Il giro del miele, nuovo libro Campani

(di Mauretta Capuano).

(ANSA) – ROMA, 4 FEB – SANDRO CAMPANI, IL GIRO DEL MIELE(EINAUDI, PP 242, EURO 19,50). Quel senso di inadeguatezza chesi può provare “verso chi fa le cose” e non “si perde inchiacchiere”. E l’amore inespresso, forte e ambiguo. SandroCampani lo fa sentire molto bene nel suo nuovo romanzo ‘Il girodi miele” che segna il suo passaggio a Einaudi.

Persone semplici, di montagna, che guardano alla concretezzadelle cose, che non badano alla psicologia e ai turbamentimentali, popolano questa storia ambientata in un paesedell’Appennino e costruita attorno a un triangolo. Davide è unragazzo a cui è morta la madre, che non riesce ad avere lafiducia del padre Uliano, proprietario di una falegnameria, conla passione dell’apicoltura, di cui lascerà la responsabilità alsuo aiutante Giampiero, per lui un secondo papà. “Davide rispecchia un modo di essere molto comune inAppennino. La difficoltà a rapportarsi ai discorsi astratti,dove è fantascienza che un figlio vada dal genitore a dire oggimi sento triste e insoddisfatto. Tutto è legato alle cosepratiche, ognuno deve arrangiarsi da se, nulla è legato allapsicologia. Mi sono chiesto: ‘come può crescere una personadella mia generazione in questa realtà quando intorno abbiamo unmondo che ha fatto del parlarsi addosso un’esigenza?'” diceall’ANSA Campani, 42 anni, che vive e lavora nell’Appenninotosco-emiliano dove, con alcuni amici, è titolare di un’aziendadi grafica per la ceramica.

“Uliano dopo la morte della moglie si chiude ancora di più inse stesso. E’ una persona legata alle cose concrete, ai fatti, edi sentimenti non sa parlare. Davide è un ragazzo ingenuo e nonha le armi per affrontare le cose che la vita gli mette davanti.

Io faccio collidere questi due mondi” spiega lo scrittore.

L’amore di Davide è sempre stata Silvia e il lavoro che hascelto, consegnare il miele a domicilio, è l’eredità che luiprende dalla passione del padre per le api. Ma quando perderàSilvia, il lavoro e l’alcol farà nascere in lui una violenzaincontrollata, Davide andrà a bussare, in tarda notte, allaporta di Giampiero. E il nucleo del romanzo è proprio costruitosu questo dialogo a due in forma teatrale.

A confronto sono anche “la lentezza e rarefazione dellaprovincia e la velocità impossibile da rincorrere dellametropoli, che ti può fare impazzire” sottolinea Campani che “inuna città sopra i 50 mila abitanti si sente aggredito”. Autore di ‘E’ dolcissimo non appartenerti più’ (Playground2005), ‘Nel paese del Magnano’ (Italic Pequod 2010) e ‘La terranera’ (Rizzoli, 2013), Campani ha sempre avuto interesse acapire come “un personaggio venga influenzato da un luogo”. Mane ‘Il giro del miele’ che Campani “considera in fondo il suovero esordio sia per la maggiore maturità e chiarezza nelpercorso di scrittura sia per la casa editrice che lo pubblica eha in catalogo gli autori su cui – dice – mi sono formato daPavese a Fenoglio e da Cormac McCarthy a Faulkner e Cheever”siamo di fronte soprattutto alla resa dei conti fra due personeche hanno un rapporto non risolto e ambiguo. “In fondo Giampieroper Davide è stato, pur non volendole essere, un intruso nellequestioni familiari ma nello stesso tempo è l’uomo, che non hapotuto avere figli, che ha cresciuto Davide sotto la sua alaprotettiva”.

Abituato a scrivere le storie per immagini, Campani è moltoattento al dettaglio e racconta di avere una “grande passioneper David Lynch, le sue ambientazioni in piccole comunità, e perin Gus Van Sant”.

E a proposito di dettagli: ecco la lince, che appare inalcune scene del libro e ritroviamo nell’immagine in copertina,animale dal significato simbolico, misterioso, che spinge Davidea chiudere i conti con il passato per potersi rialzare.(ANSA).

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