Pensione anticipata quota 100: legittimo il divieto di cumulo

Con la sentenza n. 234 del 24 novembre 2022 la Corte costituzionale ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento all’art. 3 Cost., della questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 3, del D.L. n. 4/2019, come convertito, nella parte in cui prevede che la pensione anticipata – c.d. “quota 100” – non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui, poiché la comparazione fra redditi da lavoro autonomo occasionale entro la soglia di 5.000 euro lordi annui – non connotato dal requisito dell’eterodirezione – e redditi da lavoro intermittente riguarda situazioni eterogenee che non possono essere poste a raffronto.

Gli strumenti finanziari partecipativi come mezzo di investimento nelle s.r.l. innovative

Gli strumenti finanziari partecipativi, introdotti nel nostro ordinamento quasi vent’anni fa per le società per azioni, sono stati presi in considerazione da imprenditori e operatori del diritto prevalentemente negli ultimi anni, a servizio di piani di incentivazione di s.r.l. che rivestono la qualifica di startup innovativa e PMI innovativa oppure come mezzo di patrimonializzazione e investimento in tali società. Nello scritto ci si sofferma sulle finalità di patrimonializzazione e investimento, focalizzandosi sulla modalità di impiego di tali strumenti che ha riscontrato un ampio utilizzo nella prassi giuridica, vale a dire l’emissione di strumenti finanziari partecipativi con apporto in denaro, senza diritto al rimborso, convertibili o convertendi in partecipazioni sociali al verificarsi di determinati eventi. Oltre a passare in rassegna le caratteristiche principali di tale fattispecie, vengono esaminati gli aspetti di maggiore interesse notarile, quali l’offerta in sottoscrizione degli strumenti ai soci e ai titolari di strumenti antecedentemente emessi, le implicazioni sottese all’aumento di capitale a servizio della conversione degli strumenti e la disciplina delle caratteristiche delle quote derivanti dalla conversione.

Attestazione di conformità nei pignoramenti: mera irregolarità in caso di deposito tardivo

Ciò che rileva, secondo il giudice veneto (Tribunale di Treviso 27 ottobre 2022), è l’effettiva conformità delle copie depositate (non contestata, nella specifica controversia), non anche il deposito in termini dell’attestazione; e la norma non sanziona con l’inefficacia il deposito tardivo dell’attestazione – Attenzione, però, al fatto che la giurisprudenza è tutt’altro che uniforme sulla questione.