Come educare l’Italia in una generazione, nasce librì

Cambiare la cultura italiana in una generazione attraverso l’educazione. È la sfida di Librì – Progetti Educativi, che per portare tematiche quali la sostenibilità ambientale, l’integrazione, le buone maniere, l’elaborazione del lutto e la gentilezza ai più piccoli, ha ideato una serie di kit educativi destinati al mondo della scuola. “Crediamo fermamente che l’educazione sia il motore del mondo, – ha detto all’ANSA Maria Cristina Zannoner, amministratore delegato dell’impresa editoriale – è per questo che ci siamo impegnati nella diffusione di un’educazione attiva, attenta ai problemi del momento, con argomenti trasversali alle discipline didattiche”. I progetti di Librì sono partiti con la formazione di una community di 20 mila insegnanti “fidelizzati”, che stanno già lavorando nelle proprie classi con i kit educativi che gli sono stati consegnati. Si tratta di valigette di carta, ognuna su un tema specifico, che contengono un libro per ogni bambino, una guida per l’insegnante e un poster illustrato con delle finestrelle che si possono aprire per scoprire i “consigli” da seguire nella vita quotidiana per il risparmio energetico, la gestione dei rifiuti, la cultura della salute e del benessere, per la condivisione e la collaborazione tra le persone; una web app per tablet e smartphone completa il materiale di supporto ai piccoli. “L’obiettivo di quest’anno – ha detto Zannoner – è raggiungere 500 mila bambini”. Una volta che i kit vengono richiesti dagli insegnanti sul sito di Librì e distribuiti gratuitamente, le classi lavorano attivamente sulla tematica scelta e partecipano ai concorsi indetti dalla casa editrice. E per gli adolescenti, l’editore ha pensato a progetti da veicolare sul web in collaborazione con la piattaforma Blasteem, con la quale ha appena chiuso un accordo. Per Maria Cristina Zannoner, l’educazione “è un atto politico, un credo assoluto”. “Gli insegnanti fanno molto – ha detto – ma spesso sono abbandonati a loro stessi”. Ecco quindi l’idea di un supporto editoriale che si aggiunge ai libri scolastici e che fonda la comunicazione educativa sulle potenzialità dell’illustrazione. “Io dico sempre – ha spiegato l’ad – che un libro deve entrare in un rapporto sensuale con il bambino, come fosse un gioco: c’è la scrittura, c’è l’immaginazione e c’è l’illustrazione che resta con lui e lo fa sognare per lungo tempo”. “I bambini sono stupendi perché sono molto diretti – ha detto Maria Cristina Zannoner – se si parla loro direttamente, possono ascoltare qualunque argomento e se il concetto viene amplificato dall’illustrazione, si riempiono del messaggio che gli si sta passando. È un potere immenso: questa è l’educazione”.

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