Per esonerare un condomino dalle spese condominiali serve una “diversa convenzione” unanime

La disciplina del condominio è inserita nel Libro Terzo “Della Proprietà” del Codice civile, ma ugualmente il legislatore ha dovuto regolamentare i rapporti personali ed economici che si instaurano necessariamente tra i condomini; tra questi ultimi come dividere le spese che si rende obbligatorio sostenere per la conservazione delle cose del condominio. Il legislatore, che ha promulgato il codice civile nel 1942, ha ritenuto attribuire a ciascuna proprietà solitaria un valore, aritmetico, in base ad alcuni parametri oggettivi che la caratterizzano. Considerato questo valore unitario, la somma complessiva concernente tutte le unità immobiliari che costituiscono l’edificio è normalmente pari a mille millesimi. La ripartizione delle spese deve avvenire in base a queste carature, se non diversamente convenuto tra l’intera compagine condominiale o perché accettate nei contratti di compravendita di ciascun acquirente o perché deliberate all’unanimità in una apposita assemblea. La loro modifica deve avvenire, quindi, all’unanimità, salve le fattispecie previste dall’art. 69 disp. att. c.c.

Desistenza volontaria e recesso attivo

Di seguito l’articolo dell’avv. Bagattini, pubblicato su Giurisprudenza Italiana, n. 6/2022, Utet Giuridica, Torino.

Sebbene la Cassazione sembri ormai assestata su orientamenti consolidati, non per questo può dirsi che i vari nodi interpretativi posti dall’art. 56, commi 3° e 4°, c.p. siano stati risolti sempre in maniera univoca. In ordine alla c.d. “delimitazione interna”, ad esempio, si assiste ad un proliferare di soluzioni che diviene ancor più marcato laddove si discuta della configurazione e degli effetti della desistenza volontaria in caso di concorso di persone. La volontarietà, invece, risulta il requisito su cui più spesso si è pronunciata la giurisprudenza, talvolta con esiti non pienamente condivisibili. Ancora ampiamente da sviluppare, infine, risulta l’indagine giurisprudenziale del fondamento e della qualificazione dogmatica degli istituti oggetto della presente rassegna.