SEO io, SEO tu: la presenza on line degli studi legali si fa anche con i SE (O)

SE-(I) O; SE(O)-tu. La presenza dello studio legale sul web si fa anche con i SE-O.

Oggi parliamo del sistema di visibilità su Internet che, nato per il marketing delle aziende, sta diventando un sistema “neutro” applicabile a qualsiasi realtà, mi spingerei a dire anche personale.

Definizione. SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization che significa “ottimizzazione per i motori di ricerca”. Questa parola è utilizzata per indicare tutte le attività necessarie affinché un sito web abbia la struttura e i contenuti più facilmente indicizzabili per i motori di ricerca. SEM ha caratteristiche più commerciali, al momento certamente premature.

Nel mondo digital spesso SEO è utilizzato per indicare una persona esperta in SEO, che sia webmaster o meno.

Ne scriviamo oggi su Avvocatoquattropuntozero non perché sia necessario che un avvocato diventi un massimo esperto in SEO ma perché avendone una conoscenza di base possa esercitare una verifica attenta dell’offerta dei servizi sul mercato e proporzionata alle sue necessità. In fondo le soft skills e la multidisciplinarietà sono nuove qualità con le quali il bravo professionista è chiamato sempre di più a confrontarsi.

Per l’Avvocato non è necessario essere un esperto SEO ma potrebbe essere molto utile sapere come funziona

La presenza on line degli studi legali è in crescita: la ricerca dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione digitale del Politecnico di Milano ha segnalato che l’apertura di siti internet rappresenta la priorità d’investimento per il 40% dei professionisti del foro intervistati. Inoltre l’87% sviluppa progetti che utilizzano il web come canale di collegamento con la propria clientela (portali di scambio informazioni, documenti etc.).

I bisogni di formazione si adeguano: cresce la domanda per formazione in soft skills (team building, public speaking); per imparare a comunicare (9%); per utilizzare sapientemente i social network (6%), visto che già il 50% dei professionisti intervistati li utilizza di cui ben il 40% in chiave business.

Ma la presenza non è ancora – come dire – “strutturata” se non per un numero ristretto di pionieri.

“L’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale non ha raccolto dati sufficienti per valutare l’ampiezza dell’uso di attività di SEO da parte degli studi professionali”, ci dice Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio. “Tuttavia, in base all’esperienza diretta acquisita dal confronto costante con il mondo professionale, posso affermare che l’attività è ancora molto limitata e confinata a studi di grandi dimensioni che, attraverso strutture interne o esterne, curano la visibilità dello Studio”.

“Internet sta alla reperibilità dei professionisti come un tempo erano le Pagine Gialle”, evidenzia Nicola Di Molfetta, direttore di Legal Community. “Ma è ancora molto difficile misurare la presenza on line degli studi legali”.

In effetti, abbiamo anche ricercato informazioni su quanti studi legali abbiano segnalato la propria presenza on line con siti web agli Ordini forensi. Ci ha risposto l’Ordine forense di Milano: in totale sono stati 600 gli studi legali che hanno notificato l’apertura di un sito web.

Sul fronte deontologico c’è da dire che l’obbligo di informare i Coa è venuto meno esattamente un anno fa, nel gennaio 2016,quando il CNF ha modificato l’articolo 35 del nuovo Codice deontologico forense (leggi: Pubblicità degli avvocati: in Gazzetta le modifiche al codice deontologico), rendendo deontologicamente ammissibile rendere informazioni sulla propria attività professionale anche tramite siti web con o senza re-indirizzamento al sito proprio dell’avvocato.

Dunque il paletto deontologico per la presenza sul web è venuto meno anche se -per inciso – è sempre importante ricordare che anche on line il comportamento dell’Avvocato deve corrispondere ai canoni di dignità e decoro e che le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette, non equivoche, non ingannevoli, non denigratorie o suggestive e non comparative (leggi il Codice deontologico forense).

E allora: come fare, per essere visibili sulla Rete?

In fondo Internet è come una grande piazza piena zeppa di persone, individui, studi, negozi, ristoranti. Come fare a segnalare la nostra presenza? In quali “territori”? Per quali specifiche competenze vorremmo farci conoscere? Quali sono le persone e le entità che vorremmo ci conoscano? Come orientare la ricerca dei nostri potenziali interlocutori dai motori di ricerca?

Insomma, dove e come disporre la “targa” del mio studio?

“Per quanto possa apparire un’ affermazione esotica, l’attività di SEO si attaglia bene alle necessità degli avvocati, perché promuove il contenuto, che è il fattore centrale e differenziante”, spiega Massimo Nitti, ingegnere esperto in SEO. “Le rigidità questa volta non sono del mezzo rispetto al fine; ma sono nei limiti d’investimento che studi di piccole-medie dimensioni hanno. Alcune delle attività più importanti per un SEO efficace, come scrivere contenuti originali, pertinenti ed autorevoli, possono essere svolte direttamente dall’avvocato”.

Nitti evidenzia che alcuni già utilizzano le tecniche SEO, ma il rapporto è uno su dieci studi legali che hanno un sito web.

I fattori strategici di una buona attività di SEO sono contenuti unici, aggiornati; la indicazione precisa dell’ambito territoriale in cui si opera. “Ma soprattutto e sempre di più”, avverte Nitti, “la compatibilità mobile del sito web. Puoi avere il sito con il design più bello e le attività SEO tutte in ordine; ma se non è mobile-friendly, cioè non è ben visionabile e navigabile da smartphone, il tuo sforzo è stato inutile”.

Infine, conclude Nitti, bisogna tenere sempre presente che Google promuove i siti che garantiscono agli utenti “la migliore esperienza”, le risposte più pertinenti ai loro bisogni, i suggerimenti più adatti alle specifiche esigenze.

Siamo tutti avvertiti.

La parole d’ordine SEO

Vediamo allora di che si parla. Per semplificare l’approccio, immaginiamo il SEO come un punto d’informazione sulla nostra attività. Mettiamoci dunque nei panni di chi vorrebbe rintracciare uno studio legale che abbia le nostre precipue caratteristiche.

In poche parole d’ordine, le caratteristiche premianti nelle attività di SEOsono: contenuti specifici e unici il più possibile; keywords attrattive e chiare; link sapienti; social engagement attivo e potenti influencer , poi, sono il must.

Gli ambiti che si è soliti ricomprendere tra le attività SEO sono diversi. La prima distinzione da fare è tra le attività SEO on page e quelle SEO off-page.

Attività SEO on page, i due fattori vincenti: contenuti unici e ben scritti e regole “tecniche” di struttura del tuo sito

#SEO: Il “contenuto” è il fattore vincente click to Twitter

Individuare contenuti unici, “verticalizzati” sull’ambito di competenza specifica dello studio, e aggiornarli è un fattore determinante.

Poi c’è l’ambito più strettamente tecnico concernente come strutturare (“ottimizzare”) le pagine del sito in modo che possano avere una efficace indicizzazione. In questo ambito valgono una serie di regole, anche di utilizzo del linguaggio html, che è necessario seguire, magari con l’ausilio di un bravo webmaster.

Nella tabella qui sotto sintetizziamo le principali attività on page:

Attività #SEO off page: una buona reputazione è quello che serve click to Twitter

Anche questa area è presidiata da alcune regole per costruire reti solide con il link building, il social engagement, influencer e i commenti. Il minimo comun denominatore sta nella filosofia che ispira queste attività: stare “sulla bocca” dei migliori testimonial (non solo blogger, ma anche siti che contengono link ai tuoi contenuti, per esempio) con una ottima reputazione.

Suggerimenti pratici. GOOGLE ha pubblicato una Guida introduttiva alla ottimizzazione SEO per i motori di ricerca, utile per il “fai da te”.

(clicca sull’immagine per aprire la guida)

Seguendo tutte queste regole, una ottima indicizzazione è assicurata? Non è detto. C’è sempre la variabile “algoritmo”, che scompagina e riordina ognuna delle attività che magari abbiamo così attentamente compiuto e che rappresenta quella che gli astrologi chiamano “congiunzione astrale”; o Sherlock Holmes “il tocco supremo dell’artista”. Ma va da sé che “chi ben comincia, è (comunque) a metà dell’opera”.


Se il “fai da te” lo trovi troppo faticoso e non vuoi affidare a un SEO “di professione” queste attività, Google Adwords indicizza il tuo sito, ma è un servizio a pagamento: l’ indicizzazione perdura fintanto che vi è il rapporto contrattuale.

E’ necessario fornire a Google Adwords i parametri (le tue keywords, in quali territori vuoi essere visualizzato, per quanto tempo etc.), magari con l’aiuto di un consulente che ti aiuti a settare i tuoi specifici indicatori adatti al tuo specifico target, e Google fa il resto.

Statistiche ufficiali di quanti studi legali già utilizzano questa modalità (che in fondo è come acquistare lo spazi pubblicitario nella piazza più frequentata della tua città) non ce ne sono.

Ma i principali operatori non hanno dubbi: il trend è in crescita. La richiesta di supporto per Google Adwords è crescita del 50% dal 2014 al 2015 e del 15% dal 2015 al 2016.

D’altra parte, dati AudiWeb alla mano, nel novembre scorso ben il 54% della popolazione italiana ha compiuto attività on line e il 50% ha utilizzato i motori di ricerca.

Dunque poter essere indicizzato è una buona cosa. Se poi sia meglio riuscirvi sulla base dei tuoi contenuti e competenza, della tua reputazione e del passa parola 4.0 o a fronte di un meccanismo che possiamo definire di pubblicità beh…il dibattito è aperto.

La redazione segnala:

  • Elenco Avvocati Il servizio Altalex per dare la massima visibilità allo studio professionale. Essere presenti in Elenco Avvocati permette di essere reperibili su tutto il territorio nazionale per attività di domiciliazione e di Patrocinio; ricevere incarichi da altri professionisti; individuare partner ideali; essere contattati da clienti (approfitta e inserisci il tuo studio);
  • Avvocato MyWebIl servizio Wolters Kluwer per la creazione di siti web dedicato ai professionisti, sviluppato per rispondere a tutte le necessità e per rappresentarne al meglio l’identità sul web;
  • Google AdWords – Professionisti legaliIl servizio Wolters Kluwer per promuovere lo studio professionale su Google tramite annunci testuali, pertinenti rispetto alla ricerca dell’utente. Il servizio è inoltre georeferenziato: gli annunci compaiono solo agli utenti geograficamente vicini allo studio.

(Altalex, 30 gennaio 2017. Articolo di Claudia Morelli)

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Nota

GOOGLE ha pubblicato anche la guida “Hai bisogno di un SEO?” proprio perché – si legge nella introduzione “La decisione di avvalersi di un SEO è una decisione importante che può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo, ma può anche rischiare di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione. Assicurati di comprendere quali sono i vantaggi potenziali nonché i danni che un SEO irresponsabile può causare al tuo sito”.

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