Italicum: attesa per la decisione della Consulta

Al via dinanzi alla Consulta l’esame delle questioni di costituzionalità della legge elettorale per la Camera dei Deputati (cd. “Italicum”, legge 6 maggio 2015, n. 52), sollevate dai tribunali di Messina, Torino, Genova, Perugia e Trieste.

Questi i punti salienti della legge elettorale al vaglio della Corte Costituzionale nella seduta del 24 gennaio 2017:

Premio di maggioranza e ballottaggio: è contestata l’attribuzione del premio di maggioranza (340 seggi), al primo turno di votazione, alla lista che ha ottenuto il 40%, calcolando tale percentuale sui votanti e non sugli aventi diritto al voto o, al secondo turno di ballottaggio tra le prime due liste del primo turno, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione; altra censura riguarda la clausola di sbarramento che esclude dall’attribuzione dei seggi le liste che non abbiano superato la soglia del 3% dei voti validi.

Liste bloccate: il sistema prevede la composizione delle liste con un candidato bloccato e gli altri scelti con voto di preferenza.

Soglia di sbarramento: è contestata la previsione di soglie di sbarramento diverse per le elezioni tra Camera e Senato.

Scelta del collegio da parte del candidato eletto: una norma contestata da più tribunali è quella che consente al candidato capolista eletto in più collegi plurinominali di scegliere il collegio in cui essere proclamato eletto in base ad una mera valutazione di opportunità e non in base a a criterio oggettivo e predeterminato.

Ricordiamo che la Corte Costituzionale, con la sentenza 13 gennaio 2014, n. 1, aveva bocciato la precedente legge elettorale per la Camera ed il Senato (legge 21 dicembre 2005, n. 270, altrimenti nota come “Porcellum”) essenzialmente per due motivi: l’eccessivo premio di maggioranza e il sistema delle liste bloccate.

(Altalex, 23 gennaio 2017)

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