La riforma del processo tributario è incostituzionale? L’ordinanza della CGT di Venezia

La Prima Sezione della Corte di Giustizia Tributaria di I° grado di Venezia con l’ordinanza del 31 ottobre 2022, sospendendo il giudizio e disponendo l’immeditata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ha rilevato una questione di legittimità costituzionale della riforma del processo tributario, attuata dalla L. n. 130/2022.

Lo smart working nella Pubblica Amministrazione

Il neonominato Ministro per la Pubblica Amministrazione ha annunciato di voler introdurre al 100% la possibilità di smart working per i dipendenti pubblici. Secondo il Ministro un regolare controllo sul lavoro svolto e un accertamento delle performance potrebbe garantire il successo del lavoro da remoto per tutti i dipendenti pubblici. La decisione, tuttavia, dovrà essere calibrata ad un’attenta analisi sulle problematiche relative alla protezione dei dati e la sicurezza informatica che potrebbero essere lese dal ricorso non regolato allo smart working.

I requisiti per l’esdebitazione dell’avvocato

Il Tribunale spezzino, ordinanza 3 marzo 2022, adito in fase di reclamo, con un’interessante pronuncia in materia di esdebitazione dell’avvocato risolve una controversia insorta in merito all’interpretazione e valutazione dei requisiti per potere usufruire del suddetto beneficio, riconducibili al preventivo riscontro della meritevolezza dell’esdebitando ed alla mancanza di atti in frode ai creditori o di dolo o colpa grave posti in essere dal medesimo con specifico riferimento al momento in cui il debito è passato in sofferenza.

V.I.A.: quale rilevanza hanno le modifiche normative sopraggiunte?

Nell’ambito del procedimento autorizzativo, e in particolare del procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA), assumono rilevanza le modifiche normative sopraggiunte. È legittima – a determinate condizioni – la sottoposizione a una verifica preliminare di assoggettabilità a VIA relativamente ad un impianto, già realizzato, inizialmente non sottoposto a tale esame in virtù di disposizioni nazionali successivamente dichiarate incompatibili con la normativa europea. Così ha stabilito il Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 24 ottobre 2022, n. 9045.