La leggenda western da Ford a Tarantino

(ANSA) – ROMA, 18 GEN – FRANCESCO SCAPOLLA – LA LEGGENDA DEL WESTERN. DA JOHN FORD A QUENTIN TARANTINO (IL NUOVO MELANGOLO, PP 237, EURO 10,00). Si fa presto a dire western. Che fine ha mai fatto questo genere? Una cosa è certa: quello classico, hollywoodiano, è ormai morto da tempo come è capitato alle commedie piene di bontà di Frank Capra. Motivo? Il mondo non crede più troppo agli eroi. La leggenda del western. Da John Ford a Quentin Tarantino di Francangelo Scapolla mette mano a questo genere rivedendo tutto senza troppi pregiudizi. Una volta André Bazin definiva il western “il cinema americano per eccellenza”, quello che ha rappresentato, per intere generazioni, una realtà magica e coinvolgente fatta di epica, avventura, sconfinate praterie e lo spettacolo della natura. Era il tempo di John Ford, Raoul Walsh, Howard Hawks, Anthony Mann, Delmer Daves e attori come Gary Cooper, John Wayne, Henry Fonda, James Stewart, Randolph Scott. Ma passata l’età d’oro, questo genere non si è mai davvero interrotto trasformandosi, come rivela Scapolla, in altre forme.

Nei primi anni Sessanta arrivano gli “spaghetti western” e poi ci saranno quelli della New Hollywood, quelli animati da revisionismo, il western dei nuovi autori fino a The Hateful Eight di Tarantino. “Intere generazioni di spettatori in tutto il mondo – conclude l’autore – hanno subito il fascino del cinema western: si sono entusiasmati, hanno riso, hanno sofferto, hanno trepidato, insieme e in sintonia, davanti allo schermo e accanto ai loro divi, penetrando in quegli spazi aperti e spettacolari, rilassandosi alla fine per l”arrivo dei nostri’ pronti a sostenere, semmai ce ne fosse bisogno, l’eroe solitario, forte, generoso e depositario di valori morali”.

Oltre a un’accurata sintesi dell’anima sempreverde del western, il libro fornisce puntuali schede dei registi, attori e nuovi autori, da Kevin Costner a Inarritu che hanno reso grande questo genere.

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