Presupposti per l’aggravamento della misura degli arresti domiciliari

La sentenza della Cassazione penale, Sez. IV, 24 ottobre 2022, n. 40078 si muove nel solco di un sedimentato orientamento giurisprudenziale a mente del quale nel giudizio di appello cautelare, anche nella fase di rinvio a seguito di annullamento da parte della Corte Suprema di cassazione, possono essere introdotti nuovi elementi probatori, sia in ordine alla gravità indiziaria, in sede di annullamento con rinvio, sia con riguardo all’esistenza delle esigenze cautelari, a condizione che le produzioni del pubblico ministero e dell’indagato siano relative agli stessi fatti già oggetto di valutazione da parte del primo giudice della cautela.

Avvocato offende e denigra un collega: no al risarcimento se la conversazione è privata

Con ordinanza n. 29183 del 7 ottobre 2022, la Cassazione affronta una questione senza dubbio particolare, ossia la domanda risarcitoria promossa da un avvocato verso un collega, accusato di aver espresso commenti denigratori e offensivi nei confronti del primo stabilendo che i commenti denigratori e offensivi verso un collega, se espressi in una conversazione privata, non possono fondare una richiesta risarcitoria.

Facebook: senza denuncia di furto di identità il post diffamatorio è del titolare del profilo

In ipotesi di pubblicazione di messaggi lesivi della reputazione attraverso post pubblicati sul proprio profilo Facebook, la diffamazione è attribuibile al titolare del profilo, in assenza di denuncia di furto di identità. Così ha stabilito la Quinta sezione penale della Suprema Corte di cassazione, con la sentenza del 30 settembre 2022, n. 37070.