Rigopiano: Province in rivolta. La legge Delrio non va

Dopo il disastro dell’Hotel Rigopiano, i rappresentanti delle Province del centro Italia, con in testa il presidente nazionale dell’Upi, scelgono Pescara per dichiarare il loro stato di impotenza e per mettere in guardia il Paese dal rischio che si ripetano altre sciagure. Il Governo, con la riforma Delrio, ha ridotto di oltre un terzo i finanziamenti alle Province, lasciando però in capo a questi enti comparti di rilievo come la viabilità e l’edilizia scolastica.

“Il nostro pensiero va alle vittime di queste sciagure – dice Achille Variati, sindaco di Vicenza e presidente nazionale dell’Upi, in conferenza stampa nel capoluogo adriatico insieme ai presidenti di provincia di Pescara, Chieti, Teramo, L’Aquila, Rieti, Ascoli Piceno, Fermo, Perugia, Macerata, Pesaro-Urbino e Ancona – per rispetto di questi cittadini che non ci sono più, delle sofferenze e dei danni enormi che ci sono stati, ci siamo però convinti di dover rispondere ad alcune domande. Occorre chiedersi non solo di chi è la colpa, ma anche perché le cose accadono – rimarca Variati – e allora constatiamo che la riforma Delrio, che era partita in modo positivo, oggi non va, perché si è toccato l’impianto di un sistema e si è finito per toccare anche la sicurezza dei cittadini”.

Il presidente dell’Upi si rivolge direttamente al Governo. “Non siamo in grado di fare un bilancio nel 2017 e urliamo basta, non vogliamo altri morti”, sono le parole di Variati. “Le Province hanno fatto più di quello che potevano fare, senza soldi, in questa emergenza – aggiunge l’esponente dell’Upi – quindi ora lo diciamo all’amico Gentiloni: tocca a te, servono 400-500 milioni di euro, ma subito, non promesse ma cose reali, in caso contrario salutiamo”.

TRA I RESTI DELL’HOTEL RIGOPIANO – IL REPORTAGE

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