Uno studio ‘limbo’ per speciale Regeni tra video e voci

Una “sorta di limbo” con delle strutture scenografiche dove passano una serie di immagini coerenti con la narrazione. E’ lo studio di ‘Tutto il male del mondo’, l’orazione civile per Giulio Regeni, in onda il 4 febbraio in seconda serata su Rai1, condotta da Franco Di Mare.

“La sensazione finale che volevo ottenere è che Franco, mentre racconta, sia in quel luogo. Sentivo la necessità di immergerlo nel mondo che raccontava, è totalmente avvolto dalle immagini. Ipotesi, verità nascoste e da decifrare. Vicenda complessa narra tutto fino a oggi” spiega Matilde D’Errico, regista e tra gli autori, a un anno dalla morte di Regeni, di questo speciale che nasce da una costola di Frontiere, ideato da Franco Di Mare e Paola Miletich che sono anche autori con Mauro Caporiccio e con la collaborazione di Elvira Carteny e Ilaria Gaudino.

“Ho scelto di video mappare una serie di superfici con molte immagini e filmati che accompagnano la narrazione. E’ stata fatta una scelta monumentale di repertorio, di immagini per dare una veste visiva ad ogni passaggio narrativo” spiega la D’Errico che è stata autrice, ideatrice e regista di programmi e serie come Amore criminale, Residence Bastoggi, Frontiere e Così lontani così vicini.

“Di Mare riprende tutti i fili di quello che è accaduto in un anno, fino a oggi. In studio da solo ha questo compito importante di prendere per mano lo spettatore e accompagnarlo in questo racconto estremamente complesso” sottolinea la D’Errico. “Abbiamo usato per scelta diversi linguaggi, interviste in Egitto, al Cairo, fatte da noi e, per altre testimonianze importanti abbiamo scelto degli attori che hanno dato voce a personaggi e testimoni di questa vicenda, con materiale documentato” spiega la regista.

“E’un esperimento. Ci sono tantissimi video, audio che fanno sì che non ci sia soltanto la sua voce. Un’idea che il direttore di Rai1 Andrea Fabiano ha apprezzato subito” dice la Miletich e racconta che, tra gli elementi che hanno spinto a fare questa orazione civile c’è una cosa molto piccola ma dal grande significato: “su un prato a Fiumicello abbiamo visto un cartello su cui era scritto ‘Non è giusto’. Siamo partiti da questo e poi alcuni particolari sull’autopsia che sono venuti fuori, il suo corpo usato come una lavagna. Fotogrammi che mi sono rimasti dentro” racconta la Miletich.

“‘Tutto il male del mondo’ sono le parole che la mamma di Giulio pronuncia quando racconta quello che ha visto sul viso del figlio all’obitorio. L’unica cosa che ha riconosciuto è stata la punta del suo naso” sottolinea la D’Errico. “Lo scopo del progetto è tenere acceso il faro della ricerca della verità. Spesso succede – conclude – che quando si racconta qualcosa ci si concentri sulle ultime indagini mentre Franco mette in fila tutti i fatti, raccontandoti chi era Giulio, la sua vita, i suoi sogni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *