Marea umana a marcia mondiale diritti gay di Madrid

Una enorme folla multicolore si è rovesciata da questo pomeriggio nel centro di Madrid per la grande Marcia Mondiale dell’Orgoglio gay, convocata per rivendicare pari diritti per la comunità Lgtbi in tutto il mondo.

Partito a fine pomeriggio dalla Glorieta di Atocha, la marea umana, centinaia di migliaia di persone, ha invaso per il centro della capitale spagnola. La sfilata dei 52 carri allegorici è prevista fino a dopo mezzanotte.

La grande marcia dei diritti Lgti, cui gli organizzatori attendevano fino a 2 milioni di persone, chiude la 10 giorni del World Pride, il Festival Mondiale Lgtbi ospitato quest’anno dalla capitale spagnola, protetto da un dispositivo di sicurezza senza precedenti nel timore di possibili attentati. Oltre 3500 agenti hanno protetto oggi la sfilata del ‘Orgullo’, con franchi tiratori appostati sui tetti nei punti più sensibili, due elicotteri che sorvegliavano dall’alto la folla, controlli agli ingressi delle piazze con maggiore concentrazione di gente. Decine di concerti, spettacoli, dibattiti, hanno accompagnato la World Pride di Madrid, che per la prima volta ha ottenuto l’appoggio di tutti i partiti politici spagnoli compreso il conservatore Partido Popular del premier Mariano Rajoy che nel 2005 si era opposto duramente alla legge che legalizzava le nozze gay voluta dal socialista José Luis Zapatero.

Fra i leader scesi in piazza fra le bandiere arcobaleno i segretari di Podemos, Psoe e Ciudadanos, Pablo Iglesias, Pedro Sanchez e Albert Rivera. La Spagna era diventata il quarto paese del mondo a legalizzare le ‘bodas gay’. Ora sono 23. L’ultimo, la Germania, ha lo ha deciso ieri. Sul fronte opposto però, secondo gli organizzatori della World Pride, in 72 paesi del mondo le relazioni omosessuali rimangono proibite. E in alcuni stati islamici possono ancora essere punite con la pena di morte. Nella marea gioiosa e multicolore – molte le parrucche arcobaleno – alcuni volti ‘storici’ della lotta per i diritti della comunità Lgtbi, duramente discriminata dal franchismo, Lgtbi in Spagna. Fra i più noti quello della transessuale Laura Antonelli, oggi deputata regionale socialista di Madrid, ‘uscita dall’armadio’ alla fine degli anni 1970. Madrid, ora “capitale mondiale della diversità”, pare ad anni luce da quello che era nel 1975 alla morte del generalissimo Francisco Franco.

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