Onu all’Italia: ‘Il dl sicurezza bis viola i diritti umani’

ROMA – L’Onu ha chiesto al governo italiano di respingere il decreto sicurezza bis in quando, a suo giudizio, “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti”.

L’Alto Commissariato per i Diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr) in una lettera indirizzata al governo italiano punta l’indice contro le politiche migratorie del Viminale di Matteo Salvini e in particolare il decreto sicurezza bis. In 12 pagine fitte, in cui si giunge a chiedere al governo di assumere ‘misure ad interim’ per ‘fermare le violazioni’ ed ‘evitare che si ripetano’. Non solo: ‘gli eventuali responsabili dovranno renderne conto’ qualora apposite inchieste accertino azioni contrarie alle norme internazionali.

Nello specifico, si chiede al governo di ritirare le circolari di Salvini contro la Mare Jonio e di bloccare il provvedimento che multa le Ong che effettuino soccorsi in mare. Il decreto sicurezza bis, a giudizio degli esperti delle Nazioni Unite, ‘e’ potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani’.

‘Siamo profondamente preoccupati per queste direttive – si legge nella lettera dell’Ohchr – , che non sono basate su alcuna sentenza della competente autorita’ giuridica’ e che appaiono agli occhi delle Nazioni Unite come ‘l’ennesimo tentativo di criminalizzare le operazioni ‘search and rescue’ delle organizzazioni civili’, oltre a ‘intensificare il clima di ostilita’ e xenofobia nei confronti dei migranti’. Il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha confermato di aver ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera con richieste di chiarimenti e “rilievi di preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto “decreto sicurezza bis non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri”.

La lettera è stata trasmessa anche al governo della Libia e all’Unione europea e al Ministero dell’Interno “e, naturalmente, riceverà da parte del Governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani”, vi si legge.

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