Quali sono i doveri dell’imprenditore nella composizione negoziata della crisi d’impresa?

La compressione dei diritti costituzionali di iniziativa dei creditori insoddisfatti, ottenuta mediante la conferma delle misure protettive, si comprende e giustifica solo se il richiedente a sua volta rispetta le regole del procedimento che ha introdotto. La composizione negoziata, come procedimento teso a creare un clima collaborativo e di fiducia fra debitore e creditori per propiziare tramite gli offici dell’esperto un accordo di qualche tipo, stragiudiziale, o giudiziale, in uno degli ambiti molteplici che la legge fallimentare riformata assicura ai debitori, si nutre del rispetto delle regole di buona fede e correttezza e della loro declinazione nel caso concreto. Secondo l’ordinanza del 16 giugno 2022 del Tribunale di Milano, è, quindi, preciso obbligo dell’imprenditore debitore rappresentare la propria situazione all’esperto, ai creditori ed agli altri soggetti interessati all’operazione di risanamento e ristrutturazione, in modo completo e trasparente e di gestire il patrimonio e l’impresa senza pregiudicare ingiustamente gli interessi dei creditori.

Avvenuta iscrizione a ruolo del pignoramento presso terzi: la comunicazione va fatta via UNEP?

Un parere del Ministero della Giustizia — Pos. IV-DOG/03-1/2022/CA del 20 settembre 2022– sembra affermare che l’avviso di cui all’art. 543, quinto comma, c.p.c. andrebbe notificato esclusivamente dall’Ufficiale Giudiziario e che tale avviso “perfezioni” il pignoramento. In realtà né la norma, né la natura dell’atto, escludono che tale notifica possa essere eseguita in proprio dall’avvocato.

Arresto in flagranza per violazione dell’art. 387-bis c.p.: ma quale tutela per le vittime?

La Corte di Cassazione, Sesta Sezione, con la sentenza 28 settembre 2022, n. 36775 si pronuncia per la prima volta sull’obbligatorietà dell’arresto in flagranza per chi violi la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. A distanza, tuttavia, di un anno dalla legge delega di riforma del processo penale e all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto delegato attuativo della riforma, manca ancora una tutela effettiva per le vittime di tale reato.