Australia: Serena Williams vince e convince

Avvio convincente di Serena Williams agli Australia open. La campionessa statunitense, numero 2 del ranking mondiale, ha battuto in due set la svizzera Belinda Bencic (6-4, 6-3), dimostrando di poter annullare con la classe i 16 anni in più rispetto all’avversaria (n.59). La Williams ha servito bene (otto ace) e dettato il ritmo degli scambi. C’è stato equilibrio fino al 4-4, poi l’americana ha infilato un parziale di sette game consecutivi, salvo poi rilassarsi un po’ sul 5-0 nel secondo, consentendo il recupero della Bencic fino al 3-5, prima di chiudere al nono game.

Ora affronterà la ceca Lucie Safarova, ex numero 5 del ranking ma attualmente solo 61/a, che ha faticato non poco per evitare l’eliminazione al primo turno. Ha infatti sventato ben nove match point contro la belga Yanina Wickmayer, riuscendo alla fine ad imporsi in rimonta 3-6, 76 (7), 6-1.

Djokovic non fa sconti a Verdasco – Il numero 2 mondiale Novak Djokovic ha trovato un ostacolo piuttosto morbido in Fernando Verdasco, durante il primo turno degli Open d’Australia. Il madrileno, (n.40 del ranking) è stato spazzato via in tre set e solo nel secondo ha mostrato tennis apprezzabile, come dimostra il risultato al termine delle due ore e 20′ di gioco: 6-1, 7-6, 6-2. Verdasco troppo falloso e discontinuo per preoccupare il sei volte campione di Melbourne. Anche nel secondo set, con Verdasco per due capace di recuperare un break di svantaggio, lo spagnolo non ha mai dato l’impressione di poter cambiare le sorti dell’incontro.

Nadal c’è, Mayer eliminato in scioltezza – Rafa Nadal si è presentato in buona forma agli Australian Open, confermando di non essere a Melbourne per fare passerella. Nel primo turno ha eliminato in scioltezza il tedesco Florian Mayer, battuto in tre set con il punteggio di 6-3, 6-0, 6-2. Al campione maiorchino, numero 9 Atp, è bastato un break per set e la pratica era archiviata in un paio di ore. Assistito da un’ottima percentuale di servizio (sei gli ace messi a segno, con il 70% di prime in campo), ha mostrato di non soffrire i 30 gradi che hanno arroventato il cemento australiano. “Visto il caldo è stato positivo riuscire a chiudere in tre set. Il corpo risponde bene – ha commentato al termine il vincitore del torneo nel 2009 – è questa è la chiave. Se il fisico non risponde tutto diventa più difficile. Come dopo Roland Garros (del 2016, ndr), ma questo ormai è il passato”. Come l’infortunio al polso, che gli aveva rovinato gran parte della scorsa stagione.

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