Assegnazione casa familiare: va revocata se il minore non vi ci abita

In materia di divorzio, l’assegnazione della casa familiare all’ex coniuge affidatario prevista dall’art. 6, co. 6, L. 1° dicembre 1970, n. 898 risponde all’esigenza di conservare l’habitat domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare. Ne consegue che, ove manchi tale presupposto, per essersi i figli già sradicati dal luogo in cui si svolgeva la esistenza della famiglia – indipendentemente dalla possibilità di una ipotetica riunione degli stessi al genitore già affidatario – viene meno la ragione dell’applicazione dell’istituto in questione, che non può neanche trovare giustificazione nella circostanza che il coniuge già affidatario sia comproprietario dell’immobile in questione, salvo che ricorra un accordo, anche tacito, tra le parti in tal senso, rimanendo, in caso contrario, i rapporti tra gli ex coniugi regolati dalle norme sulla comunione e, in particolare, dall’art. 1102 c.c.. Così ha stabilito la Cassazione civile, sez. I, ordinanza 31 marzo 2022, n. 10453.

Mobbing al lavoro: è configurabile il reato di stalking

Integra il delitto di atti persecutori (c.d. stalking) la condotta di “mobbing” del datore di lavoro che ponga in essere di reiterati comportamenti ostili verso i dipendenti, preordinati alla loro mortificazione, tali da determinare uno stato di ansia e di paura, così realizzando uno degli eventi alternativi previsti dall’art. 612-bis c.p. (Cassazione penale, Sez. V, sentenza 5 aprile 2022, n. 12827).

Composizione negoziata crisi: inefficaci le misure protettive se il deposito del ricorso è tardivo

Il Tribunale di Trani, con decreto del 21 marzo 2022, si occupa, per la prima volta tra i precedenti editi, della perdita di efficacia delle misure protettive, richieste nel corso del procedimento di composizione negoziata della crisi, quando l’imprenditore non abbia tempestivamente depositato il relativo ricorso innanzi al tribunale competente per territorio. Verificato il tardivo deposito del ricorso teso ad ottenere la conferma delle misure protettive, rispetto alla data di pubblicazione dell’istanza nel registro delle imprese, il tribunale ordina tuttavia che la cancellazione dal registro delle imprese dell’istanza tesa ad ottenere le dette misure, sia disposta soltanto dopo il decorso del trentesimo giorno successivo all’iscrizione della ridetta istanza.

Profili di diritto sindacale e del lavoro nella composizione negoziata della crisi

Di seguito l’articolo della dott.ssa Simoncini, pubblicato su Il lavoro nella giurisprudenza, n. 4/2022, Ipsoa, Milano.

Il saggio esamina l’istituto della composizione negoziata della crisi, introdotto dal D.L. 24 agosto 2021, n. 118, allo scopo di evidenziare i profili di diritto sindacale e di diritto del lavoro caratterizzanti la procedura. L’A. indaga quale sia il punto di contatto con il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, di cui al D.Lgs. n. 14/2019, per poi verificare se l’istituto della composizione negoziata della crisi tuteli i diritti dei lavoratori, compromessi a causa dello squilibrio patrimoniale o economico-finanziario dell’impresa in cui collaborano, così come previsto dalla Direttiva UE n. 2019/1023, non ancora recepita nel nostro ordinamento giuridico.