Alba Donati, è tutto un grande bookstore

Librerie sempre più in difficoltà, bruciate, protagoniste di una crisi che sembra inarrestabile.

“In parte è dovuto all’aver trasformato la produzione in un grande bookstore. Bisogna scartare tremila libri insulsi per arrivare a un libro decente.” dice all’ANSA la poetessa Alba Donati, presidente del Gabinetto Viesseux, che il il 7 dicembre 2019 ha inaugurato a Lucignana, a un passo dalla Garfagnana, in Toscana, la piccola libreria, ‘Sopra la Penna’, andata a fuoco per un cortocircuito elettrico il 29 gennaio 2020.

“Bisogna – sottolinea – trovare il modo di far innamorare di nuovo la gente della letteratura perchè si diventa più aperti verso gli altri leggendo. I roghi delle librerie sono da condannare, sono delle bravate pericolose, come le citofonate.

Vanno combattuti con azioni differenti. Bisogna dare un esempio alternativo. Dimostrare che una cosa bella e buona si può fare.

E’ evidente che siamo in un momento di regressione”. E racconta: “il commento che ho sentito più spesso fare dalle persone che sono venute in questo mese e mezzo a ‘Sopra la Penna’ è stato: ‘tutto quello che in una libreria normale troverei in 4 settimane, qui lo ho davanti agli occhi subito. Ho fatto una divisione tra scrittori e scrittrici, autori stranieri e italiani, dedicato una sezione ai libri che ho definito salvavita. Dato spazio a case editrici più piccole e a libri illustrati meravigliosi. Prima che andasse a fuoco avevo fatto un incontro sul Giorno della memoria con i bambini. E ogni fine settimana faccio una lista che pubblico su facebook dei libri che i lettori hanno preso. Non mi aspettavo un pubblico così colto. I noir e i thriller non se li fila nessuno” spiega Alba Donati.

Lei ci ha provato con questo piccolo gioiello, nato con il sostegno di una raccolta fondi in crowdfunding , aperto il sabato e la domenica che ospita circa 600 libri scelti accuratamente dalla Donati, andati carbonizzati o seriamente danneggiati nell’incendio.

“Ci siamo subito rimboccati le maniche. Le ragazze del paese con cui abbiamo creato un corposo gruppo Whatsapp che si chiama la Setta della penna, stanno pulendo i libri che sono recuperabili, ma non più vendibili. Vogliamo riaprire entro un mese. Il 2 febbraio facciamo partire un’iniziativa in cui invitiamo le persone a fare una donazione e in cambio potranno scegliersi il libro che vogliono. Poi chiederò agli editori, a Giunti, a Bompiani, a La nave di Teseo, di aiutarmi regalandomi qualche libro di quelli che avevo per ricostruire la bella collezione di scrittori e scrittrici che avevo creato. E in estate faremo diversi incontri con gli scrittori e le scrittrici nel giardino che ha una cinquantina di posti” racconta la poetessa.

I danni sono stati di “8-10 mila euro. I libri che non posso vendere valevano circa 4 mila euro. In questo mese e mezzo la libreria era diventata un piccolo oggetto di culto.La gente è venuta un po’ da tutte le parti d’Italia, organizzando pullman.

Faccio le cose in cui credo, non mi interrogo sul riscontro pratico. Non mi importa se non divento ricca ma voglio fare una cosa che mi da piacere” spiega la Donati che ha sempre operato nella mediazione culturale, facendo l’editor e l’ufficio stampa di case editrici, da Bompiani a La nave di Teseo, che con il crowdfunding aveva raccolto 10 mila euro per ‘Sopra la Penna’, costata il doppio. (ANSA).

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