I Rolling Stones incontrano la storia

Emozioni, ritmo e musica e anche una leggenda rock che si racconta e incontra la storia. The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America di Paul Dugdale, già a Toronto e alla Festa di Roma, è un documentario da non perdere al di là del valore aggiunto del gruppo inglese. Sarà questo avventuroso viaggio verso Cuba ad aprire la IV edizione del Mese del Documentario, dal 23 gennaio al 19 febbraio alla Casa del cinema per poi essere programmato il 29 gennaio e l’8 febbraio a Milano, il 9 febbraio a Bologna e ancora il 22 febbraio a Senigallia. Nel film il racconto del tour della celebre band nei primi mesi del 2016 attraverso dieci città latinoamericane, conclusosi con un concerto all’Avana, dove la band si è esibita per la prima volta. Un road movie che attraversa molte nazioni, uscite da vecchie e nuove dittature, e che hanno visto nel rock, proibito sotto molti regimi, un potere rivoluzionario da tenere sotto controllo. In tutto il filmato è centrale l’attesa di questo concerto gratuito da tenere a Cuba, un evento tutto da organizzare e ostacolato da vari eventi in contemporanea come la visita prima del presidente Usa Barack Obama e poi di Papa Francesco. Si passa così dall’Argentina all’Uruguay, dal Brasile al Messico, dal Perù fino appunto all’isola di Fidel Castro in trepidante attesa. Il 25 marzo 2016 finalmente arriva il primo concerto rock nella storia dell’isola. “Fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile essere qui. Vuol dire che qualcosa sta cambiando”, dice uno Jagger visibilmente emozionato dal palco. Perché il fascino di The Rolling Stones Olé Olé Olé! sta anche nell’attesa, dall’una e dall’altra parte, e anche nella difficoltà tecnica di organizzare un tale evento mediatico in una terra vergine come Cuba. Nessuno infatti aveva mai organizzato uno spettacolo di quelle dimensioni all’Avana. Tra gli imprevisti appunto l’inaspettata visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Una visita annunciata all’ultimo momento: “Sono ottant’anni che un presidente americano manca da Cuba e decide di venire proprio il giorno dopo il nostro concerto?”, è il commento di Mike Jagger al telefono.

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