Non è responsabile l’avvocato se è incerto l’oggetto dell’incarico

Va esclusa la responsabilità in capo all’avvocato nel caso in cui il cliente non dimostri in concreto quale fosse l’oggetto dell’incarico e, quindi, se esso comprendesse anche l’attività di assistenza nelle trattative intercorse tra le parti e in sede di sottoscrizione della quietanza, successivamente rivelatasi inefficace, con la quale una delle parti, in via transattiva, aveva dichiarato di non avere più nulla a pretendere dall’altra. É quanto stabilito dalla Cassazione con ordinanza 9 novembre 2022, n. 32923.

Liquidazione controllata: crediti futuri cedibili ma in caso di esdebitazione l’attività si arresta

Secondo il Tribunale di Bologna, sentenza del 27 settembre 2022, qualora il debitore ottenga l’esdebitazione, riconoscibile dopo tre anni dalla apertura della procedura, non sarà più possibile l’apprensione di quote di reddito in quanto la prosecuzione dell’attività liquidatoria è limitata ai beni già presenti nel patrimonio del debitore in quel momento.

Agevolazione fondo rustico: l’affitto al socio comporta la decadenza

Secondo quanto stabilito dall’ordinanza n. 28369/2022 della Cassazione civile, l’agevolazione ottenuta da una società agricola per l’acquisto di un fondo rustico è revocata se il fondo viene affittato, entro un dato periodo successivo al contratto di compravendita, a uno dei soci della società acquirente, seppur dotato dei requisiti di imprenditore agricolo a titolo professionale. Il beneficio fiscale in questione è quello previsto dall’articolo 2, comma 4-bis, del D.L. n. 194/2009, consistente nell’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’un per cento, agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli qualora ne siano acquirenti: 1) i coltivatori diretti e gli lap iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale (la qualifica di lap spetta, a determinate condizioni, anche a società di persone, di capitali e cooperative) nonché il coniuge e i parenti in linea retta conviventi con costoro; 2) i familiari coadiuvanti del coldiretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare, iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola quali coltivatori diretti e che «partecipano attivamente» all’esercizio dell’impresa agricola di titolarità del loro familiare coltivatore diretto (articolo 1, comma 705, L. n. 145/2018).