Studio, in 30 italiani ‘eurofrustrati’

(ANSA) – BRUXELLES, 16 FEB – Più “eurofrustrati” che”eurofobi”, ma il progressivo “disincanto” degli italiani versol’Unione europea – un “disinnamoramento” che di è consumato in30 anni, dall’euro-entusiasmo del 1991 all’euroscetticismo piùprofondo del 2016, che ci posiziona dopo i cechi e vicino aibritannici – “preoccupa” l’Unione. Così come a preoccupare sonole elezioni del 4 marzo, col “grande punto interrogativo” sullecoalizioni che ne potranno emergere. A ricostruire le tappedello strappo, è un rapporto condotto dall’Istituto JacquesDelors in partnership col Centro Kantar sul futuro dell’Europa,presentato a Bruxelles. Tra i fattori con cui il report spiegala parabola: la contrazione economica; la crisi migratorialegata ad un profondo senso di abbandono; e gli attacchiall’euro, assieme ad una delegittimazione delle istituzionidemocratiche. Tuttavia, si spiega, “gli italiani non hannorinunciato alla speranza di ritrovare un Europa protettrice”, maper risalire la china, occorrerà una “sensibile ripresaeconomica”.

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