Agenzia bugiardi, tradimento garantito

(ANSA) ROMA 14 GEN – Ancora un remake tutto da ridere di un film francese, rivisto in chiave italiana con un pizzico di romanticismo e tante citazioni. ‘L’agenzia dei bugiardi’ di Volfango De Biasi, in sala in 400 copie dal 17 gennaio con Medusa è basato sul film ‘Alibi.com’ di Philippe Lacheau, perfetto per uno dei temi più sfruttati nella commedia all’italiana: il tradimento. Vuoi tradire e stare tranquillo? Niente di più facile, basta affidarsi all’agenzia composta dal suo fondatore Fred (Giampaolo Morelli), da Diego (Herbert Ballerina) esperto di tecnologia molto nerd, e da Paolo (Paolo Ruffini) apprendista narcolettico. Sono loro infatti i componenti di questa diabolica agenzia che fornisce alibi ai propri clienti e che ha come motto: “Meglio una bella bugia che una brutta verità.” Ma le cose si complicano quando l’affascinante Fred si innamora di Clio (Alessandra Mastronardi), paladina della sincerità a tutti i costi e alla quale quindi non potrà mai svelare il suo vero lavoro. Non solo, Fred scopre poi che il padre di Clio, Alberto (Massimo Ghini), è un suo cliente che si è rivolto all’agenzia per nascondere alla moglie Irene (Carla Signoris) una scappatella con la sua giovane amante Cinzia (Diana Del Bufalo). A tutto questo si aggiunga che, per una distrazione di Alberto, Irene, Clio, Alberto e Cinzia si ritroveranno in vacanza tutti insieme. Cosa si inventeranno questa volta Fred e i suoi per creare l’alibi perfetto e sfuggire ancora una volta alla verità? “Tutti abbiamo a che fare con le bugie fin dall’infanzia – dice oggi a Roma il regista-sceneggiatore di ‘Natale col boss’ -. Abbiamo avuto questa volta la fortuna di poggiare su un film esistente, quello francese, anche se lo abbiamo spogliato dai suoi aspetti più giovanilistici e declinato un po’ nel romanticismo, ma anche nel cartoon. Alla fine del film originale sarà rimasto solo un 30%”. Massimo Ghini, che nel film interpreta l’archetipo del marito fedifrago in commedia, ci tiene invece a dire: “Sì, sono il rappresentante di una certa ipocrisia italica, del marito che fa dei passi sbagliati, ma di questo film sono davvero contento perché dimostra che stiamo diventando finalmente più politicamente scorretti, un po’ più cinici e crudeli nelle nostre commedie”.

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