Past lives: un bellissimo film coreano

Il cinema è sicuramente legato alla cultura, alla storia, alle tradizioni di ogni Paese, qualcosa che sta nel profondo dei suoi abitanti, soprattutto se sono figli di vicende più che millenarie. Il film Past lives affronta questi temi che stanno nel profondo delle persone, più di quanto pensiamo, attraverso le vicende ultratrentennali di due bambini, ragazzini legati da profonda amicizia e intimità (nella scuola e nei giochi), che la vita separa, perché lei, la bambina, segue i genitori in Canada, lui il bambino, resta in Corea. Si perdono di vista, di contatti, di tutto. Lei cambia anche il nome coreano in un nome canadese-americano, sicché lui ha difficoltà a rintracciarla, volendo, con i moderni mezzi di comunicazione.

La “nuova” trasformazione transfrontaliera ex D.Lgs. 19/2023 e l’intervento del notaio

Il d.lgs. 19/2023 ha recepito la direttiva dell’Unione Europea n. 2121 del 2019 e riformato le operazioni straordinarie transfrontaliere che coinvolgono le società. Il decreto, oltre a modificare la disciplina delle fusioni transfrontaliere, peraltro già contenuta nel d.lgs. 108/2008, contiene una nuova regolamentazione delle operazioni di trasformazione e scissione transnazionali. In particolare, la trasformazione transfrontaliera si concreta nel trasferimento della sede sociale in un altro stato, con il conseguente mutamento del tipo sociale e della legge applicabile alla società. La normativa prende in considerazione tanto le operazioni di trasformazione transfrontaliera poste in essere all’interno dell’Unione Europea tra stati che hanno recepito la suddetta direttiva (c.d. armonizzate), quanto le medesime operazioni poste in essere tra stati che non applicano la direttiva. Possono inoltre distinguersi due procedure, una per l’ipotesi in cui sia la società estera a voler trasferire la propria sede in Italia, l’altra per la fattispecie opposta in cui sia la società italiana a voler trasferire all’estero la propria sede.

Superbonus: per attestare il 30% dei lavori bisogna calcolare anche i lavori non agevolati

In riferimento a un ricorso avverso provvedimento di sequestro preventivo avente ad oggetto crediti di imposta, di cui all’art. 119 del d.l. n. 34 del 2020, sia in funzione impeditiva che in funzione della confisca diretta del profitto del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, di cui all’art. 316-ter c.p., la Cassazione ha ribadito l’orientamento di legittimità che, anche in riferimento alle misure cautelari reali, richiede l’applicazione dei principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità, dettati dall’art. 275 c.p.p. per le misure cautelari personali.

Assegno sociale anche agli stranieri con permesso di soggiorno che consenta di lavorare?

Con l’ordinanza del 27 febbraio 2024, n. 29 la Corte costituzionale ha rimesso alla Corte di giustizia UE la questione interpretativa della riconducibilità, o meno, dell’assegno sociale ex art. 3, comma 6, della L. n. 335/1995 tra le prestazioni di sicurezza sociale rispetto alle quali i cittadini di Paesi terzi muniti di permesso di soggiorno per finalità lavorative – o che, comunque, consenta di lavorare – beneficiano della parità di trattamento ex art. 12, paragrafo 1, lett. e), della direttiva 2011/98/UE, essendo dubbio che la sola titolarità di un permesso di soggiorno che consente di lavorare ai sensi della citata direttiva conferisca al cittadino extra UE il diritto di accedere alle prestazioni “miste” alle stesse condizioni dei cittadini del Paese membro in cui soggiorna.