In Russia 18% Iva frena gli autisti di Uber

ROMA – Dopo l’entrata in vigore dell’Iva al 18% per le internet company straniere che operano in Russia, alcuni conducenti di Uber hanno deciso di smettere di lavorare. Stando a quanto riportato nei giorni scorsi da Bloomberg, la californiana Uber avrebbe chiesto ai suoi guidatori russi di anticipare il pagamento dell’imposta, che poi avrebbe provveduto a rimborsare, ma tra i lavoratori, finora obbligati a pagare solo una tassa unificata annuale collegata al fatturato, qualcuno avrebbe scelto di interrompere l’attività.

Approvata nel luglio 2016, la legge russa entrata in vigore a gennaio introduce l’Iva al 18% per l’erogazione di prodotti e servizi elettronici da parte delle compagnie hi-tech internazionali. L’imposta riguarda società quali Apple, Google, Microsoft e Netflix.

Uber ha negato che un numero significativo di conducenti abbia deciso di interrompere la collaborazione. La perdita di guidatori potrebbe tuttavia essere negativa per la compagnia di San Francisco, che fatica a tenere il passo della società locale Yandex Taxi, leader del mercato, di proprietà del motore di ricerca russo Yandex.

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