaro destinate agli investimenti effettuate in favoredelle scuole paritarie sono effettuate su un conto corrente bancarioo postale intestato alle scuole paritarie beneficiarie stesse, consistemi di pagamento tracciabili. In tal caso le scuole beneficiariesono tenute a:

a) comunicare mensilmente al Ministero dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca l’ammontare delle erogazioniliberali ricevute nel mese di riferimento, provvedendo altresi’ adare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonche’ delladestinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse tramite ilproprio sito internet istituzionale, nell’ambito di una paginadedicata e facilmente individuabile, e sul portale telematico delMinistero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, nelrispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione deidati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

b) versare, entro trenta giorni dal ricevimento delle erogazioniliberali di cui alla lettera a), il 10 per cento nel fondo di cui alcomma 148 stesso per le finalita’ di cui al terzo periodo delmedesimo comma.

148-ter. All’attuazione del comma 148-bis si provvede nell’ambitodelle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per ilbilancio dello Stato».

621. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero degliaffari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo con unadotazione finanziaria di 200 milioni di euro per l’anno 2017, perinterventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e lacooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per lerotte migratorie.

622. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguentimodificazioni:

a) all’articolo 8:

1) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Una quota del fondo rotativo di cui al comma 1, stabilitadal Comitato interministeriale di cui all’articolo 15 nel limite di50 milioni di euro, e’ destinata a costituire un fondo di garanziaper i prestiti concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa ai sensidell’articolo 22, comma 4. Con decreto di natura non regolamentaredel Ministro dell’economia e delle finanze sono definiti i criteri ele modalita’ di operativita’ del predetto fondo di garanzia»;

2) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:

«2-bis. Le risorse dei fondi di cui al presente articolo sonoimpignorabili»;

b) all’articolo 27, comma 3, la lettera c) e’ sostituita dallaseguente:

«c) costituire un fondo di garanzia per prestiti a favore diimprese miste nei Paesi di cui alla lettera a), concessi dalla Cassadepositi e prestiti Spa, da banche dell’Unione europea, da banche diPaesi non appartenenti all’Unione europea se soggette alla vigilanzaprudenziale dell’autorita’ competente del Paese in cui si effettual’intervento o da fondi direttamente o indirettamente partecipati opromossi dai predetti soggetti».

623. Per l’acquisto e l’ammodernamento dei mezzi strumentali, ancheutilizzando i meccanismi di centralizzazione acquisti attraverso lasocieta’ Consip Spa, in uso alle Forze di polizia e al Corponazionale dei vigili del fuoco, anche mediante leasing finanziario,e’ istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze un fondo con una dotazione finanziaria di 70 milioni dieuro per l’anno 2017 e di 180 milioni di euro annui per il periodo2018-2030. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro dell’economia e delle finanze in relazione allerichieste del Ministro dell’interno, del Ministro della difesa e delMinistro della giustizia, da adottare entro sessanta giorni dalladata di entrata in vigore della presente legge, sono individuate leamministrazioni cui destinare le predette somme.

624. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, dicui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.307, come rifinanziato dall’articolo 15, comma 1, del decreto-legge22 ottobre 2016, n. 193, e’ ridotto di 4.260 milioni di euro perl’anno 2017, di 4.185,5 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.270milioni di euro per l’anno 2019 e di 2.970 milioni di euro annui adecorrere dall’anno 2020.

625. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 63,95 milioni di euro peril 2017, di 91,75 milioni di euro per il 2018, di 105,402 milioni dieuro per il 2019, di 114,45 milioni di euro per il 2020, di 108,45milioni di euro per il 2021, di 99,45 milioni di euro per il 2022, di90,45 milioni di euro per il 2023, di 78,45 milioni di euro per il2024, di 65,45 milioni di euro per il 2025 e di 51,45 milioni di euroannui a decorrere dal 2026.

626. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 979, della legge28 dicembre 2015, n. 208, trovano applicazione nei termini iviprevisti anche con riferimento ai soggetti che compiono diciotto annidi eta’ nell’anno 2017, i quali possono utilizzare la Cartaelettronica di cui al citato comma 979, anche per l’acquisto dimusica registrata, nonche’ di corsi di musica, di teatro o di linguastraniera. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge sono apportate le necessarie modificazioni alregolamento di attuazione emanato ai sensi dell’ultimo periodo delpredetto comma 979, nei limiti degli stanziamenti iscritti inbilancio nella parte II (sezione II) della presente legge. Per l’anno2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, secondo i criterie le modalita’ di cui all’articolo 1, comma 984, della legge 28dicembre 2015, n. 208, agli studenti iscritti ai licei musicali eagli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi delprecedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello deiconservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali edelle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate arilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreuticaai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, e’ concesso uncontributo una tantum pari al 65 per cento del prezzo finale, per unmassimo di euro 2.500, per l’acquisto di uno strumento musicalenuovo, coerente con il corso di studi. Con provvedimento deldirettore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giornidalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definitile modalita’ attuative, comprese le modalita’ per usufruire delcredito d’imposta, il regime dei controlli nonche’ ogni altradisposizione necessaria per il monitoraggio dell’agevolazione e peril rispetto del limite di spesa previsto.

627. Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delleattivita’ culturali e del turismo e’ istituito il Fondo nazionale perla rievocazione storica, finalizzato alla promozione di eventi, festee attivita’ nonche’ alla valorizzazione dei beni culturali attraversola rievocazione storica, con una dotazione di 2 milioni di euro perciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. L’accesso alle risorse delFondo e’ consentito in via diretta alle regioni, ai comuni, alleistituzioni culturali e alle associazioni di rievocazione storicariconosciute attraverso l’iscrizione ad appositi albi tenuti presso icomuni o gia’ operanti da almeno dieci anni, in base a criterideterminati con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’culturali e del turismo da emanare entro trenta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge.

628. All’articolo 1, comma 243, primo periodo, della legge 27dicembre 2013, n. 147, le parole: «500 milioni di euro annui» sonosostituite dalle seguenti: «1 miliardo di euro all’anno».

629. All’articolo 1, comma 249, della legge 27 dicembre 2013, n.147, dopo la parola: «2016» sono inserite le seguenti: «nonche’ finoal limite di 40 milioni di euro per l’anno 2017».

630. Ulteriori risorse, fino all’importo massimo di 280 milioni dieuro, oltre a quelle gia’ stanziate nella parte II (sezione II) dellapresente legge per le attivita’ di accoglienza, inclusione eintegrazione in materia di trattenimento e di accoglienza perstranieri irregolari, possono essere destinate a valere sui programmioperativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimentoeuropei 2014/2020.

631. Al comma 718 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla lettera a), le parole: «1º gennaio 2017» sono sostituitedalle seguenti: «1º gennaio 2018»;

b) alla lettera b), le parole: «di due punti percentuali dal 1ºgennaio 2017 e di un ulteriore punto percentuale dal 1º gennaio 2018»sono sostituite dalle seguenti: «di tre punti percentuali dal 1ºgennaio 2018 e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal 1º gennaio2019».

632. Il comma 626 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.147, e’ abrogato.

633. Le maggiori entrate per l’anno 2017 derivanti dall’articolo 7del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, sono quantificatenell’importo di 1.600 milioni di euro.

634. Qualora dal monitoraggio effettuato sulla base delle istanzepresentate alla data del 31 luglio 2017, ai sensi dell’articolo5-octies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, introdottodall’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193,risulti che il gettito atteso dai conseguenti versamenti non consentala realizzazione integrale dell’importo di cui al comma 633 delpresente articolo, alla compensazione dell’eventuale differenza siprovvede mediante riduzione degli stanziamenti iscritti negli statidi previsione della spesa disposta, su proposta del Ministrodell’economia e delle finanze, con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio deiministri da adottare entro il 31 agosto 2017. Lo schema del decretodi cui al periodo precedente e’ trasmesso alle Camere perl’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competentiper i profili finanziari, da rendere entro il termine di sette giornidalla data della trasmissione. Qualora le Commissioni non siesprimano entro il termine di cui al periodo precedente, il decretopuo’ essere adottato in via definitiva.

635. Nel caso di scostamenti non compensabili nel corsodell’esercizio con le misure di cui al comma 634, il Ministrodell’economia e delle finanze, qualora riscontri che dalla mancataintegrale compensazione delle minori entrate di cui al medesimo comma634 derivi un pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanzapubblica, provvede ai sensi dell’articolo 17, comma 13, della legge31 dicembre 2009, n. 196, ad assumere, entro il 30 settembre 2017, leconseguenti iniziative legislative al fine di assicurare il rispettodell’articolo 81 della Costituzione.

636. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senzaritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause delloscostamento e all’adozione delle misure di cui al comma 634.

637. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cuiall’articolo 21, comma 1-ter, lettera d), della legge 31 dicembre2009, n. 196, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi chesi prevede possano essere approvati nel triennio 2017-2019 restanodeterminati, per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, nelle misureindicate nelle tabelle A e B allegate alla presente legge,rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti eper il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.

638. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regionia statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzanocompatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme diattuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18ottobre 2001, n. 3.

Parte II

Sezione II
Approvazione degli stati di previsione

Art. 2

Stato di previsione dell’entrata



1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario 2017,relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altroprovento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, invirtu’ di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risultadall’annesso stato di previsione dell’entrata (Tabella n. 1).

Art. 3

Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dell’economia e delle finanze, per l’anno finanziario 2017,in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 2).

2. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia eall’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli perregolazioni debitorie, e’ stabilito, per l’anno 2017, in 59.500milioni di euro.

3. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACESpa – Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati perl’anno finanziario 2017, rispettivamente, in 5.000 milioni di europer le garanzie di durata fino a ventiquattro mesi e in 14.000milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattromesi.

4. La SACE Spa e’ altresi’ autorizzata, per l’anno finanziario2017, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamentealle attivita’ di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, deldecreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 percento di ciascuno dei limiti indicati al comma 3 del presentearticolo.

5. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29della legge 31 dicembre 2009, n. 196, inseriti nel programma «Fondidi riserva e speciali», nell’ambito della missione «Fondi daripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze, sono stabiliti, per l’anno finanziario 2017,rispettivamente, in 1.000 milioni di euro, 1.200 milioni di euro,2.000 milioni di euro, 400 milioni di euro e 6.920 milioni di euro.

6. Per gli effetti di cui all’articolo 26 della legge 31 dicembre2009, n. 196, sono considerate spese obbligatorie, per l’annofinanziario 2017, quelle descritte nell’elenco n. 1, allegato allostato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

7. Le spese per le quali si puo’ esercitare la facolta’ previstadall’articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono indicate,per l’anno finanziario 2017, nell’elenco n. 2, allegato allo stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze.

8. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilita’sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), deldecreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propridecreti, alla riassegnazione al programma «Concorso dello Stato alfinanziamento della spesa sanitaria», nell’ambito della missione«Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’annofinanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilancio delloStato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma«Protezione sociale per particolari categorie», azione «Promozione egaranzia delle pari opportunita’», nell’ambito della missione«Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’annofinanziario 2017, delle somme affluite all’entrata del bilancio delloStato, derivanti dai contributi destinati dall’Unione europea alleattivita’ poste in essere dalla Commissione per le pari opportunita’fra uomo e donna.

10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, al trasferimento delle sommeoccorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche,amministrative e dei membri del Parlamento europeo spettantiall’Italia e per l’attuazione dei referendum, dal programma «Fondi daassegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dellostato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze perl’anno finanziario 2017, ai competenti programmi degli stati diprevisione del medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e deiMinisteri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, dell’interno e della difesa per lo stesso annofinanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenzespettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche deipresidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensiagli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennita’e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte etrasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni diviaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche etelefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzionee acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e adaltre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predetteconsultazioni elettorali.

11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato atrasferire, con propri decreti, per l’anno 2017, ai capitoli deltitolo III (Rimborso di passivita’ finanziarie) degli stati diprevisione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, percompetenza e per cassa, nel programma «Rimborsi del debito statale»,nell’ambito della missione «Debito pubblico» dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazioneagli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o dirinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico delloStato.

12. Nell’elenco n. 5, allegato allo stato di previsione delMinistero dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese perle quali si possono effettuare, per l’anno finanziario 2017,prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma4, della legge 1º dicembre 1986, n. 831, iscritto nel programma«Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agliobblighi fiscali», nell’ambito della missione «Politicheeconomico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica»,nonche’ nel programma «Concorso della Guardia di Finanza allasicurezza pubblica», nell’ambito della missione «Ordine pubblico esicurezza» del medesimo stato di previsione.

13. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo dellaguardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo937 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decretolegislativo 15 marzo 2010, n. 66, da mantenere in servizio nell’anno2017, ai sensi dell’articolo 803 del medesimo codice, e’ stabilito in70 unita’.

14. Le somme iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza delConsiglio dei ministri, assegnate dal CIPE con propria delibera alleamministrazioni interessate ai sensi dell’articolo 1, comma 7, dellalegge 17 maggio 1999, n. 144, per l’anno finanziario 2017, destinatealla costituzione di unita’ tecniche di supporto alla programmazione,alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, sonoversate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, negli statidi previsione delle amministrazioni medesime.

15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, allariassegnazione ad apposito capitolo di spesa dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze, nella misurastabilita con proprio decreto, delle somme versate nell’ambito dellavoce «Entrate derivanti dal controllo e repressione delleirregolarita’ e degli illeciti» dello stato di previsionedell’entrata, dalla societa’ Equitalia Giustizia Spa, a titolo diutili relativi alla gestione finanziaria del fondo di cuiall’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

16. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con propri decreti,provvede, nell’anno finanziario 2017, all’adeguamento deglistanziamenti dei capitoli destinati al pagamento dei premi e dellevincite dei giochi pronostici, delle scommesse e delle lotterie, incorrispondenza con l’effettivo andamento delle relative riscossioni.

17. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma«Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politichedi bilancio», nell’ambito della missione «Politicheeconomico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica»dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanzeper l’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata delbilancio dello Stato relative alla gestione liquidatoria del Fondogestione istituti contrattuali lavoratori portuali ed alla gestioneliquidatoria denominata «Particolari e straordinarie esigenze, anchedi ordine pubblico, della citta’ di Palermo».

18. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adeffettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in terminidi competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2214 e2223 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e dellefinanze per l’anno finanziario 2017, iscritti nel programma «Oneriper il servizio del debito statale» e tra gli stanziamenti deicapitoli 9502 e 9503 del medesimo stato di previsione, iscritti nelprogramma «Rimborsi del debito statale», al fine di provvedere allacopertura del fabbisogno di tesoreria derivante dalla contrazione dimutui ovvero da analoghe operazioni finanziarie, qualora talemodalita’ di finanziamento risulti piu’ conveniente per la finanzapubblica rispetto all’emissione di titoli del debito pubblico.

Art. 4

Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2017, inconformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).

2. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni di cuiall’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertitodalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti asostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesidisponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versateall’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,nell’anno finanziario 2017, con decreti del Ministro dell’economia edelle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppoeconomico, ai fini di cui al medesimo articolo 1 del decreto-legge n.410 del 1993.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dellosviluppo economico, per l’anno finanziario 2017, variazionicompensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra icapitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppoeconomico, anche tra missioni e programmi diversi, ivi compresa lamodifica della denominazione dei centri di responsabilita’amministrativa, connesse con l’attuazione del decreto legislativo 18agosto 2015, n. 145.

Art. 5

Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero del lavoro e delle politiche sociali, per l’annofinanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione(Tabella n. 4).

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politichesociali, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, variazionicompensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra icapitoli dello stato di previsione del Ministero del lavoro e dellepolitiche sociali, anche tra missioni e programmi diversi, connessecon l’attuazione dei decreti legislativi 14 settembre 2015, n. 149 en. 150.

Art. 6

Stato di previsione del Ministero della giustizia e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero della giustizia, per l’anno finanziario 2017, inconformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, in termini dicompetenza e di cassa, delle somme versate dal Comitato olimpiconazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comunie da altri enti pubblici e privati all’entrata del bilancio delloStato, relativamente alle spese per il mantenimento, per l’assistenzae per la rieducazione di detenuti e internati, per gli interventi egli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizionidetentive e delle attivita’ trattamentali, nonche’ per le attivita’sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e didetenuti e internati, nel programma «Amministrazione penitenziaria» enel programma «Giustizia minorile e di comunita’», nell’ambito dellamissione «Giustizia» dello stato di previsione del Ministero dellagiustizia per l’anno finanziario 2017.

Art. 7

Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e dellacooperazione internazionale e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero degli affari esteri e della cooperazione internazionale,per l’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato diprevisione (Tabella n. 6).

2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale e’ autorizzato ad effettuare, previe intese con ilMinistero dell’economia e delle finanze, operazioni in valuta esteranon convertibile pari alle disponibilita’ esistenti nei conticorrenti valuta Tesoro costituiti presso le rappresentanzediplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell’articolo 5 dellalegge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e cherisultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali.Il relativo controvalore in euro e’ acquisito all’entrata delbilancio dello Stato ed e’ contestualmente iscritto, con decreti delMinistro dell’economia e delle finanze, sulla base delle indicazionidel Ministero degli affari esteri e della cooperazioneinternazionale, nei pertinenti programmi dello stato di previsionedel medesimo Ministero per l’anno finanziario 2017, perl’effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento,mantenimento e acquisto delle sedi diplomatiche e consolari, degliistituti di cultura e delle scuole italiane all’estero. Il Ministerodegli affari esteri e della cooperazione internazionale e’ altresi’autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita’, operazioni invaluta estera pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correntivaluta Tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate,ai fini delle operazioni di cui al presente comma, dal Dipartimentodel tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze su richiestadella competente Direzione generale del Ministero degli affari esterie della cooperazione internazionale.

Art. 8

Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, perl’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato diprevisione (Tabella n. 7).

Art. 9

Stato di previsione del Ministero dell’interno e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dell’interno, per l’anno finanziario 2017, in conformita’all’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).

2. Le somme versate dal CONI nell’ambito della voce «Entratederivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali» dello statodi previsione dell’entrata sono riassegnate, con decreti del Ministrodell’economia e delle finanze, al programma «Prevenzione dal rischioe soccorso pubblico», nell’ambito della missione «Soccorso civile»dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’annofinanziario 2017, per essere destinate alle spese relativeall’educazione fisica, all’attivita’ sportiva e alla costruzione, alcompletamento e all’adattamento di infrastrutture sportiveconcernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

3. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministerodell’interno, sono indicate le spese per le quali si possonoeffettuare, per l’anno finanziario 2017, prelevamenti dal fondo adisposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all’articolo 1 dellalegge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nel programma«Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell’ambito dellamissione «Ordine pubblico e sicurezza».

4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesadello stato di previsione del Ministero dell’interno, occorrenti perl’attuazione delle disposizioni recate dall’articolo 61 del decretolegislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni,dall’articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, esuccessive modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli entilocali.

5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato atrasferire, con propri decreti, su proposta del Ministrodell’interno, agli stati di previsione dei Ministeri interessati perl’anno finanziario 2017, le risorse iscritte nel capitolo 2313,istituito nel programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppodella coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con leconfessioni religiose», nell’ambito della missione «Immigrazione,accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione delMinistero dell’interno, e nel capitolo 2872, istituito nel programma«Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell’ambito dellamissione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato diprevisione, in attuazione dell’articolo 1, comma 562, della legge 23dicembre 2005, n. 266, dell’articolo 34 del decreto-legge 1º ottobre2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre2007, n. 222, e delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 106,della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, per l’anno finanziario 2017, con propri decreti, nellostato di previsione del Ministero dell’interno, le variazionicompensative di bilancio anche tra i titoli della spesa, occorrentiper l’attuazione delle disposizioni recate dai decreti legislativi 14marzo 2011, n. 23, e 6 maggio 2011, n. 68, in materia di federalismofiscale municipale e di autonomia di entrata delle province.

7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ariassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione delMinistero dell’interno, per l’anno finanziario 2017, i contributirelativi al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno, di cuiall’articolo 5, comma 2-ter, del testo unico di cui al decretolegislativo 25 luglio 1998, n. 286, versati all’entrata del bilanciodello Stato e destinati, ai sensi dell’articolo 14-bis del medesimotesto unico, al Fondo rimpatri, finalizzato a finanziare le spese peril rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero diprovenienza.

8. Al fine di reperire le risorse occorrenti per il finanziamentodei programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cittadini diPaesi terzi verso il Paese di origine o di provenienza, ai sensidell’articolo 14-ter del testo unico di cui al decreto legislativo 25luglio 1998, n. 286, il Ministro dell’economia e delle finanze e’autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta delMinistro dell’interno, per l’anno finanziario 2017, le occorrentivariazioni compensative di bilancio, nello stato di previsione delMinistero dell’interno, anche tra missioni e programmi diversi.

9. Ferma restando l’adozione dello specifico sistema di erogazioneunificata di competenze fisse e accessorie al personale da partedelle amministrazioni dello Stato, al fine di consentire l’erogazionenell’anno successivo delle somme rimaste da pagare alla fine diciascun esercizio finanziario a titolo di competenze accessorie, pertutti gli appartenenti alle Forze di polizia si applicano ledisposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto delMinistro dell’economia e delle finanze 1º dicembre 2010, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2010.

10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni compensative di bilancio tra i programmi di spesa dellostato di previsione del Ministero dell’interno «Elaborazione,quantificazione e assegnazione delle risorse finanziarie daattribuire agli enti locali» e «Gestione dell’albo dei segretaricomunali e provinciali», in relazione alle minori o maggiorioccorrenze connesse alla gestione dell’albo dei segretari provincialie comunali necessarie ai sensi dell’articolo 7, comma 31-ter, deldecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e dell’articolo 10 deldecreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni,dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

Art. 10

Stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, perl’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato diprevisione (Tabella n. 9).

Art. 11

Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’annofinanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione(Tabella n. 10).

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e dicassa nello stato di previsione dell’entrata e in quello delMinistero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’annofinanziario 2017, per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno1974, n. 298, nonche’ dall’articolo 10 del regolamento di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634,concernente la disciplina dell’ammissione all’utenza del servizio diinformatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per itrasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale delMinistero delle infrastrutture e dei trasporti.

3. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo dellecapitanerie di porto da mantenere in servizio come forza medianell’anno 2017, ai sensi dell’articolo 803 del codice di cui aldecreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilito come segue:200 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla letterac) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decretolegislativo n. 66 del 2010; 70 ufficiali piloti di complemento, dicui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cuial decreto legislativo n. 66 del 2010.

4. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie diporto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navalee le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2017, e’fissato in 136 unita’.

5. Nell’elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministerodelle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo dellecapitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possonoeffettuarsi, per l’anno finanziario 2017, i prelevamenti dal fondo adisposizione iscritto nel programma «Sicurezza e controllo nei mari,nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «Ordine pubblicoe sicurezza» del medesimo stato di previsione.

6. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di cassae contabilita’ delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possonoessere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.

7. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso ilMinistero della difesa si applicano, in quanto compatibili, allagestione dei fondi di pertinenza delle Capitanerie di porto. Allespese per la manutenzione e l’esercizio dei mezzi nautici, terrestrie aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastruttureoccorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e dellecaserme delle Capitanerie di porto, di cui al programma «Sicurezza econtrollo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito dellamissione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione delMinistero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, perl’anno finanziario 2017, le disposizioni dell’articolo 61-bis delregio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita’ generaledello Stato.

Art. 12

Stato di previsione del Ministero della difesa e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero della difesa, per l’anno finanziario 2017, in conformita’all’annesso stato di previsione (Tabella n. 11).

2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere inservizio come forza media nell’anno 2017, ai sensi dell’articolo 803del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’stabilito come segue:

a) ufficiali ausiliari, di cui alle lettere a) e c) del comma 1dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del2010:

1) Esercito n. 56;

2) Marina n. 27;

3) Aeronautica n. 63;

4) Carabinieri n. 0;

b) ufficiali ausiliari piloti di complemento, di cui alla letterab) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decretolegislativo n. 66 del 2010:

1) Esercito n. 0;

2) Marina n. 22;

3) Aeronautica n. 13;

c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento, di cui allalettera d) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decretolegislativo n. 66 del 2010:

1) Esercito n. 98;

2) Marina n. 18;

3) Aeronautica n. 25;

4) Carabinieri n. 10.

3. La consistenza organica degli allievi ufficiali delle accademiedelle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, di cui allalettera b) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decretolegislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, e’fissata, per l’anno 2017, come segue:

1) Esercito n. 280;

2) Marina n. 290;

3) Aeronautica n. 245;

4) Carabinieri n. 105.

4. La consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficialidelle Forze armate, esclusa l’Arma dei carabinieri, di cui allalettera b-bis) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui aldecreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, per l’anno2017, come segue:

1) Esercito n. 420;

2) Marina n. 306;

3) Aeronautica n. 286.

5. La consistenza organica degli allievi delle scuole militari, dicui alla lettera b-ter) del comma 1 dell’articolo 803 del codice dicui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, perl’anno 2017, come segue:

1) Esercito n. 480;

2) Marina n. 195;

3) Aeronautica n. 135.

6. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferentialle infrastrutture multinazionali dell’Alleanza atlantica (NATO), dicui al programma «Servizi e affari generali per le amministrazioni dicompetenza», nell’ambito della missione «Servizi istituzionali egenerali delle amministrazioni pubbliche» ed ai programmi«Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza» e«Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamentimilitari», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza delterritorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, siapplicano, per l’anno 2017, le disposizioni contenute nell’articolo61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sullacontabilita’ generale dello Stato.

7. Alle spese per le infrastrutture multinazionali della NATO,sostenute a carico dei programmi «Servizi ed affari generali per leamministrazioni di competenza», «Approntamento e impiego Carabinieriper la difesa e la sicurezza» e «Pianificazione generale delle ForzeArmate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione«Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione delMinistero della difesa, per l’anno finanziario 2017, si applicano ledirettive che definiscono le procedure di negoziazione ammesse dallaNATO in materia di affidamento dei lavori.

8. Negli elenchi n. 1 e n. 2 allegati allo stato di previsione delMinistero della difesa sono descritte le spese per le quali sipossono effettuare, per l’anno finanziario 2017, i prelevamenti daifondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all’Arma deicarabinieri, ai sensi dell’articolo 613 del codice di cui al decretolegislativo 15 marzo 2010, n. 66.

9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinentiprogrammi dello stato di previsione del Ministero della difesa, perl’anno finanziario 2017, delle somme versate all’entrata del bilanciodello Stato dal CONI, destinate alle attivita’ sportive del personalemilitare e civile della difesa.

10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenticapitoli del programma «Approntamento e impiego Carabinieri per ladifesa e la sicurezza», nell’ambito della missione «Difesa esicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministerodella difesa, per l’anno finanziario 2017, delle somme versateall’entrata del bilancio dello Stato dalla Banca d’Italia per iservizi di vigilanza e custodia resi presso le proprie sedi dalpersonale dell’Arma dei carabinieri.

Art. 13

Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’annofinanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato di previsione(Tabella n. 12).

2. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propridecreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del contocapitale dello stato di previsione del Ministero delle politicheagricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2017, levariazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e dicassa, occorrenti per la modifica della ripartizione delle risorsetra i vari settori d’intervento del Programma nazionale della pesca edell’acquacoltura.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscrittenel capitolo 2827 del programma «Politiche europee ed internazionalie dello sviluppo rurale», nell’ambito della missione «Agricoltura,politiche agroalimentari e pesca» dello stato di previsione delMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’annofinanziario 2017, ai competenti capitoli dello stato di previsionedel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per ilmedesimo anno, secondo la ripartizione percentuale indicataall’articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.

4. Per l’anno finanziario 2017 il Ministro dell’economia e dellefinanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello statodi previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari eforestali, le variazioni compensative di bilancio, in termini dicompetenza e di cassa, occorrenti per l’attuazione di quantostabilito dagli articoli 12 e 23-quater del decreto-legge 6 luglio2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto2012, n. 135, e successive modificazioni, in ordine alla soppressionee riorganizzazione di enti vigilati dal medesimo Ministero.

5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aripartire, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, tra ipertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero dellepolitiche agricole alimentari e forestali, le somme iscritte, intermini di residui, di competenza e di cassa, nel capitolo 7810«Somme da ripartire per assicurare la continuita’ degli interventipubblici nel settore agricolo e forestale» istituito nel programma«Politiche competitive, della qualita’ agroalimentare, della pesca,dell’ippica e mezzi tecnici di produzione», nell’ambito dellamissione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» del medesimostato di previsione, destinato alle finalita’ di cui alla legge 23dicembre 1999, n. 499, recante razionalizzazione degli interventi nelsettore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.

6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, ai pertinentiprogrammi dello stato di previsione del Ministero delle politicheagricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2017, dellesomme versate all’entrata del bilancio dello Stato da amministrazionied enti pubblici in virtu’ di accordi di programma, convenzioni edintese per il raggiungimento di finalita’ comuni in materia ditelelavoro, ai sensi dell’articolo 4 della legge 16 giugno 1998, n.191, dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e dell’articolo 15 della legge7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

Art. 14

Stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e disposizioni relative



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, perl’anno finanziario 2017, in conformita’ all’annesso stato diprevisione (Tabella n. 13).

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dei beni edelle attivita’ culturali e del turismo, per l’anno finanziario 2017,le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, dicompetenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nel programma«Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dalvivo» e nel programma «Sostegno, valorizzazione e tutela del settorecinema e audiovisivo», nell’ambito della missione «Tutela evalorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici» dellostato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’culturali e del turismo relativi al Fondo unico per lo spettacolo.

3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse dibilancio, per l’anno finanziario 2017, il Ministro dell’economia edelle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti,adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attivita’culturali e del turismo, comunicati alle competenti Commissioniparlamentari e trasmessi alla Corte dei conti per la registrazione,le occorrenti variazioni compensative di bilancio, in termini dicompetenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nei pertinentiprogrammi dello stato di previsione del Ministero dei beni e delleattivita’ culturali e del turismo, relativi agli acquisti ed alleespropriazioni per pubblica utilita’, nonche’ per l’esercizio deldiritto di prelazione da parte dello Stato su immobili di interessearcheologico e monumentale e su cose di arte antica, medievale,moderna e contemporanea e di interesse artistico e storico, nonche’su materiale archivistico pregevole e materiale bibliografico,raccolte bibliografiche, libri, documenti, manoscritti epubblicazioni periodiche, ivi comprese le spese derivantidall’esercizio del diritto di prelazione, del diritto di acquistodelle cose denunciate per l’esportazione e dell’espropriazione, anorma di legge, di materiale bibliografico prezioso e raro.

Art. 15

Stato di previsione del Ministero della salute



1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese delMinistero della salute, per l’anno finanziario 2017, in conformita’all’annesso stato di previsione (Tabella n. 14).

Art. 16

Totale generale della spesa



1. Sono approvati, rispettivamente, in euro 861.047.385.808, ineuro 840.467.437.456 e in euro 846.363.079.483 in termini dicompetenza, nonche’ in euro 879.681.277.369, in euro 846.168.154.985e in euro 850.418.146.132 in termini di cassa, i totali generalidella spesa dello Stato per il triennio 2017-2019.

Art. 17

Quadro generale riassuntivo



1. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, per iltriennio 2017-2019, il quadro generale riassuntivo del bilancio delloStato, con le tabelle allegate.

Art. 18

Disposizioni diverse



1. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di spesaper i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenticapitoli nell’ambito dei programmi interessati, il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad istituire glioccorrenti capitoli nei pertinenti programmi con propri decreti dacomunicare alla Corte dei conti.

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato atrasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti,su proposta dei Ministri interessati, per l’anno finanziario 2017, ledisponibilita’ esistenti su altri programmi degli stati di previsionedelle amministrazioni competenti a favore di appositi programmidestinati all’attuazione di interventi cofinanziati dall’Unioneeuropea.

3. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazionipubbliche, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta deiMinistri competenti, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti,da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, per l’annofinanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio in terminidi residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l’istituzione, lamodifica e la soppressione di programmi, che si rendano necessarie inrelazione all’accorpamento di funzioni o al trasferimento dicompetenze.

4. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministrodell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioniparlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa chenell’esercizio finanziario 2017 e in quello in corso siano statiinteressati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 3,nonche’ da quelli previsti da altre normative vigenti, possono essereeffettuate variazioni compensative, in termini di residui, dicompetenza e di cassa, limitatamente alle autorizzazioni di spesaaventi natura di fabbisogno, nonche’ tra capitoli di programmi dellostesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamentoper oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamenteconnessi con l’operativita’ delle amministrazioni.

5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio connesse con l’attuazione dei contratticollettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalleamministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell’articolo 40 deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successivemodificazioni, nonche’ degli accordi sindacali e dei provvedimenti diconcertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del decretolegislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, perquanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessoriodel personale interessato.

6. Le risorse finanziarie relative ai fondi destinatiall’incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forzearmate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi dipolizia, nonche’ quelle per la corresponsione del trattamentoeconomico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzate allachiusura dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui peressere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propridecreti, per l’anno finanziario 2017, le variazioni di bilanciooccorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati.

7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati diprevisione delle amministrazioni statali interessate, per l’annofinanziario 2017, delle somme rimborsate dalla Commissione europeaper spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico deipertinenti programmi dei rispettivi stati di previsione, affluite alfondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987,n. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio delloStato.

8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio negli stati di previsione delleamministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dei decretidel Presidente del Consiglio dei ministri emanati ai sensidell’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successivemodificazioni, e dei decreti legislativi concernenti il conferimentodi funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e aglienti locali, in attuazione del capo I della medesima legge n. 59 del1997, e successive modificazioni.

9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, nei pertinenti programmi degli statidi previsione delle amministrazioni interessate, per l’annofinanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti perl’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale.

10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati diprevisione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario2017, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione allespese di gestione degli asili nido istituiti presso leamministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, dellalegge 28 dicembre 2001, n. 448, nonche’ di quelle versate a titolo dicontribuzione alle spese di gestione di servizi ed iniziativefinalizzati al benessere del personale.

11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, nell’ambito degli stati di previsionedi ciascun Ministero, per l’anno finanziario 2017, le variazionicompensative di bilancio tra i capitoli interessati al pagamentodelle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi dipagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensidell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, negli stati di previsione delleamministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio compensative occorrenti per l’attuazionedell’articolo 14, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

13. In attuazione dell’articolo 30, comma 4, della legge 31dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze e’autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario2017, le variazioni compensative, in termini di competenza e dicassa, tra gli stanziamenti dei capitoli degli stati di previsionedei Ministeri, delle spese per interessi passivi e per rimborso dipassivita’ finanziarie relative ad operazioni di mutui il cui oneredi ammortamento e’ posto a carico dello Stato.

14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, negli stati di previsione delleamministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio compensative occorrenti in relazione alleriduzioni dei trasferimenti agli enti territoriali, disposte ai sensidell’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, esuccessive modificazioni.

15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ariassegnare, per l’anno finanziario 2017, con propri decreti, neglistati di previsione delle amministrazioni competenti per materia, chesubentrano, ai sensi della normativa vigente, nella gestione delleresidue attivita’ liquidatorie degli organismi ed enti vigilati dalloStato, sottoposti a liquidazione coatta amministrativa in baseall’articolo 12, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, esuccessive modificazioni, le somme residuali al 31 dicembre 2016versate all’entrata del bilancio dello Stato dai commissariliquidatori cessati dall’incarico.

16. Le somme stanziate sul capitolo 1896 dello stato di previsionedel Ministero dell’economia e delle finanze, destinate al CONI per ilfinanziamento dello sport, e sul capitolo 2295 dello stato diprevisione del Ministero delle politiche agricole alimentari eforestali, destinate agli interventi gia’ di competenza dellasoppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, per ilfinanziamento del monte premi delle corse, in caso di mancataadozione del decreto previsto dall’articolo 1, comma 281, della legge30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, o, comunque,nelle more dell’emanazione dello stesso, costituiscono determinazionedella quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivantida giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione alloStato ai sensi del comma 282 del medesimo articolo 1 della legge n.311 del 2004.

17. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio negli stati di previsione delleamministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazionedell’articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,relativo al trasferimento delle risorse umane, strumentali efinanziarie del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economicadel Ministero dello sviluppo economico alla Presidenza del Consigliodei ministri e all’Agenzia per la coesione territoriale.

18. Le risorse finanziarie iscritte nei fondi connessi allasistemazione di partite contabilizzate in conto sospeso nonche’ dadestinare alle regioni, alle province autonome e agli altri entiterritoriali, istituiti negli stati di previsione dei Ministeriinteressati, in relazione all’eliminazione dei residui passivi dibilancio e alla cancellazione dei residui passivi perenti, a seguitodell’attivita’ di ricognizione svolta in attuazione dell’articolo 49,comma 2, lettere c) e d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,sono ripartite con decreti del Ministro competente.

19. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alle variazioni compensative per iltriennio 2017-2019 tra i programmi degli stati di previsione deiMinisteri interessati e il capitolo 3465, articolo 2, dello stato diprevisione dell’entrata, in relazione al contributo alla finanzapubblica previsto dal comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, da attribuire condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri a carico delleregioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

20. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione, tra le diversefinalita’ di spesa, delle risorse finanziarie iscritte negli stati diprevisione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministerodell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in attuazionedell’articolo 19, commi 2 e 3, del decreto legislativo 13 marzo 2013,n. 30.

21. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, negli stati di previsione delleamministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2017, levariazioni di bilancio occorrenti per la riduzione degli stanziamentidei capitoli relativi alle spese correnti per l’acquisto di beni eservizi in applicazione di quanto disposto dall’articolo 2, comma222-quater, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successivemodificazioni.

22. Le assegnazioni disposte con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri per corrispondere a eccezionaliindilazionabili esigenze di servizio, per l’anno finanziario 2017,tengono conto anche delle risorse finanziarie gia’ iscritte suipertinenti capitoli degli stati di previsione dei Ministeriinteressati al fine di assicurare la tempestiva corresponsione dellesomme dovute al personale e ammontanti al 50 per cento delle risorsecomplessivamente autorizzate per le medesime finalita’ nell’anno2016. L’utilizzazione delle risorse e’ subordinata alla registrazionedel citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da partedei competenti organi di controllo.

23. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, su proposta dei Ministri competenti,per l’anno finanziario 2017, le variazioni compensative, anche traprogrammi diversi del medesimo stato di previsione, in termini diresidui, di competenza e di cassa, che si rendano necessarie nel casodi sentenze definitive anche relative ad esecuzione forzata neiconfronti delle amministrazioni dello Stato.

24. In relazione al pagamento delle competenze accessorie medianteordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolinounico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze, su propostadel Ministro dell’interno, e’ autorizzato a ripartire, con propridecreti, fra gli stati di previsione delle amministrazioniinteressate, per l’anno finanziario 2017, i fondi iscritti nellostato di previsione del Ministero dell’interno, nell’ambito dellamissione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Serviziopermanente dell’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ordine e lasicurezza pubblica» e programma «Pianificazione e coordinamento Forzedi polizia», concernenti il trattamento accessorio del personaledelle Forze di polizia e del personale alle dipendenze dellaDirezione investigativa antimafia.

25. In relazione al pagamento delle competenze fisse e accessoriemediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato«cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze e’autorizzato a riassegnare nello stato di previsione del Ministerodella difesa, per l’anno finanziario 2017, le somme versate inentrata concernenti le competenze fisse e accessorie del personaledell’Arma dei carabinieri in forza extraorganica presso le altreamministrazioni.

26. Su proposta del Ministro dell’interno, il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, per l’annofinanziario 2017, le variazioni compensative negli stati diprevisione delle amministrazioni interessate, tra le spese per lamanutenzione dei beni acquistati nell’ambito delle dotazioni tecnichee logistiche per le esigenze delle sezioni di polizia giudiziaria,iscritte nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza»,programma «Contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della sicurezzapubblica».

27. Ai fini dell’attuazione del programma di interventi previstodall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n.102, finanziato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo, ilMinistro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare,con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppoeconomico, per l’anno finanziario 2017, variazioni compensative, intermini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli dellostato di previsione del Ministero dello sviluppo economico relativiall’attuazione del citato programma di interventi e i correlaticapitoli degli stati di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

28. In relazione alla razionalizzazione delle funzioni di polizia eall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma deicarabinieri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, ilMinistro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare,con propri decreti, per l’anno finanziario 2017, le opportunevariazioni compensative di bilancio tra gli stati di previsione delleamministrazioni interessate.

29. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aprovvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati diprevisione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario2017, delle somme versate all’entrata del bilancio dello statodall’Unione europea, dalle pubbliche amministrazioni e da entipubblici e privati, a titolo di contribuzione alle spese dipromozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelleamministrazioni pubbliche di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto2015, n. 124.

30. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato aripartire, tra gli stati di previsione dei Ministeri interessati, lerisorse del capitolo «Fondo da ripartire per la sistemazionecontabile delle partite iscritte al conto sospeso», iscritto nellostato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze perl’anno finanziario 2017. Le risorse del suddetto fondo non utilizzatenel corso dello stesso esercizio sono conservate in bilancio altermine dell’anno 2017 per essere utilizzate nell’eserciziosuccessivo.

Art. 19

Entrata in vigore



1. La presente legge, salvo quanto diversamente previsto, entra invigore il 1º gennaio 2017.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblicaitaliana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 11 dicembre 2016

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Allegato (prima parte)

Allegato (seconda parte)

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