Dopo Marra tocca a Romeo, Raggio Magico fonte di guai

Le dovevano aprire le porte del Campidoglio. Per ora i due dioscuri, Raffaele Marra e Salvatore Romeo, sono stati per Virginia Raggi fonte di guai. “Mancano solo le cavallette”, constata ironica la sindaca citando i Blues Brothers davanti a Enrico Mentana che la intervista. I guai in effetti arrivano tutti da lì per Raggi, tutti dall’ex Raggio Magico, i Quattro amici al bar -come si autocelebravano in una chat- che per pochissimo sono stati affiatati e monolitici. Tutto si sgretola con l’arresto di Raffaele Marra, uomo di fiducia della prima cittadina presentatogli proprio da Salvatore Romeo, finito in un’inchiesta per corruzione per fatti antecedenti alla giunta M5S. Raggi si ritrova indagata per la nomina del fratello di Marra, Renato, designato a capo della direzione turismo mentre il fratello dirige il personale del Campidoglio.

Un evidente conflitto di interessi per cui Raggi finisce iscritta per abuso e falso. Spinosa anche la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria, con stipendio triplicato, oggetto di indagine. Ma da Romeo arriva come un tornado anche l’affaire polizze, stipulate anche a favore della sindaca a sua insaputa. E il nuovo “caso” agita il Movimento 5 Stelle e fa temere nuovamente per la tenuta dell’inquilina del Campidoglio che però resiste. La base si agita, gli ortodossi di rito lombardiano pure e gongolano: “su quei due avevamo previsto tutto”. Da diversi mesi ormai inchieste, rilievi dell’Anac e errori pubblicamente ammessi dalla sindaca sono riconducibili sempre all’ormai ex gruppo di fedelissimi dell’avvocatessa a Cinque Stelle. “Marra mi apriva le porte del Campidoglio – racconta la sindaca – è un profondo conoscitore delle norme che regolano la macchina amministrativa”. Stesso discorso per Romeo che, ancora oggi dice Raggi, sulle polizze “ha commesso una leggerezza in buona fede”. E questo rapporto indissolubile tra Raggi-Romeo-Marra, a cui si aggiunge l’ex vicesindaco Frongia, già rilevato dall’ex capo di gabinetto Carla Raineri, è stato al centro anche dell’atto istruttorio di ieri.

La conoscenza tra Romeo, Marra, Raggi e Frongia, nasce durante la giunta Marino quando gli M5S sono uno sparuto gruppo di opposizione. Entrati come neofiti i pentastellati cercano di appoggiarsi a chi di burocrazia capitolina ne capisce e Romeo e Raffaele Marra, uno funzionario e l’altro dirigente, sembrano perfetti. La fiducia aumenta con il passare del tempo e quando Raggi diventa sindaca di Roma li vuole con sé, a tutti i costi, nonostante i maldipancia di un’ala – la più ortodossa – dei pentastellati che maldigerisce, ad esempio, i passati incarichi di Marra con Alemanno e Polverini. “I due vivevano in simbiosi con la sindaca, comandavano loro”, ricorda oggi Raineri che se ne andò dopo uno scontro con Marra.

Oggi però, dopo inchieste,arresti e “errori”, il Raggio Magico si è spento: Marra e Romeo non sono più in Campidoglio, Frongia non è più vicesindaco. Il sodalizio si è spezzato. Nuovi uomini di peso, voluti dal M5S o comunque graditi al Movimento, affiancano la sindaca nelle sue decisioni: dai parlamentari pentastellati Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, che bazzicano sempre più il Campidoglio, all’assessore ‘potenziato’ Massimo Colomban, fino al nuovo vicesindaco Luca Bergamo. Però i guai dall’antico Raggio Magico continuano ad arrivare.

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