Calcio: Zeman, ‘Totti il più grande che ho allenato’

“Il più grande che ho allenato? Totti. Anche se ho allenato tanta gente brava in lui c’è qualcosa di più e si vede se gioca ancora in quel modo a 40 anni”. Lo dice Zdenek Zeman, ospite alla trasmissione alla trasmissione ‘Non è un paese per giovani’ in onda su Radio2, parlando del capitano giallorosso che domenica scorsa a Udine ha festeggiato i 25 anni di Serie A. A proposito di Mario Balotelli, il tecnico boemo puntualizza: “Balotelli? Ci hanno provato in tanti e forse neanche io sarei riuscito a farlo rendere al meglio. Sicuramente è un talento, ma ne ho visti tanti di talenti come lui che poi non sono riusciti a emergere perché non sapevano stare in mezzo al sistema”.

“Se andrei ad allenare in Cina? Di offerte non ne ho avute ma anche se fosse non ci andrei. Non ho bisogno di soldi, per mangiare ne ho ancora”, spiega Zeman. “Allenare ancora? Non ci penso, qualche offerta l’ho avuta ma devo trovare una squadra in cui si può lavorare, dove il presidente non fa la formazione. E oggi ce ne sono poche…”, aggiunge il tecnico boemo.

Io vedo ancora la Juventus favorita, nonostante stia attraversando un periodo non favorevole. Dipende anche dalla motivazione delle altre, perché quando la Juve perde allora gli altri pensano di potercela fare, ma è sempre difficile perché la Juventus ha una rosa importante. Ma visto che ora ci sono pochi punti di distanza bisogna sperare che la Juve perda ancora”, prosegue Zeman, parlando della corsa scudetto riaperta dopo la sconfitta dei bianconeri a Firenze. “Chi tra Roma e Napoli l’anti-Juve? Il Napoli gioca il calcio migliore in questo momento. La Roma ha fatto due 1-0 fuori casa, sono punti importanti ma non credo che le prestazioni siano tanto positive”, aggiunge il tecnico boemo, intervenendo poi a margine della trasmissione ‘Non è un paese per giovani’ in onda su Rai Radio2, alla quale Zeman ha confermato di tornare da lunedì prossimo nel consueto approfondimento sportivo che lo scorso anno vide protagonista l’ex ct azzurro Marcello Lippi. “Cosa manca ai giallorossi? Dietro sono sistemati bene – conclude – nel mezzo forse manca un regista, e davanti non può fare tutto Dzeko”.

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