PAT, una lettura attenta delle istruzioni evita gli errori tecnici


Pubblichiamo l’intervista a Rosaria Trizzino, responsabile vicario del Servizio centrale per la informatica e le tecnologie di comunicazione della Giustizia amministrativa.

“Il sistema del Processo amministrativo telematico è molto semplice: basta accedere al portale della Giustizia amministrativa senza la necessità di alcuna consolle. Per ridurre i margini di errore, sarà sufficiente che gli Avvocati leggano attentamente le indicazioni operative fornite per la compilazione dei diversi moduli di deposito degli atti processuali di parte”.

A pochi giorni dal varo del Processo amministrativo telematico obbligatorio abbiamo incontrato Rosaria Trizzino, responsabile vicario del Servizio centrale per la informatica e le tecnologie di comunicazione della Giustizia amministrativa, per una conversazione su opportunità ed eventuali criticità nella fase di avvio del PAT.

Alla fine di dicembre lo “strumentario” necessario, i moduli e le istruzioni per la loro compilazione, è stato pubblicato nella sezione dedicata al PAT (Processo amministrativo telematico, on-line i moduli per i depositi e le istruzioni per compilarli), unitamente a tutta la documentazione normativa necessaria.

“Gli Avvocati avranno bisogno della firma digitale PADES, ma poi tutto il resto è on-line”, spiega la Trizzino. “Tra l’altro, rispetto al Processo civile telematico, la tempestività del deposito sarà certificata al ricevimento della ricevuta di accettazione della Pec e a quel punto al ricorso sarà già assegnato il numero di ruolo”.

Domanda. Molto probabilmente, la questione che preoccupa maggiormente gli Avvocati sono le conseguenze procedurali di eventuali errori provocati dall’utilizzo del sistema telematico o da un suo eventuale default. Cosa è possibile dire e fare per tranquillizzarli?

Risposta. Innanzitutto, in caso di problemi al sistema centrale NSIGA (il sistema informativo della Giustizia amministrativa, ndr), le norme tecniche prevedono un intervento l’intervento del Responsabile del Servizio Informatico che certifica il blocco funzionale del sistema. L’avvocato potrà ottenere la rimessione in termini producendo la ricevuta Pec del suo avvenuto invio per il deposito dell’atto, reso impossibile per questioni tecniche.

Domanda. Ed in caso di errore dell’Avvocato?

Risposta. Ci sono due aspetti. Il primo attiene allo spirito di colleganza tra legali. Spesso le eccezioni sono strumenti procedurali utilizzate dagli avversari. Quanto ai magistrati, suggerirei di utilizzare una certa tolleranza se gli errori sono scusabili. Comunque il decreto 168/2016 prevede di investire l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato per la risoluzione di eventuali questioni interpretative attinenti al PAT che rischiano di comprimere le garanzie della difesa.

Domanda. Avete previsto interventi di “emergenza” nella fase di avvio del PAT?

Risposta. Siamo in costante monitoraggio. E’ poi attivo un tavolo con i diversi soggetti interessati, l’Avvocatura del libero foro e quella dello Stato. Il 18 gennaio è convocata la prima riunione post PAT nella quale faremo il primo punto.

Domanda. Come è andata la sperimentazione?

Risposta. Discretamente. Diciamo che nei casi di invio telematico, i margini di errore sono stati contenuti. Il numero degli invii è stato di proporzioni basse. Secondo i dati del Servizio centrale, nel periodo osservato i ricorsi cartacei son stati 10.344; mentre quelli introitati telematicamente e senza errori sono stati 4.734 : quindi una percentuale del 45,8%. Il totale dei moduli inviati telematicamente è stato di 17.410 di cui 14.505 senza errori. Ad oggi è stato depositato almeno un ricorso da parte di 20mila avvocati.

Gli avvocati amministrativisti sono pressocché iscritti tutti al portale. Margini di errore più ampi potranno riguardare gli Avvocati generalisti.

Domanda. Qual è stato l’errore più frequente?

Risposta. Il classico da “distrazione”: l’indirizzo PEC digitato in maniera scorretta.

Domanda. Nella fase di sperimentazione è stato lamentato un ritardo nella visualizzazione del proprio deposito sul sistema.

Risposta. Sì, è successo. Con l’avvio della obbligatorietà abbiamo previsto un canale dedicato per i depositi, indipendente dal refresh di tutto il portale che può provocare ritardi. Il tempo stimato di visualizzazione dell’attività compiuta dall’Avvocato è di due ore al massimo

Domanda. Può fornire qualche consiglio utile per un valido approccio al PAT?

Risposta. Quello di buon senso quando si ha a che fare con la tecnologia. Il sistema del Pat è immediato: l’avvocato deve compilare il modulo afferente all’attività specifica (per esempio deposito di ricorso); allegare gli atti e spedire la Pec. E’ opportuno dunque che legga attentamente le indicazioni per la compilazione del modulo e lo rilegga attentamente una volta compilato; che rediga gli atti da allegare secondo le specifiche di sinteticità (generali) e di dimensioni e formati, specifiche per gli atti digitali. E che digiti correttamente l’indirizzo PEC.

Come sapete, comunque, dal 2 gennaio è attivo l’help desk dedicato agli avvocati difensori, che potranno usufruirne per sottoporre questioni meramente tecnico-informatiche.

(Altalex, 9 gennaio 2017. Intervista a cura di Claudia Morelli)

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