Watford travolto, City centra storico ‘treble’

Una finale esagerata, a suggello di una stagione storica, per il Manchester City ma anche per il calcio inglese. Mai nessun club di Sua maestà era riuscito a centrare l’impresa del treble domestico nella stessa stagione: campionato e le due coppe. Metabolizzata la delusione per l’eliminazione dalla Champions, il Manchester City suggella la stagione alzando al cielo anche la Coppa d’Inghilterra. Travolgendo, nella finale di Wembley, il malcapitato Watford, rassegnato ancor prima di scendere in campo al ruolo di vittima sacrificale. Troppo evidente, a tratti imbarazzante, la differenza tecnico-tattica tra le due squadre. Una diversa caratura che ha reso l’epilogo della stagione inglese impari, finanche crudele per la squadra di Javi Gracia. Mai in partita, nonostante i Citizens rischino lo svantaggio quando solo un prodigioso intervento di Ederson salva sul tentativo in apertura di Roberto Pereyra.

Alla mezz’ora di gioco si rompe l’equilibrio. Grazie alla rete di David Silva che incanala la partita sui binari della logica prevedibilità. Già prima dell’intervallo arriva il raddoppio, di Raheem Sterling: un gol che mette in giaccio la sesta Fa Cup per il City. La ripresa è un’indigestione di gol, in una sola direzione. Appena entrato in campo Kevin De Bruyne va a referto. Prima del triplice fischio finale c’è gloria anche per Gabriel Jesus, per l’occasione preferito a Sergio Aguero, quindi per altri due gol di Sterling. Che, con una tripletta, legittima ancor più chiaramente il premio di miglior giocatore inglese della stagione. “E’ stata una finale incredibile per noi, che ha concluso un anno incredibile – le parole del tecnico catalano -. Non posso che complimentarmi con tutti i componenti di questa fantastica società, dai dirigenti ai giocatori. E’ stata una stagione quasi perfetta”. Inevitabile ritornare – almeno per un istante – all’eliminazione dalla Champions per mano del Tottenham. “Possiamo migliorare l’anno prossimo? Dobbiamo assolutamente provarci, si può sempre fare meglio. Non c’è senso nello stare fermi”.

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