Primi provvedimenti della riforma fiscale: novità Irpef ed extradeduzione per nuove assunzioni

Ha preso avvio con i primi provvedimenti l’ampia e importante riforma fiscale prevista in base alla Legge delega 9 agosto 2023, n. 111, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 189 del 14.08.2023, nell’ambito della quale il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi, i decreti legislativi recanti la revisione del sistema tributario, nel rispetto dei princìpi costituzionali nonché dell’ordinamento dell’Unione europea e del diritto internazionale. Si tratta di una vastissima riforma, il cui campo di applicazione comprende tutti gli ambiti del sistema tributario e che dovrebbe condurre a un totale riordino della materia. I primi decreti legislativi approvati in esame preliminare dal Governo nell’ambito della riforma fiscale sono quelli dedicati all’Irpef ed alla fiscalità internazionale. Contestualmente, tra l’altro, ha preso avvio l’iter della legge di Bilancio, anch’essa contenente importanti interventi in campo fiscale, con rilevanti novità a valere dal 2024. Il primo decreto legislativo adottato prevede la riforma degli scaglioni Irpef e di alcune detrazioni, nonché una maggiore deduzione del costo di lavoro dipendente, per imprese e lavoratori autonomi, in caso di nuove assunzioni. Si tratta dei primi interventi ai fini di una non semplice revisione del nostro complesso sistema tributario.

Taglio cesareo, nessun ritardo se il tracciato non dà avvisaglie di rischio

Il Tribunale di Milano, sentenza n. 7154 del 20 settembre 2023, ha rigettato il ricorso per risarcimento danni avanzato iure proprio e iure hereditatis dai familiari di neonato, deceduto 48 ore dopo il parto, avvenuto con taglio cesareo. La morte del bambino, cagionata da una posizione anomala del funicolo con suo avvolgimento al collo del feto, tale da procurare una ipossia aggravatasi rapidamente ed in modo irreversibile, è stata infatti giudicata imprevedibile dai consulenti tecnici incaricati dal giudice di prime cure. In particolare, la perizia ha ricostruito un operato dei medici in sala parto diligente e conforme a tutte le linee guida in materia, e dimostrato che, nella circostanza, un taglio cesareo anticipato rispetto alla sua effettiva esecuzione non avrebbe modificato l’esito. Non essendo pertanto ritenuto possibile dimostrare possibile ravvisare, con criterio ex ante e giustificato dalla osservazione clinica e dalle linee guida richiamate, un ritardo nel procedere a taglio cesareo caratterizzato da negligenza od imperizia dei medici, il tribunale lombardo ha rigettato la domanda attorea per assenza di responsabilità colposa.

Il rimborso spese verso il genitore che ha riconosciuto per primo il figlio ha natura indennitaria

Il diritto al rimborso delle spese in favore del genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio nato fuori dal matrimonio, fin dalla nascita, pur se trova titolo nell’obbligazione legale di mantenimento dell’altro genitore la cui paternità sia stata in seguito dichiarata, ha natura in senso lato indennitaria, essendo diretto a ristorare colui che ha effettuato il riconoscimento dagli esborsi sostenuti, sicché il giudice di merito, ove l’importo non risulti altrimenti quantificabile nel suo preciso ammontare, può utilizzare il criterio equitativo, tenendo conto delle molteplici e variabili esigenze del figlio, soddisfatte o da soddisfare, legate a sviluppo e formazione di studio e professionale, restando indiscutibili le spese di sostentamento, sin dalla nascita, in base a elementari canoni di comune esperienza. Lo stabilisce la Cassazione civile, sez. I, ordinanza 12 ottobre 2023, n. 28520.

Leasing traslativo e insinuazione al passivo: necessaria la quantificazione del credito

Laddove il leasing sia stato risolto prima della dichiarazione di fallimento dell’utilizzatore, trova applicazione la disciplina di cui all’art. 1526 c.c., la quale accorda al proprietario una tutela risarcitoria, sempre che ne sia fatta richiesta. Il concedente che proponga domanda di insinuazione al passivo del fallimento dell’utilizzatore è tenuto a quantificare tutte le voci di credito derivanti dalla risoluzione per inadempimento del contratto; l’eventuale successiva precisazione effettuata in sede di opposizione, secondo cui il credito deve essere ammesso a titolo di equo compenso e di risarcimento del danno non può essere considerata come domanda nuova. Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28579 del 13 ottobre 2023.

Caso Regeni: depositata la sentenza della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 192 del 26 ottobre 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 420-bis, comma 3, c.p.p., “nella parte in cui non prevede che il giudice procede in assenza per i delitti commessi mediante gli atti di tortura definiti dall’art. 1, comma 1, della Convenzione medesima, quando, a causa della mancata assistenza dello Stato di appartenenza dell’imputato, è impossibile avere la prova che quest’ultimo, pur consapevole del procedimento, sia stato messo a conoscenza della pendenza del processo, fatto salvo il diritto dell’imputato stesso a un nuovo processo in presenza per il riesame del merito della causa”.