Pd, Renzi: niente congresso straordinario, si fa nei tempi

Alta tensione nel Pd dopo il ritorno in campo di Matteo Renzi all’assemblea degli amministratori Dem. I temi caldi, che dividono i renziani dalla minoranza sono soprattutto quelli, legati a filo doppio, del congresso e delle elezioni. A scendere in campo è, tra gli altri, il presidente del partito che interviene sul congresso: “Da statuto – evidenzia Matteo Orfini – il Congresso del Pd non si può celebrare prima di giugno. Noi – sottolinea – possiamo convocarlo sei mesi prima della scadenza. La scadenza naturale è a dicembre, quindi al massimo lo si potrebbe convocare per giugno, prima il nostro statuto lo vieta”.

Il terzo nodo da sciogliere resta quello della legge elettorale. E il partito resta orientato sul Mattarellum. Una possibilità sulla quale oggi si registra l’apertura di scelta civica. “Se si vuole fare davvero il Mattarellum, e sarebbe un passo avanti rispetto ai due sistemi disomogenei che ci sono adesso, i numeri al Senato ci sono. Magari con qualche correzione che aumenti il peso del proporzionale rispetto ai collegi uninominali – se serve, e a occhio serve – ma ci sono”, dichiara Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, a nome dei gruppi Scelta Civica – Ala di Camera e Senato. “Dichiarazioni pubbliche alla mano dei vari leader, su uno schema di questo tipo dei negoziatori bravi e realmente motivati a raggiungere l’obiettivo potrebbero far convergere la generalità di coloro che hanno votato la fiducia al governo Gentiloni e aggiungervi come minimo i 18 senatori di Scelta Civica e Ala, i 12 della Lega e i 10 di Direzione Italia di Fitto. Sarebbe opportuno che il Pd, quale partito di maggioranza relativa in Parlamento e principale sponsor del Mattarellum, avvii incontri formali con le delegazioni degli altri partiti e gruppi parlamentari”, aggiunge Zanetti.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si sono recati i capigruppo Pd di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda. Nella sede della presidenza del Consiglio era presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. “Abbiamo presentato al presidente del consiglio – ha detto Zanda dopo l’incontro – l’agenda dei due rami del Parlamento. Abbiamo parlato di legge elettorale? Neanche una parola”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *